Rubrica a cura di Paolo Pugliese

 

Vai a Sommario Articoli   

 

SALVATECI DA ASIA ARGENTO

Il recente ritorno alla ribalta, con il film La_Terza_Madre, della famiglia Argento (Dario padre, Asia figlia e Daria Nicolodi madre) mi spinge a parlare per la prima volta dell’onnipresente e linguacciuta Asia Argento, una figura abbastanza emblematica del cinema italiano e, purtroppo, non certamente un caso isolato. Un’attrice alla sua ennesima pessima prova come interprete che, nonostante una carriera con molti film all’attivo -anche come regista- girati tra Italia, Francia ed America, non riesce ad ottenere né da critica né da pubblico del suo paese quello che invece molti altri suoi colleghi e colleghe riescono con tempo e lavoro ad avere: credibilità e rispetto.

Siamo consci che parlare male di Asia Argento sia diventato un cliché: quasi tutti quelli che si occupano di cinema si sono abbandonati almeno una volta a stroncarla e lei reagisce sempre alla stessa maniera, con rabbia, sdegno, dichiarazioni e repliche acide. Riconosciamo che non è certo facile gestire critiche spesso molto pesanti rivolte al proprio lavoro o addirittura alla propria persona, ma la signorina Argento si è mai chiesto perché le capita tutto questo?
Possibile che sia un’artista incompresa e sottovalutata, oppure un fenomeno singolo che si presta a riassumere una situazione ben più ampia e generale in Italia? Faccio riferimento alla realtà poco meritocratica e molto clientelar-familiare del nostro paese.
Un recente rapporto dell’Isfol (Istituto per la Formazione del Lavoro), pubblicato sul Corriere della Sera, rivela che in Italia quattro persone su dieci trovano lavoro grazie alle segnalazioni di parenti ed amici: quasi il 50% dei lavoratori ottiene un posto grazie alla classica “raccomandazione”; una situazione dove la miglior agenzia di collocamento resta sempre la famiglia con la sua cerchia di amicizie e questo comprende tutti gli aspetti della nostra società: politica, giornalismo, pubblico impiego, televisione e naturalmente cinema e spettacolo.
Quanti “figli d’arte”, spesso senz’arte ma con molta parte, affollano i nostri palinsesti, i nostri giornali, i nostri schermi e le nostre amministrazioni?
E’ vero che sparare a zero su un raccomandato è molto facile, mentre al contrario è difficilissimo per il raccomandato stesso dimostrare di avere i numeri adatti e valere davvero: a volte accade (in campo dello spettacolo, vedi alcuni figli famosi che hanno conquistato fama e rispetto come la regista Sophia Coppola, il musicista Simonetti, l’attore Gifuni), ma la maggior parte delle volte invece no e ci troviamo ad avere a che fare con una folla di incapaci.

Enfant prodige con esordio sul grande schermo a 9 anni, Asia Argento ha costruito una carriera tra Italia ed Estero con molti film all’attivo, è famosa e celebrata, eppure c’è da chiedersi maliziosamente se sarebbe stata questa la sua strada avendo avuto un cognome diverso...
A rafforzare questo sospetto, ci sono dubbi sul suo effettivo talento: è sotto gli occhi di tutti che spesso recita male, ma al di là di questo e dei suoi problemi di dizione (qualcuno sui giornali, a proposito del suo essere blesa, scrisse che parlava come se masticasse una polpetta in bocca), è un personaggio che il pubblico italiano non ama eccessivamente né trova simpatico, perché “reo” di avere alle spalle un nome importante che non è riuscita a bypassare con la sua bravura, presentandosi spesso più come “personaggio” che come attrice.
Questo, forse, è il problema maggiore; non ci si può lamentare se il pubblico o i critici non ti prendono sul serio se non reciti in maniera credibile e fai pubblicare in questi ultimi anni fotografie sexy, nudi artistici integrali, dichiarazioni e confessioni finto-morbose-trasgressive, per apparire magari quella che non sei: una Bad Girl trasgressiva in una dimensione da bohemien sessual-gotica decadente. Siamo sicuri che Asia Argento non è così come vuol apparire, che è una donna ed una mamma normalissima, magari nella vita di tutti i giorni una persona gradevole e simpatica.
Però è innegabile che abbia fatto di sé più un personaggio che un’attrice, il cui peso mediatico alla fine ha schiacciato inesorabilmente la sua (fragile?) reputazione artistica: alzi una mano chi ha visto o ricorda un suo film (“Ingannevole è il cuore più di ogni cosa”,“Scarlet Diva”, “B-Monkey”, “Transylvania”, “Red Siren”) o magari sia rimasto colpito da qualche sua interpretazione...

