DRAGONBALL
EVOLUTION: INTERVISTA AI PROTAGONISTI
Abbiamo
incontrato Justin Chatwin ed Emmy Rossum
i quali, nei rispettivi panni di Goku e Bulma, sono gli interpreti
principali di DRAGONBALL: EVOLUTION.
Il film è la trasposizione cinematografica, diretta da James
Wong, dell’omonimo manga giapponese di Akira Toriyama: uno
dei fumetti più famosi nel mondo, che racconta del viaggio
incredibile del giovane Goku per trovare sette oggetti mistici chiamati
Sfere del Drago. Nella sua ricerca sarà affiancato dalla
scienziata avventuriera Bulma. La pellicola è interpretata
–oltre che da Chatwin e Chung- anche dalla star orientale
Chow Yun-Fat (The Killer, Hard Boiled, La Tigre ed il Dragone),
Jamie Chung e James Marsters.
La trama racconta di Goku, un ragazzo insicuro, isolato e poco pretenzioso.
Ma ha un destino straordinario che lo porterà a diventare
un grande guerriero ed imbarcarsi in un viaggio per proteggere la
Terra dall’arrivo del potentissimo alieno chiamato Piccolo.
Per contrastarlo, Goku deve trovare sette mistiche Sfere del Drago
perché chiunque le possegga potrà veder esaudito un
desiderio, qualsiasi cosa voglia. Il potere delle Sfere del Drago
è inaffidabile, come imparerà Goku quando nel suo
diciottesimo compleanno il nonno gliene affiderà una. Inoltre,
nel suo viaggio, dovrà padroneggiare una potente forza chiamata
Aura.
Justin
Chatwin,
26 anni, è nato e cresciuto in Canada. Si è fatto
notare nella televisione americana grazie alla miniserie Traffic.
Le sue pellicole comprendono The Chumscrubber, Invisible, Identità
violate e La Guerra dei Mondi di Steven Spielberg, con Tom Cruise.
E’ anche apparso nel popolare telefilm Lost. La sua prossima
pellicola è Middle of Nowhere con Susan Sarandon e sua figlia,
l’attrice Eva Amurri. Chatwin vive a Los Angeles.
E’ la prima volta che sei la star di un film. Quanto era
eccitante questo ruolo per te?
E’
veramente eccitante far parte di un film divertente e per tutta
la famiglia. Penso che abbiamo reso giustizia al manga originale
e spero che sia una pellicola veramente piacevole e affascinante,
piena di azione e grandi effetti che tutti possono apprezzare”.
Che tipo di ragazzo è Goku? Come lo interpreti?
E’
un po’ diverso dal personaggio del manga originale, perché
nel fumetto esordisce come il maggiore guerriero del mondo, dotato
di poteri favolosi, ma il nostro film è più una storia
di formazione su un giovane che trova il suo scopo nella vita e
chi è realmente. Lui scopre se stesso. Goku ha un notevole
arco narrativo, da sfigato del liceo a salvatore del pianeta. Un
momento è uno studente liceale che non riesce a integrarsi,
per poi subito dopo essere impegnato in questa ricerca incredibile.
Goku simboleggia una moralità positiva e onesta. Lui combatte
per il bene e la speranza, con l’obiettivo di creare un posto
migliore e più tranquillo in cui vivere. All’inizio
non lo capisce assolutamente. Inizia come una sorta di asociale
un po’ confuso, ma alla fine diventa un eroe che abbraccia
il suo destino, trasformandosi nel personaggio che i fan del manga
conoscono bene. E’ il classico viaggio dell’eroe, con
una persona ingenua che cerca qualcosa.
Puoi descriverci l’aspetto
del personaggio?
