A MIGHTY HEART - UN CUORE GRANDE

Titolo Originale: A Mighty Heart
Genere: Drammatico/Biografico
Regia: Michael Winterbottom
Sceneggiatura: John Orloff
Cast: Angelina Jolie, Dan Futterman, Will Patton, Archie Panjabi, Jillian Armenante, Irfan Khan, Denis O'Hare
Colonna Sonora: Molly Nyman
Produzione: Plan B Entertainment, Revolution Films, Paramount Vantage
Paese d’origine: USA - 2007
Durata: 108 minuti

 

A cinque anni dalla sua morte, un film racconta la drammatica storia del giornalista ebreo-americano Daniel Pearl, ucciso dal gruppo terroristico di Al Quaeda nel 2002.
Il film, “A Mighty Heart - Un Cuore Grande”, arriva nei cinema (preceduto dall’anteprima europea al Festival del Cinema di Cannes) mentre il nome di Pearl è stato aggiunto alla lista delle oltre trentamila vittime della Shoah che compare sul monumento Holocaust Memoria Wall, a Miami. Giornalista per il celebre quotidiano Wall Street Journal, Daniel Pearl fu rapito e brutalmente assassinato tramite decapitazione in Pakistan il 23 Gennaio 2002 da un gruppo legato ad Al Quaeda, mentre investigava sui legami tra terrorismo e servizi segreti pachistani. Il suo assassino, Khalid Sheikh Mohammed, è stato anche uno degli organizzatori dell’attacco terroristico dell’11 settembre 2001 alle Twin Towers di NY.
“A Mighty Heart” è ispirato alle memorie biografiche della vedova di Pearl, la giornalista Marianne, raccontando la sua storia: quando il marito scompare, la donna –incinta di sei mesi- inizia una drammatica ricerca per trovarlo che però risulterà inutile, poiché l’uomo in realtà è gia morto il cui cadavere viene ritrovato mesi dopo, il 17 Maggio 2002.

Il film è un biopic girato come una sorta di docu-fiction, non bellissimo, ma ben realizzato ed autentico. Dirige un autore impegnato come Michael Winterbottom (“La Strada per Guantanamo”) con una regia molto sobria e non retorica né sensazionalistica. La ricostruzione degli eventi è rigorosamente filologica, con un ritratto veritiero e senza filtri di persone e vicende nel corso della ricerca disperata, ma mai soccombente, del personaggio di Marianne,
Le vicende personali della protagonista sono allineate sullo sfondo della situazione politica internazionale e vengono narrate in sequenza, settimana dopo settimana, senza scorciatoie narrative. L’approccio narrativo del film è infatti quasi documentaristico, con riprese girate con cinepresa a mano, montaggio sequenziale e set nei luoghi veri percorsi da Daniel e Marianne Pearl.

In primo piano ci sono i personaggi raccontati senza enfasi, che risultano molto credibili sul grande schermo ed accentrano l’attenzione del pubblico che segue con partecipazione fino alla fine, nonostante sappia già la storia come si sia svolta. Il film non cerca un facile effetto di commozione o condanna, ma racconta con forza ed onestà una verità tragica ed ordinaria in un mondo impazzito senza strumentalizzione né propaganda.
Angelina Jolie, per una volta, ha sacrificato la propria bellezza e glamour pur di assomigliare fisicamente e psicologicamente a Mariane Pearl, riuscendo a calarsi con intensità nel ruolo e risultare anche credibile, nonostante qualche eccesso di lirismo qua e là.

Marco Valerio