TOBEY MAGUIRE

 

Nato a Santa Monica in California il 27 Giugno 1975 da Vincent e Wendy Maguire (un cuoco e una segretaria che poco dopo la sua nascita si separano), Tobias Vincent Maguire vive un infanzia non priva di problemi familiari.
Dopo qualche anno dalla separazione con il padre, la madre Wendy, benché povera, decide di riprendere con sé il figlio, sopravvivendo a stento grazie ai sussidi di disoccupazione: un periodo non facile in cui il giovane Tobey deve anche fare i conti con i repentini cambi di scuola e i conseguenti e difficili inserimenti nella vita sociale: “Spesso stavo male per l’ansia di dovermi confrontare sempre con nuovi compagni. Ho fatto una gran fatica a inserirmi e a fare nuove amicizie”, ha dichiarato qualche tempo fa in una intervista.
A 12 anni Maguire trova un punto di riferimento nella recitazione, aiutato da un vicino di casa che di professione fa il manager nello spettacolo. Viene scritturato per alcuni spot commerciali, e dopo una serie di comparsate in serie televisive approda sul grande schermo nel 1993 in un ruolo secondario nel film “Voglia di ricominciare” di Michael Caton-Jones, in cui conosce Leonardo Di Caprio, da allora suo grande amico.
Segue poi un altro ruolo in “S.F.W.” (1994) che coincide con una profonda crisi esistenziale dell’attore, la quale esplode sul set di “Empire Records”, dove la sua parte viene tagliata al montaggio.
Maguire sparisce nel nulla, per poi riapparire in “Tempesta di ghiaccio” (1997) di Ang Lee, dove ottiene il suo primo vero ruolo importante che lo fa notare al grande pubblico e alla critica.
Il successo di “Tempesta di ghiaccio” lancia il giovane attore come divo emergente della nuova generazione di talenti recitativi formatasi negli ultimi anni a Hollywood. La sua parte da protagonista nel bellissimo e poetico “Pleasantville” (1998) di Gary Ross sottolinea la sua recitazione asciutta ma allo stesso tempo mai sottotono, il suo “diventare” i personaggi che interpreta e soprattutto una profondità e un intensità che ne fanno uno degli attori migliori di Hollywood.
Gli ultimi anni sono stati per l’attore densi di lavoro e di nuove opportunità: compare in “Harry a pezzi” di Woody Allen e “Paura e delirio a Las Vegas” di Terry Gilliam, ma soprattutto il ruolo dell’orfano Homer Wells ne “Le regole della casa del sidro” di Lance Hallstromm lo fanno apprezzare ancora di più dagli osservatori più attenti.
Il 2000 diviene per Maguire l’anno della svolta professionale, dopo “Wonder Boys” di Curtis Hanson accanto a Michael Douglas e “Cavalcando col diavolo” dove ritorna a lavorare con Ang Lee, l’allora 26enne attore viene scelto, tra una ridda di candidati, per interpretare il ruolo di Peter Parker/Spider-Man nel lungometraggio diretto da Sam Raimi, film che diverrà in seguito uno dei successi cinematografici del 2002 oltre ad inanellare una serie di record ancora oggi imbattuti.
Una scelta che alla fine poteva cadere solo su Maguire, abituato a interpretare personaggi che arrivano alla maturità passando per i dolori della vita, oltrepassando ostacoli insormontabili che ne decretano le scelte.
Così è per il Jake Roedell di “Cavalcando col diavolo”, che scopre gli orrori e le contraddizioni della guerra di secessione, lo stesso per l’Homer Wells di “Le regole della casa del sidro” il quale solo visitandolo comprende le ingiustizie e i soprusi di un mondo di cui era all’oscuro, oppure il David/Bud di “Pleasantville” che deve distruggere un mondo di pace e piacevolezza per far vivere e toccare le emozioni e le sensazioni del mondo reale, passando per il fantino zoppo e mezzo cieco Red Pollard in “Seabiscuit” che scopre il valore dell’amicizia e ottiene una seconda possibilità.
Ruoli mai secondari e scelti con accuratezza, che denotano come Maguire guardi soprattutto a personaggi con un integrità narrativa di fondo, una attenta analisi dei personaggi che infatti è riscontrabile nella filmografia dell’attore: una pellicola all’anno ma sempre realizzata con la testa e con il cuore, e che alla fine si rivela un successo di critica e pubblico.
Con “Seabiscuit” e “Spider-Man 2”, entrambi successi estivi del 2003 e del 2004, Maguire ha confermato la sua ascesa hollywoodiana e l’impatto che il suo nome ha sul pubblico, ma anche il saper districarsi con generi cinematografici diversi e allo stesso tempo riuscire a lasciare in entrambi un segno indelebile, che ne fanno uno degli attori più interessanti e concreti del cinema moderno.

Carlo Coratelli

 

 

 

 

 

 

 

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