ANCORA TU
 
Titolo Originale: You Again
Genere: Commedia
Regia: Andy Fickman
Sceneggiatura: Moe Jelline
Cast: Kristen Bell, Jamie Lee Curtis, Sigourney Weaver, Odette Yustman, Victor Garber, Betty White, James Wolk, Kristin Chenoweth, Sean Wing
Colonna Sonora: Nathan Wang
Produzione: Oops Doughnuts Productions, Touchstone Pictures
Paese d’origine: USA - 2010
Durata: 105 minuti
Data di uscita: 8 Luglio 2011

 

Marni (Kristen Bell) è una giovane manager di successo nel settore delle pubbliche relazioni, che torna a casa perché suo fratello maggiore Will sta per sposarsi. Scopre che la promessa sposa è Joanna (Odette Yustman), la sua più odiata compagna di liceo, che per cinque anni l’aveva tormentata con dispetti ed umiliazioni. Decide allora di far passare le pene dell’inferno alla futura cognata. Le cose si complicano ulteriormente quando Gail (Jamie Lee Curtis), la madre di Marni, incontrerà la zia di Joanna, Ramona (Sigourney Weaver), sua ex-compagna di liceo, nonché acerrima nemica.

Come di consueto in Italia, con l’arrivo dell’estate, la stagione cinematografica va in letargo, andando avanti fino a settembre in maniera stiracchiata, con pochi film dalle basse attrattive. E quindi, con gli sconti di fine stagione, arriva anche da noi con oltre un anno di ritardo (non che se ne sentisse la mancanza) “Ancora Tu”: commedia familiare americana nobilitata dalla presenza di due prime donne come Jamie Lee Curtis e Sigourney Weaver, ma anche ennesimo prodotto di facile ed immediato consumo, altrettanto dimenticabile. Perché “Ancora Tu” è una delle commedie più insulse che può capitare di vedere, a suo modo rassicurante nella sua linearità e nella riproposizione senza scossoni di temi e personaggi già visti centinaia di volte. Aggiungiamo anche la mancanza di volgarità, che non fa mai male, e giungiamo alla fine della lista dei suoi pregi.

Per il resto, il film ha una trama pretestuosa e banale che va a braccetto con uno sviluppo narrativo insipido, evidenziato da una regia statica da serial televisivi anni ’80. Per completare il quadro, segnaliamo la presenza di personaggi insignificanti e (parecchio) antipatici, di scarsi momenti divertenti e, naturalmente, del consueto happy end alla volemose bene con pace fatta negli ultimi 5 minuti, senza rimpianti. I rimpianti, invece, rimangono all’incauto spettatore al di sopra dei 14 anni che ha speso soldi per vedere questo film in sala, annichilito dal vuoto assoluto delle vicende a cui è stato sottoposto.

Marco Valerio