Dopo il fenomenale
successo di critica e di pubblico del primo episodio, torna ancora
l’Uomo Ragno in un sequel dal budget stellare di 210 milioni
di dollari, denso di colpi di scena ed effetti speciali, in cui
il nostro arrampicamuri dovrà affrontare non solo la minaccia
del letale Dottor Octopus, ma anche il suo futuro come supereroe
e, cosa più importante, il suo rapporto con la bella Mary
Jane.
“Spiderman 2” è stato girato in un arco di
6 mesi di riprese (dall’Aprile al Novembre del 2003) a New
York e Los Angeles.
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Squadra
che vince...
…non si cambia. E difatti la Sony/Columbia Pictures ha confermato
regista e gran parte del cast di “Spider-Man”, anche
se prima dell’inizio delle riprese, partite a New York il
12 Aprile 2003 (con un anticipo di riprese supplementari nel novembre
2002 a Chicago) qualche incertezza si era creata attorno alla
figura del protagonista Tobey Maguire, reduce dalla lavorazione
di “Seabiscuit” e sofferente di alcuni dolori alla
schiena che avevano messo in allarme il regista Sam Raimi e la
produzione della pellicola, un problema poi rientrato e Tobey,
forte anche di un cachet triplicato rispetto al primo film (ben
17 milioni di dollari), è tornato nei panni dell’Uomo
Ragno recuperando a tempo di record anche i tanti chili persi
per interpretare il fantino mingherlino Red Pollard in “Seabiscuit”.
“Ho avuto solo sei settimane” - dice Tobey, che è
dovuto passare dalle misere 137 libbre a 155 – “Ho
cominciato al termine di “Seabiscuit” con molto allenamento
e un cambio della dieta, andando in palestra per 4 ore al giorno.
Sono stati necessari davvero molto lavoro e concentrazione mentale.“
Questo cambio di dieta è consistito in cibi ad alto contenuto
proteico, consistenti di molte noccioline e fagioli”.
Oltre alla preparazione, Maguire non può fare a meno di
sottolineare la continuità ma anche la diversità
che contraddistingue questo film rispetto al primo episodio: “Apprezzo
davvero molto questo film” ha dichiarato l’attore,
il quale ha aggiunto che l’azione sarà 10 volte superiore
del precedente. “Credo sia decisamente migliore. Ho voglia
di rivederlo, come semplice fan.”
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E
Tobey afferma di essere cresciuto nell’ultimo periodo come
un grande appassionato dei super-eroi, e fa il paragone nel mitico
scontro tra Spidey e il titano protagonista del blockbuster della
scorsa stagione “Hulk”.
“Spider-Man è un super-eroe pensante ed usa spesso
il suo intelletto anche quando è coinvolto in scontri fisici,
per sconfiggere un nemico” spiega. “Mi piace Hulk, ma
l’Uomo Ragno vincerebbe in uno scontro…ed è sicuramente
più cool, in generale”.
Assieme a Maguire è ovviamente tornata la bella e brava Kirsten
Dunst, che grazie al successo ottenuto con “Spider-Man”,
ha vissuto negli ultimi due anni un periodo veramente d’oro
che l’ha lanciata come una delle giovani attrici più
promettenti di Hollywood e che l’ha vista sempre più
abbandonare il genere teen-comedy per costruire, riuscendoci, una
nuova figura di interprete che nell’ultimo periodo affiancato
grandi attori e attrici come Billy Bob Thornton, Jim Carrey e Julia
Roberts. Kirsten torna di nuovo quindi nei panni della bella Mary
Jane, un personaggio fortemente maturato che ovviamente dovrà
affrontare il difficile rapporto con il buon Peter il quale, stando
a quanto dice Kirsten, appare come una sorta di relazione invisibile.
“Anche se hanno una storia in comune, non vivono effettivamente
nessuna relazione” - dichiara Kirsten parlando del rapporto
del suo personaggio con quello di Tobey - “In un certo senso
lui cerca costantemente di evitarla, e non ha le capacità
di socializzazione per spiegarsi e condividere i suoi sentimenti,
perché è troppo preoccupato per quello che fa”.
