Rubrica a cura di Paolo Pugliese

 

Vai a Sommario Articoli   

 

DRAGONBALL EVOLUTION: INTERVISTA AI PROTAGONISTI

 

Abbiamo incontrato Justin Chatwin ed Emmy Rossum i quali, nei rispettivi panni di Goku e Bulma, sono gli interpreti principali di DRAGONBALL: EVOLUTION.
Il film è la trasposizione cinematografica, diretta da James Wong, dell’omonimo manga giapponese di Akira Toriyama: uno dei fumetti più famosi nel mondo, che racconta del viaggio incredibile del giovane Goku per trovare sette oggetti mistici chiamati Sfere del Drago. Nella sua ricerca sarà affiancato dalla scienziata avventuriera Bulma. La pellicola è interpretata –oltre che da Chatwin e Chung- anche dalla star orientale Chow Yun-Fat (The Killer, Hard Boiled, La Tigre ed il Dragone), Jamie Chung e James Marsters.
La trama racconta di Goku, un ragazzo insicuro, isolato e poco pretenzioso. Ma ha un destino straordinario che lo porterà a diventare un grande guerriero ed imbarcarsi in un viaggio per proteggere la Terra dall’arrivo del potentissimo alieno chiamato Piccolo. Per contrastarlo, Goku deve trovare sette mistiche Sfere del Drago perché chiunque le possegga potrà veder esaudito un desiderio, qualsiasi cosa voglia. Il potere delle Sfere del Drago è inaffidabile, come imparerà Goku quando nel suo diciottesimo compleanno il nonno gliene affiderà una. Inoltre, nel suo viaggio, dovrà padroneggiare una potente forza chiamata Aura.

 

Justin Chatwin, 26 anni, è nato e cresciuto in Canada. Si è fatto notare nella televisione americana grazie alla miniserie Traffic. Le sue pellicole comprendono The Chumscrubber, Invisible, Identità violate e La Guerra dei Mondi di Steven Spielberg, con Tom Cruise. E’ anche apparso nel popolare telefilm Lost. La sua prossima pellicola è Middle of Nowhere con Susan Sarandon e sua figlia, l’attrice Eva Amurri. Chatwin vive a Los Angeles.


E’ la prima volta che sei la star di un film. Quanto era eccitante questo ruolo per te?

E’ veramente eccitante far parte di un film divertente e per tutta la famiglia. Penso che abbiamo reso giustizia al manga originale e spero che sia una pellicola veramente piacevole e affascinante, piena di azione e grandi effetti che tutti possono apprezzare”.


Che tipo di ragazzo è Goku? Come lo interpreti?

E’ un po’ diverso dal personaggio del manga originale, perché nel fumetto esordisce come il maggiore guerriero del mondo, dotato di poteri favolosi, ma il nostro film è più una storia di formazione su un giovane che trova il suo scopo nella vita e chi è realmente. Lui scopre se stesso. Goku ha un notevole arco narrativo, da sfigato del liceo a salvatore del pianeta. Un momento è uno studente liceale che non riesce a integrarsi, per poi subito dopo essere impegnato in questa ricerca incredibile. Goku simboleggia una moralità positiva e onesta. Lui combatte per il bene e la speranza, con l’obiettivo di creare un posto migliore e più tranquillo in cui vivere. All’inizio non lo capisce assolutamente. Inizia come una sorta di asociale un po’ confuso, ma alla fine diventa un eroe che abbraccia il suo destino, trasformandosi nel personaggio che i fan del manga conoscono bene. E’ il classico viaggio dell’eroe, con una persona ingenua che cerca qualcosa.


Puoi descriverci l’aspetto del personaggio?

I fan apprezzeranno la mia apparizione, perché io avevo l’obiettivo di assicurarmi che Goku sembrasse proprio come il personaggio del fumetto, senza risultare completamente ridicolo. Lui inizia come un ragazzo regolare, ma alla fine, quando è Goku a tutti gli effetti, lui ha un’incredibile capigliatura con delle punte. Io sono passato attraverso 30 bombolette di lacca. Non mi sentivo molto a mio agio, perché non sono un grande fan della lacca.


Era una grande responsabilità interpretare questo popolare e amato personaggio dei fumetti?

E’ una grande responsabilità, perché tanti appassionati amano il personaggio e quindi spero che apprezzeranno la mia interpretazione di Goku. Inoltre, credo che ci sarà anche un pubblico nuovo che non ha mai letto i fumetti.


Eri un appassionato del manga prima di questo film?

