Darren
e il suo migliore amico sono due adolescenti che non riescono
ad adattarsi alla realtà di provincia della loro piccola
città. Imprigionato in un futuro sul quale non è
convinto (frequentare la facoltà di legge all’università,
impostagli dai suoi genitori), alla ricerca di evasioni e
nuovi stimoli, Darren si fa convincere dal suo migliore amico
ad assistere ad uno spettacolo del Cirque du Freak,
un Circo degli Orrori semi-clandestino presente per una sola
notte nella cittadina dove abita. Per una serie di circostanze,
causate in parte dal suo amico, Darren scopre che uno degli
artisti del circo è in realtà un vampiro, venendo
costretto dagli eventi a diventare il suo assistente, facendosi
quindi trasformare in un semi-vampiro e lasciare per sempre
casa e famiglia per aggregarsi al circo.
Adattamento
di una serie di romanzi fantasy per ragazzi di Darren Shan,
Aiuto Vampiro rappresenta un duplice esempio di come
impostare una storia di Vampiri in maniera non efferata e
sanguinaria, sprecando però in maniera banale molti
elementi narrativi interessanti che la trama originaria forniva.
Il film inizia bene, con un’impostazione brillante in
bilico tra commedia e fantasy darkeggiante, ma poi tanto la
trama che lo sviluppo perdono mordente e si accartocciano
in una futile guerra tra buoni e cattivi dagli esiti prevedibilissimi,
con villain poco interessanti e sviluppati anche in maniera
superficiale. Superficiale appare anche la descrizione e l’utilizzo
di personaggi ed atmosfere legate al Circo che, potenzialmente,
potevano fornire molti spunti interessanti, venendo invece
usati in maniera estremamente limitata, come semplice contorno
scenografico alle vicende legate ad una guerra di Vampiri,
tra l’altro, accennata in maniera sui generis.
In
suo favore, Aiuto Vampiro schiera ottimi interpreti
(anche se un po’ sprecati) come John C. Reilly, Salma
Hayek, Willem Dafoe e Ken Watanabe, oltre ad un paio di sequenze
ben impostate e divertenti (ad esempio, Darren che attende
nella tomba che termini il suo funerale e venga disseppellito
dal Vampiro, oppure le esibizioni degli artisti del Cirque
du Freak, o ancora l’esilarante scontro tra due vampiri
nel cimitero), ma tutto ciò non può salvare
un film che non va oltre le sue premesse, risultando abbastanza
piatto per sceneggiatura e regia: quest’ultima, firmata
da Paul Weitz, nonostante una certa efficienza ed un buon
utilizzo dei (non molti) effetti speciali, risulta assolutamente
priva di spessore nell’illustrare le vicende e l’introspezione
dei protagonisti.
Marco
Valerio