George
Valentin è una star in una Hollywood dell’epoca
d’oro del cinema muto, nel pieno degli anni ’30.
Acclamato dai critici e dalla folla, rischia di vedere la
sua fama oscurarsi con l’avvento del sonoro. Dopo un
periodo di buio, arriva però la luce, e per Valentin
una nuova chance: Peppy Miller, una giovane attrice, farà
breccia nel suo cuore e nella sua vita, rendendogli la gloria
meritata.
E’ una sorpresa avvicinarsi a questa pellicola: se alle
prime si è spiazzati dalla mancanza della voce e dei
dialoghi, e dal bianco e nero sullo schermo, si è poi
colpiti dalla generosità del regista e dalla bravura
degli attori. Michel Hazanavicius riesce a trasportarci nell’America
degli anni ’30, regalandoci la sua visione poetica degli
addetti ai lavori che hanno vissuto, respirato, e prodotto
nel tempio del cinema, Hollywood. Il cast si è trovato
perfettamente a suo agio con la produzione americana: la gratitudine
per un regista francese che voleva narrare della vita di tutte
queste persone non poteva risultare vano, e si poteva solo
dare il meglio di se stessi, insieme. Accanto
ai cameo di attori come Malcom McDowell, e alla curiosa partecipazione
anche di Uggy, un cane che vanta già numerose partecipazioni
in altri film del regista, i protagonisti assoluti sono Jean
Dujardin e Berenice Bejo, che portano sul grande schermo una
buona dose di allegria: spettacolari, pieni di brio e di una
energia folle, comunicano la loro voglia di vivere pur essendo
muti, senza parole. Muovendosi tra le scene, leggeri e impalpabili
come l’aria, dialogano solo con le loro espressioni,
civettando con lo spettatore, ammiccando con lo sguardo compiacente,
e trasportandoci in tutto il film senza risentire di alcuno
sforzo.
Jean Dujardin è un vero fenomeno e interagisce con
la macchina da presa perfettamente: integra sia un linguaggio
del corpo che una mimica del viso che lo rendono versatile
in qualunque scena gli venga sottoposta. E’ sfavillante,
si dona completamente senza limiti, raccogliendo il plauso
in maniera entusiasmante.
La sua partner Berenice Bejo, che interpreta la giovane Peppy
Miller, è favolosa nella sua recitazione: il suo viso
vintage, senza tempo, che incarna tutte le dive americane
da Joan Crawford a Marlene Dietrich, dimostra una straordinaria
freschezza, una bontà e un senso di positività
per tutto il film. E’ lei che raccoglie i pezzi del
fallimento di George Valentin, offrendo una seconda possibilità,
senza chiedere nulla in cambio: una madre, una compagna, una
partner eccezionale. Non è calcolatrice ma anzi sempre
ispirata, naturale in ogni sua posa, ed è il brio che
illumina lo schermo con un sorriso.
Due
volti che la fotografia ha saputo rendere perfettamente: né
troppo nitida e forte ad illuminare troppo, ma una pellicola
i cui i toni del bianco e del nero sono stati miscelati e
sfumati in maniera accurata, e la cui resa è apparsa
perfetta per ciò che si voleva realizzare. Un lavoro
che il team francese e americano ha festeggiato con una festa
collettiva per celebrare la passione che li ha uniti sin dall’inizio:
un omaggio al pubblico che con tanta fiducia continua a sostenere
il cinema, dagli albori fino ad oggi, con tanta dedizione
e sostegno, in memoria di tanto ore passate insieme.
Alessandro Cristofaro