I
fan apprezzeranno la mia apparizione, perché io avevo l’obiettivo
di assicurarmi che Goku sembrasse proprio come il personaggio del
fumetto, senza risultare completamente ridicolo. Lui inizia come
un ragazzo regolare, ma alla fine, quando è Goku a tutti
gli effetti, lui ha un’incredibile capigliatura con delle
punte. Io sono passato attraverso 30 bombolette di lacca. Non mi
sentivo molto a mio agio, perché non sono un grande fan della
lacca.
Era una grande responsabilità
interpretare questo popolare e amato personaggio dei fumetti?
E’
una grande responsabilità, perché tanti appassionati
amano il personaggio e quindi spero che apprezzeranno la mia interpretazione
di Goku. Inoltre, credo che ci sarà anche un pubblico nuovo
che non ha mai letto i fumetti.
Eri un appassionato del manga prima di questo film?
Io
conoscevo Dragonball, ma mi sono veramente interessato alla serie
quando ho ottenuto la parte. Lo vedevo in televisione quando ero
più giovane assieme al fratello minore di un mio amico, che
era un grande appassionato. Ritengo che sia diventato veramente
popolare per la generazione venuta subito dopo la mia, ma ho sempre
pensato che fosse magnifico. Ovviamente, non avrei mai sognato di
essere coinvolto con un film di DRAGONBALL, ma quando ho iniziato
a lavorarci ho visto ogni episodio della serie televisiva. Ora,
sono affascinato e ossessionato da tutto questo fenomeno.
Pensi che gli adolescenti si identificheranno con Goku, considerando
che tanti liceali non riescono a sentirsi integrati?
Credo
di sì. Il liceo è un luogo strano, perché gli
adolescenti arrivano da tutte le parti della città e spesso
non si conoscono, ma viene detto loro di diventare amici, cosa che
spesso è difficile. Per me, è stata dura, quindi penso
che i ragazzi si identificheranno molto con questo personaggio come
ho fatto io. Personalmente, mi sentivo escluso al liceo. Ero un
isolato e pensavo ai fatti miei, non ero fico e non volevo far finta
di esserlo per integrarmi con il gruppo dei ragazzi popolari. Quindi
era una lotta per trovare un equilibrio tra integrarsi e allo stesso
tempo rimanere la stessa persona. E’ sempre una grande sfida
per gli adolescenti.
C’è molta azione in questo
film. Quanto lavoro è stato necessario?
L’azione
è stata una grande sfida per me e ho provato un forte stress
a riguardo. Ho pensato che avrei rovinato tutto, perché non
sarei sembrato un combattente credibile e così tutti gli
appassionati del manga avrebbero pensato che sono terribile. Io
ero veramente preoccupato perché sono decisamente pelle e
ossa, mentre Goku è il maggiore guerriero del pianeta. Poi
mi sono detto che non dovevo essere un grande combattente e ho capito
che come attore dovevo mostrare le emozioni e il coraggio sul mio
volto, esprimendo quanto amavo essere quel guerriero. Ho trovato
un modo per rapportarmi a Goku come guerriero attraverso le mia
passioni, come per esempio lo sport. Poi, ho incanalato questo entusiasmo
e l’energia nel combattimento.
Puoi descriverci il tuo allenamento
specifico?
Ci
siamo allenati con la società di stunt 87Eleven. Loro hanno
addestrato degli attori per pellicole come The Bourne Supremacy,
300 e Matrix. Ho svolto un rigoroso campo di addestramento e loro
erano meravigliosi. Quindi, mi sono allenato duramente e ho veramente
cambiato il mio corpo. Il lavoro sulle arti marziali era fatto apposta
per il mio personaggio. Ogni giorno lavoravo per 45 minuti, mi riposavo
e poi iniziavo l’allenamento per il combattimento. Hanno cominciato
a insegnarmi i pugni e i calci base e poi diversi stili, come il
karate, il kapaweta e il kung fu. Inoltre, era molto presente anche
la Capoeira brasiliana, che è decisamente regolare, simile
a una danza ed elegante. Poi siamo passati al lavoro sui cavi, che
è stata una vera sfida per me. Noi lavoriamo con i cavi,
che poi vengono eliminati dalle inquadrature in postproduzione e
così sembra quasi che noi stiamo volando. E’ stato
difficile per me, perché dovevo indossare una protezione
che faceva male e che non era confortevole.
