SALVATECI
DA ASIA ARGENTO
Il
recente ritorno alla ribalta, con il film La_Terza_Madre,
della famiglia Argento (Dario padre, Asia figlia e Daria Nicolodi
madre) mi spinge a parlare per la prima volta dell’onnipresente
e linguacciuta Asia Argento, una figura abbastanza emblematica del
cinema italiano e, purtroppo, non certamente un caso isolato. Un’attrice
alla sua ennesima pessima prova come interprete che, nonostante
una carriera con molti film all’attivo -anche come regista-
girati tra Italia, Francia ed America, non riesce ad ottenere né
da critica né da pubblico del suo paese quello che invece
molti altri suoi colleghi e colleghe riescono con tempo e lavoro
ad avere: credibilità e rispetto.
Siamo consci che parlare male di Asia Argento sia diventato un cliché:
quasi tutti quelli che si occupano di cinema si sono abbandonati
almeno una volta a stroncarla e lei reagisce sempre alla stessa
maniera, con rabbia, sdegno, dichiarazioni e repliche acide. Riconosciamo
che non è certo facile gestire critiche spesso molto pesanti
rivolte al proprio lavoro o addirittura alla propria persona, ma
la signorina Argento si è mai chiesto perché le capita
tutto questo?
Possibile che sia un’artista incompresa e sottovalutata, oppure
un fenomeno singolo che si presta a riassumere una situazione ben
più ampia e generale in Italia? Faccio riferimento alla realtà
poco meritocratica e molto clientelar-familiare del nostro paese.
Un recente rapporto dell’Isfol (Istituto per la Formazione
del Lavoro), pubblicato sul Corriere della Sera, rivela che in Italia
quattro persone su dieci trovano lavoro grazie alle segnalazioni
di parenti ed amici: quasi il 50% dei lavoratori ottiene un posto
grazie alla classica “raccomandazione”; una situazione
dove la miglior agenzia di collocamento resta sempre la famiglia
con la sua cerchia di amicizie e questo comprende tutti gli aspetti
della nostra società: politica, giornalismo, pubblico impiego,
televisione e naturalmente cinema e spettacolo.
Quanti “figli d’arte”, spesso senz’arte
ma con molta parte, affollano i nostri palinsesti, i nostri giornali,
i nostri schermi e le nostre amministrazioni?
E’ vero che sparare a zero su un raccomandato è molto
facile, mentre al contrario è difficilissimo per il raccomandato
stesso dimostrare di avere i numeri adatti e valere davvero: a volte
accade (in campo dello spettacolo, vedi alcuni figli famosi
che hanno conquistato fama e rispetto come la regista Sophia Coppola,
il musicista Simonetti, l’attore Gifuni), ma la maggior
parte delle volte invece no e ci troviamo ad avere a che fare con
una folla di incapaci.
Enfant prodige con esordio sul grande schermo a 9 anni, Asia Argento
ha costruito una carriera tra Italia ed Estero con molti film all’attivo,
è famosa e celebrata, eppure c’è da chiedersi
maliziosamente se sarebbe stata questa la sua strada avendo avuto
un cognome diverso...
A rafforzare questo sospetto, ci sono dubbi sul suo effettivo talento:
è sotto gli occhi di tutti che spesso recita male, ma al
di là di questo e dei suoi problemi di dizione (qualcuno
sui giornali, a proposito del suo essere blesa, scrisse che parlava
come se masticasse una polpetta in bocca), è un personaggio
che il pubblico italiano non ama eccessivamente né trova
simpatico, perché “reo” di avere alle spalle
un nome importante che non è riuscita a bypassare con la
sua bravura, presentandosi spesso più come “personaggio”
che come attrice.
Questo, forse, è il problema maggiore; non ci si può
lamentare se il pubblico o i critici non ti prendono sul serio se
non reciti in maniera credibile e fai pubblicare in questi ultimi
anni fotografie sexy, nudi artistici integrali, dichiarazioni e
confessioni finto-morbose-trasgressive, per apparire magari quella
che non sei: una Bad Girl trasgressiva in una dimensione da bohemien
sessual-gotica decadente. Siamo sicuri che Asia Argento non è
così come vuol apparire, che è una donna ed una mamma
normalissima, magari nella vita di tutti i giorni una persona gradevole
e simpatica.
Però è innegabile che abbia fatto di sé più
un personaggio che un’attrice, il cui peso mediatico alla
fine ha schiacciato inesorabilmente la sua (fragile?) reputazione
artistica: alzi una mano chi ha visto o ricorda un suo film (“Ingannevole
è il cuore più di ogni cosa”,“Scarlet
Diva”, “B-Monkey”, “Transylvania”,
“Red Siren”) o magari sia rimasto colpito da qualche
sua interpretazione...
