Rubrica a cura di Paolo Pugliese

 

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THE NEXT GENERATION: INCONTRI SUI GENERI CINEMATOGRAFICI

Horror, commedia, western, melo: quale sarà il futuro dei generi cinematografici?
Sei appuntamenti per leggere immagini, sequenze e storie attraverso la lente di alcuni tra i più importanti generi cinematografici. Western, fantascienza, horror, commedia e cinema di genere italiano in qualità di pretesto per addentrarsi nei meandri dei meccanismi, delle consuetudini e delle dinamiche narrative che hanno declinato lungo differenti percorsi la storia del cinema. Tragitti diversi, compiuti da professionisti del settore per analizzare strutture e racconti, rappresentazione e disposizioni, ricorrenze e varianti, e ottenuti indagando sul passato, riflettendo sul presente e prefigurando gli eventuali sviluppi futuri.

The Next GENEREtion è un ciclo di 6 incontri domenicali condotti da alcuni tra i maggiori rappresentanti della critica cinematografica. Sei docenti d’eccezione saranno chiamati a introdurci nel pieno del dibattito sul cinema attraverso il tema più scottante degli ultimi anni: i generi cinematografici, che ad oggi hanno scandito la storia del cinema, sopravvivranno?
Ogni relatore terrà una conferenza-dibattito sul genere di cui è maestro, seguita dalla proiezione di un film mai distribuito nelle sale. Roy Menarini ci accompagnerà negli spazi profondi della fantascienza, Mauro Gervasini nelle viscere dell’horror, Giampiero Frasca nelle aride praterie del western, Grazia Paganelli fra le gag della commedia e Alberto Pezzotta nel laboratorio sperimentale che fu il cinema di genere italiano.
Nell’ultimo incontro si ritroveranno tutti i relatori, insieme ad altri invitati illustri che animeranno il dibattito, per delineare il destino dei generi del cinema attraverso lo scambio di opinioni e con l’apporto vivo del pubblico.
Appassionati, esperti, cultori, ossessionati, amanti del cinema sono invitati a portare la loro visione e avranno la possibilità di confrontarla con quella di studiosi e professionisti.

 

1° INCONTRO con GIAMPIERO FRASCA (domenica 25 novembre 2007)
The Big Trail is Broken, now.
Nascita del genere, creazione dell'epopea, plasmazione dell'immaginario, veicolazione sociale del mito: come il western ha creato la sua leggenda e contribuito a generare i modelli di riferimento della società americana attraverso la ripetizione dei suoi codici linguistici, la cristallizzazione delle sue figure caratteristiche e la liturgia di una narrazione ancorata a valori ideologicamente condivisi. Un viaggio lungo i grandi sentieri polverosi di un genere, solcando la sua età dell'oro, i suoi meccanismi e le sue consuetudini, per giungere a quando il sole è tristemente tramontato, senza nemmeno il conforto di un caldo falò tra vecchi compagni d'avventure e sparatorie.
PROIEZIONE: "Zachariah" di George Englund, 1971, The First and Only Electric Western, il luogo in cui si incontrano la deriva del genere, la parodia e le ombre labili della Controcultura, la Main Street del kitsch dove si confrontano mesti cowboy e spiazzanti rock star desertiche.

2° INCONTRO con MAURO GERVASINI (domenica 2 dicembre 2007)
La paura mangia l’anima. New Horror americano.
Sul finire degli anni 60, grazie a un film indipendente e seminale come La notte dei morti viventi di George A. Romero, un nuovo modo di concepire l’horror si diffonde tra i cineasti americani. Il genere, che con i mostri della Universal era rimasto legato a canoni letterari ottocenteschi, e a una iconografia fortemente ispirata al gotico europeo, si affranca definitivamente e si rinnova. Comincia a parlare di valori e istituzioni americane, facendoli a pezzi. La famiglia (Le colline hanno gli occhi, Non aprite quella porta), il puritanesimo religioso (Halloween), il consumismo (Zombi), il darwinismo sociale (Society – The Horror), il sogno americano (Nightmare on Elm Street). Cambia la natura stessa della minaccia e della paura; un tempo esterna, ora interna: è l’epopea della nuova carne di David Cronenberg. Attraverso sequenze dei film citati, e di altri, si traccerà un profilo del genere cinematografico che a livello simbolico ha maggiormente influenzato l’immaginario di quegli anni. Con una parentesi letteraria dedicata a Stephen King.
PROIEZIONE: "Behind the Mask: The Rise of Leslie Vernon" di Scott Glosserman, 2006 Versione originale inglese senza sottotitoli.
Una riflessione matura, a tratti ironica ma sconvolgente, sull'horror e la sua variabile "slasher". Un tentativo riuscito di superare la crisi del racconto e la scomparsa delle sue figure archetipiche (i Jason, i Michael Myers, i Freddy...). Inedito in Italia.

