Rubrica a cura di Paolo Pugliese

 

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ADDIO A LUCIANO EMMER, MAESTRO DEL NEOREALISMO ROSA

E' morto nella mattina di mercoledì 16 settembre 2009, presso il policlinico Gemelli di Roma, il regista e sceneggiatore Luciano Emmer. Aveva 91 anni.
Oltre ad essere uno degli ultimi registi neorealisti della storia del cinema italiano, era conosciuto anche per essere stato uno dei creatori del celebre Carosello, storico contenitore pubblicitario preservale contenente 5 scenette interpretate da famosi attori, cantanti e presentatori italiani; aveva infatti inventato la sigla del primo Carosello, quella con i siparietti che si aprivano uno dopo l'altro, dirigendo anche moltissimi spot (circa 1500 sketchs) come quelli con Walter Chiari, Carlo Dapporto, Mina, Totò, Aldo fabrizi, Paolo Panelli, Alighiero Noschese, Pippo Baudo e Dario Fo.
La sua morte è giunta dopo un periodo di malattia a causa di un incidente stradale con l’auto dove viaggiava insieme all’autore televisivo Enrico Grezzi, in seguito al quale riportò la frattura del femore ed una serie di complicazioni come la broncopolmonite.

Emmer era nato a Milano il 19 gennaio 1918, esordendo come documentarista grazie ad una piccola casa di produzione fondata ancora studente insieme all’amico Enrico Gras; durante gli anni ‘40 realizzò numerosi documentari su opere d'arte di grandi pittori del passato, come Giotto, Leonardo, Goya e Picasso.
“Domenica d’Agosto”, realizzato nel 1949 e distribuito l’anno dopo, è la sua prima regia, una commedia amara nella quale esordì un giovanissimo Marcello Mastroianni, doppiato da Alberto Sordi.
I suoi film avevano un’impronta neorealista, con l'osservazione della vita della "gente comune" arricchita però da elementi sentimentali e di commedia all'italiana, che resero Emmer uno dei più spiccati registi del cosiddetto neorealismo rosa.

La sua filmografia comprende due grandi successi cinematografici quali le pellicole ad episodi “Parigi e' sempre Parigi” (1951), con Aldo Fabrizi, Ave Ninchi, Franco Interlenghi, Yves Montand, Lucia Bosè, e “Le Ragazze di Piazza di Spagna” (1952) con Marcello Mastroianni, Renato Salvatori, Eduardo de Filippo, Ave Ninchi e Lucia Bosè, la cui carriera –dopo aver vinto il titolo di Miss Italia- fu lanciata proprio da Emmer.
Ricordiamo inoltre “Camilla” e “Terza Liceo” (entrambi del 1954), “Il Bigamo” (1955), “Il Momento più bello” (1957) e “La Ragazza in vetrina” (1960), tutte pellicole realizzate da Emmer lavorando sempre con gli stessi attori: da Marcello Mastroianni a Bice Valori, da Giovanna Ralli a Memmo Carotenuto, da Gabriele Ferzetti a Franco Fabrizi, da Marisa Merlini a Lino Ventura e il grande Vittorio De Sica.
Degni di nota anche vari documentari che realizzò a cavallo degli anni ’50 e ’60: “Cavalcata di mezzo secolo” (1952), “Gli Eroi dell’Artide” (1954) e “Paradiso Terrestre” (1957).

Dopo “La Ragazza in Vetrina”, film per la cui storia (un minatore che s’innamora di una prostituta) Emmer ebbe problemi con la censura, seguì un periodo di inattività cinematografica durato trent’anni, durante i quali lavorò solo per la televisione e la pubblicità.
Nel 1987 diresse uno dei quattro episodi del film corale “Sposi”, mentre negli anni ‘90 ritornò a lavorare con continuità per il cinema realizzando quattro pellicole: “Basta! Ci faccio un film” (1990), “Una lunga lunga lunga notte d'amore” (2001), “L'acqua... il fuoco” (2003) e “Il Cardo Rosso” (2006), ancora senza distribuzione.
La sua ultima opera è stata il cortometraggio d’arte “Masolino”, realizzato nel 2008.

 

(Settembre 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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