Annie
(Kristen Wiig) è una ragazza single del Midwest che,
superati i trent’anni, vive un periodo di profonda incertezza
e frustrazione su tutti i fronti, sia lavorativo (la sua pasticceria
ha chiuso i battenti), sia sentimentale (frequenta un erotomane
egoista e narcisista), sia anche abitativo (vive in affitto
da due inquietanti fratello e sorella). La sua miglior amica,
Lillian, sta per sposarsi e le chiede di essere la sua prima
damigella. Annie non l’ha mai fatto prima, ma sta per
scoprire che seguire la sua ricca amica in tutti gli eventi
pre-matrimoniali non sarà proprio una passeggiata,
sia da un punto di vista economico (con acquisti di costosi
abiti o trasferte a Las Vegas), sia da un punto di vista personale,
per il doversi confrontare con le altre 4 damigelle d’onore
e soprattutto perché una di loro sembra essere intenzionata
a rubarle il posto con ogni mezzo…
Prendete
il meccanismo narrativo della commedia “Una Notte da
Leoni”, ribaltatelo al femminile (ma senza amnesia post-sbornia),
conditelo con gags su sesso, amore, lavoro e qualche accenno
scatologico ed avrete un film che nel suo genere arriva ad
ottenere un risultato qualitativo molto alto, dimostrando
di essere anche più divertente del succitato “Una
Notte da Leoni”.
“Le Amiche della Sposa” è una commedia
tutta al femminile, scritta ed interpretata da donne, che
propone una sottotraccia narrativa alla “Sex and the
City”, ma meno snob, decisamente meno romantica e molto
più sarcastica, credibile, divertente. Il film ha una
trama di fatto molto esile, che però si presta a contenere
tutta una serie di situazioni paradossali-esilaranti che raggiungono
quasi sempre l’effetto comico desiderato, nonostante
la loro natura di sketch e la presenza di varie sequenze di
dialogo eccessivamente lunghe e ridondanti. Si possono poi
perdonare l’assurdità di certe reazioni della
protagonista Annie, spesso comicamente sovradimensionate,
leggendole all’interno di un contesto narrativo che
si propone come uno ritratto sardonico e non gratuito di elementi
situazionali realistici, come la solidarietà/rivalità
femminile, il disagio esistenziale derivato dalla depressa
solitudine sentimentale e dall’ansia da prestazione
tipicamente muliebri, ma anche la crisi di lavoro in America
e determinati riti sociali e snob inerenti il matrimonio,
tipicamente americani.
Tutto
viene messo alla berlina da una comicità demenziale
e garbata, che sfiora consciamente il pecoreccio senza mai
cedere alla tentazione di tuffarcisi dentro, prendendo in
giro non solo molti luoghi comuni, ma anche quella vena di
romanticismo/buonismo tipico della maggior parte di commedie
americane, specialmente quelle inerenti storie di fidanzamenti
e matrimoni, che qui viene contaminata da un sano timbro caricaturale
quanto acuto nel prendere di mira i suoi bersagli. Il film
ha poi dalla sua parte le ottime performance delle attrici
Kristen Wiig (nata nel programma televisivo “Saturday
Night Live” e co-sceneggiatrice del film) e Rose Byrne
(vista nel recente “X Men: L’Inizio”) che,
nei rispettivi ruoli-rivali della proletaria Annie e della
sofisticata Hellen, contribuiscono alla riuscita comica della
storia, dando molta verve tanto alle vicende narrate quanto
alle gags, tra le quali segnaliamo in particolare l’esilarante
scena iniziale con il kamasutra scimmiesco della protagonista
con il suo amante, oppure quando infrange nei modi più
creativi tutte le regole del codice stradale per attirare
l’attenzione di un poliziotto.
Valeria
Marinaccio