Il rapporto tra i due personaggi è il fulcro narrativo della
pellicola anche per il regista Sam Raimi: “Ho pensato a cosa
avesse richiamato il pubblico nel primo film, e non penso che volessero
un sequel più grande, spettacolare e con più azione,
penso che abbiano amato i personaggi di Peter e Mary Jane, e perciò
ho pensato che il modo migliore fosse approfondire l’aspetto
drammatico e scavare nel rapporto e nei conflitti tra i due personaggi.
Quali nuovi ostacoli potevamo presentare loro? Come potevamo intensificare
i loro problemi e le loro preoccupazioni?”
Una risposta a questa domanda è certamente che l’ennesima
preoccupazione per il giovane Parker (il quale cerca non facilmente
di conciliare lavoro, università, amici, famiglia, amore
e catturare i criminali) sarà una minaccia tentacolare. |
Tra
le braccia di Octopus!!!
Ovviamente però l’attenzione dei fan era tutta incentrata
su chi sarebbe stato, dopo il folle Goblin interpretato dal bravissimo
Willem Dafoe, il nuovo avversario dell’Uomo Ragno e, soprattutto,
chi avrebbe prestato il proprio volto al villain di turno.
Così, dopo che la Sony aveva indicato nel Dottor Octopus
il supercriminale del sequel, si è susseguita una ridda
di voci che per mesi ha visto sfilare nomi come quelli di Robert
De Niro, Vincent D’Onofrio e Sam Neill, e alla fine gli
occhi di Raimi e dei produttori Avi Arad e Laura
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Ziskin (anticipata un mese prima dal puntuale sito AICN) sono caduti
sull’attore Alfred Molina, star di film come “Mai senza
mia figlia” e “Frida”, una scelta che Raimi riassume
in poche parole che non lasciano dubbi: “Alfred Molina era
ideale per la parte del Dottor Octopus perché è un
grande attore. Ha molta umanità, è una persona autentica
con un gran cuore, è pieno di colore.E’ questo il tipo
di persona che volevo interagisse con Tobey Maguire in scena. |
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Quando
questa persona cambia ha un significato particolare per Tobey e
per Peter Parker e quindi anche per il pubblico, perché ha
questo gran cuore. Oltre ad avere la stazza giusta”, fa poi
simpaticamente notare il cineasta.
E infatti anche Molina ha dovuto sottoporsi a una serie di esercizi,
ma al contrario di Maguire, per perdere i chili acquistati per interpretare
la parte di Diego Rivera in “Frida”, prima con un ora
di cardio-fitness, poi con un'altra ora di sollevamento pesi al
giorno, cosa questa che l’ha portato ad avere la giusta condizione
per entrare letteralmente nella |
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parte
del Dottor Octopus. Ma ovviamente a Molina non è servita
solo la preparazione fisica per immedesimarsi nel personaggio, l’attore,
che ha confessato di essere stato un lettore di Spider-Man da ragazzo,
si è dovuto rituffare tra i comics per carpire ogni possibile
informazione che lo aiutasse a trasportare su celluloide lo spirito
del supercriminale: “Mi sono riletto alcuni numeri degli anni
’60, sono dovuto tornare indietro nel tempo per rivivere le
sensazioni che ho provato quando Doc Ock è comparso per la
prima volta e per ricordarmi tutti i suoi poteri e i suoi trucchi.
E’ stato molto utile vedere l’evoluzione grafica del
personaggio nel corso degli anni, come è cambiato il suo
aspetto o quello dei |
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tentacoli.Col
tempo il suo aspetto è cambiato completamente. All’inizio
era grasso e di mezza età e poi il suo fisico è diventato
sempre più definito. Per me è stato molto interessante
riscoprire queste cose.” Tutto questo gli è anche servito
per affezionarsi ai suoi tentacoli, sul set infatti la troupe e
Molina hanno battezzato con dei veri e propri nomi le letali braccia
di Octopus, oramai conosciute da tutti come Mo, Flo, Harry e Larry.
