LA
RAGAZZA CHE GIOCAVA CON IL FUOCO - INCONTRO CON IL PROTAGONISTA
MICHAEL NYQVIST
La
Ragazza che giocava con il Fuoco,
tratto dall’omonimo best seller di Stieg Larsson, è
il secondo capitolo cinematografico della trilogia letteraria Millennium
e giunge, grazie al cambio di regia tra l’uscente Niels Arden
Oplev e il nuovo arrivo Daniel Alfredson, ad appena 4 mesi dall’uscita
del primo capitolo, ovvero il film Uomini che odiano le Donne
(il terzo ed ultimo film La Regina dei Castelli di Carta
uscirà invece nella primavera 2010).
La saga Millennium di Larsson ha venduto nel mondo più
di 10 milioni di copie, facendo dell’autore il secondo scrittore
più venduto a livello globale del 2008, subito dopo Khaled
Hosseini, autore di Il Cacciatore di Aquiloni.
In
occasione
della presentazione alla stampa della pellicola La Ragazza
che giocava con il Fuoco, in
uscita nelle sale italiane il 25 settembre, si è tenuta Venerdì
18 settembre una conferenza stampa a Roma al Cinema Fiamma con Michael
Nyqvist interprete del personaggio principale, il giornalista
Michael Blomqvist.
Nyqvist è uno degli attori svedesi più amati dal pubblico,
vincendo nel corso di una vivace carriera iniziata in teatro numerosi
premi. Dopo essersi diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica
svedese, Michael ha lavorato soprattutto in teatro, ma interpretando
anche piccoli ruoli in diverse produzioni cinematografiche. La svolta
è arrivata nel 2000, con il film Tillsammans (Together)
diretto da Lukas Moodysson, un grande successo internazionale. In
seguito ha interpretato ruoli da protagonista in film pluripremiati
come Grabben I Graven Bredvid diretto da Kjell Sundvall,
S? Som I Himmelen (As It Is In Heaven) diretto da Kay Pollak.
Più di recente, è stato premiato per la sua interpretazione
in Underbara Älskade (Suddenly), il film diretto da
Johan Brisinger.
In
cosa le assomiglia Michael Blomqvist? Ha lo stesso successo con
le donne?
Per
molte cose assomiglio a Michael, soprattutto per quanto riguarda
gli aspetti morali e politici che lo muovono. Forse proprio questo
è il motivo che mi ha portato ad accettare di interpretare
il personaggio di Michael. Lui è molto intelligente, tattico
e profondo a livello empatico. A mio avviso è l’esempio
dell’uomo occidentale moderno o meglio ciò che cerchiamo
di essere. Per altri versi Michael è il vero alter ego di
Stieg Larsson. Blomqvist nei libri è un donnaiolo incredibile
e nei film abbiamo tagliato oltre 20 avventure di Michael. Io come
lui amo profondamente le donne, amo parlargli soprattutto perché
quando ti fanno le domande non sanno già le risposte come
spesso accade quando parli con gli uomini.
Come è stata la produzione cinematografica della
trilogia Millenium? Anche il terzo capitolo che uscirà in
Italia a primavera è terminato?
Si,
abbiamo finito di girare tutti e tre i film e ci abbiamo messo un
anno e mezzo circa. I tre capitoli, come anche i libri, sono molto
differenti. In Uomini che odiano le Donne lo spettatore
o il lettore seguono Lisbeth e Michael e sanno solo ciò che
sanno loro. Ne La Ragazza che giocava con il fuoco e nel
terzo capitolo lo spettatore sa più dei personaggi. Lo stesso
Stieg Larsson ha modificato il suo stile narrativo rendendolo molto
più simile ai thriller tradizionali. In Uomini che odiano
le Donne è centrale l’elemento mistico, quasi
un viaggio interiore nelle memorie di Harriet ed ha un aspetto maggiormente
cinematografico poiché i ricordi si sviluppano attraverso
le foto che vengono dal passato. Ne La Ragazza che giocava con
il Fuoco e anche nel prossimo La Regina dei Castelli di
Carta si è alla ricerca di qualcosa e lo spettatore
sa sempre molto di più dei due personaggi principali. Questo
è un elemento che mi piace moltissimo perché io come
Michael adoro cercare la verità ed in realtà questa
è una cosa che aveva anche lo stesso Stieg Larsson.
