THE
NEXT GENERATION: INCONTRI SUI GENERI CINEMATOGRAFICI
Horror,
commedia, western, melo: quale sarà il futuro dei generi
cinematografici?
Sei appuntamenti per leggere immagini, sequenze e storie attraverso
la lente di alcuni tra i più importanti generi cinematografici.
Western, fantascienza, horror, commedia e cinema di genere italiano
in qualità di pretesto per addentrarsi nei meandri dei meccanismi,
delle consuetudini e delle dinamiche narrative che hanno declinato
lungo differenti percorsi la storia del cinema. Tragitti diversi,
compiuti da professionisti del settore per analizzare strutture
e racconti, rappresentazione e disposizioni, ricorrenze e varianti,
e ottenuti indagando sul passato, riflettendo sul presente e prefigurando
gli eventuali sviluppi futuri.
The
Next GENEREtion è un ciclo di 6 incontri domenicali
condotti da alcuni tra i maggiori rappresentanti della critica cinematografica.
Sei docenti d’eccezione saranno chiamati a introdurci nel
pieno del dibattito sul cinema attraverso il tema più scottante
degli ultimi anni: i generi cinematografici, che ad oggi hanno scandito
la storia del cinema, sopravvivranno?
Ogni relatore terrà una conferenza-dibattito sul genere di
cui è maestro, seguita dalla proiezione di un film mai distribuito
nelle sale. Roy Menarini ci accompagnerà negli spazi profondi
della fantascienza, Mauro Gervasini nelle viscere dell’horror,
Giampiero Frasca nelle aride praterie del western, Grazia Paganelli
fra le gag della commedia e Alberto Pezzotta nel laboratorio sperimentale
che fu il cinema di genere italiano.
Nell’ultimo incontro si ritroveranno tutti i relatori, insieme
ad altri invitati illustri che animeranno il dibattito, per delineare
il destino dei generi del cinema attraverso lo scambio di opinioni
e con l’apporto vivo del pubblico.
Appassionati, esperti, cultori, ossessionati, amanti del cinema
sono invitati a portare la loro visione e avranno la possibilità
di confrontarla con quella di studiosi e professionisti.
1°
INCONTRO con GIAMPIERO FRASCA
(domenica 25 novembre 2007)
The Big Trail is Broken, now.
Nascita del genere, creazione dell'epopea, plasmazione dell'immaginario,
veicolazione sociale del mito: come il western ha creato la sua
leggenda e contribuito a generare i modelli di riferimento della
società americana attraverso la ripetizione dei suoi codici
linguistici, la cristallizzazione delle sue figure caratteristiche
e la liturgia di una narrazione ancorata a valori ideologicamente
condivisi. Un viaggio lungo i grandi sentieri polverosi di un genere,
solcando la sua età dell'oro, i suoi meccanismi e le sue
consuetudini, per giungere a quando il sole è tristemente
tramontato, senza nemmeno il conforto di un caldo falò tra
vecchi compagni d'avventure e sparatorie.
PROIEZIONE: "Zachariah"
di George Englund, 1971, The First and Only Electric Western,
il luogo in cui si incontrano la deriva del genere, la parodia e
le ombre labili della Controcultura, la Main Street del kitsch dove
si confrontano mesti cowboy e spiazzanti rock star desertiche.
2°
INCONTRO con MAURO GERVASINI
(domenica 2 dicembre 2007)
La paura mangia l’anima. New Horror americano.
Sul finire degli anni 60, grazie a un film indipendente e seminale
come La notte dei morti viventi di George A. Romero, un nuovo modo
di concepire l’horror si diffonde tra i cineasti americani.
Il genere, che con i mostri della Universal era rimasto legato a
canoni letterari ottocenteschi, e a una iconografia fortemente ispirata
al gotico europeo, si affranca definitivamente e si rinnova. Comincia
a parlare di valori e istituzioni americane, facendoli a pezzi.
La famiglia (Le colline hanno gli occhi, Non aprite quella porta),
il puritanesimo religioso (Halloween), il consumismo (Zombi), il
darwinismo sociale (Society – The Horror), il sogno americano
(Nightmare on Elm Street). Cambia la natura stessa della minaccia
e della paura; un tempo esterna, ora interna: è l’epopea
della nuova carne di David Cronenberg. Attraverso sequenze dei film
citati, e di altri, si traccerà un profilo del genere cinematografico
che a livello simbolico ha maggiormente influenzato l’immaginario
di quegli anni. Con una parentesi letteraria dedicata a Stephen
King.
PROIEZIONE:
"Behind the Mask: The Rise of Leslie Vernon" di Scott
Glosserman, 2006 Versione originale inglese senza sottotitoli.
Una riflessione matura, a tratti ironica ma sconvolgente, sull'horror
e la sua variabile "slasher". Un tentativo riuscito di
superare la crisi del racconto e la scomparsa delle sue figure archetipiche
(i Jason, i Michael Myers, i Freddy...). Inedito in Italia.
3°
INCONTRO con ROY MENARINI (domenica 13 gennaio 2008)
Il cinema artificiale: odissea nella fantascienza cinematografica.
Verso l'ignoto e anche oltre. Ma dove si trova l'ignoto? Lontano,
nei mondi alieni; dentro di noi, nel corpo umano che cambia e diventa
macchina; o nella società, che prepara futuri apocalittici?
