Rubrica a cura di Paolo Pugliese

 

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DINO RISI: OMAGGIO AD UN GRANDE DEL CINEMA ITALIANO

E’ venuto meno un altro leone del nostro cinema, Dino Risi, maestro della commedia all’italiana che, dopo una lunga malattia, si è spento all’età di 92 anni sabato 7 Giugno 2008, nella sua residenza del quartiere Parioli a Roma.
Insieme ai colleghi Mario Monicelli, Ettore Scola e Luigi Comencini, Risi ha firmato sia come regista che come sceneggiatore alcuni dei capolavori del nostro cinema a cavallo degli anni ’50 e ’70, firmando campioni d’incasso ai box office come la saga di “Pane, amore e Fantasia” (1955), che rivelò il talento di Gina Lollobrigida, oppure la trilogia di “Poveri ma Belli” (1956), che lanciò le carriere di Maurizio Arena, Renato Salvatori e Marisa Allasio.
Nato il 23 dicembre 1916 a Milano, laureato in medicina, nei primi anni '40 si interessa al cinema diventando assistente di Mario Soldati in “Piccolo Mondo Antico” (1940) e poi di Alberto Lattuada in “Giacomo l'idealista” (1942). Scoppiata la Seconda Guerra Mondiale, si rifugia in Svizzera dove segue i corsi di cinema di Feyder e nel 1951 realizza la sua prima regia, “Vacanze col gangster”, film di discreto successo di pubblico con il quale si delineano gli elementi caratterizzanti del suo cinema, ovvero quella commedia venata da amarezza e popolata da personaggi perdenti e sopra le righe.

Nel ’55 Risi dirige la sua seconda opera, il film in costume “Il segno di Venere”, lavorando poi nel corso degli anni con la crema del cinema brillante italiano: da Alberto Sordi (“Il Vedovo”, “La Marcia su Roma”, “Una Vita difficile”, “Venezia, la Luna e Tu”) a Nino Manfredi (“Operazione San Gennaro”, “Straziami ma di baci saziami”, “Vedo Nudo”); da Marcello Mastroianni (“La Stanza del Vescovo”, “Fantasma d’amore”) a Sofia Loren (“La Moglie del Prete”, “Vita coi Figli”); da Ugo Tognazzi (“I Mostri”, “Primo Amore”) a Walter Chiari (“Il Giovedì”) e poi Enrico Maria Salerno (“L’Ombrellone”), Giancarlo Giannini (“Sessomatto”), Renato Pozzetto (“Sono fotogenico”), Johnny Dorelli (“Sesso e volentieri”), Beppe Grillo (“Scemo di Guerra”) e Lino Banfi (“Il commissario Lo Gatto”).
Discorso a parte, invece, per Vittorio Gassman, con cui il regista ebbe un lungo e proficuo sodalizio, realizzando insieme nel 1962 quello che tutti definiscono il suo capolavoro: “Il Sorpasso”, commedia tragica interpretata anche da Jean-Louis Trintignant e da una giovanissima Catherine Spaak. Risi e Gassman hanno lavorato insieme ne “Il Mattatore” (1960), “Il Gaucho” (1965), “Il Tigre” (1967), “Il Profeta” (1968), “Telefoni Bianchi” (1976), “Tolgo il Disturbo” (1990), l’amaro “Caro Papà” (1979) e soprattutto “Profumo di donna” (1974) ed “Anima Persa” (1976), entrambi tratti da due romanzi di Giovanni Arpino.

Tra gli altri suoi film, nel corso di una carriera durata 56 anni e che conta ben 63 pellicole, ricordiamo “La Nonna Sabella” (1957), “In Nome del Popolo Italiano” (1971), “Noi donne siamo fatte così” (1971), “Mordi e Fuggi” (1973), “I Nuovi Mostri” (1977), “Dagobert” (1984), “Teresa” (1987) e “Giovani e Belli” (1996), suo ultimo film per il cinema e clamoroso tonfo ai botteghini. Ha inoltre diretto alcuni segmenti all’interno dei film ad episodi “L’Amore in Città” (1953), “Le Bambole” (1965), “I Complessi” (1965), “I Nostri Mariti” (1966) ed “I Seduttori della Domenica” (1980).
Nel 2002, alla 59° Mostra del Cinema di Venezia, ha ricevuto il Leone d'oro alla carriera.
Con il suo cinema d’evasione, Risi è stato protagonista di una stagione irripetibile del nostro cinema, quello della cosiddetta “Commedia all’Italiana” che ebbe il suo apice negli anni ‘60, condendola con arguzia ed un tocco di cattiveria inimitabili, realizzando film con cui è riuscito a fondere il genere brillante a quello drammatico, facendo ridere a denti stretti gli spettatori sui difetti ed i tormentoni del nostro paese.

(Giugno 2008)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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