BATMAN BEGINS

Genere: Avventura/Fantasy
Regia: Christopher Nolan
Sceneggiatura: Christopher Nolan, David S. Goyer
Cast: Christian Bale, Liam Neeson, Michael Caine, Katy Holmes, Gary Oldman, Morgan Freeman, Ken Watanabe
Colonna Sonora: Hans Zimmer
Produzione: Warner Bros.
Paese d’origine: USA - 2005
Durata: 140 minuti

N.d.r.: E’ abbastanza raro che nel nostro sito ci siano ben due recensioni su uno stesso film: in questo caso siamo felici di aver presentato due commenti, ricchi di spunti e riflessioni, sul film “Batman Begins”. Siamo convinti che queste due recensioni, quasi un faccia a faccia visti i pareri diametralmente opposti espressi sulla pellicola in questione, costituiranno una lettura divertente nonché spunto di riflessione con opinioni diverse da confrontare. Buona lettura.

 

E’ sbagliato definire questo nuovo BATMAN BEGINS come il quinto capitolo della saga cinematografica dell’Uomo Pipistrello iniziata nel lontano 1989, né può essere inteso come un semplice “prequel” rispetto ai precedenti film. Piuttosto, questa pellicola costituisce un nuovo inizio, ovvero il primo episodio di una nuova trilogia.
Produrre un nuovo film su Batman era in verità un azzardo per la Warner Bros dopo i penosi risultati (tanto per resa artistica quanto per incassi) dell’ultimo “Batman & Robin” con George Clooney: un fumettone cinematografico superficiale e sgangherato che aveva finito per ridicolizzare una figura affascinante come quella Batman.
Una carta vincente per rilanciarne il mito al cinema, da parte di autori e produttori, è stata dunque quella di affrontare le origini del supereroe inaugurando una nuova linea narrativa slegata da quella dei primi 4 film e, soprattutto, di raccontare il personaggio e tutto il suo mondo in un’ottica praticamente opposta alle altre produzioni: cioè improntata sul più rigoroso realismo, agganciando il personaggio –per toni della narrazione e regia- all’attualità del mondo di tutti i giorni.
Per questo, il nuovo film di Batman è stato affidato ad un autore lontano anni luce dai blockbusters hollywoodiani come Christopher Nolan: un regista noir dallo stile molto personale (ed autore di due sole, interessantissime, opere come “Memento” ed “Insomnia”), il quale con molto rigore ha ri-narrato le origini del Cavaliere Oscuro la cui sceneggiatura è stata da lui stesso firmata insieme allo specialista David S. Goyer, uno sceneggiatore molto bravo e richiesto.
Il risultato è un film quasi totalmente perfetto, superiore persino al celebrato primo “Batman” di Tim Burton; BATMAN BEGINS è un film realistico, oscuro, complesso che cattura perfettamente lo spirito e le atmosfere dell’Uomo Pipistrello al di là delle caratterizzazioni gotico-pop dei precedenti film.
Assistiamo quindi al percorso di vita che fa il miliardario Bruce Wayne, i cui genitori furono uccisi da un rapinatore sotto i suoi occhi quando aveva dieci anni, il quale, divorato dal rimorso e dai sentimenti di vendetta, viaggia per il mondo apprendendo quanto gli serve per combattere il crimine, ma anche cercando di comprenderlo a fondo frequentandone l’ambiente. In Asia, sbandato, viene contattato da un misterioso uomo, Henry Ducard, il quale lo invita ad entrare nella misteriosa Setta delle Ombre di cui lui stesso fa parte: un’organizzazione millenaria di giustizieri dai metodi estremamente radicali guidata dal misterioso Ra’s Al Ghul, i cui membri vivono in un tempio nascosto in Tibet. Qui, Bruce sarà addestrato alle arti marziali, divenendo l’allievo di Ducard ed apprendendo letali tecniche ninja come l’arte di nascondersi tra le ombre o di incutere timore negli avversari. L’apprendistato che ne eleverà le facoltà fisiche e mentali servirà al giovane miliardario anche per focalizzare meglio i suoi obiettivi, per trovare sé stesso e soprattutto per affrontare i suoi demoni (il rimorso per la morte dei suoi cari) e le sue paure, decidendo di divenire l’incarnazione di ciò che lo spaventa di più fin dall’infanzia: i pipistrelli.
Abbandonata la Setta, Bruce ritorna nella sua Gotham City, una città divorata dal crimine, dalla corruzione e dalla crisi economica, che decide di salvare divenendo un simbolo che possa incutere paura nei criminali e speranza nei cittadini onesti: Batman.
E siamo solo a metà del film...
La sceneggiatura di BATMAN BEGINS è ben ideata e sviluppata; la storia risulta complessa e giocata su più piani narrativi, i cui eventi si intrecciano perfettamente tra loro in una trama di ampio respiro e dai toni estremamente noir. Il film ha un approccio narrativo ed uno sviluppo d’intreccio più poliziesco che fantasy, con un realismo estremo (ed a nostra opinione anche piuttosto intrigante) per un film basato su un supereroe.
