“Amore
& altri rimedi” è l’adattamento cinematografico
del bestseller di Jamie Reidy, "Hard Sell: The Evolution
of a Viagra Salesman", pubblicato nel 2005. La storia
è ambientata nel 1997 e racconta le esperienze di Jamie
Randall (interpretato da Jake Gyllenhaal) come informatore
scientifico del colosso dell'industria farmaceutica Pfizer
all’alba del lancio sul mercato del Viagra. Jamie è
un giovane brillante che sfrutta il suo fascino e la sua dialettica
in maniera quasi infallibile per farsi strada con le donne
e nel mondo del commercio farmaceutico. Il suo successo lavorativo
pare inarrestabile, grazie ad astuzia e una notevole capacità
di persuasione, almeno fino a quando non incontra Maggie (Anne
Hathaway), seducente spirito libero refrattario a qualsiasi
legame, compreso quello che considera come una formidabile
sfida personale: una relazione stabile. La storia tra i due
finirà per prendere delle pieghe inaspettate che influenzeranno
la vita di entrambi.
Partendo
come una tipica commedia americana, con personaggi cialtroni
e fuori dagli schemi, “Amore & altri rimedi”
si rivela invece un film più originale del previsto,
prendendo una strada meno scontata da quella prevedibile di
storia comica d’amore, con alcune sorprese sia sul fronte
narrativo che su quello interpretativo. In bilico tra commedia
caustica e di cronaca, il film racconta una storia d’amore
e di denaro, ispirata a fatti realmente accaduti, che ricostruisce
l’ambiente spietato del commercio farmaceutico verso
la fine degli anni ’90 -quelli dell’inizio della
generazione Prozac- descrivendo senza filtri il meccanismo
di ricette e promozione di farmaci, la rivalità tra
gli informatori di aziende concorrenti, l’ambiente di
medici e segretarie compiacenti e tutte le astuzie e le piaggerie
alle quali i dipendenti ricorrono per garantire maggiori introiti
alle case madri. La faccia tosta del protagonista e dei suoi
colleghi è un manifesto chiaro ed efficace del quadro
umano del mondo degli affari, votato al profitto e senza scrupoli,
che il film mostra in maniera sintetica e senza troppo compiacimento.
Sorvolando su un sospetto di promozione a farmaci come il
Prozac e il Viagra (sui quali sono accennati sia effetti positivi
che negativi), il film ha un primo tempo convincente nella
sua critica tra le righe della corsa all’oro dell’industria
farmaceutica (sicuramente addolcita rispetto al libro), per
poi concentrarsi sulla storia d’amore che fa da contraltare
al cinismo dell’ambiente in cui si muove il protagonista.
La
sintassi del film rimane equilibrata su toni tragicomici,
nonostante nella seconda parte il regista Edward Zwick si
faccia forzare la mano dai risvolti amorosi tra i due protagonisti,
scivolando nella storia d’amore agrodolce, con un finale
un po’ scontato nel suo idealismo moralista. Eppure,
nonostante lo scivolone finale (e sorvolando anche sul
personaggio-spalla comica inutile del fratello di Jamie),
la descrizione del rapporto tra i due non è affatto
scontata, anzi, viene descritta in maniera molto realistica
e carnale, con scene di nudo e di sesso atipiche per un film
americano, ma naturali e non gratuite nella costruzione del
rapporto tra i due protagonisti. L’elemento della malattia
di Maggie è poi un valore aggiunto alla storia, perché
viene usato in maniera non banale né tragica per la
caratterizzazione dei personaggi e la loro evoluzione, con
reazioni e sviluppi realistici che portano ad un pre-finale
intenso ma non melenso, ambientato in una stazione di servizio.
Molto bravi ed asciutti nei rispettivi ruoli Jake Gyllenhaal
ed Anne Hathaway, con quest’ultima davvero misurata
e credibile rispetto alle sue precedenti interpretazioni.
Valeria
Marinaccio