IL RITORNO DELL' UOMO RAGNO

Anteprima al nuovo film

 

Dopo il fenomenale successo di critica e di pubblico del primo episodio, torna ancora l’Uomo Ragno in un sequel dal budget stellare di 210 milioni di dollari, denso di colpi di scena ed effetti speciali, in cui il nostro arrampicamuri dovrà affrontare non solo la minaccia del letale Dottor Octopus, ma anche il suo futuro come supereroe e, cosa più importante, il suo rapporto con la bella Mary Jane.
“Spiderman 2” è stato girato in un arco di 6 mesi di riprese (dall’Aprile al Novembre del 2003) a New York e Los Angeles.

 

Squadra che vince...
…non si cambia. E difatti la Sony/Columbia Pictures ha confermato regista e gran parte del cast di “Spider-Man”, anche se prima dell’inizio delle riprese, partite a New York il 12 Aprile 2003 (con un anticipo di riprese supplementari nel novembre 2002 a Chicago) qualche incertezza si era creata attorno alla figura del protagonista Tobey Maguire, reduce dalla lavorazione di “Seabiscuit” e sofferente di alcuni dolori alla schiena che avevano messo in allarme il regista Sam Raimi e la produzione della pellicola, un problema poi rientrato e Tobey, forte anche di un cachet triplicato rispetto al primo film (ben 17 milioni di dollari), è tornato nei panni dell’Uomo Ragno recuperando a tempo di record anche i tanti chili persi per interpretare il fantino mingherlino Red Pollard in “Seabiscuit”. “Ho avuto solo sei settimane” - dice Tobey, che è dovuto passare dalle misere 137 libbre a 155 – “Ho cominciato al termine di “Seabiscuit” con molto allenamento e un cambio della dieta, andando in palestra per 4 ore al giorno. Sono stati necessari davvero molto lavoro e concentrazione mentale.“ Questo cambio di dieta è consistito in cibi ad alto contenuto proteico, consistenti di molte noccioline e fagioli”.
Oltre alla preparazione, Maguire non può fare a meno di sottolineare la continuità ma anche la diversità che contraddistingue questo film rispetto al primo episodio: “Apprezzo davvero molto questo film” ha dichiarato l’attore, il quale ha aggiunto che l’azione sarà 10 volte superiore del precedente. “Credo sia decisamente migliore. Ho voglia di rivederlo, come semplice fan.”

 

E Tobey afferma di essere cresciuto nell’ultimo periodo come un grande appassionato dei super-eroi, e fa il paragone nel mitico scontro tra Spidey e il titano protagonista del blockbuster della scorsa stagione “Hulk”.
“Spider-Man è un super-eroe pensante ed usa spesso il suo intelletto anche quando è coinvolto in scontri fisici, per sconfiggere un nemico” spiega. “Mi piace Hulk, ma l’Uomo Ragno vincerebbe in uno scontro…ed è sicuramente più cool, in generale”.
Assieme a Maguire è ovviamente tornata la bella e brava Kirsten Dunst, che grazie al successo ottenuto con “Spider-Man”, ha vissuto negli ultimi due anni un periodo veramente d’oro che l’ha lanciata come una delle giovani attrici più promettenti di Hollywood e che l’ha vista sempre più abbandonare il genere teen-comedy per costruire, riuscendoci, una nuova figura di interprete che nell’ultimo periodo affiancato grandi attori e attrici come Billy Bob Thornton, Jim Carrey e Julia Roberts. Kirsten torna di nuovo quindi nei panni della bella Mary Jane, un personaggio fortemente maturato che ovviamente dovrà affrontare il difficile rapporto con il buon Peter il quale, stando a quanto dice Kirsten, appare come una sorta di relazione invisibile.
“Anche se hanno una storia in comune, non vivono effettivamente nessuna relazione” - dichiara Kirsten parlando del rapporto del suo personaggio con quello di Tobey - “In un certo senso lui cerca costantemente di evitarla, e non ha le capacità di socializzazione per spiegarsi e condividere i suoi sentimenti, perché è troppo preoccupato per quello che fa”.
Il rapporto tra i due personaggi è il fulcro narrativo della pellicola anche per il regista Sam Raimi: “Ho pensato a cosa avesse richiamato il pubblico nel primo film, e non penso che volessero un sequel più grande, spettacolare e con più azione, penso che abbiano amato i personaggi di Peter e Mary Jane, e perciò ho pensato che il modo migliore fosse approfondire l’aspetto drammatico e scavare nel rapporto e nei conflitti tra i due personaggi. Quali nuovi ostacoli potevamo presentare loro? Come potevamo intensificare i loro problemi e le loro preoccupazioni?”
Una risposta a questa domanda è certamente che l’ennesima preoccupazione per il giovane Parker (il quale cerca non facilmente di conciliare lavoro, università, amici, famiglia, amore e catturare i criminali) sarà una minaccia tentacolare.

