13 ASSASSINI
 
Titolo Originale: Jûsan-nin no shikaku
Genere: Azione, Drammatico
Regia: Takeshi Miike
Sceneggiatura: Daisuke Tengan
Cast: Koji Yakusho, Takayuki Yamada, Yusuke Iseya, Goro Inagaki, Masachika Ishimura
Produzione: Sedic International, Recorded Picture Company (RPC), Dentsu, Shogakukan, TV Asahi, Toho Company, Yahoo Japan
Paese d'origine: Giappone - 2010
Durata: 126 minuti
Dara di uscita: 24 Giugno 2011

 

Nel lontano 1844, in Giappone, l' ascesa al potere di Naritsugu, crudele e sadico fratellastro dello Shogun, è causa di forte malessere tra le file militari e nelle sale del potere. Per dare un freno alla cattiveria di questo personaggio si decide di tramare alle sue spalle e di radunare un esercito di uomini per tendergli un agguato e terminare così la sua vita. Ciò che questi uomini però non sanno è che Naritsugu è difeso da un invincibile gruppo di soldati pronti a sacrificarsi per il loro signore, e sconfiggerli non sarà un' impresa facile. Tredici samurai, scaltri e abili nell' uso delle spade, si uniscono e son pronti a scagliarsi sulle file del nemico in una missione suicida per portare pace e giustizia.

Famoso in Giappone per la vasta ecletticità con cui passa da un genere cinematografico ad un altro (dall' horror "Audition" al film-fumetto "Yatterman"), Takeshi Miike sta diventando un regista molto popolare anche in Europa e le sue pellicole stanno avendo un buon riscontro di pubblico in sala. La capacità con cui si dedica anima e corpo alla ricerca di storie interessanti da sviluppare, la passione con cui segue ogni progetto, sono elementi caratterizzanti del suo stile: idee in cui fissa completamente il suo essere, la sua persona, e che porta avanti fino a che i risultati finali non vedono la luce. Stesso percorso che è stato seguito anche per questo "13 Assassini", basato su fonti storiche non attendibili di una sanguinosa battaglia tra guerrieri di due fazioni opposte.
La cura che Miike ha messo anche in questo prodotto è innegabile e visibile fin da subito: ogni dettaglio non viene lasciato al caso, ma è perfettamente inquadrato ed inserito nel contesto di un disegno ben più ampio e strutturato che si ricompone nella seconda parte negli esterni dello Yamagata, area naturale da cui attingere a piene mani per le scene degli scontri in queste zone selvagge, completamente dimenticate e lontane dalla civiltà.

I combattimenti qui girati sono il vero punto di forza della seconda metà del film, e vengono accostate dal regista a scene d’amore per la passione con cui son state girate. Sebbene siano presenti aneddoti e dispensati consigli saggi, è nell' ora della battaglia che assistiamo a tutta la violenza e alla spettacolarità delle spade dei samurai in lotta per far vincere il bene supremo contro la tirannia del malvagio despota. Ogni lama che sferza l'aria, ogni movimento che questi signori compiono, è una coreografia ben studiata e ogni mossa può rivelarsi letale e pericolosa. Nei loro sguardi non c' è solo la preparazione all' attacco ma anche lo studio della mimica dell' avversario che potrebbe rivelarsi utile in duello: non solo l' abilità certa nel sapere usare la spada ma anche riconoscere il bluff dell' avversario può dare punti in battaglia e salvare la propria vita.
Le musiche, che fanno da introduzione ai momenti salienti, non solo caricano l' animo del samurai pronto al sacrificio ma innalzano questa pellicola girata a basso costo un prodotto ancor più ricco e fastoso, che nulla hanno da invidiare a quelle di Hollywood.
Una pellicola per stomaci forti, visto il copioso spargimento di sangue, ma in cui prevalgono anche i buoni sentimenti e il sapere che lo sforzo di una manciata di uomini è entrato nella leggenda popolare.

Alessandro Cristofaro