Le motivazioni e l’evoluzione psicologica di Bruce Wayne/Batman sono poi ben rappresentate tramite dialoghi, flashback e reazioni emotive, rendendo più credibili le scelte del personaggio con spiegazioni logiche coerenti e credibili.
Nolan ha realizzato un Batman epico ed hard boiled, dirigendo un film sommariamente ben strutturato, solido, teso ed avvincente anche se, alla fine, non perfetto. Le parti migliori sono sicuramente quelle senza Batman, ma quando c'è il super eroe protagonista della scena, questi si vede pochissimo, i combattimenti sono rapidissimi e poco chiari, si fatica a capire cosa stia succedendo e non sappiamo dire con certezza se questo sia imputabile ad un preciso intento stilistico da parte del regista, improntato al più serio ed asciutto realismo evitando quindi scene roboanti e spettacolari (tranne sul finale), oppure perché Nolan non è semplicemente un regista d’azione. Sulla fiducia, vista l’ottima resa finale, propendiamo per la prima ipotesi.
Il ritmo narrativo è poi un pò discontinuo, soprattutto nella prima parte della genesi che, comunque, risulta la più interessante del film con tanto materiale psicologico e narrativo perfettamente focalizzato. Certi personaggi, però, risultano solo lievemente abbozzati e magari avrebbero meritato maggiore spazio come, ad esempio, quelli di Ra’s Al Ghul (uno dei criminali più affascinanti dell’universo fumettistico di Batman) o anche il poliziotto Jim Gordon –interpretato da un poco ispirato ma simpatico Gary Oldman-, alleato di Batman che però risulta poco curato ed, in alcune scene, addirittura ridicolo. Poco approfondito anche il carachter di Lucius Fox (interpretato da Morgan Freeman), un personaggio che ha l’unico scopo di essere il deus ex machina tecnologico di Batman, rifornendolo di armi ed attrezzature, aiutandolo indirettamente nella sua crociata contro il crimine senza avere spessore alcuno.
Anche il personaggio del criminale “Lo Spaventapasseri” è scarsamente sviluppato e la sua presenza nel film poteva essere evitabilissima visto che è in sé poco giustificata e pare adempiere unicamente alla funzione di essere il secondo cattivo della storia, come è ormai tradizione dei film di Batman (che di supercriminali ne affronta due alla volta per ogni pellicola).
Per quanto riguarda il cast, esso è quanto di più eterogeneo e lussuoso si sia visto da parecchio tempo a questa parte e rivaleggia con quello “all stars” di “Sin City”, con un talentuoso Christian Bale che incarna il miglior Batman cinematografico mai visto; Bale è perfettamente calato nella parte e dà al personaggio molto spessore emotivo e psicologico. Ottimi e credibili anche Liam Neeson ed il decano Michael Caine nelle rispettive parti del mentore/nemesi di Batman e del maggiordomo/confidente/padre putativo di Bruce Wayne. Pollice in basso invece per la bella Katy Holmes che incarna la classica ragazza da salvare (con relativa storia sentimentale, grazie a Dio poco evidenziata) che però non lascia assolutamente traccia d’interesse nel pubblico, interpretando con poca credibilità e molto vezzo un personaggio che ricorda il carachter televisivo della serie Tv “Dawson's Creek” che ne ha lanciato la carriera.
Per il resto, meritano un plauso le musiche –roboanti e trascinanti- composte da Hans Zimmer (Oscar per “Rainman”) ed il lavoro dei realizzatori delle scenografie esterne (reali e digitali) che hanno concepito una Gotham City non più gotica come quella vista nei due Batman di Burton, ma ugualmente oscura e visualizzata come una metropoli tecnologica ed al tempo stesso decadente che ricorda molto, nei vicoli piovosi e bui, la città di “Blade Runner”. In linea con il realismo del film, merita un’ultima menzione anche la nuova Batmobile, concepita praticamente come un mezzo militare corazzato che risulta più credibile e pratico (l’unica concessione alla mitologia batmaniana è costituita dal suo reattore posteriore fiammeggiante) rispetto ai vari ed ingombranti gotici macchinoni a punta, con ali e pinne, visti nei precedenti film; anche questo è un ulteriore segno della distanza tra i vecchi film ed il nuovo BATMAN BEGINS, un film che tra l'altro è imperniato sul concetto della "paura" nell’uomo, che per la prima volta in tanti anni fa piena luce sulla psicologia di un grande personaggio e potenzialmente si candida ad essere il miglior lungometraggio di supereroi mai girato fino ad ora.

