BE KIND REWIND - GLI ACCHIAPPAFILM

Titolo Originale: Be Kind Rewind
Genere: Commedia
Regia: Michel Gondry
Sceneggiatura: Michel Gondry
Cast: Jack Black, Mos Def, Melonie Diaz, Danny Glover, Mia Farrow, Sigourney Weaver
Colonna Sonora: Jean-Michel Bernard
Produzione: New Line Cinema
Paese d’origine: USA - 2007
Durata: 101 minuti
Data di uscita: 23 Maggio 2008

 

Jerry (Jack Black), in seguito ad uno strano incidente, si ritrova “magnetizzato” ed a causa di ciò cancella accidentalmente una buona parte delle videocassette dei film del vecchio negozio di video-nolleggio gestito dal suo migliore amico Mike (Mos Def). Avendo fatto un censimento dei nastri distrutti, i due amici decidono di tenere nascosta la cosa ed, in attesa di sostituirli progressivamente, tentano di soddisfare le esigenze di Ms. Kimberley (Mia Farrow), una signora di mezza età che soffre di un inizio di demenza senile la quale è al tempo stesso la più grande cliente della videoteca. Jerry e Mike decidono di “reinterpretare” e filmare con mezzi di fortuna i film cancellati, i quali includono titoli come “Ritorno al Futuro”, “Robocop”, “A Spasso con Daisy”, “Rocky”, “Ghostbusters”, “Rush Hour”, “King Kong” e persino il cartone della Disney “Il Re Leone”...

“Gli Acchiappafilm/Be Kind Rewind” è una commedia surreale per tutti gli amanti del cinema Hollywoodiano che si divertiranno a veder rifatti in maniera arrangiata famosi film hollywoodiani. Il rischio che questo film sia un’ennesima pellicola demenziale è scongiurato dalla firma del geniale Michel Gondry, il regista di lavori originali come “L’Arte del Sogno” e soprattutto il bellissimo “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” (distribuito da noi con il pessimo titolo di “Se mi lasci ti cancello”).
In questo film, Gondry adegua il suo timbro registico alla vena artigianale e naif dei due protagonisti che decidono di improvvisarsi registi e tecnici di effetti speciali; il risultato è un affettuoso e nostalgico omaggio al mondo della celluloide, che al tempo stesso propone un esercizio di parallelismo tra realtà e fiction venato da surrealismo poetico.

Il tema centrale del film, come anche per le due precedenti opere di Gondry, è la materia dei sogni, qui visualizzata nell’opera di rivisitazione amatoriale di alcuni classici del cinema; ma il meccanismo narrativo, alla lunga, diventa ripetitivo e rischia di incepparsi apparendo solo come un semplice collage di sketch comici, nonostante la ragionata parodia e la sicurezza del regista nel gestire la manipolazione di generi e stili dell’industria di Hollywood.
In realtà, il film ha una sceneggiatura molto più complessa di quanto non appaia ad una visione di superficie, con diverse chiavi di lettura tra atmosfere e suggestive evocazioni cinematografiche che sanciscono sia la potenza dell’immaginario filmico (la cosiddetta magia del cinema), sia il suo potere di aggregazione sociale, sia l’elaborazione di trucchi e tecnologie per creare un effetto speciale. Gondry gioca con il cinema e la sua realtà illusoria, permettendosi di fare la parodia del suo stesso film nella sequenza in cui il personaggio interpretato da Jack Black disturba con le sue emissioni elettromagnetiche non solo la televisione, ma anche l’immagine sul grande schermo quando passa davanti alla cinepresa che lo riprende.

Marco Valerio