AUSTRALIA

Titolo Originale: Id.
Genere: Avventura/Drammatico/Sentimentale/Bellico
Regia: Baz Luhrmann
Sceneggiatura: Baz Luhrmann , Richard Flanagan , Ronald Harwood , Stuart Beattie
Cast: Nicole Kidman, Hugh Jackman, Bruce Spence, Brandon Walters, Bryan Brown, David Gulpilil, David Wenham, Jack Thompson
Colonna Sonora: David Hirschfelder
Produzione: Bazmark Films, Twentieth Century-Fox Film Corporation
Paese d’origine: Australia - 2008
Durata: 151 minuti
Data di uscita: 16 Gennaio 2009

 

Lady Sarah Ashley (Nicole Kidman) è una nobildonna inglese che eredita un ranch nell’entroterra australiano, con un appezzamento di terreno enorme, grande quasi quanto un piccolo Stato. Quando alcuni “baroni” del commercio di bestiame tentano di impadronirsi della sua terra facendo leva sui debiti della proprietà, la donna non ha altra scelta che vendere la sua mandria sul mercato della costa per reperire il denaro sufficiente onde riscattare definitivamente la fattoria. Con riluttanza, ma anche con coraggio, unisce le sue forze con un mandriano (Hugh Jackman) per portare 2000 capi di bestiame per centinaia e centinaia di miglia attraverso lande deserte ed inospitali. Affrontando fatiche ed ogni genere di difficoltà, i due riusciranno ad arrivare a destinazione, solo per trovarsi davanti al bombardamento della città di Darwin da parte delle forze aeree giapponesi, che solo qualche mese prima avevano attaccato la base americana di Pearl Harbor. E’ l’inizio della Seconda Guerra Mondiale.

Avventura, guerra, amore, coraggio e spazi sconfinati sono gli elementi caratterizzanti di “Australia”, nuovo film di Baz Luhrmann, il pindarico regista di film come “Moulin Rouge” e “Romeo+Juliet”, il quale si ispira ampiamente ad un classico del cinema come “Via col Vento”.
L’operazione portata a termine da Luhrmann è evidente: realizzare uno di quei film che non si vedono da anni al cinema, ovvero un robusto melodramma-cartolina che unisce il genere tradizionale con quello post moderno.
Il film è visivamente grandioso ed intrigante, tecnicamente ineccepibile, con paesaggi spettacolari, eppure non convince fino in fondo, portando sul grande schermo pregi e difetti di un certo tipo di cinema del passato: l’ampio uso di stereotipi cinematografici, caratterizzazioni banali, convenzioni narrative ed una certa prevedibilità di sviluppi rendono questo film un lussuoso polpettone patinato la cui selvaggia ambientazione australiana è l’elemento più affascinante.
Il regista è bravo, realizzando non poche inquadrature decisamente spettacolari, ma non può certo fare miracoli da solo, come ad esempio rendere credibile un film basato su una sceneggiatura mediocre e superficiale, con una rigida e schematica impostazione dei personaggi: da un lato i buoni, dall’altro i cattivi. Eventuali elementi di spessore narrativo, come la denuncia del ruvido sfruttamento inglese di terre e risorse australiane oppure i vergognosi orfanotrofi per bambini aborigeni, sono poco approfonditi ed affossati da un eccessivo buonismo antirazzista.
“Australia” è un kolossal scontato e superficiale, eccessivamente lungo e dispersivo che dopo il primo tempo finisce per annoiare, nonostante la presenza di due star del cinema americano qui belli ed affascinanti, ma non proprio al massimo della loro arte.

Marco Valerio