Paolo Pugliese

 

Film noioso e piatto. Doppiamente scialbo: nella sceneggiatura e nella fotografia.
Mortalmente noioso nella prima parte, in cui, guardando disperatamente l’orologio, ci si chiede quando finalmente comparirà Batman e farà decollare la storia, nel frattempo si assiste, sopprimendo uno sbadiglio, a interminabili sequenze viste un milione di volte del povero derelitto che, accolto e addestrato da una misteriosa setta segreta ninja sull’Himalaya, ritrova sè stesso e la voglia di giustizia... olè! Peccato, che tra sessioni di addestramento, fisico e mentale (con le solite banalità sparse a profusione del tipo “vinci la paura”, “controlla il territorio” e via di questo passo) e flashback della sua infanzia traumatica passi una buona oretta tediosa e di scarso interesse. Per non parlare della strana tendenza che hanno i cattivi di lasciare polvere da sparo sparsa un pò dovunque in casa propria, giusto per facilitare il compito a giovani e inesperti vigilanti mascherati...
Quando Bruce Wayne finalmente ritrova se stesso e incanala i rimorsi e la collera in una voglia di giustizia e non di vendetta, allora si inizia a sperare che “ah, ora diventa Batman!”. Invece no, ancora lunghe e noiose spiegazioni di come Bruce torna a casa, di come scopre la Batcaverna, di come si procura i suoi geniali marchingegni eccetera, eccetera.
Certo, un film che si chiama BATMAN BEGINS deve raccontare le origini del personaggio e non è questo che rimprovero al regista, quanto il fatto che la narrazione procede lenta e svogliata, sommergendo di noia lo spettatore.
Quando poi finalmente (!!!) Batman compare, il film effettivamente si trasforma, però in peggio, facendo persino rimpiangere il soporifero approccio psicologico della prima parte: il film diventa fracassone e molesto, con effetti sonori degli scontri sparati a mille e lunghi e insensati inseguimenti automobilistici. L’idea di far apparire Batman come una presenza tangibile ma sfuggente, spettrale, quasi invisibile, è ottima ma l’atmosfera lugubre e cupa così creata va a farsi benedire per colpa delle già menzionate gazzarre motoristiche (che possono fare la gioia dei fan di Vin Diesel, ma non certo di quelli di Nolan o di Batman) e di assordanti sequenze di “CRUNCH” “BOOOM” “BRADANG” che portano al termine della proiezione ad alzarsi sfiniti e con le orecchie doloranti. Per non parlare della passione che Nolan dimostra avere per le case che vanno in mille pezzi tra fragorose e imponenti esplosioni. In questo film ce n’è un intero catalogo.
Non è con questi mezzucci che si crea tensione tra gli spettatori...
Non mi dilungo su altri fattori negativi, accennando solo al fatto che anche il finale non sfugge alla piattezza generale del film, risultando sbrigativo e tirato per i capelli, con poche emozioni e poca tensione. Si ha l’impressione che Nolan, dovendo realizzare la classica sfida finale tra l’eroe e la controparte, si sia limitato a svolgere il compitino strettamente necessario senza sforzarsi di uscire dagli schemi consolidati di questo genere di film.
Poco convincenti anche gli avversari di Batman, con un cattivo –Henry Ducard/Liam Neeson- poco carismatico e abbastanza insulso nelle sue caratterizzazioni e motivazioni. Più interessanti, ma poco sfruttati i suoi sottoposti, il boss della malavita Falcone e lo Spaventapasseri (che fa una fine veramente ignominiosa, abbattuto da una ragazzotta spaventata, armata di un semplice taser). Peccato perché l’accoppiata tra i due avrebbe dato risultati più interessanti ai fini della trama, accostando il mondo malavitoso classico di Falcone, fatto di violenza, corruzione e sopraffazione, con la malsana e ripugnante doppia vita dello Spaventapasseri. Invece si è preferito ricondurre il tutto all’ennesimo super criminale che vuole distruggere la città per sue labili e ridicole motivazioni.
Sbiadita anche la presenza femminile nel film, limitata a quella di Katy Holmes nel ruolo del procuratore distrettuale Rachel Dawes che però non esce mai dai suoi stretti confini di personaggio di contorno e poco aggiunge alla trama e alla personalità di Wayne, non sfuggendo al grigiore generale.
Un film insapore, spesso noioso nella prima parte, inutilmente assordante nella seconda. Un’occasione persa che dimostra come per girare un buon film tratto dai fumetti, non basta cercare di rimanere il più possibile aderenti al personaggio su carta. E il Batman di Tim Burton sta lì a dimostrarlo.


Mario "Otto Wurstel" Colasuonno

 

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