Ma come hanno reagito i fan? Sempre molto attenti, gli appassionati
hanno accolto positivamente la scelta di Molina e, fin dalle prime
immagini circolate un anno fa alla Comic-Con di San Diego |
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per poi
arrivare alle recenti
sequenze apparse nei trailer, hanno avuto la netta sensazione che
Molina abbia riportato sul grande schermo non solo la figura di
Doc Octopus, ma anche i suoi movimenti, il suo carattere, la sua
potenza, quella stessa potenza che nei fumetti ne fa uno degli avversari
più pericolosi di Spidey, oltre ad avere nel film un rapporto
molto stretto con il giovane Parker. Quello del Dottor Octopus è
un personaggio strettamente legato alla figura di Peter: nel film
Otto Octavius è uno scienziato che lavora giorno dopo giorno
per un solo fine, quello di migliorare il nostro mondo, una figura
inizialmente positiva quindi che nella pellicola ha una grande influenza
sul giovane Parker, questi infatti lo ammira e dopo averlo conosciuto
grazie all’amico Harry, ora membro del consiglio di amministrazione
della Oscorp e primo |
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finanziatore
degli esperimenti di Octavius, ne diviene una sorta di figlio, con
cui poter condividere la passione per la scienza. Un rapporto questo
che però verrà presto bruscamente interrotto da un
terribile incidente che ne cambia fisico e personalità e
soprattutto che lo porta a vedere in Spider-Man, ultima figura che
la sua mente ricorda prima di essere trasportato all’ospedale,
il responsabile della sua attuale condizione.
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Il
retaggio degli Osborn
Se il Dottor Octopus interpretato da Molina è la nemesi ufficiale
dell’arrampicamuri, non bisogna scordare le potenzialità
da cattivo che nasconde il personaggio di Harry Osborn, che già
nel finale di “Spider-Man” lasciava intravedere, tramite
le sue vendicative parole nei confronti dell’Uomo Ragno, un
evoluzione che nel sequel si scatena presentandoci un Harry Osborn
ossessionato e disturbato, come dichiara lo stesso James Franco,
tornato a interpretarne il ruolo: “Il primo film gettava delle
premesse meravigliose” - ha dichiarato Franco - “L’intera
vita di Harry rotea intorno al bisogno di approvazione da parte
del padre e prima che riesca a conseguirla, il padre gli viene strappato
via. Dopo di questo, diventa una specie, come dire, di uomo a metà.
La sua mente è scossa. Anche se avrà successo nella
vita, non otterrà mai completa soddisfazione perché
suo padre non sarà mai lì con lui, così diventa
un uomo disturbato. Adesso ha due strade da percorrere: cercare
di compiacere il fantasma di suo padre avendo successo nel mondo
degli affari o cose del genere, o cercare di vendicare la sua morte.
Credo che sceglierà un percorso che lo porterà verso
posti oscuri”.
Un personaggio quello di Harry Osborn, che in “Spider-Man
2”, rimane fortemente legato alla figura del padre, anche
se deceduto: infatti, il fantasma di Norman Osborn, sembra circondare
la vita del giovane Harry facendone, ancora più che nel primo
film, un personaggio tormentato e problematico e la partecipazione
straordinaria dell’attore Willem Dafoe, che secondo alcune
indiscrezioni è tornato nel ruolo di Norman per un cameo
in stile flashback, riportano anche sullo schermo il “Retaggio
degli Osborn”, quella maledizione fisica e mentale che ha
coinvolto sulle pagine dei fumetti la famiglia Osborn e che su pellicola
assume sembianze di una vera e propria trasformazione dell’animo
del giovane Harry, sempre più intriso di odio e vendetta
nei confronti dell’Uomo Ragno, e che lo porta a stringere
alleanze mortali e pericolose pur di raggiungere quello che è
diventato ormai il vero scopo della sua esistenza: annientare Spider-Man.
Uno scopo, un ossessione questa, che assume un doppio significato:
distruggere Spiderman infatti vuol dire allo stesso tempo dissolvere
l’amicizia con Peter Parker, un amico di cui Harry ignora
la doppia vita:una doppia vita che se scoperta, porterebbe a risultati
davvero catastrofici che Raimi, dal punto di vista psicologico,
ha calcolato alla perfezione, lasciando quasi certamente in questi
elementi la traccia narrativa per il prossimo appuntamento nel già
fissato “Spider-Man 3”.
Ma per scoprirlo e confermare così le nostre aspettative
e i nostri sospetti, non ci resta che aspettare il maggio del 2007,
quando le nostre domande troveranno finalmente risposta. |
Spider-Man
no More!
