AMERICAN DREAMZ

Titolo Originale: Id.
Genere: Commedia/Satira/ Grottesco
Regia: Paul Weitz
Sceneggiatura: Paul Weitz
Cast: Hugh Grant, Mandy Moore, Sam Golzari, Willem Dafoe, Dennis Quaid
Colonna Sonora: Stephen Trask
Produzione: Rodney Liber, Andrew Miano, Chris & Paul Weitz
Paese d’origine: USA - 2006
Durata: 107 minuti

 

Ultima fatica dell’emergente Paul Weitz, regista di film come “American Pie” ma anche “About a Boy” ed “In Good Company”, AMERICAN DREAMZ si presenta come la commedia più graffiante e cattiva dell’anno, mettendo principalmente alla berlina la dimensione dei reality show musicali (tipo lo statunitense “American Idol” e la sua italica risposta “Amici della DeFilippi”) ma fornendo tra le righe anche riflessioni grottesco-amarognole sulla politica, sulla televisione, sul terrorismo, sui compromessi e sulle velleità fatalmente superficiali e fondate sul niente di chi vuol diventare famoso a tutti i costi. Ma andiamo per ordine, cominciando dalla storia. Martin Tweed (Hugh Grant) è il popolare presentatore dello show televisivo “American Dreamz” che propone sconosciuti aspiranti cantanti in gara per diventare famosi. Martin, sorridente e simpatico davanti alle telecamere, nella vita è un uomo cinico, ipocrita e senza scrupoli che farebbe di tutto in nome dell’audience televisiva. Lui è il burattinaio del suo show che individua personalmente i concorrenti che possano “funzionare” in Tv (e che lui stesso definisce “sgorbi”) a dispetto di qualsiasi talento. Tra i finalisti del reality ci sono il cantante ebreo bravo ma sprovveduto Sholem e soprattutto la devastante Sally, zuccherosa cantante di provincia pronta a fare qualsiasi cosa per il successo, accompagnata dal suo fidanzato, ex-marine reduce da una permanenza di 4 giorni in Iraq e totalmente in balia di lei (che lo tradisce in camerino con lo stesso Martin). Inoltre, colpo di genio del presentatore che intende cavalcare l’isteria anti-musulmana, c’è Omer: un giovane cantante arabo di musical che, in realtà, è un riluttante kamikaze di Al Quaeda conquistato dagli splendori consumistici americani ma con il compito di farsi saltare in aria nell’ultima puntata del programma, quando arriverà come ospite speciale addirittura lo svagato Presidente degli Stati Uniti.
AMERICAN DREAMZ intende scardinare, fin dal titolo, il classico e pluri-celebrato “Sogno Americano” relegandolo ad una vuota aspirazione di notorietà in un reality televisivo e rappresenta uno dei pochi ed isolati atti di autocritica (furbetta) hollywoodiana nei confronti del suo intero sistema, con una storia corale che si propone come specchio caricaturale e satirico (un pò superficiale, in verità, ma non si può avere tutto...) di aspetti di primo piano della società americana come la Tv spazzatura, le canzonette, la famiglia, il successo facile ed anche la politica; quest’ultima è rappresentata con particolare ferocia ed efficacia grazie al personaggio del Presidente USA interpretato dal bravo Dennis Quaid e dipinto come un idiota totale, ignorante ed in balia del suo furbo consigliere (un efficace e strisciante Willem Dafoe). Qualsiasi riferimento a George Bush jr. non è, insomma, casuale.
Il film si propone di illustrare “un mondo orribile” (Politica e Tv, ma anche la stessa società familiare che ne recepisce linguaggio e tendenze) popolato da “gente orribile” (politici, showmen ed artisti o aspiranti tali) ed è una commedia amara abbastanza divertente, sebbene i toni di satira apocalittica sbandierata ai 4 venti per motivi di promozione interessano soprattutto la forma più che la sostanza. Si mette, con un tono leggero (e non è un demerito, anzi!!!), molta carne al fuoco per quanto riguarda personaggi, argomenti e stereotipi americani, sparando a zero su diversi bersagli, ma spesso il sarcasmo non è abbastanza forte assumendo più i toni dello sfottò demenziale di film come “American Pie” e vari epigoni che di parabola satirico-paradossale, anche se alla fine ci si diverte lo stesso con un film che ironizza e sbeffeggia senza prendersi troppo sul serio (ed è un altro merito). Molto valide poi le interpretazioni degli attori, con Hugh Grant e Dennis Quaid perfetti nei rispettivi ruoli di “bravo presentatore” e “bravo Presidente”, così come appaiono molto convincenti sia Willem Dafoe (che fa il verso al consigliere Dick Cheney) sia i giovani Mandy Moore e Sam Golzari che interpretano una l’odiosissima Sally (ed è brava a renderla antipatica senza eccessi) e l’altro il tenero e tutto sommato simpatico kamikaze Omer.

Paolo Pugliese