Storia
di un clan di pescatori che vive e lavora ad Acitrezza, un piccolo
paese siciliano nei pressi di Catania, con personaggi uniti dalla
stessa cultura ma divisi dalle loro diverse scelte di vita, soverchiate
comunque da un destino ineluttabile e da una serie di circostanze
sfortunate che porteranno alla rovina tutti i membri della famiglia,
soprannominata beffardamente “Malavoglia” dai compaesani.
Questo film è il nuovo adattamento cinematografico del
più famoso romanzo di Giovanni Verga, “I Malavoglia”,
dove sono descritte le contraddizioni di una società che
si sta faticosamente affermando sulle ceneri di un'altra che sta
malinconicamente morendo. Il film avrà un’ambientazione
contemporanea rispetto a quella del romanzo (meta ‘800),
adattata e diretta Pasquale Scimeca, il regista di “Placido
Rizzotto” e “Rosso Malpelo”. Le riprese sono
cominciate il 16 novembre e concluse il 24 dicembre 2009 ad Acitrezza,
dopo sei settimane di lavorazione in provincia di Siracusa. Il
film, dichiarato di interesse culturale nazionale, è stato
scritto da Scimeca insieme al poeta Tonino Guerra, allo scrittore
Vincenzo Consolo e Nennella Buonaiuto.
Il cast vede la partecipazione di Antonio Ciurca (protagonista
di “Rosso Malpelo”), Elena Ghezzi, Doriana La Fauci,
Greta Tommasello, Omar Noto, Vincenzo Albanese e Ben Hammouda
Naceur, immigrato clandestino tunisino che lo stesso Scimeca ha
scoperto e voluto nel ruolo del carrettiere straniero Alfio, regolarizzando
la posizione del giovane con le autorità e facendogli ottenere
il permesso di soggiorno con l’ingaggio di attore.
La
trama vede, presso il paese di Acitrezza, la famiglia Toscano
che, nonostante sia decisamente laboriosa, viene soprannominata
(per antifrasi) Malavoglia. Il patriarca è Padron 'Ntoni,
vedovo, che vive insieme al figlio Bastiano e la moglie Maria.
Bastiano ha cinque figli: 'Ntoni, Luca, Filomena, Alessio e Rosalia.
Il principale mezzo di sostentamento è la "Provvidenza",
una piccola imbarcazione utilizzata per la pesca. Quando 'Ntoni,
il maggiore dei figli, parte per la leva militare, per far fronte
alla mancanza, Padron ‘Ntoni tenta un affare comprando una
grossa partita di lupini da un suo compaesano, chiamato Zio Crocifisso
per via delle sue continue lamentele e del suo perenne pessimismo.
Il carico viene affidato al figlio Bastianazzo perché vada
a venderlo a Riposto, ma egli perderà tutta la merce durante
un naufragio, e con essa anche la vita. A seguito di questa sventura,
la famiglia si ritrova con una triplice disgrazia: il debito dei
lupini, la Provvidenza da riparare e la perdita di Bastianazzo
e quindi di un membro importante della famiglia. Finito il servizio
militare, 'Ntoni torna molto malvolentieri alla vita laboriosa
della sua famiglia, e non rappresenta alcun sostegno per la già
precaria situazione economica del nucleo familiare.
Purtroppo, le disgrazie per la famiglia non terminano. Luca, uno
dei nipoti, muore e questo determina la rottura del fidanzamento
di Mena con Brasi Cipolla. Il debito causerà alla famiglia
la perdita dell'amata Casa del nespolo, e via via la reputazione
della famiglia andrà peggiorando fino a raggiungere livelli
umilianti. Un nuovo naufragio della "Provvidenza" porta
Padron 'Ntoni ad un passo dalla morte, dalla quale, fortunatamente,
riesce a scampare. In seguito Maruzza, la nuora, muore di colera.
Il primogenito 'Ntoni decide di andare via dal paese per far ricchezze,
ma, una volta tornato ancora più impoverito, perde ogni
desiderio di lavorare, dandosi all'alcolismo ed all'ozio. La partenza
di 'Ntoni costringe la famiglia a vendere la Provvidenza per accumulare
denaro al fine di riacquistare la casa del nespolo, mai dimenticata.
La padrona dell'osteria Santuzza, già ambita dallo sbirro
Don Michele, a causa dei numerosi intrallazzi di quest'ultimo,
si
invaghisce di 'Ntoni, mantenendolo gratuitamente all'interno del
suo locale. La condotta di 'Ntoni e le lamentele del padre la
convinceranno a distogliere le sue aspirazioni dal ragazzo, e
a richiamare Don Michele all'osteria. Ciò sarà origine
di una rissa tra i due; rissa che sfocerà in una coltellata
di 'Ntoni al petto di Don Michele durante una retata anti contrabbando
alla quale il Malavoglia si era dato. 'Ntoni finirà dunque
in prigione. Padron 'Ntoni, accorso al processo e sentite le voci
circa una relazione tra Don Michele e sua nipote
Lia, stramazza al suolo. Ormai vecchio, il suo salmodiare si fa
sconnesso e i suoi proverbi pronunciati senza cognizione di causa.
Lia, la sorella minore, vittima delle malelingue, lascia il paese
e si abbandona all'umiliante mestiere della prostituta. Mena,
a causa della vergognosa situazione della sorella, sceglie di
rinunciare a sposarsi con compare Alfio, di cui è innamorata,
e rimarrà in casa ad accudire i figli di Nunziata e di
Alessi, il minore dei fratelli, che continuando a fare il pescatore
ricostruirà la famiglia e potrà ricomprare la "casa
del nespolo". Acquistata la casa, ciò che resta della
famiglia farà visita all'ospedale al vecchio Padron 'Ntoni,
per informarlo della compravendita e annunciargli un suo imminente
ritorno a casa. Sarà l'ultima
gioia per il vecchio, che morirà proprio nel giorno del
suo agognato ritorno. Quando 'Ntoni, uscito di prigione, ritornerà
al paese, si renderà conto di non poter restare a causa
del suo passato, in cui si è auto-escluso dal nucleo familiare
rinnegando sistematicamente i suoi valori.
Marco Valerio