Fin dall’inizio, fin da quell’Agosto del 1962 in cui
uno studentello mite e imbranato del Queens venne punto da un ragno
radioattivo, le storie dell’Uomo Ragno hanno donato ai suoi
lettori gioie, lacrime, sogni e un infinità di emozioni ancora
oggi presenti nei suoi albi, storie che non hanno mai smesso di
entusiasmare e di coinvolgere il suo nutrito pubblico di appassionati.
Con questo articolo, analizziamo una delle storie più belle
dell’Uomo Ragno, da cui Sam Raimi, grande appassionato di
Spidey fin da ragazzino, ha preso spunto per tracciare parte della
storia che vedremo nel sequel.
Siamo
nel 1967, dopo 5 anni Amazing giunge al cinquantesimo numero, un
albo importante che già dal titolo, “Spider-Man no
more!”, si rivela come uno dei più memorabili e significativi
della gestione Lee/Romita, oltre che dell’intera storia del
personaggio. “Amazing Spider-Man 50” è infatti
la summa di tutte le nevrosi, l’albo dei dubbi, delle lacerazioni,
del peso della responsabilità che circondano il protagonista,
in questa storia infatti Peter Parker vive una delle situazioni
più drammatiche e allo stesso tempi amletiche della sua vita.
Fin da subito, fin dalle prime pagine, Lee e Romita mettono subito
il dito nella piaga ponendo Peter e il suo alter ego in calzamaglia
davanti a una serie di eventi che ne mettono ancora di più
in crisi l’equilibrio psicologico: tediato dai problemi, afflitto
dalle preoccupazioni per la salute di Zia May, richiamato amichevolmente
dal Professor Warren per i voti che sensibilmente si abbassano,
costretto a rifiutare un invito della bellissima Gwen Stacy, il
giovane Parker si trova schiacciato non solo dalla realtà
di una vita sociale ormai inesistente, ma soprattutto dall’odio
scatenato da Jameson nei suoi confronti, e che assume per Peter
le forme di una delle sequenze ormai rimaste nella memoria di ogni
appassionato, e che Sam Raimi (a conferma del suo grande amore per
questo personaggio) ha ripreso in “Spider-Man 2”, la
visione di una tavola in cui un ragazzo, solo in un vicolo e sotto
la pioggia, volta le spalle a se stesso, rinunciando a un costume,
e al suo significato, al simbolo che esso incarna. “Quando
sono diventato… l’Uomo Ragno, ero solo un ragazzino
scriteriato.. ma gli anni passano.. e cambiano la nostra esistenza.
E ogni ragazzo…prima o poi… deve riporre i suoi giocattoli…e
diventare…un uomo!”.
In quella splendida tavola di John Romita Sr. è palpabile
ancora oggi la sofferenza che vive l’anima di Peter Parker,
il suo tormento, un angoscia che si respira in ogni parola pronunciata
dal personaggio prima di compiere quel gesto così terribile
e allo stesso tempo così importante, importante perché
sarà quello stesso gesto a convincerlo ancor di più
della giustezza del suo essere l’Uomo Ragno.
Pochi
giorni più tardi infatti, Peter è testimone di un
aggressione a un guardiano di un magazzino da parte di alcuni malviventi,
intervenuto per fermarli intravede nel custode il volto del passato,
il volto di suo Zio Ben, il volto della persona che morì
per un suo sbaglio, per il suo egoismo, perché non aveva
voluto fare il suo dovere, perché non aveva voluto accettare
le sue responsabilità. In quello stesso istante, in Peter
Parker viene la conferma che per quanto il peso della responsabilità,
il peso dei suoi poteri sia insopportabile, per quanto il sacrificio
possa essere grande, il destino, il potere e una promessa lo hanno
unito per sempre a quel costume, una promessa che sta alle radici
dell’origine del personaggio, e cioè sacrificarsi per
gli altri, in nome di grandi responsabilità.
In quella storia, che ancora oggi in ogni pagina affascina e commuove,
sono presenti tutti gli elementi che hanno fortemente plasmato il
carattere di questo personaggio: il coraggio e la determinazione
ad andare avanti, nonostante tutto.