 

Tra le braccia di Octopus!!!
Ovviamente però l’attenzione dei fan era tutta incentrata su chi sarebbe stato, dopo il folle Goblin interpretato dal bravissimo Willem Dafoe, il nuovo avversario dell’Uomo Ragno e, soprattutto, chi avrebbe prestato il proprio volto al villain di turno.
Così, dopo che la Sony aveva indicato nel Dottor Octopus il supercriminale del sequel, si è susseguita una ridda di voci che per mesi ha visto sfilare nomi come quelli di Robert De Niro, Vincent D’Onofrio e Sam Neill, e alla fine gli occhi di Raimi e dei produttori Avi Arad e Laura

 

 

Ziskin (anticipata un mese prima dal puntuale sito AICN) sono caduti sull’attore Alfred Molina, star di film come “Mai senza mia figlia” e “Frida”, una scelta che Raimi riassume in poche parole che non lasciano dubbi: “Alfred Molina era ideale per la parte del Dottor Octopus perché è un grande attore. Ha molta umanità, è una persona autentica con un gran cuore, è pieno di colore.E’ questo il tipo di persona che volevo interagisse con Tobey Maguire in scena.
Quando questa persona cambia ha un significato particolare per Tobey e per Peter Parker e quindi anche per il pubblico, perché ha questo gran cuore. Oltre ad avere la stazza giusta”, fa poi simpaticamente notare il cineasta.
E infatti anche Molina ha dovuto sottoporsi a una serie di esercizi, ma al contrario di Maguire, per perdere i chili acquistati per interpretare la parte di Diego Rivera in “Frida”, prima con un ora di cardio-fitness, poi con un'altra ora di sollevamento pesi al giorno, cosa questa che l’ha portato ad avere la giusta condizione per entrare letteralmente nella
parte del Dottor Octopus. Ma ovviamente a Molina non è servita solo la preparazione fisica per immedesimarsi nel personaggio, l’attore, che ha confessato di essere stato un lettore di Spider-Man da ragazzo, si è dovuto rituffare tra i comics per carpire ogni possibile informazione che lo aiutasse a trasportare su celluloide lo spirito del supercriminale: “Mi sono riletto alcuni numeri degli anni ’60, sono dovuto tornare indietro nel tempo per rivivere le sensazioni che ho provato quando Doc Ock è comparso per la prima volta e per ricordarmi tutti i suoi poteri e i suoi trucchi. E’ stato molto utile vedere l’evoluzione grafica del personaggio nel corso degli anni, come è cambiato il suo aspetto o quello dei
tentacoli.Col tempo il suo aspetto è cambiato completamente. All’inizio era grasso e di mezza età e poi il suo fisico è diventato sempre più definito. Per me è stato molto interessante riscoprire queste cose.” Tutto questo gli è anche servito per affezionarsi ai suoi tentacoli, sul set infatti la troupe e Molina hanno battezzato con dei veri e propri nomi le letali braccia di Octopus, oramai conosciute da tutti come Mo, Flo, Harry e Larry. Ma come hanno reagito i fan? Sempre molto attenti, gli appassionati hanno accolto positivamente la scelta di Molina e, fin dalle prime immagini circolate un anno fa alla Comic-Con di San Diego
per poi arrivare alle recenti sequenze apparse nei trailer, hanno avuto la netta sensazione che Molina abbia riportato sul grande schermo non solo la figura di Doc Octopus, ma anche i suoi movimenti, il suo carattere, la sua potenza, quella stessa potenza che nei fumetti ne fa uno degli avversari più pericolosi di Spidey, oltre ad avere nel film un rapporto molto stretto con il giovane Parker. Quello del Dottor Octopus è un personaggio strettamente legato alla figura di Peter: nel film Otto Octavius è uno scienziato che lavora giorno dopo giorno per un solo fine, quello di migliorare il nostro mondo, una figura inizialmente positiva quindi che nella pellicola ha una grande influenza sul giovane Parker, questi infatti lo ammira e dopo averlo conosciuto grazie all’amico Harry, ora membro del consiglio di amministrazione della Oscorp e primo