Hai seguito una dieta speciale?
Avevo
un rigoroso piano alimentare. Ho dovuto iniziare facendo sei o sette
pasti al giorno. Ho eliminato gli zuccheri e l’alcool, non
potevo mangiare pane e pasta, ma solo carne, avocado, frutta e verdura,
così come tanti frullati di proteine. E’ stata una
dieta salutare, ma anche difficile da rispettare.
Quali sono state le scene d’azione più impegnative
nel film?
Quando
combattevo con James Marsters (Piccolo) ho avuto delle difficoltà.
Entrambi abbiamo preso un pugno in bocca e una ginocchiata nella
zona inguinale. E’ diventato un po’ confuso e doloroso,
tanto che abbiamo subito delle ferite. Poi mi sono rotto anche il
pollice del piede facendo una ‘spazzata’. Ma l’addestramento
ci ha aiutato molto.
Puoi parlarci del rapporto del
tuo personaggio con Chichi, l’interesse amoroso di Goku, interpretato
da Jamie Chung?
Jamie
è magnifica. Il suo personaggio, Chichi, compare anche nel
manga. Goku è affascinato e ossessionato da lei. E’
magnifica, una ragazza veramente affascinante che va in giro con
l’atleta migliore e i ragazzi più fichi a scuola. Goku
ritiene di non avere assolutamente speranze con lei. Ma poi Goku
e Chichi si incontrano nei corridoi, quando lei mi vede fare qualcosa
di strano e interessante in cui metto in mostra dei poteri speciali
impressionanti e allora mi invita alla festa. Quindi, lui abbandona
il nonno per andare a trovarla alla festa ed è allora che
il nonno muore, ucciso da una forza malvagia.
Com’è stato lavorare
con il leggendario Chow Yun Fat? Eri un ammiratore del suo lavoro?
Ho
imparato molto lavorando con Chow. Era veramente affascinante e
una persona magnifica. Ha insegnato a tutti il Tai Chi. Ha un grande
senso dell’umorismo e scherzava continuamente, ma è
decisamente professionale, perché lavora duro e non abbandona
mai il set. Ha un notevole talento fisico e il modo in cui sfrutta
il suo corpo è favoloso. Presumo che tutto derivi dai film
che ha fatto col regista John Woo. Sono un grande ammiratore del
lavoro di Chow Yun-Fat e del periodo cinematografico da cui è
emerso.
Come ti sei trovato con il regista
James Wong?
James
era notevole. Per certi aspetti mi ricorda Steven Spielberg, con
cui ho lavorato a La Guerra dei Mondi. James e Steven sono veramente
dolci, tranquilli, riservati e di grande talento. Entrambi sono
come dei ragazzini. Steven parla molto di come giocava con i treni
da piccolo, facendoli scontrare e filmando tutto. James amava giocare
con delle piccole action figure ninja, aggiungendo degli effetti
sonori. Inoltre, ha una grande immaginazione infantile.
Qual è, a tuo avviso, il
fascino del film?
Trovo
che la storia sia affascinante, perché mostra il dualismo
nell’umanità, il bene contro il male, gli opposti che
esistono nella vita e queste forze che si scontrano. Ma in sostanza
penso che sia un divertente popcorn movie con dei personaggi magnifici
che tutti potranno apprezzare.