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Un
commento da parte di Tobey Maguire
Il giovane attore ha espresso molta soddisfazione per il lavoro
svolto su Peter Parker/Spiderman: “In questo film ero molto
più a mio agio e mi sono divertito anche di più nell’interpretare
Peter. Il mio personaggio in questo film si evolve, cresce e diventa
meno imbranato e più sicuro di sé. Vuole cercare sé
stesso, arrivando quasi a decidere di abbandonare l’identità
di supereroe ma dovrà cambiare idea accettando il carico
di potere e responsabilità che il destino gli ha affidato.” |
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Il
merchandising
Ovviamente un film come “Spider-Man 2” non poteva
non uscire senza una valanga di promozioni speciali, ed ecco infatti,
in maniera ben maggiore del 2002, una miriade di action figures
della Toy Biz, pupazzetti fabbricati dalla Lego che si riferiscono
ad alcune sequenze della pellicola, per non dimenticare poi la
riedizione in Dvd del primo film in versione “Superbit”
e “Deluxe”, quest’ultima contenente uno sguardo
esclusivo in anteprima al sequel, il promo del videogioco ispirato
a “Spider-Man 2” e un gioco per pc sempre legato a
“Spider-Man 2”.
Dal punto di vista musicale è da non perdere il cd contenente
la soundtrack del film contenente brani inediti dei Train, Maroon
5, Dashboard Confessional e molti altri. Inoltre, la cantante
dei Cranberries Dolores O'Riordan ha registrato un singolo che
farà parte della soundtrack della pellicola, il cui titolo
sarà "Black Widow".
Sul fonte fumettistico la Marvel Italia si fa sentire anche quest’anno,
con “Spider-Man 2: la rivista ufficiale”con i segreti
della pellicola, il dietro le quinte della lavorazione, interviste
e immagini dal film più atteso dell’anno, assieme
all’adattamento a fumetti del film scritto da Roberto Aguirre-
Sacasa, disegnata da Staz Johnson, Pat Olliffe e Ron Lim.
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Il
regista: Sam Raimi
Nato il 23 Ottobre 1959 a Detroti (Michigan), Sam Raimi si appassiona
all’arte cinematografica fin da bambino prendendo parte
ad alcune produzioni con il padre alla regia. A 18 anni gira i
suoi primi cortometraggi, fino a che, finita l’Università,
fonda una sua casa di produzione e gira nel 1982 il suo primo
film per il grande schermo, “La Casa”, che diviene
un successo inaspettato e in cui Raimi stesso compare, all’inizio
del film, nel ruolo di un passante assieme al produttore della
pellicola, Robert Tapert.
In seguito, assieme alla collaborazione alla sceneggiatura dei
fratelli Joel ed Etahn Coen, realizza nel 1985 “I due criminali
più pazzi del mondo”, una pellicola grottesca che
incrocia commedia e horror, dopodiché scrive la sceneggiatura
di “Mister Hula Hoop” e nel 1987, con i soldi e i
mezzi di De Laurentiis, gira “La Casa 2“, un seguito
che è più un remake e che ne conferma ancora di
più il talento visivo, che continua in “Darkman”
nel 1990 e ne “L’armata delle tenebre”. Artista
dell’horror, Raimi finisce anche per toccare il genere western
con “Pronti a morire” del 1995, ma la vera pellicola
rivelatrice arriva nel 1998 con “Soldi sporchi”, bellissimo
e toccante noir con Bill Paxton e Billy Bob Thornton. Meno convincente
è invece il suo ingresso nel cinema romantico con “Gioco
d’amore” (2000) che fino ad oggi risulta come il suo
primo e vero flop al botteghino da cui si riprende con “The
Gift”, in cui torna alle tinte horror supportato da un ottimo
cast con in testa una convincente Cate Blanchett. Nel 2000 dirige
“Spider-Man”, grande successo di critica e di pubblico
che lo lancia definitivamente come uno dei registi più
apprezzati e appassionati di Hollywood.