Eppure non è stato sempre così, ricordo infatti con
piacere le più che discrete prove interpretative di una lei
giovanissima ed ancor acerba in film come le commedie “Palombella
Rossa” di Nanni Moretti e “Perdiamoci di Vista”
di Carlo Verdone, dove bucava lo schermo con una freschezza ed una
naturalezza come poche, ma che anziché essere coltivate colmando
le lacune con esperienza e studio, si sono invece perse nel giro
di pochi anni. Mettendo da parte un eventuale talento interpretativo
(perché ogni giudizio è opinabile ed impugnabile),
Asia oggi è qualcuno che siamo abituati a ricordare più
per la girandola di dichiarazioni provocatorie di cui è stata
protagonista che per le sue performances interpretative.
Dichiarazioni di cui ora, forse, si pente avendole disconosciute
pubblicamente durante la recente seconda edizione della Festa del
Cinema di Roma; nel corso della manifestazione, Asia –intervenuta
con il padre per presentare l’atteso horror “La Terza
Madre”- si sfoga con i mass media, dichiarando “Sono
stanca di essere etichettata come dark lady tutta sesso e trasgressione,
quell’immagine mi disgusta. Sono una persona normale, quello
che si vede al cinema è l’attrice” [Corriere
della Sera del 25 ottobre 2007], prendendo dunque le distanze dal
suo doppio. Dichiarazioni che, perdonate la cattiveria, mi sembrano
quantomai ipocrite e strumentali, fatte ad uso e consumo promozionale
per il film.
“La
mia immagine trasgressiva mi disgusta”, come dice prego?
Tale l’immagine da Femme Fatale trasgressiva non se l’è
creata lei da sola, salvo ora pentirsene? Direi che ognun del suo
male pianga sé stesso, perché alla fine si raccoglie
sempre quel che si è seminato: più che la sua recitazione,
spesso artificiosa ed enfatica, più che alcune sue interpretazioni
poco memorabili (“Il Fantasma dell’Opera”, “XXX”
ed anche “La Terza Madre”), ad irritare maggiormente
il pubblico e gli addetti è il suo voler essere etichettata
al di fuori degli schemi come diva ribelle, il suo prendersi eccessivamente
sul serio facendo a tutti i costi l’iconoclasta, con dichiarazioni
“forti” sulla propria sessualità che, notoriamente,
dovrebbe essere un argomento da tenere per sé.
Qualche esempio?
Vediamo un pò: potrei parlare del suo bacio scandalo (più
che scandaloso, rivoltante) con il rottweiller sul set del
film di Abel Ferrara “Go Go Tales” dove la Argento interpreta
una spogliarellista che, durante un’esibizione, fa lingua
in bocca con un cane. L’attrice giura che è stata una
sua idea, non contemplata dalla sceneggiatura, dichiarando che “La
scena del cane non era prevista, ad un certo punto è parsa
necessaria. [...] Sul set il cane mi tirava da una parte
all’altra come un tirannico amante, alla fine ho imparato
a volergli bene... Il bacio ha suggellato la nostra complicità”
[Corriere della Sera del 24 Maggio 2007].
Vogliamo parlare delle sue confessioni sul web in cui ha raccontato
le defaillance di alcuni suoi patners, in seguito alle quali è
contenta di aver scatenato un “putiferio”? L’attrice
ha detto “A me il sesso virtuale non dispiace e qualcuno
l’ho incontrato di persona” oppure “Le
scene di sesso le so fare da sempre, mi vengono piuttosto bene.
Però recitarle è traumatico” o ancora “quando
ho raccontato che qualcuno con cui sono stata a letto non ce l’ha
fatta, sul web si è scatenato il putiferio” [Corriere
della Sera Magazine del 9 Agosto 2007].
Il giornalista Paolo Conti nella sua rubrica “Montagne Russe”
si chiede addirittura quanto possa essere difficile essere più
snob e volutamente irritanti di lei in merito a quando si lamenta
della mancanza di proposte del cinema italiano, confessando “Forse
i registi mi considerano irraggiungibile, forse ho vissuto troppo
all’estero” [Corriere della Sera Magazine, Settembre
2006].
Forse Asia Argento, alla quale riconosciamo un certo carisma ed
anche una certa notorietà all’estero (pare l’adorino
in America), dovrebbe riflettere in merito a quanto sia realmente
appetibile lei come attrice per registi e produttori italiani. Quanta
credibilità lei abbia con loro e soprattutto con il pubblico
che, secondo le ultime notizie, la vedono addirittura un fenomeno
“virtuale” [Corriere della Sera del 24 Maggio 2007],
le cui immagini sono cliccatissime sul web. Fenomeno “virtuale”,
attenzione, non attrice o artista, quindi Asia con le sue dichiarazioni
potrebbe apparire come chi se la canta e se la suona da sola.
Un vero artista è colui che è capace di segnare nuove
vie, di infrangere gli schemi ed andare avanti, dando qualcosa in
più al pubblico rispetto agli altri oppure lasciando tracce
a livello germinale. Baciare con la lingua un cane o confessare
che alcuni uomini con cui va a letto non ce la fanno, significa
mescolare vita privata e star system ad uso puramente consumistico,
non è certamente fare arte, cultura o cinema.
La signorina Asia Argento, alla quale -nonostante questa tirata
d’orecchi- va tutto il mio affetto, dovrebbe semmai riflettere
su ciò e lamentarsi di meno.
(Novembre
2007) |


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