Cosa
significa nascere, crescere, diventare adulti in una terra
di nessuno, in un posto che pare fuori dal mondo? Pochi
forse hanno sentito nominare la Transnistria, regione dell'ex
Urss autoproclamatasi indipendente nel 1990, ma non riconosciuta
da nessuno Stato. In Transnistria, ai tempi di questa storia,
la criminalità era talmente diffusa che un anno di
servizio in polizia ne valeva cinque, proprio come in guerra.
Nel quartiere malfamato Fiume Basso si viveva seguendo la
tradizione siberiana e i ragazzi si facevano le ossa scontrandosi
con gli "sbirri" o i minorenni delle altre bande.
Lanciando molotov contro il distretto di polizia, magari.
La scuola della strada voleva che presto dal coltello si
passasse alla pistola. Ma l'apprendistato del male e del
bene, per la comunità siberiana, è complesso,
perché si tratta d'imparare a essere un ossimoro,
cioè un "criminale onesto".
La storia di un ragazzo che impara la durissima legge della
strada è raccontata nel romanzo autobiografico “Educazione
Siberiana” di Nicolai Lilin, best-seller tradotto
in 14 lingue. Con uno stile intenso ed espressivo, a tratti
spiazzante, con una sua dimensione etica, oppure decisamente
comico, Nicolai Lilin racconta un mondo incredibile, tragico,
dove la ferocia e l'altruismo convivono con naturalezza.
Il romanzo ha conquistato il regista premio Oscar Gabriele
Salvatores (“Mediterraneo”), il quale ha realizzato
un fedele adattamento cinematografico, prodotto dalla Cattleya
con un budget di 9 milioni di dollari ed interpretato da
una star come John Malkovich. L’attore americano recita
il ruolo del nonno Kuzja che segue la crescita del giovane
nipote Kolyma ed al suo amico, insegnandogli ad allevare
e come far volare i piccioni. Malkovich è il protagonista
insieme a due giovani attori russi semi-debuttanti Arnas
Fedaravicius (boxeur professionista) e Vilius Tumalavicius
(un cantante). Salvatores racconta un mondo difficile da
decifrare, nel quale gli anziani sono la guida e la vita
procede seguendo un codice antico e rigoroso, dove vige
il disprezzo del denaro e della politica, l’amore
per i tatuaggi e le armi, le regole ferree su a chi si può
rubare…
La storia del film è ambientata nel decennio tra
il 1985 e il 1995, prima e dopo la caduta del Muro di Berlino,
con le riprese ambientate proprio nel quartiere Fiume Basso,
in Transnistria e poi in Lituania ed Italia. |