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I
protagonisti di "Spiderman"
Tobey
Maguire
Nato a Santa Monica (California) il 27 Giugno 1975, da Vincent e
Wendy Maguire, un cuoco e una segretaria che poco dopo la sua nascita
si separano, Tobias Vincent Maguire, dopo una serie di comparsate
in telefilm e spot commerciali, approda sul grande schermo nel 1993
con un ruolo secondario nel film “Voglia di ricominciare”
di Michael Caton-Jones, poi un altro ruolo in “S.F.W.”
(1994) che coincide con una profonda crisi esistenziale dell’attore
che esplode sul set di “Empire Records”, dove la sua
parte viene tagliata al montaggio. Maguire sparisce nel nulla, per
poi riapparire in “Tempesta di ghiaccio” (1997) di Ang
Lee, dove ottiene il suo primo vero ruolo importante che lo fa notare
al grande pubblico e alla critica.
Il successo di “Tempesta di ghiaccio” lancia Maguire
come divo emergente della nuova generazione di talenti recitativi
formatasi negli ultimi 4 anni a Hollywood, e la sua parte da protagonista
nel bellissimo e poetico “Pleasantville” (1998) di Gary
Ross sottolinea la sua recitazione asciutta, sottotono e soprattutto
il suo “diventare” i personaggi che interpreta. Gli
anni successivi sono per Maguire densi di lavoro, compare in “Harry
a pezzi”di Woody Allen e “Paura e delirio a Las Vegas”
di Terry
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Gilliam, ma è
soprattutto con il ruolo dell’orfano Homer Wells in “Le
regole della casa del sidro” di Lance Hallstromm con lo
fa apprezzare ancora di più dalla critica e anche se non
riceverà la nomination all’Oscar come miglior attore
il film ne ottiene 7 vincendo due delle ambite statuette.
Il 2000 è il suo anno, dopo “Wonder Boys” di
Curtis Hanson accanto a Michael Douglas e “Cavalcando col
diavolo” dove ritorna a lavorare con il regista che l’ha
lanciato Ang Lee, il 26enne attore viene scelto, tra una ridda
di candidati, per interpretare il ruolo di Peter Parker/Spider-Man
nel lungometraggio diretto da Sam Raimi e la scelta si rivela
azzeccata.
Dopo “Spider-Man”, che diventa un successo mondiale
al box office, Maguire sorprende ancora con “Seabiscuit”,
pellicola in cui interpreta in maniera eccelsa il ruolo del fantino
Red Pollard e che ottiene 8 nomination all’Oscar. Non solo
attore, Maguire ha infatti esordito come produttore con “La
25ma ora”.
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Kirsten
Dunst
Nata a Point Pleasant (New Jersey) il 30 Aprile 1982, Kirsten
Caroline Dunst è attrice dall’età di tre anni,
quando comparve per la prima volta in uno spot commerciale di
una bambola. Il suo esordio sul grande schermo avviene nel 1989,
in un ruolo non accreditato nel film “New York Stories”,
una pellicola a episodi diretta da Martin Scorsese, Francio Ford
Coppola e Woody Allen; nel 1990 invece compare in un piccolo ruolo
in “Il falò delle vanità” di Brian De
Palma ma il grande salto lo compie nel 1994 quando ottiene il
ruolo cruciale di Claudia nel gotico e bellissimo “Intervista
col vampiro” di Neil Jordan, accanto a due attori del calibro
di Tom Cruise e Brad Pitt.
Con questo ruolo la critica e il pubblico iniziano a notarla e
Kirsten ottiene infatti per la sua interpretazione di Claudia
la nomination al Golden Globe vincendo un MTV Movie Award come
attrice emergente, ma non solo, la Dunst compare tra le 50 personalità
più belle del 1995 e tutto questo a soli 13 anni. Il successo
la porta a lavorare moltissimo in produzioni che la vedono affiancare
le più grandi star di Hollywood: compare quindi in “Piccole
donne” (1994) di Gillian Armstrong accanto a Winona Ryder
e Susan Sarandon, in “Small Soldier” di Joe Dante
e nel successo di incassi “Jumanji” (1995) di Joe
Johnston accanto a Robin Williams. Negli ultimi anni è
comparsa nell’acclamata satira politica “Sesso e potere”
di Barry Levinson, presta la sua voce ad Anastasia nell’omonimo
lungometraggio animato e dopo aver ottenuto un
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successo
personale in “Bring it On”, nei panni di una cheerleader
che ha sbancato i botteghini Usa e ottenuto critiche lusinghiere,
Kirsten interpreta il suo personaggio più difficile ne “Il
giardino delle vergini suicide” di Sofia Coppola, che ottiene
un buon successo nei circuiti del cinema indipendente come il Sundance
Film Festival di Robert Redford.
