La
star e premio Oscar Charlize Theron è Aeon Flux, un’
assassina geneticamente potenziata che combatte in un prossimo
futuro asettico (tra 400 anni) dove il 90% dell’ umanità
è stato spazzato via da un devastante virus e i sopravvissuti
si sono riuniti in un’ unica, gigantesca citta: Bregna.
Bregna è governata da un elite di scienziati i cui antenati
avevano trovato la cura al virus e che amministrano la città,
cinta da alte ed invalicabili mura e completamente isolata. Il
gruppo dei Monacans, un movimento clandestino dissidente, si oppone
governo totalitario e dispotico della città ed intende
eliminare il suo presidente Trevor Goodchild. Aeon, che ha da
poco perso la sorella, è la migliore guerriera dei Monacans
e gli viene affidato l’ assassinio, ma quando ha l’occasione
di uccidere Goodchild tentenna fortemente e non riesce a concludere
la propria missione. Di fronte a Goodchild, infatti, strani ricordi
sepolti nella sua memoria riaffiorano e le rivelano un insospettabile
(quanto nebuloso) legame con lui, il quale sembra conoscerla chiamandola
con il nome di Katherine. Da questo momento in poi, in lei emergono
ricordi che non riconosce e si mette alla ricerca della verità,
indagando sulle proprie origini e sui tanti misteri alla base
dell’amministrazione di Bregna, fino a sconcertanti rivelazioni
che dovrà affrontare trovando un insospettabile alleato
proprio nel suo iniziale bersaglio, Trevor Goodchild.
AEON FLUX è una di quelle rare pellicole ispirate ad un
cartone animato di successo, un pò come i film “The
Flinstones” e “Scooby Doo”. Il cartone in questione
è stato realizzato da Peter Chung (uno dei realizzatori
di “Animatrix”) e trasmesso più di dieci anni
fa su Mtv, diventando un piccolo prodotto di culto. Per chi si
ricorda con piacere il cartone consiglio vivamente di evitare
la visione di questo film, a nostro avviso, nato e sviluppato
male. Durante la visione, non c’è stato un solo elemento
–storia, scenografie geometriche e naziste, effetti speciali,
interpretazioni- che mi abbia convinto.
La sceneggiatura è avvilente nella sua superficialità
ed adatta male per il grande schermo la storia della serie Tv
ben più interessante di quella del film stesso. Vengono
perse per strada le atmosfere grevi, le influenze neo-ciberpunk
e la caratterizzazione di fantascienza “sporca”. I
canoni basilari della storia originale sono più o meno
rispettati ma la sceneggiatura non dà spessore né
a trama né a personaggi, con qualche spunto qua e là
interessante che rimane sospeso.
Lo stesso personaggio di Aeon Flux è estremamente diverso
dall’originale e non solo dal punto di vista visivo ma anche
per caratterizzazione psicologica: sebbene determinata, qui è
meno dura, meno “donna matrix” e più patinata
e leggera rispetto al cartone.
Non aiuta di certo la regia di questa Karyn Kusama, la quale dirige
veloce e senza anima, tutta presa a sfruttare la scorciatoia degli
effetti speciali e concepire azioni e sequenze di combattimento
tanto “fighe” e spettacolari quanto irreali, patinate
(scusate se mi ripeto) e che sanno anche di già visto altrove.
Poteva essere un film molto più interessante, anche con
meno soldi ma più idee, però la sua messa a punto
ideata per piacere a tutti e spogliata da qualsiasi elemento “anomalo”
rende questo film non solo estraneo al prototipo ma anche un prodotto
piatto ed anonimo. Un filmetto di fantascienza costoso e leggero,
veloce e dimenticabile come un lungo spot pubblicitario. Inutile
la presenza di Charlize Theron che, nonostante la reputazione
di buona attrice premiata con l’Oscar, qui non fa molto
salvo apparire in maniera fisica ed estetica: è bella ed
acrobatica. Ma solo quello.
Marco
Valerio