Emmy
Rossum
è un’affermata attrice e musicista. E’ cresciuta
a New York e, a undici anni, è stata scelta per entrare nella
Metropolitan Opera di New York. Ha studiato arte teatrale e canto
classico, apparendo in venti diverse opere liriche in cinque lingue,
tra cui La Bohème, Turandot e Hansel & Gretel. Ha anche
lavorato in alcune serie televisive come Law & Order - I due
volti della giustizia e The Practice - Professione avvocati. Nel
2004, è stata candidata a un Golden Globe per il suo lavoro
ne Il fantasma dell’opera. Ha recitato nei film Poseidon,
L’alba del giorno dopo, Mystic River (diretta da Clint Eastwood)
e Songcatcher. Nel 2007, ha registrato il suo primo album per la
Geffen, Inside Out, di cui ha composto tutte le canzoni. Attualmente,
lavora al suo secondo disco. E’ la Giovane Ambasciatrice dell’organizzazione
internazionale Youth AIDS, che informa i giovani sulla prevenzione
e le cure legate all’AIDS.
Com’è stato andare
in Messico per realizzare questo film basato su un manga popolarissimo?
E’
stato incredibilmente eccitante e anche un po’ inquietante
all’inizio, sapendo quanto i fan adorino questo manga. Allo
stesso tempo, questo ci ha fornito un obiettivo reale, perché
noi raccontavamo una storia che molte persone volevano vedere. Io
interpreto Bulma, che è intelligente e decisa, una donna
che si eccita facilmente, così come è portata ad annoiarsi.
Penso che sia molto divertente da incarnare ed ero veramente eccitata
dal personaggio. E’ una donna forte, potente, sicura, impertinente
e decisamente sexy.
Parlaci del tuo personaggio
Bulma
è una scienziata notevole che lavora alla Capsule Corporation,
una società diretta da suo padre. Bulma è chiaramente
la ragazza più intelligente del mondo e lei non ha timore
di dichiararlo apertamente a tutti. Lei crede onestamente di poter
fare qualsiasi cosa meglio degli altri. Sentire una persona reale
dire una cosa del genere è assolutamente ridicolo, quindi
penso che sia questo che generi la comicità del ruolo. Nel
manga, è pazza per i ragazzi, una caratteristica che in parte
conserva anche nel film. E’ per questo che è così
interessante. E’ divertente vedere una ragazza incredibilmente
intelligente e ben addestrata all’uso delle armi, ma completamente
ossessionata dai ragazzi. Penso che sia una combinazione fantastica,
che la rende una personalità interessante con tanti contrasti.
Qual è il rapporto di Bulma
con Goku, interpretato da Justin Chatwin, e con il personaggio di
Chow Yun-Fat, Muten?
Il
mio rapporto con Justin Chatwin è come quello tra fratello
e sorella e quindi comprende anche una certa dose di discussioni
familiari. E’ veramente divertente. Buona parte della mia
comicità dipende dal rapporto con Muten (Chow Yun-Fat). E’
un vecchio eccentrico, ma molto saggio e divertente. Noi abbiamo
un rapporto simile a quello che i personaggi vivono nel manga. I
protagonisti sono tutti impegnati in questa notevole avventura per
trovare le sfere del drago, ognuno con le proprie ragioni personali,
ma poi scoprono che c’è un grosso pericolo per il mondo
e che stanno fronteggiando un nemico reale, Piccolo. Devono modificare
i loro scopi, che in origine erano piuttosto egoisti.
In cosa consiste il viaggio di
Bulma?
Nel
manga, lei cerca le Sfere del Drago perché trovandole potrà
veder esaudito un desiderio, che nel suo caso è quello di
avere un ragazzo perfetto. Nel nostro film, ibvece, lei vuole trovare
tutte Sfere perché ritiene che unendole, potrà dare
origine a una fonte di elettricità senza limiti e sarà
in grado di fornire energia a tutto il mondo. E’ una scienziata
e un’inventrice incredibile, un genio assoluto.
Tu hai un’importante formazione
accademica, avendo studiato per un po’ alla Columbia University.