Io conoscevo Dragonball, ma mi sono veramente interessato alla serie quando ho ottenuto la parte. Lo vedevo in televisione quando ero più giovane assieme al fratello minore di un mio amico, che era un grande appassionato. Ritengo che sia diventato veramente popolare per la generazione venuta subito dopo la mia, ma ho sempre pensato che fosse magnifico. Ovviamente, non avrei mai sognato di essere coinvolto con un film di DRAGONBALL, ma quando ho iniziato a lavorarci ho visto ogni episodio della serie televisiva. Ora, sono affascinato e ossessionato da tutto questo fenomeno.


Pensi che gli adolescenti si identificheranno con Goku, considerando che tanti liceali non riescono a sentirsi integrati?

Credo di sì. Il liceo è un luogo strano, perché gli adolescenti arrivano da tutte le parti della città e spesso non si conoscono, ma viene detto loro di diventare amici, cosa che spesso è difficile. Per me, è stata dura, quindi penso che i ragazzi si identificheranno molto con questo personaggio come ho fatto io. Personalmente, mi sentivo escluso al liceo. Ero un isolato e pensavo ai fatti miei, non ero fico e non volevo far finta di esserlo per integrarmi con il gruppo dei ragazzi popolari. Quindi era una lotta per trovare un equilibrio tra integrarsi e allo stesso tempo rimanere la stessa persona. E’ sempre una grande sfida per gli adolescenti.


C’è molta azione in questo film. Quanto lavoro è stato necessario?

L’azione è stata una grande sfida per me e ho provato un forte stress a riguardo. Ho pensato che avrei rovinato tutto, perché non sarei sembrato un combattente credibile e così tutti gli appassionati del manga avrebbero pensato che sono terribile. Io ero veramente preoccupato perché sono decisamente pelle e ossa, mentre Goku è il maggiore guerriero del pianeta. Poi mi sono detto che non dovevo essere un grande combattente e ho capito che come attore dovevo mostrare le emozioni e il coraggio sul mio volto, esprimendo quanto amavo essere quel guerriero. Ho trovato un modo per rapportarmi a Goku come guerriero attraverso le mia passioni, come per esempio lo sport. Poi, ho incanalato questo entusiasmo e l’energia nel combattimento.


Puoi descriverci il tuo allenamento specifico?

Ci siamo allenati con la società di stunt 87Eleven. Loro hanno addestrato degli attori per pellicole come The Bourne Supremacy, 300 e Matrix. Ho svolto un rigoroso campo di addestramento e loro erano meravigliosi. Quindi, mi sono allenato duramente e ho veramente cambiato il mio corpo. Il lavoro sulle arti marziali era fatto apposta per il mio personaggio. Ogni giorno lavoravo per 45 minuti, mi riposavo e poi iniziavo l’allenamento per il combattimento. Hanno cominciato a insegnarmi i pugni e i calci base e poi diversi stili, come il karate, il kapaweta e il kung fu. Inoltre, era molto presente anche la Capoeira brasiliana, che è decisamente regolare, simile a una danza ed elegante. Poi siamo passati al lavoro sui cavi, che è stata una vera sfida per me. Noi lavoriamo con i cavi, che poi vengono eliminati dalle inquadrature in postproduzione e così sembra quasi che noi stiamo volando. E’ stato difficile per me, perché dovevo indossare una protezione che faceva male e che non era confortevole.


Hai seguito una dieta speciale?

Avevo un rigoroso piano alimentare. Ho dovuto iniziare facendo sei o sette pasti al giorno. Ho eliminato gli zuccheri e l’alcool, non potevo mangiare pane e pasta, ma solo carne, avocado, frutta e verdura, così come tanti frullati di proteine. E’ stata una dieta salutare, ma anche difficile da rispettare.


Quali sono state le scene d’azione più impegnative nel film?

Quando combattevo con James Marsters (Piccolo) ho avuto delle difficoltà. Entrambi abbiamo preso un pugno in bocca e una ginocchiata nella zona inguinale. E’ diventato un po’ confuso e doloroso, tanto che abbiamo subito delle ferite. Poi mi sono rotto anche il pollice del piede facendo una ‘spazzata’. Ma l’addestramento ci ha aiutato molto.


Puoi parlarci del rapporto del tuo personaggio con Chichi, l’interesse amoroso di Goku, interpretato da Jamie Chung?

