BABYLON A.D.

Titolo Originale: Id.
Genere: Fantascienza/azione
Regia: Mathieu Kassovitz
Sceneggiatura: Eric Besnard & Mathieu Kassovitz
Cast: Vin Diesel, Melanie Thierry, Gérard Depardieu, Michelle Yeoh, Charlotte Rampling, Lambert Wilson, Mark Strong, Radek Bruna
Colonna Sonora: Atli Örvarsson
Produzione: 20th Century Fox, Canal Plus e StudioCanal, Canal+, Légende Films, MNP Entreprise, Okko Productions
Paese d’origine: USA/Francia - 2008
Durata: 90 minuti
Data di uscita: 24 Ottobre 2008

 

In un futuro molto vicino sconvolto da guerre sanguinose, l’Europa è un continente in crisi, controllato in parte da associazioni criminali come la Mafia dell’Est. Il mercenario Toorop (Vin Diesel), ex-veterano dell’esercito, accetta l’incarico di scortare una giovane donna (Melanie Thierry) chiamata Aurora da un monastero in Russia dove è cresciuta ad una misteriosa destinazione nel cuore di Manhattan. Durante il viaggio Toorop scopre che la ragazza è una sorta di arma biologica e porta nel suo corpo un virus batteriologico creato in laboratorio in grado di infettare e distruggere in poco tempo l’intera razza umana. Ma, oltre ai servizi segreti militari e le multinazionali, sono interessati alla donna anche una congrega di persone che si mette all’inseguimento della coppia convinti che lei porti in realtà in grembo un feto umano superiore, atteso come il nuovo Messia per salvare un mondo dall’autodistruzione.

“Babylon A.D.” è un thriller di fantascienza inerente le tematiche di manipolazione genetica con atmosfere futuristico-sociali decadenti che rimandano a quelle di un film come “I Figli degli Uomini” di Alfonso Cuarón, ma anche al “Blade Runner” di Ridley Scott; il film, frutto di una coproduzione anglo-francese realizzata con un budget di oltre 60 milioni di dollari, ha una storia tratta da un piccolo romanzo di culto come “Babylon Babies” di Maurice G. Dantec, mentre la regia è stata affidata al talentuoso regista-attore francese Mathieu Kassovitz (“L’Odio”, “I Fiumi di Porpora”), al suo secondo film americano dopo il thriller paranormale “Gothika”. Sulla carta, ci sarebbero tutti gli ingredienti per il successo, compreso il fascino ruvido del protagonista Vin Diesel (“XXX”,“The Fast and the Furious”,“Pitch Black”) ed un cast di attori noti come Michelle Yeoh (“La Tigre ed il Dragone”, “007-Il Domani non Muore Mai”), Gérard Depardieu (“Cyrano de Bergerac”, “Novecento”) e Charlotte Rampling (“Il Portiere di Notte”,”Zardoz”)... eppure il film appare fin dai primi minuti sbagliato, presuntoso ed eccessivamente impostato.

La linea narrativa voluta, supponiamo dai produttori, predilige il lato più spettacolare della vicenda rinunciando a tutto il substrato di riflessioni bio-etiche e politiche presenti invece nel romanzo, le cui tematiche vengono ridotte ad un confuso apologo scientifico/religioso sul futuro dell'umanità.
Tali rinunce impoveriscono molto la trama che diventa eccessivamente lineare e povera di contenuti, aumentandone la grana con sequenze d’azione filmate in maniera professionale ma anche convenzionale da un Kassovitz svogliato, forse demotivato per i continui scontri con la produzione che hanno fatto in seguito dichiarare al regista di aver fatto “l’esperienza peggiore della sua carriera”, disconoscendolo come suo film.
Tale esperienza si ripercuote al cinema sugli spettatori, che assistono ad un film banale, artificioso e senza mordente: uno dei soliti e superficiali kolossal sci-fi Hollywoodiani che butta ai quattro venti il materiale narrativo a propria disposizione, autopenalizzandosi con un finale monco ed affrettato.
L' ennesima occasione sprecata, insomma, di trarre da un buon libro un buon film.

Marco Valerio