TOM
CRUISE: COME ALIENARSI IL PROPRIO PUBBLICO IN 5 MOSSE
Fino
all’anno 2005 la carriera di Tom Cruise è stata sempre
in salita: a partire dal 1986, con il successo commerciale ultra-patriottico
di “Top Gun” ai quali erano seguiti film facili come
“Cocktail” o “Giorni di Tuono”, l'attore
aveva conosciuto una crescente notorietà con il conseguente
raggiungimento della maturità artistica e la ricerca di ruoli
più complessi per andare oltre la popolarità e conquistare
anche credibilità come attore (vedi “Rain Man”,
“Il Colore dei Soldi”, “Nato il 4 Luglio”
e “Magnolia”). Grazie alla critica un pò più
benigna nei suoi confronti, Cruise è riuscito a conquistare
anche la fascia di spettatori più scettici diventando a tutti
gli effetti la star più importante di Hollywood, beniamino
del pubblico ed interprete di film premiati da grandi incassi: da
“Mission: Impossible” a “Minority Report”,
da ”Vanilla Sky” all’ultimo lavoro di Stanley
Kubrick “Eyes Wide Shut”.
Poi è arrivato l’Annus Horribilis 2005, con
l’inizio di quello che oggi a tutti gli effetti (e fino
ad inversione di tendenza) è un vero e proprio declino,
umano ed artistico. Il pubblico si è in gran parte allontanato
da lui, così come anche la critica ed i mass media, provocando
anche il fallimento ai botteghini dei suoi film. Il disastro è
avvenuto nell’arco di appena due anni, articolato in cinque
fasi:
1)
Sovraesposizione mediatica: parliamo della strombazzatissima
love story con l’attrice Katy Holmes, in occasione della quale
Cruise si è reso protagonista di azioni molto “sopra
le righe” (ormai famosissime sono le sue “intemperanze”
estemporanee durante una trasmissione_di_Ophra_Winfrey),
nonché di dichiarazioni eclatanti su omosessualità,
aborto e fecondazione artificiale che molti hanno definito “esagerate”,
“bacchettone” ed “ignoranti”. Si scatena
poi una ridda di voci inerenti il suo carattere difficile, con una
certa ottusità di vedute e tendente al controllo totale della
vita della fidanzata, confermati indirettamente dall’attore
con i suoi comportamenti in pubblico. Ciliegina sulla torta, la
sua appartenenza alla contestatissima setta di Scientology, subendo
poi un ulteriore affondo in occasione di un suo incredibile e febbrile
discorso (il cui video
è cliccatissimo sul sito Youtube) ad una convention.
A causa del netto calo della sua popolarità, il kolossal
da lui interpretato “La Guerra di Mondi” (che, comunque,
era un film abbastanza imperfetto) non conquista né
critica né tantomeno il pubblico, fallendo clamorosamente
ai botteghini.
2)
Perdita di credibilità: da qui, la strada si fa
tutta in discesa, con Cruise che riceve tre nomination ai “Razzies”,
ovvero la manifestazione parallela agli Oscar con premi per le peggiori
prestazioni cinematografiche dell’anno. Le nomination decise
dai giurati dei “Golden Rasperry” (“Le Pernacchie
d’Oro”) si riferiscono una alla “peggior interpretazione
dell’anno” per “La Guerra dei Mondi”
e le altre due rispettivamente come “peggiore attore dell’anno”
e “personaggio pubblico più insopportabile”
dei mass media. L’attore minimizza e spera di riconquistare
i favori del pubblico con il blockbuster “Mission: Impossible
3”: i numeri per ritornare al successo ci sono tutti, ma gli
incassi risultano molto inferiori alle aspettative, guadagnando
meno rispetto ai due precedenti episodi.
La major produttrice del film, Paramount Pictures, imputa la responsabilità
proprio ai comportamenti bizzarri di Cruise e reagisce non rinnovando
il contratto di esclusiva con l’attore, licenziandolo di fatto.
Il clamoroso divorzio tra la major cinematografica e Cruise viene
commentato duramente dal presidente della Viacom (proprietaria
della Paramount) Summer Redstone che accusa la star di “suicidio
creativo” a causa di atteggiamenti e dichiarazioni che hanno
messo in serio imbarazzo gli studi, dilapidando il suo valore di
mercato ed alienandosi le simpatie del pubblico. Tenendo poi conto
dei cachèt milionari percepiti dal divo, il quale aveva diritto
anche ad una percentuale del 20% sugli incassi lordi, la Paramount
decide di chiudere i rapporti con lui.