finanziatore degli esperimenti di Octavius, ne diviene una sorta di figlio, con cui poter condividere la passione per la scienza. Un rapporto questo che però verrà presto bruscamente interrotto da un terribile incidente che ne cambia fisico e personalità e soprattutto che lo porta a vedere in Spider-Man, ultima figura che la sua mente ricorda prima di essere trasportato all’ospedale, il responsabile della sua attuale condizione.

 

Il retaggio degli Osborn
Se il Dottor Octopus interpretato da Molina è la nemesi ufficiale dell’arrampicamuri, non bisogna scordare le potenzialità da cattivo che nasconde il personaggio di Harry Osborn, che già nel finale di “Spider-Man” lasciava intravedere, tramite le sue vendicative parole nei confronti dell’Uomo Ragno, un evoluzione che nel sequel si scatena presentandoci un Harry Osborn ossessionato e disturbato, come dichiara lo stesso James Franco, tornato a interpretarne il ruolo: “Il primo film gettava delle premesse meravigliose” - ha dichiarato Franco - “L’intera vita di Harry rotea intorno al bisogno di approvazione da parte del padre e prima che riesca a conseguirla, il padre gli viene strappato via. Dopo di questo, diventa una specie, come dire, di uomo a metà. La sua mente è scossa. Anche se avrà successo nella vita, non otterrà mai completa soddisfazione perché suo padre non sarà mai lì con lui, così diventa un uomo disturbato. Adesso ha due strade da percorrere: cercare di compiacere il fantasma di suo padre avendo successo nel mondo degli affari o cose del genere, o cercare di vendicare la sua morte. Credo che sceglierà un percorso che lo porterà verso posti oscuri”.
Un personaggio quello di Harry Osborn, che in “Spider-Man 2”, rimane fortemente legato alla figura del padre, anche se deceduto: infatti, il fantasma di Norman Osborn, sembra circondare la vita del giovane Harry facendone, ancora più che nel primo film, un personaggio tormentato e problematico e la partecipazione straordinaria dell’attore Willem Dafoe, che secondo alcune indiscrezioni è tornato nel ruolo di Norman per un cameo in stile flashback, riportano anche sullo schermo il “Retaggio degli Osborn”, quella maledizione fisica e mentale che ha coinvolto sulle pagine dei fumetti la famiglia Osborn e che su pellicola assume sembianze di una vera e propria trasformazione dell’animo del giovane Harry, sempre più intriso di odio e vendetta nei confronti dell’Uomo Ragno, e che lo porta a stringere alleanze mortali e pericolose pur di raggiungere quello che è diventato ormai il vero scopo della sua esistenza: annientare Spider-Man.
Uno scopo, un ossessione questa, che assume un doppio significato: distruggere Spiderman infatti vuol dire allo stesso tempo dissolvere l’amicizia con Peter Parker, un amico di cui Harry ignora la doppia vita:una doppia vita che se scoperta, porterebbe a risultati davvero catastrofici che Raimi, dal punto di vista psicologico, ha calcolato alla perfezione, lasciando quasi certamente in questi elementi la traccia narrativa per il prossimo appuntamento nel già fissato “Spider-Man 3”.
Ma per scoprirlo e confermare così le nostre aspettative e i nostri sospetti, non ci resta che aspettare il maggio del 2007, quando le nostre domande troveranno finalmente risposta.

