BAARIA
Genere: Drammatico
Regia: Giuseppe Tornatore
Sceneggiatura: Giuseppe Tornatore
Cast: Francesco Scianna, Margareth Madè, Raoul Bova, Angela Molina, Nicole Grimaudo, Ficarra e Picone, Leo Gullotta, Lina Sastri, Luigi Lo Cascio, Michele Placido, Nino Frassica, Monica Bellucci, Enrico Lo Verso, Vincenzo Salemme, Donatella Finocchiaro, Beppe Fiorello, Luigi Burruano, Tony Sperandeo, Paolo Briguglia, Laura Chiatti.
Colonna Sonora: Ennio Morricone
Produzione: Medusa, Quinta Communications, Exon Film
Paese d’origine: Italia 2009
Durata: 150 minuti
Data di uscita: 25 Settembre 2009

 

Baaria è un piccolo centro della Sicilia, i suoi abitanti, quasi tutti contadini e pastori vivono intensamente i cambiamenti storici e politici degli ultimi ottanta anni di storia italiana. Attraverso la seconda guerra mondiale, l’avvento della repubblica e del comunismo, fino ai giorni nostri con l’asfissiante predominio mafioso, Baaria diventa il più grande centro abitato della provincia di Palermo con tutte le contraddizioni tipiche del Sud Italia, tra un patrimonio storico incredibile fatto di splendide ville barocche ed il caos del traffico di tutti i giorni.

Giuseppe Tornatore, regista ed autore della sceneggiatura di Baaria - La Porta del Vento, ci regala una storia intensa, ricca di dettagli e di personaggi indimenticabili. Attraverso le vicissitudini di Peppino e Mannina dà vita ad una storia di grande passione ed intensità che non può non lasciare un segno nello spettatore. I volti bruciati dal sole, l’arida terra, gli sterminati campi di ulivi e limoni, e l’immensa povertà di una terra che sopravvive e si divincola tra le antiche tradizioni e la volontà di cambiare, Baaria è questo ed altro ancora. La coralità che ancora una volta caratterizza l’opera di Tornatore frammenta la storia di questa città in mille altre storie, in mille realtà di gioia e dolore, di amore e sofferenza. Ogni sguardo, ogni sorriso, ogni luogo è illuminato da una fotografia che evidenzia il calore di una Sicilia solare e africana.
Può forse non piacere la teatralità della recitazione, ma il siciliano è un dialetto teatrale forte e prepotente, fatto di grande gestualità e troppo spesso abusato dalla comicità televisiva. Discutibile la scelta di distribuire in Italia una versione doppiata della pellicola riservando la versione in “baariota” alla Sicilia ed al mercato estero, probabilmente a causa delle esigenze del pubblico italiano più propenso a rinunciare all’unicità di un dialetto così intenso e sicuramente poco disponibile all’utilizzo dei sottotitoli.

Il nutrito gruppo di attori che ci accompagna in questo viaggio si dimostra all’altezza della situazione assecondando la volontà di Tornatore nel creare personaggi quasi felliniani, capaci di ironizzare sulla propria povertà e sulle sventure in cui si muovono con disinvoltura. Tanti i volti notissimi che hanno reso onore a Baaria, talvolta solo con un breve cameo, altre volte con ruoli più significativi. Tra tutti un’indimenticabile Angela Molina, una brava Nicole Grimaudo in duetto con la grande Lina Sastri, l’ottimo duo Ficarra e Picone questa volta totalmente separati nella vicenda, ed ancora il buffo Leo Gullotta, ma sono tanti i piccoli e indimenticabili ruoli di questa storia, impossibile non citare Michele Placido, Enrico Lo Verso, Beppe Fiorello, Nino Frassica e Corrado Fortuna. Sorprendono anche i due esordienti Francesco Scianna e Margareth Madè capaci di creare un’intesa romantica e tenera che fa da filo conduttore a tutta la vicenda.

Sublimi, ancora una volta, le musiche di Ennio Morricone, avvolgono gli spettatori in maniera sinuosa e toccante, accentuando la poeticità di questa storia che vola tra i decenni talvolta sfiorando con dolcezza talvolta travolgendo con veemenza.
Baaria è, di sicuro, l’ennesima piccola grande storia, con i suoi piccoli grandi eroi, uomini e donne di tutti i giorni, che sopravvivono agli orrori della guerra, della povertà e dei soprusi, capaci di lottare allo stremo delle forze, e non importa se questi temi insieme a quello della mafia sono argomenti triti e ritriti perché l’unicità di questa storia e la passionalità con cui viene raccontata fanno di questo film una perla preziosa commovente ed imperdibile.

Giulia Di Natale