Così, dovrebbe avere delle buone basi per interpretare questa
giovane donna brillante…
Sì,
sono portata verso le scienze e lo studio e a scuola ero bravissima
in matematica. Stranamente, non ero così brillante in letteratura
inglese, cosa che non ha senso perché ora sono molto creativa,
compongo canzoni e recito. Ritengo che Bulma sia molto più
simile a me di quanto mi piaccia ammettere. Entrambe siamo delle
persone che puntano in alto. Ma all’università ho scoperto,
mentre studiavo inglese e francese, che ci sono tante persone intelligentissime.
Ci saranno sempre centinaia di individui più brillanti di
te.
Quali sono state nel film le sfide
maggiori per te?
Io dovevo essere più forte possibile. L’aspetto fisico
del ruolo era impressionante. Dovevo imparare come guidare una motocicletta
senza uccidere nel frattempo Justin Chatwin e condurre una Spyder,
una moto a tre ruote, due davanti e una dietro. E’ stato fantastico.
Quant’azione c’era per lei in questo ruolo?
C’era
tantissima azione. Anche se Bulma nel manga originale non è
la combattente più brava, era molto importante per Jim Wong,
il nostro regista, che io fornissi chiaramente la sensazione di
essere una guerriera. E devo dire che diventare una guerriera per
il ruolo mi ha veramente cambiato. Non è una cosa che si
può fingere, cambia il modo in cui cammini, pensi e parli.
Questa forza è chiara in ogni piccolo gesto che fai. Così,
abbiamo affrontato un rigoroso programma di addestramento. Tutto
il cast si è allenato in gruppo con dei professionisti degli
stunt, che lavorano per la società 87Eleven. Siamo diventati
veramente forti e fare tutto questo insieme ci ha reso un gruppo
unito di veri guerrieri.
Quale è stato il tuo training?
Ho
dovuto imparare il tai chi e personalmente mi sono addestrata con
i marines per sparare. Il mio personaggio è esperta di armi,
quindi avevo tre pistole. Sono andata in un poligono di tiro con
i ragazzi ed è stato veramente fantastico, nonostante nella
realtà io sia assolutamente contraria a ogni tipo di violenza.
Ma mi è piaciuto tirar fuori il mio lato maschile. Oltre
a imparare ad andare in motocicletta, dovevo anche sparare, con
una mano impegnata a guidare e l’altra a sparare. E’
stata una grande sfida, ma anche molto eccitante. Quale altro lavoro
c’è, se non essere una guardia del corpo o stare nell’esercito
o nei marine, dove puoi imparare a sparare e guidare una moto?
Ci sono stati dei momenti in cui
ha avuto paura?
C’era
una scena con una macchina che vola, una delle invenzioni di Bulma
per la Capsule. Era un Hummer modificato, decisamente militare all’interno,
con degli spigoli fatti di acciaio, così tutti ci siamo feriti
alla braccia. Dovevamo girare una sequenza in cui cado dalla macchina
e qualcuno tenta di salvarmi. Ho preso diverse botte e le mie costole
erano piene di lividi. Ma non mi posso proprio lamentare, è
stata un’esperienza fantastica. Io per lavoro pendo da una
macchina volante, è fantastico. Posso far finta di essere
questo folle personaggio divertente. E’ proprio uno spasso.
Qual è il suo aspetto nei
panni di Bulma?
Ho
i capelli blu e sono veramente elegante, perché Bulma si
preoccupa molto del suo aspetto. Lei indossa sempre abiti firmati
e io avevo una tuta in lattice, che è anche un completo da
guerriera, estremamente rigida, con dei grandi stivali da combattimento.
E’ stato veramente divertente avere quell’aspetto e
usare la mia immaginazione per diventare Bulma.
Come si sente nel rappresentare un’importante
pin up su Internet per i maschi adolescenti che adorano il suo personaggio?
E’
fantastico, veramente un piacere. La speranza è che io potrò
godermi il fatto di essere sexy per i prossimi quindici anni della
mia vita. Se i ragazzi pensano che io sia tale, mi godrò
questa sensazione il più possibile.