3° INCONTRO con ROY MENARINI (domenica 13 gennaio 2008)
Il cinema artificiale: odissea nella fantascienza cinematografica.
Verso l'ignoto e anche oltre. Ma dove si trova l'ignoto? Lontano, nei mondi alieni; dentro di noi, nel corpo umano che cambia e diventa macchina; o nella società, che prepara futuri apocalittici? La fantascienza pone domande, offre risposte non rassicuranti, scuote il nostro presente, ci mette sotto processo per quel che rischiamo. Il viaggio dentro il genere ci dimostra come ogni epoca possieda la "sua" fantascienza, e che ogni fantascienza segna la "sua" epoca. Un'odissea appunto, tra forme di vita extraterrestri e mondi virtuali senza gravità.
PROIEZIONE: "Liquid Sky" di Slava Tsukerman, 1982.
In Francia l'orgasmo viene definito "piccola morte". La punk-aliena del film prende alla lettera la metafora e sbriciola gli atomi dei partner attraverso il culmine erotico. Fantascienza punk proveniente dalla no wave newyorkese. Opera unica di Slava Tsukerman, figura culto dell'underground estremo.

4° INCONTRO con GRAZIA PAGANELLI (domenica 3 febbraio 2008)
Dieci, cento, mille modi della commedia
Come ha fatto la commedia a diventare il più duttile e inquieto dei generi cinematografici? Eppure le sue origini non lasciavano neppure pensare a tanta ricchezza di possibilità e di invenzione. Confinata, negli anni Dieci, a spettacolo finale in chiusura delle proiezioni “vere e proprie”, la comica ha conquistato i gusti degli spettatori e si è trasformata in commedia, prima un po’ trasandata poi sempre più vicina ai codici eleganti e stilizzati della classicità hollywoodiana. Ma il suo carattere originario le ha permesso mille contaminazioni, fino ad assumere volti e forme sempre differenti, insinuandosi nei film d’autore oppure travolgendo le cinematografie. Basta spingersi un po’ oltre i confini geografici di America ed Europa per accorgersi del fermento che ruota attorno a questo genere.
PROIEZIONE: "Quei cari parenti" ("Danger – Love at Work") di Otto Preminger, 1937.
Un giovane avvocato si reca presso la stravagante famiglia Pemberton per far loro firmare un contratto di compravendita. Questi, però, ne combinano di tutti i colori mettendo a dura prova la resistenza del povero avvocato che, quando ha portato a termine il suo compito professionale, si va ad innamorare della bella Toni. Il secondo film diretto da Otto Preminger per gli Studios hollywoodiani ci offre un esempio molto concreto del metodo di lavoro del regista austriaco che avrebbe diretto degli autentici capolavori quali La signora in ermellino, Vertigine, L’uomo dal braccio d’oro.

5° INCONTRO con ALBERTO PEZZOTTA (domenica 11 febbraio 2008)
Il cinema italiano di genere.
Non c'è bisogno di Tarantino per riscoprire la serie B italiana. E non c'è bisogno neanche di etichette come trash o stracult. Negli anni ‘60 e ‘70, il cinema di genere italiano è stato un laboratorio straordinario di sperimentazione, dove si rielaboravano e divulgavano (e in qualche caso si anticipavano) le suggestioni dei grandi autori; ed ha creato un osservatorio di costume, in grado di rispecchiare le evoluzioni della società e dell'immaginario. Horror, thriller, western, commedia erotica sono alcuni dei filoni che verranno esaminati, analizzandone le radici e il percorso. Si rifletterà anche sulla mutata ricezione critica nel corso degli anni, fino alla moda recente. E si cercherà di rispondere, alla fine, alla domanda: perché il cinema italiano di genere è morto e non è mai potuto rinascere?
PROIEZIONE: "L'occhio selvaggio" di Paolo Cavara, 1967
Cosa succede quando un regista denuncia il cinismo con cui si giravano i documentari alla Mondo cane? L'anello mancante tra "L''occhio che uccide" e "Cannibal Holocaust", un'insuperata riflessione su come il cinema vampirizza la realtà.

6° INCONTRO TAVOLA ROTONDA (domenica 24 febbraio 2008)
Il contaminato e il sopravvissuto.
Dopo la crisi della narrazione, la ridiscussione delle strutture, la riflessione sullo statuto delle immagini, ha ancora senso parlare e classificare il cinema contemporaneo secondo dinamiche di genere? Dove e come, seppur modificato, sopravvive il concetto e in quale spazio-tempo si è arenato irrimediabilmente il suo fascino, esercitato per decenni? la contaminazione è puro sforzo di svecchiare forme ormai consunte del racconto o tentativo di superamento di una decadenza che va oltre le caratteristiche specifiche di una determinata e riconoscibile narrazione? E ancora, è possibile uno sviluppo parallelo che non faccia alcun riferimento a tassonomie del passato? Di questo e di altro discuteranno in una tavola rotonda tutti i relatori degli incontri precedenti e molti altri ospiti d’eccezione.


The Next GENEREtion
viaggi, ricognizioni, ricorrenze e destinazioni del cinema di genere
6 incontri 6 domeniche
25 novembre | 2 dicembre | 13 gennaio | 3 febbraio | 11 febbraio | 24 febbraio
orario 15.30 – 19.30 | 20.30 proiezione

A cura di
MACCHINA DEI SOGNI - corsi cinema & scrittura
segreteria:02 8357215
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www.macchinadeisogni.org

 

(Novembre 2007)

 

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