La Ragazza che giocava con il fuoco è diretto
da Daniel Alfredson, cosa è cambiato?
Daniel
ha cambiato lo stile narrativo rendendo centrale l’inseguimento
della notizia. Ha cambiato anche alcuni accorgimenti tecnici, ad
esempio si è passato dalla camera fissa alla steadicam. In
realtà è stato più difficile per lui che per
noi. Il cast lavorava sui personaggi già da 5 mesi quando
è arrivato Daniel e quindi noi conoscevamo i ruoli meglio
di lui, ma è stato molto bello ed avvincente lavorare con
lui.
Quale è stata l’evoluzione del tuo personaggio
dal primo capitolo della saga?
Ne
La Ragazza che giocava con il Fuoco Michael lavora come
giornalista mentre nel primo non lo fa mai. Inoltre in questo capitolo
la trama si concentra molto suLl giornale Millennium che è
al centro dell’inseguimento della verità. Inoltre Michael
sia ne La Ragazza che giocava con il Fuoco sia ne La
Regina dei Castelli di Carta sarà sempre più
paranoico perdendo le caratteristiche di vittima proprie del primo
episodio. Per me i film sono strettamente collegati ed ho lavorato
moltissimo sugli elementi interni del carattere di Michael. Uno
degli attori che amo di più è Marcello Mastroianni
e cerco di imitarlo ogni volta che interpreto un ruolo.
E’ vero che la cinematografia americana sta pensando
già ad un remake hollywoodiano? Perché?
Sinceramente
non capisco molto le motivazione di un remake, che bisogno c’è?
Hanno forse paura della nostra cultura? A mio parere nei libri e
anche nei film ovviamente c’è un tocco anarchico perché
si ha la presunzione di cambiare la società, il mondo, tutto
ciò che ci circonda con degli oggetti semplici: una penna,
un cellulare, un computer. Questo non credo che appartenga alla
cultura cinematografica e letteraria americana, quindi dubito che
in America qualcosa del genere possa aver successo.
In Svezia c’è questa
cultura giornalistica della ricerca della verità anche andando
contro i poteri forti? Inoltre, esiste una rivista come Millenium?
La
rivista esiste e si chiama Expo ed è stata fondata dallo
stesso Stieg Larsson, ne esistono poi molte altre ma spesso sono
un po’ troppo serie risultando così un po’ noiose.
Per quanto riguarda invece la libertà di stampa, in Svezia
nel 1973, circa accadde un evento shock. Due giornalisti scoprirono
l’esistenza di una polizia segretissima legata al Partito
Social Democratico. I giornalisti furono incarcerati mentre il Partito
non subì alcuna conseguenza. Questo cambiò molto la
società svedese che forse potremmo definire feudale, fino
ad un secolo fa molti vivevano ancora nelle campagne ed erano abituati
a fare ciò che gli veniva detto dal proprio superiore o dal
prete, quindi dagli anni settanta c’è stata una presa
di coscienza importante da parte di tutta la società svedese.
Ha avuto modo di conoscere Stieg Larsson?
In
realtà sì, ma dubito che si ricorderebbe di me se
glielo potessimo ancora chiedere. Per molti anni ho recitato una
piece teatrale tratta da Se questo è un uomo di
Primo Levi. Accadde che alcune fanzine di estrema destra mi minacciarono
e fui costretto ad essere scortato da alcune guardie del corpo.
Proprio in questa occasione conobbi Stieg che era un grandissimo
conoscitore degli estremismi di destra e fu uno dei primi ad avviare
un dialogo con loro.
Ai
link sottostanti si può scaricare (in vari formati) un’intervista
video all’attore, assolutamente inedita.
Video
330.flv
Video
700.flv
Video
330.mov
Video
850.mov
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330.wmv
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850.wmv
(Settembre
2009)
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