EDWARD NORTON

 

Nato il 18 Agosto 1969 a Boston (Massachusettes), Edward Norton è il maggiore dei tre figli di Edward James Sr., un ex procuratore federale -oltre che avvocato e noto curatore patrimoniale-, e di un'insegnante di inglese, Robin Norton, morta di cancro nel 1997.
Fin da bambino la differenza che lo contraddistingue dagli altri bambini è il suo divertimento per la recitazione, che diviene la sua grande passione dopo aver visto la sua babysitter recitare in “Cenerentola”; comincia così a praticare le scene a cinque anni frequentando allo stesso tempo una scuola di arti teatrali nella zona di Baltimora.
Diplomatosi alla Wilde Lake Shcool in Columbia, si iscrive poi all'università di Yale, dove studia astronomia, storia e giapponese e si laurea in storia nel 1991; dopodiché si trasferisce in Giappone, dove resterà tre anni, per lavorare nell'azienda del nonno materno, una tra le figure più importanti della sua vita nonché architetto milionario e famoso negli States per aver dato vita alla Enterprise Foundation, ente che si occupa della costruzione di case per i senzatetto.
In seguito Norton fa ritorno a New York deciso a tentare una volta per tutte la carriera di attore, qui si mantiene con un impiego da cameriere, apparendo in diverse produzioni teatrali off Broadway, finché non lo nota il famoso drammaturgo Edward Albee, le cui opere teatrali sono messe in scena dalla New Yotrk Segnature Company, che lo scrittura per recitare nella commedia "Fragments".
Al grande schermo Norton ci arriva quasi per caso nel 1996. In quell' anno Leonardo di Caprio rifiuta la parte in un thriller diretto da Gregory Hoblit e con protagonista Richard Gere: la pellicola si intitola "Schegge di paura" ed i produttori dopo il rifiuto di Di Caprio, cercano disperatamente un co-protagonista da affiancare a Richard Gere, che nel frattempo minaccia di abbandonare il progetto.
Dopo più di duemila audizioni di giovani attori sconosciuti, Norton si presenta al provino parlando con un'inflessione del sud degli States e affermando di venire dal Kentucky: basta questo a fargli ottenere il ruolo e a dimostrare quello che diverrà negli anni la prova del suo talento, cioè la totale immedesimazione che assume nei confronti del personaggio che è chiamato a interpretare.
Ottiene così la parte di Aaron Stampler, il timido chierichetto accusato dell' assassinio dell'arcivescovo di Chicago e apparentemente innocente, ma dalla diabolica personalità che Norton dipinge in maniera sublime, riuscendo a costruire un ruolo difficile in cui la dualità è il perno di tutta la caratterizzazione.
La pellicola alla fine sarà mediocre, ma per Norton è un debutto così convincente che arriva subito la sua prima nomination all'Oscar come miglior attore non protagonista.
Nel frattempo, compare in "Tutti dicono I love you" di Woody Allen, in cui è Holden, giovane rampollo di buona famiglia che contende l' amore di Drew Barrymore all'avanzo di galera Tim Roth; è questo il segno di quella che si rivela per il giovane attore come un' annata fantastica che si conclude con la partecipazione al discusso film di Milos Forman "Larry Flint - Oltre lo scandalo", in cui interpreta l'avvocato difensore dell'editore porno più famoso d'America e sul cui set incontrerà Courtney Love, a cui rimane legato fino al 1998, anno della sua consacrazione.
Norton infatti si fa notare, ma ancora non riesce a lasciare un segno indelebile nella memoria del pubblico. Nel corso del 1998 affianca Matt Damon ne "Il giocatore - Rounders", ma soprattutto prende parte alla pellicola che segnerà il momento culminante della sua già interessante carriera: con "American History X" Norton interpreta il ruolo di Derek Vinyard, un giovane neo-nazista pentito, in un ruolo che gli vale la seconda nomination all'Oscar, questa volta come miglior attore protagonista e che, finalmente, fa sì che il suo nome ed il suo volto entrino nelle menti degli spettatori, che da allora vedranno in lui uno fra i più incredibili talenti degli ultimi anni.
Nel 1999 fa coppia con Brad Pitt in "Fight Club" e nello stesso tempo debutta come regista e sceneggiatore con la frizzante commedia "Tentazioni d'amore", di cui è anche interprete insieme a Ben Stiller e Jenna Elfman, un esordio che convince in pieno la critica, grazie alla simpatia degli interpreti e alla forte struttura narrativa di questa pellicola.
Dopo essere stato protagonista accanto a Robert De Niro e Marlon Brando in "The Score" (2001) di Frank Oz, nel 2002 è presente alla Mostra del Cinema di Venezia con il film "Frida" di Jule Taymor (accanto a colei che per alcuni anni sarà la sua compagna, Salma Hayek), ma soprattutto è uno dei protagonisti di "Red Dragon" di Brett Ratner, prequel del “Silenzio degli innocenti”, grande successo di pubblico e critica negli Stati Uniti e uno fra i film migliori della sua carriera; qui infatti Norton, come in “The Score”, non teme assolutamente il confronto con un mostro sacro del cinema quale Anthony Hopkins e, come nella precedente pellicola in cui si confrontava con De Niro, il giovane attore mostra non solo una interpretazione ottima sopra ogni livello, ma soprattutto una sicurezza che lo rende capace di non rimanere in ombra davanti ai grandi attori di Hollywood molto più anziani ed esperti di lui.
Recentemente, dopo il lavoro contrattualmente forzato in “Italian’s job”, ha dato ancora grande prova del suo talento con l’intimista e bellissimo “La 25 ora” di Spike Lee, con il personaggio di Monty. Con il monologo allo specchio entrato nella storia della cinematografia più alta, Norton ha dimostrato l'essenza di una recitazione per il quale lo spirito e l'anima del personaggio sono elementi da amplificare fin dentro il cuore del pubblico. Riservato, in questi anni è riuscito a essere una delle punte avanzate della nuova generazione di attori hollywoodiani, rifiutando ruoli importanti come quello del soldato Ryan nel film di Spielberg, ma sapendo al tempo stesso lasciare un'impronta che ne ha fatto forse l'erede ideale di grandi interpreti come Robert De Niro. Per quanto riguarda i suoi futuri progetti, Norton interpreterà "Kingdom of Heaven" (2005), "Motherless Brooklyn" (2005), "Down in the Valley" (2005) e ancora, nel 2006, l'annunciato "The Painted Veil" e "The Illusionist".

Carlo Coratelli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vai a Sommario