300

Titolo Originale: Id.
Genere: Azione/storico/guerra
Regia: Zack Snyder
Sceneggiatura: Zack Snyder, Kurt Johnstad (basato su una graphic novel di Frank Miller)
Cast: Gerard Butler, Vincent Regan, Lena Headey, David Wenham
Colonna sonora: Tyler Bates
Produzione: Warner Bros. Pictures, Hollywood Gang Productions, Atmosphere Entertainment MM, Legendary Pictures, Virtual Studios
Paese d’Origine: USA - 2007
Durata: 116 minuti

N.d.r.: E’ abbastanza raro che su uno stesso film ci siano non una ma ben due recensioni: in questo caso siamo felici di aver fatto uno strappo alla regola, presentando due ottimi commenti, ricchi di spunti e riflessioni, scritti dai nostri collaboratori Mario Colasuonno e Simone Celli. Abbiamo deciso in via straordinaria di pubblicare entrambi i pezzi per dare una visione completa e dettagliata sulla pellicola in questione. Buona lettura.

 

Che delusione! Che grande delusione!
Un film che voleva sembrare un fumetto ma che in realtà diventa un videogame. Con il fondamentale difetto che non ci puoi giocare ma solo assistere… vi è mai capitato di guardare altri che giocano su una consolle o sul PC? Non è un’esperienza granché entusiasmante! Chi gioca si diverte un mondo, ma tu, ben presto, ti annoi a morte. Per tutto il film traspare molto chiaramente che Frank Miller e Zack Snyder si sono proprio divertiti a confezionare questo spettacolo. Sì, si sono divertiti un sacco… loro!
E allo spettatore ci ha pensato qualcuno?
Eppure viene narrata una tra le imprese più celebri e affascinanti del mondo antico: l’imperatore persiano Serse, dopo aver conquistato buona parte dell’Asia e l’Egitto, sposta il suo enorme esercito verso occidente, per portare sotto il suo dominio anche la Grecia, all’epoca una civiltà in pieno fermento, ma politicamente e militarmente divisa tra tante città stato, in lotta perenne tra loro.
Una tra le più potenti di queste città è Sparta, abitata da gente dura e leale e soprattutto da insuperabili guerrieri. Il loro re, Leonida, si rende subito conto che l’unico modo per cercare di bloccare l’immenso esercito persiano è incontrarli alle strette gole delle Termopili, dove l’angusta conformazione orografica vanificherà l’enorme vantaggio numerico delle truppe di Serse. Ma Leonida, con i suoi trecento fedelissimi, dovrà guardarsi non solo dagli invasori, ma anche da insidiosi nemici interni e dal tradimento…
Bisogna subito dire che il film segue l’impostazione della graphic novel (romanzo a fumetti) da cui è tratto, e quindi poco si cura della fedele ricostruzione storica degli eventi, per concentrarsi invece nell’indagare l’animo e le motivazioni degli spartani e la società che ha forgiato questi straordinari guerrieri, capaci anche solo di pensare (e addirittura di mettere in pratica) l’audacissima impresa di bloccare, con un pugno di uomini, l’esercito più imponente mai aggregato sino ad allora (un milione di soldati).
In tale ottica, possiamo chiudere un occhio su tante imprecisioni e incongruenze presenti, non ultima la visione severissima con cui è rappresentata la civiltà persiana, decadente, corrotta, marcia, oscurantista. Da contrapporre a quella greca, portatrice di libertà, della ragione, della legge. Un contrasto così stridente da ricordare qualche vecchio western (con i selvaggi indiani e le giacche blu avanguardia della civiltà) o i film di guerra prodotti negli anni quaranta…
Ma è una scelta voluta, una precisa impostazione dell’autore, e quindi da accettare, pur non condividendola. Il problema è che il film fallisce miseramente anche in quest’aspetto! Infatti, gli spartani sono caratterizzati in un modo talmente forzato, talmente esasperato da risultare caricaturale. Figure che vorrebbero sembrare eroiche nel loro stoico sacrificio, ma che sono solo grottesche. Stimolano più il riso che l’ammirazione.
Purtroppo si tratta di un film esagerato ed esasperato in tutto, dalle caratterizzazioni ai dialoghi, dalle scene di battaglia alle relazioni affettive: una lunga, ininterrotta, sequela di spacconate che iniziano dalla prima scena e terminano con i titoli di coda. Spacconate a volte divertenti, a volte d’impatto, più spesso dozzinali, ma sempre, (sempre!) senz’anima. Sterili virtuosismi con la cinepresa o con il computer, che rendono questo film freddo come un ghiacciolo, senza un briciolo di quell’emotività che la vicenda dei trecento spartani meritava. Un film che è un lungo, e snervante, collage di videoclip, una affannosa e perenne ricerca dell’effetto che stupisce, una confezione scintillante con il nulla dentro.
Ammetto che il regista prova insistentemente a donare una cornice epica alla vicenda, a dare uno spessore eroico e leggendario agli uomini. Ci prova ma non ci riesce, perché tenta di tutto tranne che le cose giuste. Scene di battaglia cruente, frasi altisonanti, musiche potenti e sparate a volume assordante, fermi immagine e sequenze incalzanti di carneficine, volti digrignati e inquadrature da vertigini… dimenticando che sarebbe bastata narrare degli uomini, delle vicende umane di quei 300 guerrieri, 300 figure epiche e tragiche. Sarebbe bastato focalizzare l’attenzione su quell’impresa e sugli uomini che contribuirono a compierla, invece di usarla come pretesto per mostrare quanto si è bravi e cool con la macchina da presa.
Non mi dilungo oltre, perché non ho molto altro da dire su questa pellicola. Potrei parlare della colonna sonora assordante quanto perennemente fuori contesto. Potrei parlare della peculiare figura di Serse, che ci regala più di un momento di comicità involontaria. Potrei parlare del doppiaggio poco riuscito. Ma ormai il quadro mi sembra chiaro…
In conclusione, un film pretenzioso, dozzinale, senza un filo di ironia, freddo, noioso, del tutto privo di drammaticità, nonostante le cruentissime vicende narrate. Zero anima, zero emozioni. Un algido esercizio di stile.
Andate a vederlo sono se siete dei veri estimatori di film-videogioco, altrimenti statene alla larga.

