AMORI & ALTRI RIMEDI

Titolo Originale: Love and Other Drugs
Genere: Commedia, Sentimentale, Drammatico
Regia: Edward Zwick
Sceneggiatura: Charles Randolph, Edward Zwick
Cast: Jake Gyllenhaal, Anne Hathaway, Katheryn Winnick, Judy Greer, Hank Azaria, Oliver Platt, Gabriel Macht, Jaimie Alexander, Megan Ferguson, Natalie Gold, George Segal
Produzione: Bedford Falls Productions, Fox 2000 Pictures, New Regency Pictures, Regency, Stuber Productions
Paese d’origine: USA - 2010
Durata: 112 minuti
Data di uscita: 18 Febbraio 2011

 

“Amore & altri rimedi” è l’adattamento cinematografico del bestseller di Jamie Reidy, "Hard Sell: The Evolution of a Viagra Salesman", pubblicato nel 2005. La storia è ambientata nel 1997 e racconta le esperienze di Jamie Randall (interpretato da Jake Gyllenhaal) come informatore scientifico del colosso dell'industria farmaceutica Pfizer all’alba del lancio sul mercato del Viagra. Jamie è un giovane brillante che sfrutta il suo fascino e la sua dialettica in maniera quasi infallibile per farsi strada con le donne e nel mondo del commercio farmaceutico. Il suo successo lavorativo pare inarrestabile, grazie ad astuzia e una notevole capacità di persuasione, almeno fino a quando non incontra Maggie (Anne Hathaway), seducente spirito libero refrattario a qualsiasi legame, compreso quello che considera come una formidabile sfida personale: una relazione stabile. La storia tra i due finirà per prendere delle pieghe inaspettate che influenzeranno la vita di entrambi.

Partendo come una tipica commedia americana, con personaggi cialtroni e fuori dagli schemi, “Amore & altri rimedi” si rivela invece un film più originale del previsto, prendendo una strada meno scontata da quella prevedibile di storia comica d’amore, con alcune sorprese sia sul fronte narrativo che su quello interpretativo. In bilico tra commedia caustica e di cronaca, il film racconta una storia d’amore e di denaro, ispirata a fatti realmente accaduti, che ricostruisce l’ambiente spietato del commercio farmaceutico verso la fine degli anni ’90 -quelli dell’inizio della generazione Prozac- descrivendo senza filtri il meccanismo di ricette e promozione di farmaci, la rivalità tra gli informatori di aziende concorrenti, l’ambiente di medici e segretarie compiacenti e tutte le astuzie e le piaggerie alle quali i dipendenti ricorrono per garantire maggiori introiti alle case madri. La faccia tosta del protagonista e dei suoi colleghi è un manifesto chiaro ed efficace del quadro umano del mondo degli affari, votato al profitto e senza scrupoli, che il film mostra in maniera sintetica e senza troppo compiacimento. Sorvolando su un sospetto di promozione a farmaci come il Prozac e il Viagra (sui quali sono accennati sia effetti positivi che negativi), il film ha un primo tempo convincente nella sua critica tra le righe della corsa all’oro dell’industria farmaceutica (sicuramente addolcita rispetto al libro), per poi concentrarsi sulla storia d’amore che fa da contraltare al cinismo dell’ambiente in cui si muove il protagonista.

La sintassi del film rimane equilibrata su toni tragicomici, nonostante nella seconda parte il regista Edward Zwick si faccia forzare la mano dai risvolti amorosi tra i due protagonisti, scivolando nella storia d’amore agrodolce, con un finale un po’ scontato nel suo idealismo moralista. Eppure, nonostante lo scivolone finale (e sorvolando anche sul personaggio-spalla comica inutile del fratello di Jamie), la descrizione del rapporto tra i due non è affatto scontata, anzi, viene descritta in maniera molto realistica e carnale, con scene di nudo e di sesso atipiche per un film americano, ma naturali e non gratuite nella costruzione del rapporto tra i due protagonisti. L’elemento della malattia di Maggie è poi un valore aggiunto alla storia, perché viene usato in maniera non banale né tragica per la caratterizzazione dei personaggi e la loro evoluzione, con reazioni e sviluppi realistici che portano ad un pre-finale intenso ma non melenso, ambientato in una stazione di servizio. Molto bravi ed asciutti nei rispettivi ruoli Jake Gyllenhaal ed Anne Hathaway, con quest’ultima davvero misurata e credibile rispetto alle sue precedenti interpretazioni.

Valeria Marinaccio