Qual è stata la cosa più
interessante per lei nella realizzazione di questo film?
E’
stato straordinario far parte di questa pellicola, che è
basata su una serie di enorme successo. E’ una cosa che le
persone sono eccitate di vedere, divertente e pieno di avventure.
Un film è per sempre, quindi io un giorno sarò in
grado di mostrarlo ai miei figli, così come la gente potrà
farlo vedere ai loro ragazzi. Penso che sia fantastico far parte
di una pellicola come questa, completamente diversa da tutto quello
che ho fatto in passato.
Hai lavorato con dei registi importanti.
Quali sono stati i momenti più importanti a riguardo?
Mystic
River e Il fantasma dell’opera sono state esperienze fantastiche.
Non sarei dove sono adesso se questi registi non si fossero presi
un rischio con me. Clint Eastwood è stato meraviglioso. Solo
da poco ho accettato di chiamarlo Clint, visto che finora lo avevo
sempre chiamato Signor Eastwood. Lui continuava a correggermi e
mi diceva “no, solo Clint”. Lo ammiro tantissimo. E’
difficile non essere in soggezione con una persona così talentuosa
e che è alto quasi due metri. E’ una sorta di gigante
gentile, un uomo fantastico, un benefattore e un musicista fantastico.
Lui interpreta anche una canzone alla fine del suo ultimo film,
Gran Torino. Ha composto tutte le musiche di Mystic River ed è
anche un fantastico musicista jazz.
Qual è il tuo approccio
con la fama e la celebrità?
Non
lo trovo per nulla semplice. Ritengo che tutti quelli che dicono
‘voglio essere famoso, è magnifico’ siano dei
pazzi o dei bugiardi. E’ un po’ strano, anche perché
nell’accezione corrente di celebrità, puoi essere conosciuto
per qualsiasi cosa, che sia la pornografia, essere una modella o
la presentatrice di un programma di cucina. Poi, l’altro lato
della medaglia è che puoi essere famosa perché sei
un’attrice fantastica come Nicole Kidman o Brenda Blethyn.
Penso che l’idea attuale di celebrità sia molto diversa
da quella che esisteva quando sono cresciuta. Io da piccola andavo
matta per Olivia De Havilland e Grace Kelly grazie a mia madre,
che mi ha mostrato delle pellicole che amava e che aveva visto quando
era piccola. Sono cresciuta osservando i film con Shirley Temple
e altri classici. La mia idea della notorietà è qualcosa
di molto glamour e distante, delle stelle che non incontri mai e
che fanno cose irraggiungibili. Ora invece possiamo vedere delle
persone famose a Starbucks. Penso che sia molto piacevole ed eccitante
quando le persone vengono da me e mi dicono che hanno apprezzato
un film che ho fatto o una canzone che ho scritto. E’ magnifico,
ma penso comunque che la notorietà sia qualcosa di strano.
Quanto è importante cantare
in questo momento della sua vita?
Io
sono molto concentrata sul comporre musica e cantare. Proprio ora
sto realizzando un secondo album ed è un modo magnifico di
esprimere se stessi.
Quali sono i suoi sogni?
Ora
sono molto più aperta a tutto. Non ho un piano, ma amo fare
quello che cattura la mia immaginazione. Per prima cosa, ovviamente,
devo fare un provino e ottenere le parti che voglio. Penso che avere
dei sogni sia fantastico, ma se sono troppo precisi rischi di chiuderti
in una gabbia e non poter sfruttare delle nuove opportunità.
Io sono interessata al teatro, alla televisione, a diversi tipi
di film, alla beneficenza e a tante altre cose. Io voglio partecipare
a dei progetti a cui sono interessata, procurarmi il cibo da mettere
in tavola e quello per i miei cani.
Elaine Lipworth
(Marzo 2009)
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