Mario Colasuonno

 

Tratto da una graphic novel di Frank Miller, già autore dell'apprezzato Sin City, 300 racconta un fatto storico ed incarna un eroismo enfatizzato fino alla follia del suicidio. La battaglia delle Termopili viene ricostruita in un modo volutamente poco fedele alla storica realtà dei fatti. Tutto si fa eccessivo, a tratti epico grazie allo stile didascalico della narrazione che, proprio come in un fumetto di Miller, viene impreziosita da frasi fuori campo che sfiorano il poetico. Non di certo un film spartano. 300 è un enorme fumetto in movimento, costruito su fondali dalle tinte ambrate, all'interno dei quali si muovono guerrieri greci saturi di steroidi, così come creature deformi al limite del grottesco. E qualche donna qua e là, in rispetto delle quote rosa. Un lavoro dalla grande potenza visiva (e uditiva), che purtroppo si accompagna a un intreccio di una linearità quasi disarmante. Croce e delizia di una pellicola che va gustata letteralmente per la sua forza espressiva, per come riesce a comunicare lo spirito belligerante di un popolo pervaso da un fondamentalismo guerrafondaio che sembra tornare di moda, dentro e fuori la fiction. Il filo conduttore è una violenza così colorata da sembrare viva. Quasi da riderci, mentre Re Leonida e i suoi duecentonovantanove kamikaze infilzano e decapitano le armate dell'effeminato sovrano di Persia. La virilità estrema dei "trecento" si contrappone all'ambiguità sessuale di un nemico dalle fattezze e dalla voce di un transgender. Ma d'altronde "questa - è - Sparta": un esempio da non imitare. Forse.

Simone Celli