Rubrica a cura di Paolo Pugliese

 

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INTERVISTA A SOPHIE KINSELLA, AUTRICE DI "I LOVE SHOPPING"

 

“Confessions of Shopaholic”, in Italia distribuito come I LOVE SHOPPING, è una commedia romantica con protagonista l’emergente Isla Fisher (“2 Singles a Nozze”), nel ruolo della protagonista Becky Bloomwood: una bellissima, irrefrenabile, giovane, spendacciona compulsiva. Sogna di lavorare per un giornale di moda; invece si impiega come giornalista finanziaria per una pubblicazione di Luke Brandon (Hugh Dancy). Apparentemente Becky e Luke hanno poco, se non nulla, in comune, ma è inevitabile che gli opposti si attraggano...
Il film è stato diretto da P.J. Hogan (“Il Matrimonio del Mio Migliore Amico”) e prodotto da Jerry Bruckheimer. Patricia Field, premiata costumista, ha dato al film il suo tocco di talento e stile, con un assortimento di vestiti coloratissimi. Tra gli attori troviamo anche Kristin Scott Thomas, Krysten Ritter, John Goodman e Joan Cusack.

Il film è basato sui libri estremamente popolari di Sophie Kinsella (la quale si autodefinisce come una “spendacciona mite”), che ha descritto le gioie ed i pericoli dello spendere e spandere.
Sophie Kinsella, produttrice associata del film, ha lavorato lei stessa per breve periodo come giornalista finanziaria, prima di passare alla narrativa. È l’autrice della serie letteraria “I Love Shopping” –da cui è stato tratto il film- e dei libri “Sai Tenere Un Segreto”, “La Regina della Casa”, “Ti Ricordi di Me?”. Ha anche pubblicato libri con il suo vero nome: Madeleine Wickham.

 

Chi è Becky Bloomwood, la protagonista del film e dei suoi libri?
Becky rappresenta un’eroina con la quale tutti noi (per lo meno la maggior parte di noi) possiamo identificarci. È divertente, amichevole e seducente. Ma lo shopping, come arriviamo presto a scoprire, è il suo tallone d’Achille. Niente può fermare questa donna, neanche cifre esorbitanti addebitate nella sua carta di credito. Per via della sua dipendenza allo shopping, si ritrova sempre nei guai. E l’ironia della storia è che questa giovane donna così spendacciona, è una giornalista della finanza, (prima aveva lavorato per un giornale di giardinaggio) che finisce nel ruolo di consulente finanziario per i lettori.


Qual è stata l’ispirazione per la sua storia?
Ero solita spendere soldi e finire con l’amnesia quando mi arrivava ogni mese il conto della VISA; ed è stato questo ciò che mi ha ispirato per la creazione di questo personaggio. Arrivavo a dire “E questo cos’è? Cosa sto vedendo? Non mi ricordo proprio di essere andata in quel negozio a comprare quella cosa”. È quell’atteggiamento di totale negazione che abbiamo tutti noi. Dicevo a mio marito: “Io non ci sono mai andata in quel negozio, ma di che parlano?” ed era lui a rammentarmi “ricordi che sei stata tu a comprare quello?” per poi io avere quella sensazione di sprofondamento. È stato questo il punto di partenza per Becky, questa ragazza pazza che adora lo shopping. Ne ho visto il lato potenzialmente comico. La maggior parte dell’ispirazione è venuta dal mio modo di pensare sullo shopping, l’emozione e l’entusiasmo.


C’è un poco di lei stessa nell’eroina Becky?
Abbiamo entrambe la stessa ‘logica’ quando andiamo a fare shopping, pensiamo allo stesso modo. È l’idea dell’affare, cui è difficile resistere: ‘Due per uno’, per esempio per gli idratanti. È un qualcosa che faccio sempre. Quando Becky dice “l’idratante è un prodotto principale” sono io che parlo, ne ho bisogno, è essenziale.