Jamie è magnifica. Il suo personaggio, Chichi, compare anche nel manga. Goku è affascinato e ossessionato da lei. E’ magnifica, una ragazza veramente affascinante che va in giro con l’atleta migliore e i ragazzi più fichi a scuola. Goku ritiene di non avere assolutamente speranze con lei. Ma poi Goku e Chichi si incontrano nei corridoi, quando lei mi vede fare qualcosa di strano e interessante in cui metto in mostra dei poteri speciali impressionanti e allora mi invita alla festa. Quindi, lui abbandona il nonno per andare a trovarla alla festa ed è allora che il nonno muore, ucciso da una forza malvagia.


Com’è stato lavorare con il leggendario Chow Yun Fat? Eri un ammiratore del suo lavoro?

Ho imparato molto lavorando con Chow. Era veramente affascinante e una persona magnifica. Ha insegnato a tutti il Tai Chi. Ha un grande senso dell’umorismo e scherzava continuamente, ma è decisamente professionale, perché lavora duro e non abbandona mai il set. Ha un notevole talento fisico e il modo in cui sfrutta il suo corpo è favoloso. Presumo che tutto derivi dai film che ha fatto col regista John Woo. Sono un grande ammiratore del lavoro di Chow Yun-Fat e del periodo cinematografico da cui è emerso.


Come ti sei trovato con il regista James Wong?

James era notevole. Per certi aspetti mi ricorda Steven Spielberg, con cui ho lavorato a La Guerra dei Mondi. James e Steven sono veramente dolci, tranquilli, riservati e di grande talento. Entrambi sono come dei ragazzini. Steven parla molto di come giocava con i treni da piccolo, facendoli scontrare e filmando tutto. James amava giocare con delle piccole action figure ninja, aggiungendo degli effetti sonori. Inoltre, ha una grande immaginazione infantile.


Qual è, a tuo avviso, il fascino del film?

Trovo che la storia sia affascinante, perché mostra il dualismo nell’umanità, il bene contro il male, gli opposti che esistono nella vita e queste forze che si scontrano. Ma in sostanza penso che sia un divertente popcorn movie con dei personaggi magnifici che tutti potranno apprezzare.

 

 

Emmy Rossum è un’affermata attrice e musicista. E’ cresciuta a New York e, a undici anni, è stata scelta per entrare nella Metropolitan Opera di New York. Ha studiato arte teatrale e canto classico, apparendo in venti diverse opere liriche in cinque lingue, tra cui La Bohème, Turandot e Hansel & Gretel. Ha anche lavorato in alcune serie televisive come Law & Order - I due volti della giustizia e The Practice - Professione avvocati. Nel 2004, è stata candidata a un Golden Globe per il suo lavoro ne Il fantasma dell’opera. Ha recitato nei film Poseidon, L’alba del giorno dopo, Mystic River (diretta da Clint Eastwood) e Songcatcher. Nel 2007, ha registrato il suo primo album per la Geffen, Inside Out, di cui ha composto tutte le canzoni. Attualmente, lavora al suo secondo disco. E’ la Giovane Ambasciatrice dell’organizzazione internazionale Youth AIDS, che informa i giovani sulla prevenzione e le cure legate all’AIDS.



Com’è stato andare in Messico per realizzare questo film basato su un manga popolarissimo?

E’ stato incredibilmente eccitante e anche un po’ inquietante all’inizio, sapendo quanto i fan adorino questo manga. Allo stesso tempo, questo ci ha fornito un obiettivo reale, perché noi raccontavamo una storia che molte persone volevano vedere. Io interpreto Bulma, che è intelligente e decisa, una donna che si eccita facilmente, così come è portata ad annoiarsi. Penso che sia molto divertente da incarnare ed ero veramente eccitata dal personaggio. E’ una donna forte, potente, sicura, impertinente e decisamente sexy.


Parlaci del tuo personaggio

Bulma è una scienziata notevole che lavora alla Capsule Corporation, una società diretta da suo padre. Bulma è chiaramente la ragazza più intelligente del mondo e lei non ha timore di dichiararlo apertamente a tutti. Lei crede onestamente di poter fare qualsiasi cosa meglio degli altri. Sentire una persona reale dire una cosa del genere è assolutamente ridicolo, quindi penso che sia questo che generi la comicità del ruolo. Nel manga, è pazza per i ragazzi, una caratteristica che in parte conserva anche nel film. E’ per questo che è così interessante. E’ divertente vedere una ragazza incredibilmente intelligente e ben addestrata all’uso delle armi, ma completamente ossessionata dai ragazzi. Penso che sia una combinazione fantastica, che la rende una personalità interessante con tanti contrasti.


