ANIMANERA

Genere: Drammatico/Thriller/Poliziesco
Regia: Raffaele Verzillo
Sceneggiatura: Pier Francesco Corona & Raffaele Verzillo
Cast: Luca Ward, Giada Desideri, Antonio Friello, Domenico Fortunato, Elisabetta Cavallotti, Luis Molteni
Colonna Sonora: 16 Bit
Produzione: Marco Verzillo, Scripta Progeda S.r.l., De Angelis Group
Paese d’origine: Italia - 2006
Durata: 93 minuti
Data di uscita: 29 Agosto 2008

 

Enrico Russo (Antonio Friello) è un educato amministratore di condomini, ma dietro la sua facciata rispettabile nasconde un lato mostruoso ed inconfessabile: quello di essere un serial killer pedofilo che rapisce, violenta e massacra bambini per poi nasconderne i resti.
Un poliziotto tormentato (Luca Ward) insieme ad una psichiatra (Giada Desideri) ed un magistrato (Domenico Fortunato) gli danno la caccia lottando contro il tempo per evitare un nuovo spargimento di sangue innocente. Intanto, Enrico circuisce la sua nuova vittima: Andrea, un bambino di sette anni trascurato dai suoi genitori, ma, anche se è il suo lato pedofilo a guidarne le azioni, una sorta di istinto paterno si fa strada nel suo animo accarezzando il sogno di essere per il bambino quel padre buono che lui non ha avuto...

Pur ritenendo apprezzabile lo sforzo di realizzare un thriller inerente un argomento di denuncia così difficile e spiacevole, riconoscendo agli autori una certa onestà di intenti narrativi ed anche il pregio di aver evitato qualsiasi effettaccio gratuito e voyeuristico, non possiamo ignorare i molteplici ed evidenti errori di questo film davvero poco riuscito, a cominciare da una sceneggiatura banale che si dipana attraverso sviluppi narrativi poco coerenti e contenuti introspettivi decisamente sopra le righe.
Se il film poi si presenta come un thriller agghiacciante nei trailer pubblicitari non risulta certo tale alla sua visione, dove qualsiasi elemento di suspence viene stemperato da una rappresentazione scenica povera e scarna, dialoghi enfatici ed un ritmo da fiction televisiva; Raffaele Verzillo, al suo primo lungometraggio cinematografico, è il regista della serie tv “Incantesimo” e si vede. La regia, stiracchiata e senza inventiva, non riesce a dare né la direzione né il giusto peso drammatico alla storia che, a causa anche di una sceneggiatura imperfetta, si accartoccia su sé stessa girando a vuoto in diversi punti di snodo, con un’improbabile e gratuita storia d’amore ed un finale raffazzonato, durante il quale l’indagine arriva ad una svolta assolutamente improbabile ed algida nella sua catarsi.

“Animanera” ha quindi la colpa di essere un thriller psicologico senza approfondimento e senza climax, un film lacunoso anche dal punto di vista degli interpreti, tutti di origine televisiva ed insipidi (Giada Desideri, Domenico Fortunato, Elisabetta Cavallotti), tra i quali però svettano per meriti opposti Antonio Friello e Luca Ward: il primo ci regala un’interpretazione convincente di un personaggio malsano e sgradevole, forse calcando un pò troppo sulla mimica ed il timbro vocale; il secondo invece esagera fino al ridicolo nella sua caratterizzazione da agente smargiasso, rifacendosi un pò troppo agli eroi dei “poliziotteschi” italiani degli anni ’70 come gli indimenticabili Maurizio Merli e Luc Merenda, i quali comunque erano ben altro rispetto ad un Ward troppo impostato e rigido come attore che finisce per trasformare il suo personaggio in una macchietta, confermandosi un professionista migliore come doppiatore (Pierce Brosnan e Russel Crowe).

Paolo Pugliese