Quanto sono resi bene i libri nel film?
Penso che il film è eccezionale e rende lo shopping nella commedia, il tutto in modo molto visivo e penso che Isla fa un lavoro sbalorditivo nel rendere le qualità di Becky.


Come pensa che riesca a portare il personaggio in vita?
Quello che adoro è il fatto che si possa vedere il suo percorso di pensiero nel suo volto quando è colta mentre desidera fortemente un vestito. Lo si può proprio scorgere con esattezza quello che le viene in mente, sei lì con lei. È così spiritosa, accattivante e dolce. Nei libri non ho mai descritto come appare Becky, è una manovra voluta, in parte perché volevo che tutti potessero accostarsi a lei. Per me la cosa più importante riguardo Becky è ciò che ha dentro. Conosco così bene il suo pensiero e quando scrivo è quasi come se non stessi davanti a lei ma vedo invece il mondo attraverso i suoi occhi. Quindi per il film, è stato come una tabula rasa e per me non riguardava un’attrice avente attributi fisici particolari, ma la persona stessa. Riscontriamo il suo desiderio ardente per lo shopping, la sorprendiamo in situazioni stupide e capiamo perché fa quel che fa. Becky deve essere divertente ed Isla è divertente. Quando ho sentito che era stata scelta Isla, ho pensato “sì, fantastico”.


Può parlarci del foulard verde del film? Di quanto sia speciale ed importante?
Il foulard verde nel film è speciale perché è così malleabile. C’è una scena in cui si scorge Rebecca attraverso il foulard e adoro questa scena, per il filtraggio della luce. Il foulard che utilizzano è favoloso, è un incredibile indumento con tanto movimento che le fluttua dietro. È un indumento importante perché è il primo motivo che lega Becky e Luke, quindi in termini romantici è importantissimo. La trama fuoriesce direttamente dal libro. Becky vuole i soldi per comprare il foulard e crea scompiglio durante alcuni eventi per cercare di acquistarlo e Luke finisce per darle i soldi. Si inventa la storia che lo doveva regalare ad una zia malata ma lui poi la scopre. Per me quella scena quando lui la ‘scova’ è magica, c’è un fremito.


Cosa ha imparato della moda?

Si comincia a vedere gli abiti sotto un’altra luce quando ci si trova in un set cinematografico, circondati da così tante mise. Ho usato ogni scusa possibile per indugiarmi nella roulette dei costumi, come potrà immaginare. Si vede come siano abili nel ricreare tutto un look dalla testa ai piedi. Che è completamente diverso da come mi comporto io. Apro semplicemente il mio armadio e comincio a tirare fuori la roba in modo disordinato per metterla insieme e farne un completo.


Qual è il suo completo preferito per il film?
Questa è una domanda difficile perché li adori tutti. Adoro il completo corto color porpora di Becky che lei indossa per la sua intervista presso la rivista Alette. È incredibile. Ma la il mio preferito è un vestito di lillà di Lanvin con una balza enorme che lei stringe con una cintura. Lo acquista da Barney’s e lo indossa in televisione insieme ad una collana meravigliosa.


Ha potuto tenersi qualcosa del film?
Sa, ho potuto portarmi via una borsetta campione della scena della svendita nel film. È una pochette rossa ed è stupenda.


Per concludere che consigli ha per i fanatici dello shopping?

Acquista un piccolo regalo se senti il bisogno di fare shopping. Invece di comprare la borsa della Chanel, prendi il rossetto della Chanel; avrai comunque il marchio che ovviamente adoriamo e l’esperienza, che amiamo ugualmente. Recati ad un negozio gradevole, aggirati e gustalo nel suo insieme; poi dirigiti nel dipartimento trucco e acquista un ombretto piuttosto che tutto l’insieme. Puoi comunque sentirne l’euforia. Non c’è motivo di cercare di punto in bianco di smettere completamente di fare shopping.

Elaine Lipworth

(Febbraio 2009)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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