LE AMICHE DELLA SPOSA
 
Titolo Originale: Bridesmaids
Genere: Commedia
Regia: Paul Feig
Sceneggiatura: Annie Mumolo, Kristen Wiig
Cast: Kristen Wiig, Rose Byrne, Jon Hamm, Maya Rudolph, Chris O'Dowd, Melissa McCarthy, Ellie Kemper, Jill Clayburgh, Matt Lucas
Colonna Sonora: Michael Andrews
Produzione: Universal Pictures, Relativity Media, Apatow Productions
Paese d’origine: USA - 2011
Durata: 125 minuti
Data di uscita: 19 Agosto 2011

 

Annie (Kristen Wiig) è una ragazza single del Midwest che, superati i trent’anni, vive un periodo di profonda incertezza e frustrazione su tutti i fronti, sia lavorativo (la sua pasticceria ha chiuso i battenti), sia sentimentale (frequenta un erotomane egoista e narcisista), sia anche abitativo (vive in affitto da due inquietanti fratello e sorella). La sua miglior amica, Lillian, sta per sposarsi e le chiede di essere la sua prima damigella. Annie non l’ha mai fatto prima, ma sta per scoprire che seguire la sua ricca amica in tutti gli eventi pre-matrimoniali non sarà proprio una passeggiata, sia da un punto di vista economico (con acquisti di costosi abiti o trasferte a Las Vegas), sia da un punto di vista personale, per il doversi confrontare con le altre 4 damigelle d’onore e soprattutto perché una di loro sembra essere intenzionata a rubarle il posto con ogni mezzo…

Prendete il meccanismo narrativo della commedia “Una Notte da Leoni”, ribaltatelo al femminile (ma senza amnesia post-sbornia), conditelo con gags su sesso, amore, lavoro e qualche accenno scatologico ed avrete un film che nel suo genere arriva ad ottenere un risultato qualitativo molto alto, dimostrando di essere anche più divertente del succitato “Una Notte da Leoni”.
“Le Amiche della Sposa” è una commedia tutta al femminile, scritta ed interpretata da donne, che propone una sottotraccia narrativa alla “Sex and the City”, ma meno snob, decisamente meno romantica e molto più sarcastica, credibile, divertente. Il film ha una trama di fatto molto esile, che però si presta a contenere tutta una serie di situazioni paradossali-esilaranti che raggiungono quasi sempre l’effetto comico desiderato, nonostante la loro natura di sketch e la presenza di varie sequenze di dialogo eccessivamente lunghe e ridondanti. Si possono poi perdonare l’assurdità di certe reazioni della protagonista Annie, spesso comicamente sovradimensionate, leggendole all’interno di un contesto narrativo che si propone come uno ritratto sardonico e non gratuito di elementi situazionali realistici, come la solidarietà/rivalità femminile, il disagio esistenziale derivato dalla depressa solitudine sentimentale e dall’ansia da prestazione tipicamente muliebri, ma anche la crisi di lavoro in America e determinati riti sociali e snob inerenti il matrimonio, tipicamente americani.

Tutto viene messo alla berlina da una comicità demenziale e garbata, che sfiora consciamente il pecoreccio senza mai cedere alla tentazione di tuffarcisi dentro, prendendo in giro non solo molti luoghi comuni, ma anche quella vena di romanticismo/buonismo tipico della maggior parte di commedie americane, specialmente quelle inerenti storie di fidanzamenti e matrimoni, che qui viene contaminata da un sano timbro caricaturale quanto acuto nel prendere di mira i suoi bersagli. Il film ha poi dalla sua parte le ottime performance delle attrici Kristen Wiig (nata nel programma televisivo “Saturday Night Live” e co-sceneggiatrice del film) e Rose Byrne (vista nel recente “X Men: L’Inizio”) che, nei rispettivi ruoli-rivali della proletaria Annie e della sofisticata Hellen, contribuiscono alla riuscita comica della storia, dando molta verve tanto alle vicende narrate quanto alle gags, tra le quali segnaliamo in particolare l’esilarante scena iniziale con il kamasutra scimmiesco della protagonista con il suo amante, oppure quando infrange nei modi più creativi tutte le regole del codice stradale per attirare l’attenzione di un poliziotto.

Valeria Marinaccio