Eppure non è stato sempre così, ricordo infatti con piacere le più che discrete prove interpretative di una lei giovanissima ed ancor acerba in film come le commedie “Palombella Rossa” di Nanni Moretti e “Perdiamoci di Vista” di Carlo Verdone, dove bucava lo schermo con una freschezza ed una naturalezza come poche, ma che anziché essere coltivate colmando le lacune con esperienza e studio, si sono invece perse nel giro di pochi anni. Mettendo da parte un eventuale talento interpretativo (perché ogni giudizio è opinabile ed impugnabile), Asia oggi è qualcuno che siamo abituati a ricordare più per la girandola di dichiarazioni provocatorie di cui è stata protagonista che per le sue performances interpretative.
Dichiarazioni di cui ora, forse, si pente avendole disconosciute pubblicamente durante la recente seconda edizione della Festa del Cinema di Roma; nel corso della manifestazione, Asia –intervenuta con il padre per presentare l’atteso horror “La Terza Madre”- si sfoga con i mass media, dichiarando “Sono stanca di essere etichettata come dark lady tutta sesso e trasgressione, quell’immagine mi disgusta. Sono una persona normale, quello che si vede al cinema è l’attrice” [Corriere della Sera del 25 ottobre 2007], prendendo dunque le distanze dal suo doppio. Dichiarazioni che, perdonate la cattiveria, mi sembrano quantomai ipocrite e strumentali, fatte ad uso e consumo promozionale per il film.

La mia immagine trasgressiva mi disgusta”, come dice prego?
Tale l’immagine da Femme Fatale trasgressiva non se l’è creata lei da sola, salvo ora pentirsene? Direi che ognun del suo male pianga sé stesso, perché alla fine si raccoglie sempre quel che si è seminato: più che la sua recitazione, spesso artificiosa ed enfatica, più che alcune sue interpretazioni poco memorabili (“Il Fantasma dell’Opera”, “XXX” ed anche “La Terza Madre”), ad irritare maggiormente il pubblico e gli addetti è il suo voler essere etichettata al di fuori degli schemi come diva ribelle, il suo prendersi eccessivamente sul serio facendo a tutti i costi l’iconoclasta, con dichiarazioni “forti” sulla propria sessualità che, notoriamente, dovrebbe essere un argomento da tenere per sé.

Qualche esempio?
Vediamo un pò: potrei parlare del suo bacio scandalo (più che scandaloso, rivoltante) con il rottweiller sul set del film di Abel Ferrara “Go Go Tales” dove la Argento interpreta una spogliarellista che, durante un’esibizione, fa lingua in bocca con un cane. L’attrice giura che è stata una sua idea, non contemplata dalla sceneggiatura, dichiarando che “La scena del cane non era prevista, ad un certo punto è parsa necessaria. [...] Sul set il cane mi tirava da una parte all’altra come un tirannico amante, alla fine ho imparato a volergli bene... Il bacio ha suggellato la nostra complicità” [Corriere della Sera del 24 Maggio 2007].
Vogliamo parlare delle sue confessioni sul web in cui ha raccontato le defaillance di alcuni suoi patners, in seguito alle quali è contenta di aver scatenato un “putiferio”? L’attrice ha detto “A me il sesso virtuale non dispiace e qualcuno l’ho incontrato di persona” oppure “Le scene di sesso le so fare da sempre, mi vengono piuttosto bene. Però recitarle è traumatico” o ancora “quando ho raccontato che qualcuno con cui sono stata a letto non ce l’ha fatta, sul web si è scatenato il putiferio” [Corriere della Sera Magazine del 9 Agosto 2007].
Il giornalista Paolo Conti nella sua rubrica “Montagne Russe” si chiede addirittura quanto possa essere difficile essere più snob e volutamente irritanti di lei in merito a quando si lamenta della mancanza di proposte del cinema italiano, confessando “Forse i registi mi considerano irraggiungibile, forse ho vissuto troppo all’estero” [Corriere della Sera Magazine, Settembre 2006].

Forse Asia Argento, alla quale riconosciamo un certo carisma ed anche una certa notorietà all’estero (pare l’adorino in America), dovrebbe riflettere in merito a quanto sia realmente appetibile lei come attrice per registi e produttori italiani. Quanta credibilità lei abbia con loro e soprattutto con il pubblico che, secondo le ultime notizie, la vedono addirittura un fenomeno “virtuale” [Corriere della Sera del 24 Maggio 2007], le cui immagini sono cliccatissime sul web. Fenomeno “virtuale”, attenzione, non attrice o artista, quindi Asia con le sue dichiarazioni potrebbe apparire come chi se la canta e se la suona da sola.

Un vero artista è colui che è capace di segnare nuove vie, di infrangere gli schemi ed andare avanti, dando qualcosa in più al pubblico rispetto agli altri oppure lasciando tracce a livello germinale. Baciare con la lingua un cane o confessare che alcuni uomini con cui va a letto non ce la fanno, significa mescolare vita privata e star system ad uso puramente consumistico, non è certamente fare arte, cultura o cinema.
La signorina Asia Argento, alla quale -nonostante questa tirata d’orecchi- va tutto il mio affetto, dovrebbe semmai riflettere su ciò e lamentarsi di meno.

 

(Novembre 2007)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Torna alla Home