L'ALTRA VERITA'

Titolo Originale: Route Irish
Genere:
Drammatico
Regia: Ken Loach
Sceneggiatura: Paul Laverty
Cast: Mark Womack, Andrea Lowe, John Bishop, Geoff Bell, Jack Fortune, Talib Rasool, Craig Lundberg, Trevor Williams, Russell Anderson, Jamie Michie, Najwa Nimri
Produzione: Sixteen Films
Paese d’origine: Gran Bretagna, Francia, Italia – 2010
Durata: 109 minuti
Data di uscita in Italia: 20 Aprile

 

Fergus e Frankie sono amici inseparabili fin dalle scuole elementari e insieme hanno condiviso gran parte della loro vita. Mentre Fergus decide di servire il suo paese unendosi alle forse speciali inglesi, il SAS, coronando il suo sogno di girare per il mondo, Frankie decide invece di rimanere in patria e vivere con la sua ragazza, Rachel. Contattato da Fergus, diventato ora un contractor, ovvero un mercenario ben retribuito, Frankie decide di seguire il suo migliore amico nei paesi devastati dalle bombe, anche per garantire una vita dignitosa alla sua fidanzata. Dopo il rimpatrio dovuto a problemi di varia natura, Fergus viene a sapere che Frankie è stato ucciso in un conflitto e, in cerca di verità assolute, indagherà con Rachel per onorare l’amico morto in questo conflitto insensato.

Ken Loach si dimostra regista impegnato e dalle cronache dei conflitti scoppiati in Afghanistan, nelle zone devastate di Baghdad e di Falluja, vuole dare una dignitosa sepoltura a tutte quelle vittime spezzate da questa guerra che nasconde solo biechi e spregevoli interessi di multinazionali, interessate più a facili guadagni che alla pace. La fotografia del suo film non lascia scampo: è cupa, tetra, e ci viene rimandata in tutta la sua carica d’orrore con scene di video dai telegiornali in cui assistiamo ad un martirio senza riposo. Inoltre, inserisce nel contesto della pellicola veri soldati, resi disabili o mutilati nei campi di battaglia, che dimostrano quanto spesso ciò che ci viene raccontato dalle tv corrisponde solo ad una facciata di comodo mentre la verità è spesso, se non sempre, nascosta per evitare incidenti diplomatici.

Fergus - l’attore Mark Womack - è ottimo nel ruolo di un personaggio che combatte per tutte le vittime innocenti che si sono trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato, come si ripete spesso durante il film: dimostra una partecipazione, una recitazione sentita, che ci narra di schegge impazzite che rimangono nella memoria dei soldati e/o dei mercenari. Essi decidono di partire volontari e al ritorno sono completamente trasfigurati, resi macchine di morte che difficilmente possono ritornare al loro ruolo di marito o padre, se non con molte difficoltà e con molti sforzi. L’attrice Andrea Lowe - Rachel - qui al suo debutto al cinema, e John Bishop, nei panni di Frankie, mostrano una certa intensità nel loro ruolo ma sono e rimangono figure distanti, molto sfocate, rispetto a tutto ciò che Fergus ha vissuto e che ora si porta dentro. Un mondo fatto di morte, di disperazione, e di alienazione, che ha minato e mina ancora la sanità di coloro che sopravvivono, costretti a rivivere nei loro incubi attimi che sono stati e che saranno per sempre.

Un’opera coraggiosa che Ken Loach affronta non solo partendo dalla cronaca dei nostri giorni, ma anche dei disagi futuri che questi uomini mandati al macello ritroveranno in un futuro prossimo, agghiacciante, pieno di tare mentali e profondi problemi psichici che sarà un peso per le future generazioni.

Alessandro Cristofaro