AMABILI RESTI

Titolo Originale: The Lovely Bones
Genere: Drammatico/Fantasy/Thriller
Regia: Peter Jackson
Sceneggiatura: Peter Jackson, Philippa Boyens e Fran Walsh
Cast: Saoirse Ronan, Mark Wahlberg, Rachel Weisz, Susan Sarandon, Stanley Tucci, Rose McIver
Colonna Sonora: Brian Eno
Produzione: Wingnut Films, Dreamworks, Film4
Paese d’origine: USA/Nuova Zelanda 2009
Durata: 139 minuti
Data di uscita: 12 Febbraio 2010

 

“Amabili Resti” è l’atteso, nuovo film del regista neozelandese Peter Jackson, riduzione cinematografica dell’omonimo best seller di Susie Salmon, pubblicato nel 2002.
Il romanzo è una favola drammatica e romantica al tempo stesso, che vede la quattordicenne Susie Salmon venire uccisa da un assassino seriale e pedofilo. Non sarà il suo omicidio o il colpevole ad essere il tema dominante della storia, ma ciò che le succede dopo, con la sua vicinanza alla famiglia. A causa della prematura morte, infatti, la ragazzina si ritrova in una dimensione onirica sospesa tra il mondo e l’aldilà, rimanendo vicina ai suoi genitori, osservando e raccontando al pubblico le reazioni al lutto e la loro vita che, con il tempo, riprende ad andare avanti. Ma Susie, dal cielo, osserva anche la vita del suo omicida...

Peter Jackson propone un viaggio nella memoria, nell’amore e nella speranza umana accantonando il cinema epico e spettacolare dei suoi precedenti “Il Signore degli Anelli” e “King Kong” in favore di uno stile ricercato ed introspettivo che ci riporta con la memoria ai tempi del bellissimo ed amaro “Creature del Cielo”. Il regista, co-autore anche della sceneggiatura, riesce a trattare i temi forti ed anche espliciti del romanzo con una sensibilità ed una delicatezza che convince il pubblico, raccontando una storia dalle molteplici sfaccettature, nel cui mostrarle, passa in maniera naturale e disinvolta dai toni drammatici a quelli thrilling, dal fantasy alla commedia. Non manca un delicato accento sentimental-adolescenziale che viene esplorato in maniera lieve durante il film, per poi chiudersi nel contro-finale, alternandosi in montaggio parallelo con una sequenza molto amara e di grande effetto inerente i resti terreni di Susie.
Il film ha un’estetica raffinatissima, di grande inventiva ed impatto –sia visivo che emozionale- con sequenze di ampio respiro narrativo, unite ad un montaggio ad incastro e con l’ausilio di effetti speciali tanto spettacolari quanto non invasivi e funzionali alla storia: immaginosa ed inventiva risulta infatti la realizzazione della dimensione dove è confinata Susie, la quale muta d’aspetto a seconda dei ricordi e degli stati d’animo della ragazzina, tra boschi incantati, velieri in bottiglia, palloni giganti, oceani d’erba ed atmosfere anni ‘70.

Il cast vede la presenza di attori affermati come Rachel Weisz (“The Constant Gadner”, “La Mummia”), Mark Wahlberg (“Shooter”, “The Italian Job”) e Susan Sarandon (“Thelma & Luoise”, “Dead man walking”), i quali interpretano senza infamia e senza lode i loro personaggi, venendo però messi in secondo piano sia dalla freschezza della giovane attrice irlandese Saoirse Ronan (“Ember-La città della luce”), davvero molto espressiva e naturale nel ruolo di Susie, sia dalla performance lucida e tagliente di Stanley Tucci. L’attore, che siamo abituati a vedere in ruoli brillanti e sopra le righe, qui è titolare di forse la migliore interpretazione della sua carriera, quella di un predatore metodico e pignolo, svuotato da qualsiasi emozione umana che il pubblico intuisce dal suo sguardo fisso e glaciale, dai lampi animali.

Paolo Pugliese