2012

Titolo Originale: Id.
Genere: Fantascienza/Catastrofico/Drammatico
Regia: Roland Emmerich
Sceneggiatura: Harald Kloser, Roland Emmerich
Cast: John Cusack, Woody Harrelson, Thandie Newton, Johann Urb, Amanda Peet, Oliver Platt, Danny Glover, Chiwetel Ejiofor, George Segal, Jimi Mistry
Colonna Sonora: Harald Kloser, Thomas Wanker
Produzione: Sony Pictures Entertainment (SPE), Centropolis Entertainment, Farewell Productions
Paese d’origine: USA - 2009
Durata: 158 minuti
Data di uscita: 13 Novembre 2009

 

Quando un produttore intende realizzare un blockbuster tipicamente hollywoodiano, cioè roboante e fracassone, per andare sul sicuro sono tre i nomi dei registi da interpellare: Michael Bay (Transformers, Armageddon), Stephen Sommers (G.I.Joe, La Mummia) e Roland Emmerich (Stargate, Indipendence Day).
Essendo occupati i primi due, rimane libero Emmerich che è anche quello tecnicamente più preparato e paradossalmente anche il più economico. Da buon tedesco, massimizza le risorse e porta perfettamente a compimento i film che gli affidano, prediligendo il sensazionalismo visivo a dispetto di un proprio stile di regia.
Artigiano cinematografico specializzatosi ormai nel ritrovato genere cinematografico catastrofico, dopo il non del tutto disprezzabile L’alba del Giorno Dopo, Emmerich torna a raccontare la fine del mondo stavolta con una sceneggiatura basata sulla leggenda metropolitana secondo la quale il calendario dell’antico popolo dei Maya indicherebbe la fine del mondo per il 21 Dicembre 2012. Le fonti di documentazione per Emmerich e il co-sceneggiatore Kloser non sono basate su fatti scientifici concreti (e non poteva essere altrimenti visto il film), ma su migliaia di catastrofiche supposizioni riportate in altrettanti articoli, libri, trasmissioni televisive e siti web che ignorano, più o meno intenzionalmente, il semplice fatto che, in quel giorno, il calendario Maya non farà altro che azzerarsi e ricominciare il conteggio inaugurando una nuova era.

Nel film, naturalmente, è tutta un’altra storia ed assistiamo quindi ad una serie di cataclismi provocati da tempeste solari che devastano ogni angolo del pianeta. Un docente universitario è l’unico a capire cosa sta succedendo, ma osteggiato dalla comunità scientifica, non riesce a dare l'allarme. In mezzo alla distruzione generale sarà costretto a guidare un gruppo di persone nella ricerca di una via d'uscita alla fine del mondo predetta dai Maya, rispolverando l’antica idea delle Arche. Nonostante Emmerich non perda mai di vista il disegno generale, isolando nella catarsi planetaria le storie di alcuni personaggi attraverso le quali il film progredisce spezzando la catena di eventi distruttivi, il risultato è sempre simile a quello delle altre sue precedenti pellicole: drammaticità, epicità, vistosi effetti speciali, sequenze thrilling ed il vuoto narrativo assoluto.

2012 è un film tanto roboante e visivamente spettacolare quanto convenzionale e ripetitivo per costruzione degli eventi, questo a causa di una sceneggiatura mediocre e facilona che pecca su più fronti.
Facendo un rapido elenco, segnaliamo una trama banale e già vista (Indipendence Day, L’Alba del Giorno Dopo, Godzilla, The Core, Armageddon), infarcita di luoghi comuni, con personaggi scritti con lo stampino (c’è il solito scienziato illuminato, l’uomo mediocre che diventa eroe e riconquista la famiglia, l’egoista che si riscatta, il politico coscienzioso…) e un’insopportabile retorica moraleggiante sulla classica famiglia americana. I dialoghi uggiosi e sensazionalistici abbondano di battute umoristiche spesso fuori luogo, facendo da contorno sonoro ad un esasperato eccesso di spettacolarizzazione degli eventi, con colpi di scena e rocamboleschi salvataggi che narrativamente non danno nulla di concreto alla trama risultando, come anche gli ottimi effetti speciali, solo fini a se stessi.

Paolo Pugliese