3)
Corsa ai ripari, facendo i medesimi errori: la reazione
di Cruise al “licenziamento” non si fa attendere, con
dichiarazioni da parte dei suoi rappresentanti che annunciano l’esordio
come produttore dei suoi stessi film, con trattative da parte di
finanziatori per una cifra intorno ai 100 milioni di dollari. Intanto,
un nuovo sondaggio promosso dalla Gallup, che tira le somme a fine
anno sugli indici di gradimento del pubblico, decreta Tom Cruise
il divo cinematografico più odiato del 2006, raccogliendo
il 34% di commenti negativi e confermandolo per la seconda volta
come il personaggio più antipatico dell’anno. Significativi
per la conferma sono stati sia il suo difendere la lobby di Scientology,
sia soprattutto il pacchiano matrimonio con l’attrice Katie
Holmes celebrato in Italia, che ha provocato lo sdegno anche dei
fans e dei mass media del nostro paese visto che i due attori non
si sono concessi neanche per un secondo a tanta gente che li ha
aspettati inutilmente per ore in strada, con festeggiamenti blindatissimi
ed un atteggiamento estremamente snobistico.
4)
Scelte filmiche sbagliate: come produttore indipendente,
insieme alla sua socia Paula Wagner, Cruise stringe un accordo con
la nuova United Artist (la celebre casa di produzione indipendente
fondata negli anni ’30 da Doug Fairbanks, Mary Pickford e
Charlie Chaplin), che arriva in seguito a controllare. Le prime
mosse di Cruise sono cavalcare lo sciopero degli sceneggiatori americani
che ha paralizzato per tre mesi Hollywood, tentando di arrivare
ad un compromesso con la Writers Guild of America, ovvero
l’associazione di categoria degli sceneggiatori USA, accogliendo
le loro richieste di ottenere benefici ed assicurazioni economiche
sui larghi profitti commerciali di film distribuiti. Cruise vuole
produrre per primo nuovi film post-sciopero e come attore, con l’intento
di ridare smalto ad una carriera molto appannata, si rivolge al
cinema “impegnato” entrando nel cast di “Lions
for Lambs”: film diretto ed interpretato da Robert Redford
e Meryl Streep, che però si rivela un bagno di sangue ai
botteghini.
Sfumata poi la possibilità di interpretare il film “Un’Altra
Giovinezza” di Francis Ford Coppola, Cruise sceglie di interpretare
e co-produrre un altro film serio: il thriller storico
“Valkyrie”, ambientato in Germania durante la seconda
Guerra Mondiale e basato su fatti veramente accaduti inerenti una
congiura di alcuni alti ufficiali tedeschi per assassinare Hitler.
5)
Affrontare grane che potevano essere evitate: “Valkyrie”
viene considerata un’operazione sicura da Cruise, grazie alla
regia di Bryan Singer, il talentuoso regista di film come “I
Soliti Sospetti”, “Superman Returns” ed i primi
due “X-Men”, oltre allo script firmato da Christopher
McQuarrie, (sceneggiatore de “I Soliti Sospetti”)
che funge da base per un film-thrilling e spettacolare...
