Nell'Inghilterra
del 1921, alla fine della Prima Guerra Mondiale, Florence
Cathcart (Rebecca Hall) è una donna estremamente razionale,
impegnata nello smascherare falsi medium e ciarlatani, dimostrando
che i fantasmi non esistono, ma sono solo frutto di suggestione
oppure di imbrogli. Un giorno viene contattata da un professore
di un collegio di campagna, per investigare su un inspiegabile
evento. Un giovane studente è morto, spaventato a morte
da qualcosa e diverse foto degli alunni rivelano sullo sfondo
una misteriosa figura sfocata. Tanti ragazzi parlano di presunte
apparizioni di un fantasma nella scuola. Florence utilizzerà
le sue conoscenze scientifiche e vari apparecchi per confutare
la teoria del fantasma, ma si imbatterà in qualcosa
di soprannaturale che abbatterà tutte le sue credenze
razionali.
“1921
il Mistero di Rookford” si rivela fin da subito un’avvincente
Ghost Story, con una storia che, pur contenendo tutti gli
elementi del genere, non risulta mai banale e scontata, ma
sviluppata con una certa cura, sia sul fronte della caratterizzazione
dei vari personaggi, sia della narrazione: la costruzione
degli eventi, infatti, è impostata in maniera meticolosa
e coinvolgente, scoprendo poco a poco una vicenda dai contorni
oscuri, la cui evoluzione è arricchita dalla presenza
di diversi colpi di scena, nonché di elementi di thrilling,
ben raccordati e mai fini a sé stessi. Il film percorre
un sentiero narrativo-concettuale già battuto da pellicole
come “The Others” e “Orphanage”, con
le quali condivide sia l’approccio narrativo -esistenzialista
e drammatico-, sia l’ambientazione vittoriana ed isolata;
il regista-sceneggiatore Nick Murphy fornisce però
una certa identità stilistica al film, grazie ad una
regia elegante, una grande attenzione per la crescita dei
personaggi e una ricchezza di dettagli sia narrativi che visivi,
caratterizzati quest’ultimi da una particolare cura
per le scenografie e i costumi storici.
Il
film è girato con uno stile sofisticato, ma assolutamente
non artefatto o lezioso, avendo anche l’indubbio merito
di presentarci una protagonista femminile molto interessante:
Florence è una donna colta, determinata ed emancipata,
una sorta di proto-femminista in una società abituata
a relegare le donne in posizioni defilate rispetto agli uomini.
L’attrice Rebecca Hall (vista in “The Town”
di e con Ben Affleck) interpreta in maniera egregia il suo
ruolo, rivelando un grande carisma ed una rilevante presenza
scenica, incarnando una splendida figura femminile che cela
dietro il suo pragmatismo un animo ferito ed una profonda
solitudine esistenziale. E’ grazie a lei che “1921
il Mistero di Rookford” si eleva al di sopra della media,
nonostante un doppio finale un po’ dispersivo e non
all’altezza delle premesse, che però ha il coraggio
di presentare una risoluzione anti-climax, con un colpo di
scena introspettivo.
Paolo
Pugliese