ASTRO BOY

Titolo Originale: Id.
Genere: Animazione/Commedia/Fantascienza/Avventura
Regia: David Bowers
Sceneggiatura: David Bowers, John Ottman, Timothy Harris
Cast: Silvio Muccino, Carolina Crescentini, Trio Medusa
Musica: John Ottman
Produzione: Imagi Animation Studios, The Weinstein Company, Eagle Pictures
Paese d’origine: Stati Uniti - 2008
Durata: 94 minuti
Data di uscita: 18 Dicembre 2009

 

Per chi fosse a digiuno di animazione nipponica, ASTRO BOY rappresenta per il Giappone quello che è Pinocchio per l’Europa o Topolino per l’America: un personaggio amatissimo, nonché il più celebre eroe d’animazione per grandi e piccini del paese del Sol Levante, a cui si deve l’inizio dell’iconografia dei celebri robottoni.
Nato originariamente come fumetto nell’Aprile del 1952, ad opera di Osamu Tezuka (autore anche di Kimba il Leone Bianco, La Principessa Zaffiro, Cyborg 009 e Super Robot 28), serializzato come cartone animato nel 1968, con un remake nei primi anni ’80, ASTRO BOY è un androide con le fattezze di un bambino creato dal dottor Tenma, un grande scienziato esperto in robotica che gli ha dato l’aspetto del figlio, morto in un tragico incidente.

Nonostante le dimensioni e l’aspetto non minaccioso, Astro è in realtà un’arma vivente potentissima e corazzata, alimentato da energia nucleare e quindi dotato di super-forza nonché svariate armi ad energia, oltre ad essere in grado anche di volare. Il suo cervello elettronico è sofisticatissimo, con schemi cerebrali simili a quelli umani che con il tempo gli permettono di sviluppare una coscienza ed un proprio carattere, tanto altruistico da decidere autonomamente di usare le capacità in suo possesso per il bene dell’umanità, proteggendo la sua Metro City da minacce robotiche, terroristi e sedicenti dominatori del mondo.
Il personaggio potrebbe essere definito come una sorta di Pinocchio robotico del futuro, che ha appassionato diverse generazioni di lettori e spettatori con le sue avventure, ottenendo un discreto successo anche in Europa e Stati Uniti.
E proprio gli americani rilanciano con uno spettacolare lungometraggio d’animazione in CGI (Computer Grapic Imaging), diretto da uno specialista del genere: il regista del cartoon digitale “Giù per il Tubo” David Bowers, professionista nel campo dell’animazione da molti anni, con collaborazioni nei film "Il Principe d’Egitto," "La Strada per El Dorado", “Galline in Fuga”, "Shark Tale" e "Wallace & Gromit: la Maledizione del Coniglio Mannaro”.

Realizzato dal laboratorio Imagi Studios di Hong Kong, già responsabile di “TMNT”, ASTRO BOY è una favola fantascientifica sia per adulti che per piccini, dall’animazione sofisticata e spettacolare.
Mantenendo gli elementi originali del personaggio, per non scontentare le centinaia di migliaia di fan, il film propone una versione comunque aggiornata del robot-bambino, protagonista di una storia sviluppata con abile superficialità, mescolando sequenze spettacolari e di combattimento a momenti comici ma anche introspettivi: è il caso della crescita emotiva di Astro, robot che comunque si crede un bambino vero e la cui evoluzione psicologica è ben esposta.
Non tutto è perfetto comunque: qua e là si avverte una certa estraneità da parte dei realizzatori per quanto riguarda l’essenza stessa del personaggio, inquinato da una dose eccessiva di elementi macchiettistici.
Il risultato complessivo è comunque gradevole, con aperti rimandi a personaggi come il già citato Pinocchio, ma anche supereroi come Iron Man e Spider-Man, oltre ad opere come “Metropolis” di Fritz Lang, “A.I. – Intelligenza artificiale” di Steven Spielberg, “King Kong” di Peter Jackson e la seconda trilogia di “Star Wars” di George Lucas.

Marco Valerio