Marni
(Kristen Bell) è una giovane manager di successo nel
settore delle pubbliche relazioni, che torna a casa perché
suo fratello maggiore Will sta per sposarsi. Scopre che la
promessa sposa è Joanna (Odette Yustman), la sua più
odiata compagna di liceo, che per cinque anni l’aveva
tormentata con dispetti ed umiliazioni. Decide allora di far
passare le pene dell’inferno alla futura cognata. Le
cose si complicano ulteriormente quando Gail (Jamie Lee Curtis),
la madre di Marni, incontrerà la zia di Joanna, Ramona
(Sigourney Weaver), sua ex-compagna di liceo, nonché
acerrima nemica.
Come
di consueto in Italia, con l’arrivo dell’estate,
la stagione cinematografica va in letargo, andando avanti
fino a settembre in maniera stiracchiata, con pochi film dalle
basse attrattive. E quindi, con gli sconti di fine stagione,
arriva anche da noi con oltre un anno di ritardo (non che
se ne sentisse la mancanza) “Ancora Tu”: commedia
familiare americana nobilitata dalla presenza di due prime
donne come Jamie Lee Curtis e Sigourney Weaver, ma anche ennesimo
prodotto di facile ed immediato consumo, altrettanto dimenticabile.
Perché “Ancora Tu” è una delle commedie
più insulse che può capitare di vedere, a suo
modo rassicurante nella sua linearità e nella riproposizione
senza scossoni di temi e personaggi già visti centinaia
di volte. Aggiungiamo anche la mancanza di volgarità,
che non fa mai male, e giungiamo alla fine della lista dei
suoi pregi.
Per
il resto, il film ha una trama pretestuosa e banale che va
a braccetto con uno sviluppo narrativo insipido, evidenziato
da una regia statica da serial televisivi anni ’80.
Per completare il quadro, segnaliamo la presenza di personaggi
insignificanti e (parecchio) antipatici, di scarsi momenti
divertenti e, naturalmente, del consueto happy end alla volemose
bene con pace fatta negli ultimi 5 minuti, senza rimpianti.
I rimpianti, invece, rimangono all’incauto spettatore
al di sopra dei 14 anni che ha speso soldi per vedere questo
film in sala, annichilito dal vuoto assoluto delle vicende
a cui è stato sottoposto.
Marco
Valerio