ANGEL - A

Titolo Originale: Id.
Genere: Commedia/Fantasy
Regia: Luc Besson
Sceneggiatura: Luc Besson
Cast: Jamel Debbouze, Rie Rasmussen, Gilbert Melki, Serge Riaboukine
Colonna Sonora: Anja Garbarek
Produzione: Europacorp, TF1 Films & Apipoula Production, Canal +
Paese d’origine: Francia - 2005
Durata: 88 minuti

 

Andrè è un truffatore di mezza tacca, un uomo che non ama la sua vita tanto da essere oppresso da debiti con molti criminali della sua città fino a decidere di suicidarsi gettandosi nella Senna da un ponte. Ma mentre sta per farlo, una donna bionda e bellissima si getta prima di lui (o meglio, si getta per salvarlo) ed André non potrà fare altro che salvarla. La donna, misteriosa e statuaria, si chiama Angela e si rivela una sorta di angelo candido e sceso dal cielo che deciderà di aiutare André nei modi più disparati e contro la sua volontà. Sette anni dopo il suo ultimo film, torna al cinema l’ex “enfant terrible” del cinema francese Luc Besson (“Nikita” e “Leon”) per narrare una favola di buoni sentimenti, minimalista e scanzonata. Calata in una Parigi un pò astratta, fotografata in un luminosissimo bianco e nero, ANGEL-A è una pellicola che racconta una storia di romantica redenzione, con alcune suggestioni fiabesche e con una strana coppia di protagonisti: piccolo, scuro e bruttino lui, alta, bionda e bellissima lei.
Bisogna dire che il meglio di sé Besson lo esprime soprattutto attraverso il lavoro di regista, con delle belle intuizioni a livello di inquadrature e dei bei passaggi di cinepresa ma, purtroppo, lascia molto a desiderare quando lavora come sceneggiatore, scrivendo film molto leggeri e con poca sostanza narrativa. I bei exploit di scrittura dei suoi film più famosi quali “Subway” ed i già citati “Nikita” e “Leon” appaiono lontanissimi dal livello medio-basso delle sceneggiature più recenti firmate da Besson (come i due ”Transporter”, “Yamakasi” e la trilogia di “Taxxi” da lui scritti e prodotti). Non fa differenza neanche quest’ultimo ANGEL-A, il quale propone una storiellina moraleggiante che ha per tema portante la forza dell’amore ma che risulta in più punti forzata ed affonda inesorabilmente sia a causa di un buonismo troppo ostentato per non risultare artificiale sia anche per la povertà dei dialoghi, estremamente piatti e banali.
Ci si aspettava molto di più da Besson pensando che è passato davvero parecchio tempo dalla sua ultima fatica cinematografica (il non riuscitissimo “Giovanna D’Arco”) ed ANGEL-A si rivela essere una sorta di piccolo “capriccio” del regista, inferiore alle aspettative del pubblico.
Non tutto però è da gettare: tra i punti di forza del film ci sono l’eleganza di alcune riprese con un bel ritratto visivo di Parigi, la dimensione fiabesca calata in un contesto di criminalità sub-urbana, la simpatia del protagonista menomato Jamel Debbouze (già visto in “Asterix & Obelix: Missione Cleopatra” e “Il favoloso mondo di Amelie”) e, non ultima, la bellezza statuaria dell’ex-fotomodella danese Rie Rasmussen la quale conferma ancora una volta che l’immaginario femminile di Besson sia fatto di donne alte e con gambe lunghissime (o avete già dimenticato Anne Parillaud e Milla Jovovich?).

Paolo Pugliese