BABEL

Titolo Originale: Id.
Genere: Drammatico
Regia: Alejandro Gonzáles Iñárritu
Sceneggiatura: Guillermo Arringa & Alejandro Gonzáles Iñárritu
Cast: Brad Pitt, Cate Blanchette, Peter Wight, Mohamed Akhzam
Colonna Sonora: Gustavo Santaolalla
Produzione: Steve Golin, John Kilik, Alejandro Gonzàles Iñárritu
Paese: Messico/USA - 2006
Durata: 142 minuti

 

Quattro storie, ai quattro angoli del globo, che sembrano completamente slegate mentre sono intrecciate a doppio filo, imprescindibili l’una dall’altra.
In Medio Oriente un pastore porta un fucile ad un amico per contrastare i lupi, ma i ragazzini che pascolano il gregge si lasciano andare al tiro al bersaglio ai danni di un pullman di passaggio, ferendo gravemente una turista americana. Subito i giornali di tutto il mondo parlano di agguato terroristico. In Giappone una ragazzina adolescente cerca disperatamente, e per le vie peggiori, qualcuno che la svergini: ha un pessimo rapporto col padre e soprattutto non ha ancora digerito la prematura morte della madre. Una tata messicana che lavora negli USA, pur di partecipare al matrimonio della figlia in patria, decide di portare con sé i due bambini che le sono stati affidati. Il ritorno notturno non sarà semplice…
È un pungo nello stomaco il nuovo film di Inarritu, la cui cifra stilistica e i cui interessi erano già chiari nel precedente “21 grammi”. Lo stile è asciutto, quasi documentaristico, con massiccio uso della macchina a mano e luce naturale; gli interpreti sono più che convincenti nella loro recitazione naturalistica; i particolari, anche raccapriccianti, non ci vengono risparmiati, il buonismo è bandito da ogni descrizione ambientale e personale.
Inarritu racconta quattro mondi, tutti in maniera convincente, anche se le sorprendenti concatenazioni tra le quattro storie (che non sveliamo per ovvi motivi) ci mostrano che il Mondo, sempre di più, in realtà è uno solo, politicamente e culturalmente parlando.
In tutto ciò è quasi inutile specificare che la politica imperialistica degli Stati Uniti ne esce piuttosto malconcia. Anche nei confronti dei suoi stessi cittadini: Brad Pitt e Cate Blanchette, vittime dell’”attentato” da parte dei due pastorelli, non trovano né nei loro compagni di viaggio (tutti occidentali), né nella loro stessa ambasciata il sostegno medico ed umano di cui hanno bisogno. La più bistrattata (e meglio raccontata, essendo Inarritu suo connazionale) è sicuramente la vecchia tata messicana, che, al termine di una lunga e straziante notte, per aver commesso un errore, seppur grave, viene estromessa senza pietà dal territorio statunitense dove ormai da anni aveva costruito la sua vita e le sue relazioni. L’episodio psicologicamente più complesso e in molti modi a sé stante rispetto al resto, rimane comunque quello giapponese, che però a nostro avviso avrebbe avuto bisogno di uno sviluppo maggiore vista la complessità del tema e quindi resta un po’ un oggetto strano e per alcuni versi gratuito nell’economia del film.

Bruno di Marcello