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OLTRE IL FUOCO – INTERVISTA
AD HALLE BERRY E SUSANNE BIER
E'
stata presentata alla seconda edizione della Festa del Cinema di
Roma l’anteprima di “Oltre il Fuoco” (“Things
we lost in the fire”), film drammatico interpretato dai Premi
Oscar Halle Berry e Benicio Del Toro, insieme a David Duchovny ed
Alison Lohman.
La pellicola narra la storia di due persone che il fato unisce.
La vita di Audrey Burke (Berry) è stata sconvolta dalla morte
improvvisa di suo marito. Distrutta dal dolore, si rivolge ad uno
dei suoi amici storici, Jerry Sunborne (Del Toro), un ex-avvocato
la cui esistenza sta andando a pezzi. Fianco a fianco lavorano per
trovare una nuova ragione di vita. “Oltre il Fuoco”,
in uscita a Gennaio 2008 in Italia, è prodotto da Sam Mendes
-vincitore dell’Oscar per la regia di “American Beauty”-
insieme ad Sam Mercer per la DreamWorks Pictures ed è diretto
dalla nota regista danese candidata all’Oscar Susanne Bier
(“Non Desiderare la Donna d’Altri" e “Dopo
il Matrimonio”).
Il
film affronta temi importanti come il passare del tempo, l’amicizia,
l’amore. Come si rapporta il personaggio di Audrey con questi
temi?
Susanne
Bier: c’è una frase che Jerry le ripete che
è, accetta ciò che di buono hai intorno e lo dice
anche alle figlie di Audrey. Invece di innervosirti per le piccole
cose, pensa alle cose belle che la vita può regalarti e concentrati
su di esse.
Halle
Berry: quando suo marito muore, Audrey inizia a pensare
a tutte le cose che avrebbe potuto fare con lui e che non ha mai
fatto e comincia a sentirsi in colpa per le sciocchezze che un tempo
la facevano arrabbiare e che avevano inquinato quel rapporto. Lei
pensava di avere tutta la vita davanti a sé per risolvere
tutto, ma quando all’improvviso si trova sola il rimorso si
fa strada dentro di lei.
C’è
un momento nel film in cui il personaggio di Halle dice, per favore
non farle crescere, riferito alle sue figlie…
Susanne
Bier: sì, ci sono momenti nella vita che vorremmo
non cambiassero mai e dall’altro lato c’è la
quotidianità con tutte le sue incombenze e quello che esse
comportano. Ed è questo che il film racconta, la necessità
di accettare il buono che c’è nella vita di ogni giorno
perché comunque dura poco.
Halle
Berry: all’inizio lei ha una gran rabbia dentro di
sé e non sa contro chi direzionarla. Ma alla fine sarà
quella stessa rabbia a farla diventare una persona più ricca
e più generosa. Il momento in cui inizia a cambiare è
quando si trova a doversi concentrare sui problemi di Jerry. Quando
lo fa entrare nella sua vita inizia a vedere cose di lui che prima
non riusciva a percepire. Non lo giudica più, non vede più
in lui soltanto l’amico di suo marito, drogato e pertanto
“imperfetto”.
Susanne,
i suoi primi film sono improntati sul Dogma di Lars Von Trier mentre
questo inizia a discostarsi un po’ da quello stile, anche
se ne mantiene alcuni tratti caratteristici. Anche alcune riprese
molto in dettaglio, direttamente a contatto con la pelle degli attori.
Susanne
Bier: il Dogma non è uno stile, ma un approccio
filosofico al filmare e quindi mi ha dato la possibilità
di imparare ad apprezzare appieno il linguaggio cinematografico.
Mi piacciono tutti gli aspetti di un film, ma ancora di più
mi interessa isolare i singoli elementi e vedere i sentimenti che
possono trasmettere.
Questo
film affronta anche in modo diretto il tema dell’amicizia,
come vi rapportate voi personalmente a questo valore?
Halle
Berry: per me l’amicizia è davvero importante,
io ho degli ottimi amici. Per me l’amicizia è incondizionata
e senza alcun tipo di pregiudizio. Ci aiuta a capire quando stiamo
sbagliando e ci aiuta a crescere.
Susanne
Bier: un amico è qualcuno capace di metterci di
fronte agli aspetti più brutti di noi stessi e capace allo
stesso tempo di non giudicarci per questi.
E
tu, Halle, riesci a trovare tempo per gli amici nonostante i molti
impegni?
Halle
Berry: ho sempre tempo per gli amici. Anche quando lavoro
riesco sempre a trovare tempo per loro via telefono o e-mail.
Come
hai ottenuto la parte in questo film?
Halle
Berry: Appena ho letto lo script ho subito pensato che
questo ruolo doveva essere mio. Oggigiorno, non sono molti i soggetti
buoni. Inizialmente volevano una persona molto diversa da me, ma
mi hanno comunque concesso di parlare con Suzanne per un colloquio.
Avevo solo 30 minuti per convincerla, ma ce l’ho fatta!
Susanne
Bier: Eh si, ha parlato ininterrottamente per 30 minuti…
[ride]
Non
ci sono molte donne regista, lei come riesce a conciliare il suo
lavoro con la vita privata?
Susanne
Bier: Purtroppo è ancora così in molti settori,
nella politica, nelle aziende. Il problema è che spesso le
donne si trovano a dover scegliere tra la carriera e la famiglia.
Ma spesso è più la paura di investire su loro stesse
a frenarle. Eppure si può fare, io ho due figli e amo il
mio lavoro, l’importante è fare una scelta e perseguirla
con determinazione.
Halle,
lei come si rapporta al trascorrere del tempo, alla paura di invecchiare
che molte sue colleghe hanno?
Halle
Berry: Essendo una persona di colore ho sempre comunque
dovuto lottare per ottenere quello che volevo e se superare una
certa soglia di età significa trovare più difficoltà
nell’ottenere una parte sarà soltanto un’altra
sfida.
Come
pensa che la sua maternità influenzerà il suo lavoro?
Halle
Berry: Penso che la maternità mi aiuterà
a crescere sia come donna che come attrice, in qualunque ruolo dovrò
cimentarmi.
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(Dicembre
2007) |