 

Spider-Man no More!
Fin dall’inizio, fin da quell’Agosto del 1962 in cui uno studentello mite e imbranato del Queens venne punto da un ragno radioattivo, le storie dell’Uomo Ragno hanno donato ai suoi lettori gioie, lacrime, sogni e un infinità di emozioni ancora oggi presenti nei suoi albi, storie che non hanno mai smesso di entusiasmare e di coinvolgere il suo nutrito pubblico di appassionati. Con questo articolo, analizziamo una delle storie più belle dell’Uomo Ragno, da cui Sam Raimi, grande appassionato di Spidey fin da ragazzino, ha preso spunto per tracciare parte della storia che vedremo nel sequel.

Siamo nel 1967, dopo 5 anni Amazing giunge al cinquantesimo numero, un albo importante che già dal titolo, “Spider-Man no more!”, si rivela come uno dei più memorabili e significativi della gestione Lee/Romita, oltre che dell’intera storia del personaggio. “Amazing Spider-Man 50” è infatti la summa di tutte le nevrosi, l’albo dei dubbi, delle lacerazioni, del peso della responsabilità che circondano il protagonista, in questa storia infatti Peter Parker vive una delle situazioni più drammatiche e allo stesso tempi amletiche della sua vita.
Fin da subito, fin dalle prime pagine, Lee e Romita mettono subito il dito nella piaga ponendo Peter e il suo alter ego in calzamaglia davanti a una serie di eventi che ne mettono ancora di più in crisi l’equilibrio psicologico: tediato dai problemi, afflitto dalle preoccupazioni per la salute di Zia May, richiamato amichevolmente dal Professor Warren per i voti che sensibilmente si abbassano, costretto a rifiutare un invito della bellissima Gwen Stacy, il giovane Parker si trova schiacciato non solo dalla realtà di una vita sociale ormai inesistente, ma soprattutto dall’odio scatenato da Jameson nei suoi confronti, e che assume per Peter le forme di una delle sequenze ormai rimaste nella memoria di ogni appassionato, e che Sam Raimi (a conferma del suo grande amore per questo personaggio) ha ripreso in “Spider-Man 2”, la visione di una tavola in cui un ragazzo, solo in un vicolo e sotto la pioggia, volta le spalle a se stesso, rinunciando a un costume, e al suo significato, al simbolo che esso incarna. “Quando sono diventato… l’Uomo Ragno, ero solo un ragazzino scriteriato.. ma gli anni passano.. e cambiano la nostra esistenza. E ogni ragazzo…prima o poi… deve riporre i suoi giocattoli…e diventare…un uomo!”.
In quella splendida tavola di John Romita Sr. è palpabile ancora oggi la sofferenza che vive l’anima di Peter Parker, il suo tormento, un angoscia che si respira in ogni parola pronunciata dal personaggio prima di compiere quel gesto così terribile e allo stesso tempo così importante, importante perché sarà quello stesso gesto a convincerlo ancor di più della giustezza del suo essere l’Uomo Ragno.

Pochi giorni più tardi infatti, Peter è testimone di un aggressione a un guardiano di un magazzino da parte di alcuni malviventi, intervenuto per fermarli intravede nel custode il volto del passato, il volto di suo Zio Ben, il volto della persona che morì per un suo sbaglio, per il suo egoismo, perché non aveva voluto fare il suo dovere, perché non aveva voluto accettare le sue responsabilità. In quello stesso istante, in Peter Parker viene la conferma che per quanto il peso della responsabilità, il peso dei suoi poteri sia insopportabile, per quanto il sacrificio possa essere grande, il destino, il potere e una promessa lo hanno unito per sempre a quel costume, una promessa che sta alle radici dell’origine del personaggio, e cioè sacrificarsi per gli altri, in nome di grandi responsabilità.
In quella storia, che ancora oggi in ogni pagina affascina e commuove, sono presenti tutti gli elementi che hanno fortemente plasmato il carattere di questo personaggio: il coraggio e la determinazione ad andare avanti, nonostante tutto.

 

Un commento da parte di Tobey Maguire
Il giovane attore ha espresso molta soddisfazione per il lavoro svolto su Peter Parker/Spiderman: “In questo film ero molto più a mio agio e mi sono divertito anche di più nell’interpretare Peter. Il mio personaggio in questo film si evolve, cresce e diventa meno imbranato e più sicuro di sé. Vuole cercare sé stesso, arrivando quasi a decidere di abbandonare l’identità di supereroe ma dovrà cambiare idea accettando il carico di potere e responsabilità che il destino gli ha affidato.”