Qual è il rapporto di Bulma con Goku, interpretato da Justin Chatwin, e con il personaggio di Chow Yun-Fat, Muten?

Il mio rapporto con Justin Chatwin è come quello tra fratello e sorella e quindi comprende anche una certa dose di discussioni familiari. E’ veramente divertente. Buona parte della mia comicità dipende dal rapporto con Muten (Chow Yun-Fat). E’ un vecchio eccentrico, ma molto saggio e divertente. Noi abbiamo un rapporto simile a quello che i personaggi vivono nel manga. I protagonisti sono tutti impegnati in questa notevole avventura per trovare le sfere del drago, ognuno con le proprie ragioni personali, ma poi scoprono che c’è un grosso pericolo per il mondo e che stanno fronteggiando un nemico reale, Piccolo. Devono modificare i loro scopi, che in origine erano piuttosto egoisti.


In cosa consiste il viaggio di Bulma?

Nel manga, lei cerca le Sfere del Drago perché trovandole potrà veder esaudito un desiderio, che nel suo caso è quello di avere un ragazzo perfetto. Nel nostro film, ibvece, lei vuole trovare tutte Sfere perché ritiene che unendole, potrà dare origine a una fonte di elettricità senza limiti e sarà in grado di fornire energia a tutto il mondo. E’ una scienziata e un’inventrice incredibile, un genio assoluto.


Tu hai un’importante formazione accademica, avendo studiato per un po’ alla Columbia University. Così, dovrebbe avere delle buone basi per interpretare questa giovane donna brillante…

Sì, sono portata verso le scienze e lo studio e a scuola ero bravissima in matematica. Stranamente, non ero così brillante in letteratura inglese, cosa che non ha senso perché ora sono molto creativa, compongo canzoni e recito. Ritengo che Bulma sia molto più simile a me di quanto mi piaccia ammettere. Entrambe siamo delle persone che puntano in alto. Ma all’università ho scoperto, mentre studiavo inglese e francese, che ci sono tante persone intelligentissime. Ci saranno sempre centinaia di individui più brillanti di te.


Quali sono state nel film le sfide maggiori per te?

Io dovevo essere più forte possibile. L’aspetto fisico del ruolo era impressionante. Dovevo imparare come guidare una motocicletta senza uccidere nel frattempo Justin Chatwin e condurre una Spyder, una moto a tre ruote, due davanti e una dietro. E’ stato fantastico.


Quant’azione c’era per lei in questo ruolo?

C’era tantissima azione. Anche se Bulma nel manga originale non è la combattente più brava, era molto importante per Jim Wong, il nostro regista, che io fornissi chiaramente la sensazione di essere una guerriera. E devo dire che diventare una guerriera per il ruolo mi ha veramente cambiato. Non è una cosa che si può fingere, cambia il modo in cui cammini, pensi e parli. Questa forza è chiara in ogni piccolo gesto che fai. Così, abbiamo affrontato un rigoroso programma di addestramento. Tutto il cast si è allenato in gruppo con dei professionisti degli stunt, che lavorano per la società 87Eleven. Siamo diventati veramente forti e fare tutto questo insieme ci ha reso un gruppo unito di veri guerrieri.


Quale è stato il tuo training?

Ho dovuto imparare il tai chi e personalmente mi sono addestrata con i marines per sparare. Il mio personaggio è esperta di armi, quindi avevo tre pistole. Sono andata in un poligono di tiro con i ragazzi ed è stato veramente fantastico, nonostante nella realtà io sia assolutamente contraria a ogni tipo di violenza. Ma mi è piaciuto tirar fuori il mio lato maschile. Oltre a imparare ad andare in motocicletta, dovevo anche sparare, con una mano impegnata a guidare e l’altra a sparare. E’ stata una grande sfida, ma anche molto eccitante. Quale altro lavoro c’è, se non essere una guardia del corpo o stare nell’esercito o nei marine, dove puoi imparare a sparare e guidare una moto?


Ci sono stati dei momenti in cui ha avuto paura?

C’era una scena con una macchina che vola, una delle invenzioni di Bulma per la Capsule. Era un Hummer modificato, decisamente militare all’interno, con degli spigoli fatti di acciaio, così tutti ci siamo feriti alla braccia. Dovevamo girare una sequenza in cui cado dalla macchina e qualcuno tenta di salvarmi. Ho preso diverse botte e le mie costole erano piene di lividi. Ma non mi posso proprio lamentare, è stata un’esperienza fantastica. Io per lavoro pendo da una macchina volante, è fantastico. Posso far finta di essere questo folle personaggio divertente. E’ proprio uno spasso.