La fantascienza pone domande, offre risposte non rassicuranti, scuote
il nostro presente, ci mette sotto processo per quel che rischiamo.
Il viaggio dentro il genere ci dimostra come ogni epoca possieda
la "sua" fantascienza, e che ogni fantascienza segna la
"sua" epoca. Un'odissea appunto, tra forme di vita extraterrestri
e mondi virtuali senza gravità.
PROIEZIONE:
"Liquid Sky" di Slava Tsukerman, 1982.
In Francia l'orgasmo viene definito "piccola morte". La
punk-aliena del film prende alla lettera la metafora e sbriciola
gli atomi dei partner attraverso il culmine erotico. Fantascienza
punk proveniente dalla no wave newyorkese. Opera unica di Slava
Tsukerman, figura culto dell'underground estremo.
4°
INCONTRO con GRAZIA PAGANELLI
(domenica 3 febbraio 2008)
Dieci, cento, mille modi della commedia
Come ha fatto la commedia a diventare il più duttile e inquieto
dei generi cinematografici? Eppure le sue origini non lasciavano
neppure pensare a tanta ricchezza di possibilità e di invenzione.
Confinata, negli anni Dieci, a spettacolo finale in chiusura delle
proiezioni “vere e proprie”, la comica ha conquistato
i gusti degli spettatori e si è trasformata in commedia,
prima un po’ trasandata poi sempre più vicina ai codici
eleganti e stilizzati della classicità hollywoodiana. Ma
il suo carattere originario le ha permesso mille contaminazioni,
fino ad assumere volti e forme sempre differenti, insinuandosi nei
film d’autore oppure travolgendo le cinematografie. Basta
spingersi un po’ oltre i confini geografici di America ed
Europa per accorgersi del fermento che ruota attorno a questo genere.
PROIEZIONE:
"Quei cari parenti" ("Danger – Love at
Work") di Otto Preminger, 1937.
Un giovane avvocato si reca presso la stravagante famiglia Pemberton
per far loro firmare un contratto di compravendita. Questi, però,
ne combinano di tutti i colori mettendo a dura prova la resistenza
del povero avvocato che, quando ha portato a termine il suo compito
professionale, si va ad innamorare della bella Toni. Il secondo
film diretto da Otto Preminger per gli Studios hollywoodiani ci
offre un esempio molto concreto del metodo di lavoro del regista
austriaco che avrebbe diretto degli autentici capolavori quali La
signora in ermellino, Vertigine, L’uomo dal braccio d’oro.
5°
INCONTRO con ALBERTO PEZZOTTA (domenica 11 febbraio
2008)
Il cinema italiano di genere.
Non c'è bisogno di Tarantino per riscoprire la serie B italiana.
E non c'è bisogno neanche di etichette come trash o stracult.
Negli anni ‘60 e ‘70, il cinema di genere italiano è
stato un laboratorio straordinario di sperimentazione, dove si rielaboravano
e divulgavano (e in qualche caso si anticipavano) le suggestioni
dei grandi autori; ed ha creato un osservatorio di costume, in grado
di rispecchiare le evoluzioni della società e dell'immaginario.
Horror, thriller, western, commedia erotica sono alcuni dei filoni
che verranno esaminati, analizzandone le radici e il percorso. Si
rifletterà anche sulla mutata ricezione critica nel corso
degli anni, fino alla moda recente. E si cercherà di rispondere,
alla fine, alla domanda: perché il cinema italiano di genere
è morto e non è mai potuto rinascere?
PROIEZIONE:
"L'occhio selvaggio" di Paolo Cavara, 1967
Cosa succede quando un regista denuncia il cinismo con cui si giravano
i documentari alla Mondo cane? L'anello mancante tra "L''occhio
che uccide" e "Cannibal Holocaust", un'insuperata
riflessione su come il cinema vampirizza la realtà.
6°
INCONTRO TAVOLA ROTONDA
(domenica 24 febbraio 2008)
Il contaminato e il sopravvissuto.
Dopo la crisi della narrazione, la ridiscussione delle strutture,
la riflessione sullo statuto delle immagini, ha ancora senso parlare
e classificare il cinema contemporaneo secondo dinamiche di genere?
Dove e come, seppur modificato, sopravvive il concetto e in quale
spazio-tempo si è arenato irrimediabilmente il suo fascino,
esercitato per decenni? la contaminazione è puro sforzo di
svecchiare forme ormai consunte del racconto o tentativo di superamento
di una decadenza che va oltre le caratteristiche specifiche di una
determinata e riconoscibile narrazione? E ancora, è possibile
uno sviluppo parallelo che non faccia alcun riferimento a tassonomie
del passato? Di questo e di altro discuteranno in una tavola rotonda
tutti i relatori degli incontri precedenti e molti altri ospiti
d’eccezione.
The Next GENEREtion
viaggi, ricognizioni, ricorrenze e destinazioni del cinema di genere
6 incontri 6 domeniche
25 novembre | 2 dicembre | 13 gennaio | 3 febbraio | 11 febbraio
| 24 febbraio
orario 15.30 – 19.30 | 20.30 proiezione
A
cura di
MACCHINA DEI SOGNI - corsi cinema & scrittura
segreteria:02 8357215
info@macchinadeisogni.org
www.macchinadeisogni.org
(Novembre
2007)
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