E’anche grazie a questo ruolo che la Dunst ottiene quello
di Mary Jane Watson in “Spider-Man” di Sam Raimi, sbaragliando
concorrenti del calibro di Alicia Witt e Kate Hudson. Un attrice
che ha dalla sua non solo professionalità e bellezza, ma
una serie di successi di pubblico e critica che l’hanno fatta
apprezzare come uno dei talenti emergenti della nuova Hollywood.
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Alfred
Molina
Attore molto apprezzato e versatile, con al suo attivo la partecipazione
a oltre cinquanta produzioni cinematografiche, televisive e teatrali.
Ha esordito al cinema ne “I predatori dell’arca perduta”
per poi avere un importante ruolo in “Lettera a Breznev”
in cui interpreta un marinaio sovietico, ma la grande svolta avviene
nel 1987 quando interpreta il ruolo di Kenneth Halliwell, amante
di Joe Orton, in “Prick Up – L’importanza di
essere Joe” per poi apparire in altre pellicole tra le quali
“Mai senza mia figlia”,“Un incantevole Aprile”,
“Anna Karenina”, “La famiglia Perez” e
“Bolgie Nights” di Paul Thomas Anderson, film che
ha ricevuto il SAG Award come miglior interpretazione da parte
di un cast
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in un film tratto
da un opera teatrale. Ha recentemente interpretato la parte di
Diego Rivera in “Frida”, con cui ha ricevuto la nomination
come miglior attore protagonista dal BAFTA, dal Screen Actors
Guild.
Oltre al cinema Molina ha rivestito il doppio ruolo di attore
e produttore nella sitcom della CBS “Ladies Man”,
con Sharon Lawrence e Betty White. Nel 1998 ha debuttato a Broadway
nella commedia “Art”, vincitrice del Tony Award. Oltre
alla nomination al Tony Award come Migliore attore, Molina ha
anche ricevuto un Drama Desk Award per la sua interpretazione.
Ha recitato nella produzione off-Broadway di Molly Sweeney, ruolo
per cui ha ricevuto un Theatre World Award e una nomination al
Drama Desk Award come Miglior attore debuttante. Nella sua carriera
teatrale troviamo anche due ruoli in produzioni del Royal National
Theatre quali “La notte dell’iguana” e “Speed
the plow” di David Mamet, per il quale è stato candidato
all’Olivier Award come Migliore interpretazione in una commedia;
inoltre non possiamo dimenticare “Serious Money “per
il Royal Court Theatre e “The West End”. Molina ha
anche ricevuto una nomination al Premio Olivier per la sua performance
in “Oklahoma”, di scena al Palace Theatre.
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Rosemary
Harris
Nata il 19 Settembre 1930 nel Suffolk (Inghilterra), Rosemary Harris
ha esordito sul grande schermo nel 1954 in “Lord Brummell”,
accanto a Elizabeth Taylor, Stewart Granger e Peter Ustinov.
In seguito è comparsa in numerosi film come “La pulce
nell’orecchio”, “I ragazzi venuti dal Brasile”
accanto a Laurence Olivier e Gregory Peck, “Dall’altro
lato della strada”, “La mia vita fino ad oggi”,
“Hamlet” di Kenneth Branagh e “The gift”
di Sam Raimi, che proprio grazie a questa pellicola l’ha scelta
per il ruolo di Zia May.
In televisione ha lavorato nella miniserie “A notorious woman”,
per la quale ha vinto un premio Emmy, e in “Holocaust”
nel 1978, che le ha valso un Golden Globe.