Qual è il suo aspetto nei panni di Bulma?

Ho i capelli blu e sono veramente elegante, perché Bulma si preoccupa molto del suo aspetto. Lei indossa sempre abiti firmati e io avevo una tuta in lattice, che è anche un completo da guerriera, estremamente rigida, con dei grandi stivali da combattimento. E’ stato veramente divertente avere quell’aspetto e usare la mia immaginazione per diventare Bulma.


Come si sente nel rappresentare un’importante pin up su Internet per i maschi adolescenti che adorano il suo personaggio?

E’ fantastico, veramente un piacere. La speranza è che io potrò godermi il fatto di essere sexy per i prossimi quindici anni della mia vita. Se i ragazzi pensano che io sia tale, mi godrò questa sensazione il più possibile.


Qual è stata la cosa più interessante per lei nella realizzazione di questo film?

E’ stato straordinario far parte di questa pellicola, che è basata su una serie di enorme successo. E’ una cosa che le persone sono eccitate di vedere, divertente e pieno di avventure. Un film è per sempre, quindi io un giorno sarò in grado di mostrarlo ai miei figli, così come la gente potrà farlo vedere ai loro ragazzi. Penso che sia fantastico far parte di una pellicola come questa, completamente diversa da tutto quello che ho fatto in passato.


Hai lavorato con dei registi importanti. Quali sono stati i momenti più importanti a riguardo?

Mystic River e Il fantasma dell’opera sono state esperienze fantastiche. Non sarei dove sono adesso se questi registi non si fossero presi un rischio con me. Clint Eastwood è stato meraviglioso. Solo da poco ho accettato di chiamarlo Clint, visto che finora lo avevo sempre chiamato Signor Eastwood. Lui continuava a correggermi e mi diceva “no, solo Clint”. Lo ammiro tantissimo. E’ difficile non essere in soggezione con una persona così talentuosa e che è alto quasi due metri. E’ una sorta di gigante gentile, un uomo fantastico, un benefattore e un musicista fantastico. Lui interpreta anche una canzone alla fine del suo ultimo film, Gran Torino. Ha composto tutte le musiche di Mystic River ed è anche un fantastico musicista jazz.


Qual è il tuo approccio con la fama e la celebrità?

Non lo trovo per nulla semplice. Ritengo che tutti quelli che dicono ‘voglio essere famoso, è magnifico’ siano dei pazzi o dei bugiardi. E’ un po’ strano, anche perché nell’accezione corrente di celebrità, puoi essere conosciuto per qualsiasi cosa, che sia la pornografia, essere una modella o la presentatrice di un programma di cucina. Poi, l’altro lato della medaglia è che puoi essere famosa perché sei un’attrice fantastica come Nicole Kidman o Brenda Blethyn. Penso che l’idea attuale di celebrità sia molto diversa da quella che esisteva quando sono cresciuta. Io da piccola andavo matta per Olivia De Havilland e Grace Kelly grazie a mia madre, che mi ha mostrato delle pellicole che amava e che aveva visto quando era piccola. Sono cresciuta osservando i film con Shirley Temple e altri classici. La mia idea della notorietà è qualcosa di molto glamour e distante, delle stelle che non incontri mai e che fanno cose irraggiungibili. Ora invece possiamo vedere delle persone famose a Starbucks. Penso che sia molto piacevole ed eccitante quando le persone vengono da me e mi dicono che hanno apprezzato un film che ho fatto o una canzone che ho scritto. E’ magnifico, ma penso comunque che la notorietà sia qualcosa di strano.


Quanto è importante cantare in questo momento della sua vita?

Io sono molto concentrata sul comporre musica e cantare. Proprio ora sto realizzando un secondo album ed è un modo magnifico di esprimere se stessi.


Quali sono i suoi sogni?

Ora sono molto più aperta a tutto. Non ho un piano, ma amo fare quello che cattura la mia immaginazione. Per prima cosa, ovviamente, devo fare un provino e ottenere le parti che voglio. Penso che avere dei sogni sia fantastico, ma se sono troppo precisi rischi di chiuderti in una gabbia e non poter sfruttare delle nuove opportunità. Io sono interessata al teatro, alla televisione, a diversi tipi di film, alla beneficenza e a tante altre cose. Io voglio partecipare a dei progetti a cui sono interessata, procurarmi il cibo da mettere in tavola e quello per i miei cani.


Elaine Lipworth


(Marzo 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna alla Home