Invece, è l’origine di ulteriori grane: oltre ai suoi
problemi di matrimonio con Katy Holmes, che addirittura fugge dalla
loro casa aumentando l’antipatia del pubblico, Cruise scopre
di non essere affatto gradito in Germania, dove si reca per girare
il film. Mentre infatti è a Berlino in compagnia del regista
Bryan Singer, il governo della Germania fa chiaramente capire alla
produzione americana di non accettare affatto l’attore nel
ruolo del generale tedesco Claus von Stauffenberg, ideatore dell’operazione
Valkyrie; i motivi sono riconducibili alla sua appartenenza a Scientology,
che le autorità tedesche non riconoscono come culto sostenendo
che sia in realtà una pericolosa lobby di tipo massonico
con oscuri disegni economici e corporativi. A causa di ciò,
le autorità tedesche non danno il permesso di girare, mettendo
in serie difficoltà l’intera produzione che riesce
comunque a trovare un accordo ottenendo il permesso di effettuare
le riprese a Berlino, ma non nei luoghi storici originali come,
ad esempio, il Ministero della Difesa. Inizia la lavorazione del
film, salutata sia da aspre critiche da parte degli eredi von Stauffenberg
che da critiche della maggior parte dei tedeschi. Le riprese vengono
poi funestate da molti problemi e ritardi, a causa di difficoltà
con il sindacato degli attori e delle comparse tedesche, nonché
di un brutto incidente sul set che coinvolge 11 figuranti i quali
presentano causa contro la produzione con il loro avvocato che minaccia
di far sequestrare il materiale girato. L’affondo finale alla
pellicola arriva con la distruzione accidentale di una buona parte
del materiale girato nelle ultime due settimane di lavorazione,
a causa di un reagente sbagliato per lo sviluppo del negativo. La
versione ufficiale è che si è trattato di un incidente
tecnico, ma alcuni pensano anche all'ipotesi del sabotaggio. Solo
la scena della fucilazione di Stauffenberg, interpretato da Cruise,
è ancora utilizzabile, ma moltissime sequenze cruciali devono
essere nuovamente girate con una nuova richiesta alle autorità
tedesche per tornare a filmare, ulteriori ritardi di produzione
ed un sostanzioso aumento del budget del film.
Le riprese di “Valkyrie” giungono finalmente al termine,
ma la prolungata lavorazione costringe Cruise e soci a posticipare
di parecchi mesi la sua data di uscita e molti giudicano l’opera
già affossata a causa del ritardo nella sua distribuzione
che potrebbe mettere a rischio l’intera attività della
United Artist.
Conclusioni: la carriera della (ex?) star
Tom Cruise appare oggi compromessa in maniera quasi irrecuperabile,
a causa di problemi sia sul fronte professionale sia personale che
il divo non è riuscito a risolvere con scelte giuste. Una
decisione saggia, a nostro modesto parere, sarebbe stata quella
di prendere immediatamente atto che la sua vertiginosa caduta di
immagine era imputabile unicamente alla sovraesposizione medianica,
quindi correggere immediatamente la situazione limitando dichiarazioni
e comportamenti bizzarri in pubblico, “lavando i panni sporchi
in famiglia” ed azzerando la fuga di notizie.
Per ora, l’unica via percorribile da Cruise sembrerebbe quella
di allontanarsi dalle luci dei riflettori e lavorare “dietro
le quinte”, solo come produttore, lasciando che il tempo sbiadisca
certi eventi che hanno portato all’attuale idiosincrasia pubblica
nei suoi confronti, cercando al tempo stesso un film adeguato al
suo ritorno sul grande schermo; in fondo, anni fa, la sua carriera
si era già arenata una volta e fu rilanciata da un piccolo
ruolo (quello del guru new age) in un altrettanto piccolo
film d’autore come “Magnolia”, sempre che non
lo faccia il preventivamente già affossato “Valkyrie”,
ripetendo il miracolo di “Titanic” che fu un’opera
così funestata da essere considerata da moltissima gente
già un flop disastroso prima di uscire nei cinema e sappiamo
tutti invece cosa successe (11 Oscar ed uno degli incassi più
alti della storia del cinema in tutto il mondo). Il risalire
la china, comunque, appare davvero come un'impresa titanica, per
non dire disperata, funestata da altri nuovi ostacoli come il recente
abbandono della sua socia Paula Wagner che ha lasciato una United
Artist in odor di fallimento, nonchè la sua sostituzione
come protagonista del film "Edward E. Salt" e -ultima
ciliegina- l'accusa nei suoi confronti, con richiesta di 250
milioni di risarcimento, di un ex-membro di Scientology per aver
ricevuto forti pressioni dall'attore e da alcuni attivisti in seguito
alla decisione di abbandonare la chiesa fondata dallo scrittore
Ron Hubbard. Ulteriori grane per Cruise che sembrava iniziare ad
uscire dal fosco tunnel grazie alle ottime impressioni della sua
performance comica nel film "Tropic Thunder" di Ben Stiller
(con il quale sembra anche sfumato il progetto di giarare un
film insieme).
(Maggio
2008)
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