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James
Franco
Nato il 19 Aprile 1978 a Palo Alto (California), James Edwards
Franco fa parte anch’esso della nuova e talentuosa generazione
di attori hollywoodiani, prima di giungere alla notorietà
con “Spider-Man” è apparso in film quali “Mai
stata baciata” (1999) e “Costi quel che costi”
(2000) per poi ottenere un ottimo successo di critica per la sua
interpretazione di James Dean nel film per la Tv “James
Dean” nel 2001. E’inoltre stato protagonista accanto
a Robert De Niro del un thriller “City by The Sea”
diretto da Michael Caton Jones, mentre recentemente ha affiancato
Neve Campbell nel bellissimo “The Company” di Robert
Altman. Lo vedremo presto nel film bellico “The great raid”
accanto a Benjamin Bratt.
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J.K.
Simmons
Nato il 9 Gennaio 1955 a Detroit (Michigan), Jonathan Kimble Simmons
ha esordito dapprima come cantante, grazie al suo diploma in musica
conseguito presso l’Università del Montana, per poi
scoprire la sua vera vocazione, quella di attore e iniziare quindi
la carriera teatrale negli anni ’70, dopodiché si
trasferisce a New York verso la metà degli anni ’80,
esibendosi a Broadway per poi arrivare alla televisione comparendo
nel serial “Oz”, trasmesso dalla tv via cavo HBO.
Nello stesso tempo colleziona molte comparse in numerosi film,
tra i quali sono da citare “The Jackal” (1997), “Gioco
d’amore”, in cui incontra per la prima volta
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Sam
Raimi, “Soluzioni estreme”, “The Mexican”
accanto a Brad Pitt e Julia Roberts e infine ”The Gift”,
per poi ottenere il ruolo del burbero J. Jonah Jameson, editore
del Daily Bugle. |
Daniel
Gillies
Nato il 14 Marzo 1976 a Winnipeg, Manitoba (Canada), Daniel Gillies
ha esordito come attore nel 2000 all’interno delle serie
televisive “Street Legal” e “Cleopatra 2525”,
per poi comparire, con piccole parti in alcune pellicole fino
a “Spider-Man 2”, dove interpreta il ruolo di John
Jameson, partecipazione che ne ha alzato le quotazioni: lo vedremo
infatti prossimamente nell’ennesima trasposizione di “Orgoglio
e pregiudizio” nella parte di Wickham.
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Elizabeth
Banks
Nata a Pittsfield (Massachusettes), Elizabeth Banks ha esordito
nel 2001 nella commedia “Wet hot american summer”,
dopodiché ha ottenuto il piccolo ruolo di Betty Brant in
“Spider-Man” nel 2002, da allora la sua carriera ha
avuto un balzo notevole, è comparsa infatti come co-protagonista
in “Seabiscuit” accanto a Tobey Maguire, Jeff Bridges
e Chris Cooper, mentre attualmente sta prendendo parte alle riprese
di “The Baxter” accanto a Glenn Close. In “Spider-Man
2”, ovviamente, è ancora Betty Brant.
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I
cameo di Stan Lee e Bruce Campbell
Il mitico Stan Lee (creatore dell’Uomo Ragno ma anche di altri
personaggi come X-Men, Hulk, Daredevil, Fantastici 4) ha dichiarato
che comparirà nuovamente nel sequel di “Spider-Man”.
L’ex scrittore di fumetti da circa 3 anni ha intrapreso la
carriera di attore, con brevi apparizioni in quasi tutti i film
Marvel: da “X-Men” a “Hulk”, da “Daredevil”
al primo “Spiderman”. Lee ha rivelato i particolari
del cameo, affermando che apparirà nelle sequenze in cui
Peter Parker (Tobey Maguire) lavorerà da “Joe’s
Pizza”.
Un altro gustoso cameo è rappresentato anche dall’apparizione
come usciere di Bruce Campbell, amico ed attore feticcio di Sam
Raimi (era il mitico Ash, protagonista della trilogia de “La
Casa”), presente in tutte le pellicole del regista, compreso
il primo “Spiderman” (era l’annunciatore dell’incontro
di Werstling). |
Prime
indiscrezioni su “Spiderman 3”
La rivista Hot Dog Magazine anticipa intanto che nel terzo film
l’antagonista dell’Uomo Ragno potrebbero essere addirittura
due: L'Uomo Sabbia, un mutante in grado di trasformarsi
in sabbia, soprattutto, Venom, una sorta di simbionte
con le stesse capacità dell’Uomo Ragno, se non addirittura
superiori.
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