 

Il merchandising
Ovviamente un film come “Spider-Man 2” non poteva non uscire senza una valanga di promozioni speciali, ed ecco infatti, in maniera ben maggiore del 2002, una miriade di action figures della Toy Biz, pupazzetti fabbricati dalla Lego che si riferiscono ad alcune sequenze della pellicola, per non dimenticare poi la riedizione in Dvd del primo film in versione “Superbit” e “Deluxe”, quest’ultima contenente uno sguardo esclusivo in anteprima al sequel, il promo del videogioco ispirato a “Spider-Man 2” e un gioco per pc sempre legato a “Spider-Man 2”.
Dal punto di vista musicale è da non perdere il cd contenente la soundtrack del film contenente brani inediti dei Train, Maroon 5, Dashboard Confessional e molti altri. Inoltre, la cantante dei Cranberries Dolores O'Riordan ha registrato un singolo che farà parte della soundtrack della pellicola, il cui titolo sarà "Black Widow".
Sul fonte fumettistico la Marvel Italia si fa sentire anche quest’anno, con “Spider-Man 2: la rivista ufficiale”con i segreti della pellicola, il dietro le quinte della lavorazione, interviste e immagini dal film più atteso dell’anno, assieme all’adattamento a fumetti del film scritto da Roberto Aguirre- Sacasa, disegnata da Staz Johnson, Pat Olliffe e Ron Lim.

 

Il regista: Sam Raimi
Nato il 23 Ottobre 1959 a Detroti (Michigan), Sam Raimi si appassiona all’arte cinematografica fin da bambino prendendo parte ad alcune produzioni con il padre alla regia. A 18 anni gira i suoi primi cortometraggi, fino a che, finita l’Università, fonda una sua casa di produzione e gira nel 1982 il suo primo film per il grande schermo, “La Casa”, che diviene un successo inaspettato e in cui Raimi stesso compare, all’inizio del film, nel ruolo di un passante assieme al produttore della pellicola, Robert Tapert.
In seguito, assieme alla collaborazione alla sceneggiatura dei fratelli Joel ed Etahn Coen, realizza nel 1985 “I due criminali più pazzi del mondo”, una pellicola grottesca che incrocia commedia e horror, dopodiché scrive la sceneggiatura di “Mister Hula Hoop” e nel 1987, con i soldi e i mezzi di De Laurentiis, gira “La Casa 2“, un seguito che è più un remake e che ne conferma ancora di più il talento visivo, che continua in “Darkman” nel 1990 e ne “L’armata delle tenebre”. Artista dell’horror, Raimi finisce anche per toccare il genere western con “Pronti a morire” del 1995, ma la vera pellicola rivelatrice arriva nel 1998 con “Soldi sporchi”, bellissimo e toccante noir con Bill Paxton e Billy Bob Thornton. Meno convincente è invece il suo ingresso nel cinema romantico con “Gioco d’amore” (2000) che fino ad oggi risulta come il suo primo e vero flop al botteghino da cui si riprende con “The Gift”, in cui torna alle tinte horror supportato da un ottimo cast con in testa una convincente Cate Blanchett. Nel 2000 dirige “Spider-Man”, grande successo di critica e di pubblico che lo lancia definitivamente come uno dei registi più apprezzati e appassionati di Hollywood.

 

I protagonisti di "Spiderman"

Tobey Maguire
Nato a Santa Monica (California) il 27 Giugno 1975, da Vincent e Wendy Maguire, un cuoco e una segretaria che poco dopo la sua nascita si separano, Tobias Vincent Maguire, dopo una serie di comparsate in telefilm e spot commerciali, approda sul grande schermo nel 1993 con un ruolo secondario nel film “Voglia di ricominciare” di Michael Caton-Jones, poi un altro ruolo in “S.F.W.” (1994) che coincide con una profonda crisi esistenziale dell’attore che esplode sul set di “Empire Records”, dove la sua parte viene tagliata al montaggio. Maguire sparisce nel nulla, per poi riapparire in “Tempesta di ghiaccio” (1997) di Ang Lee, dove ottiene il suo primo vero ruolo importante che lo fa notare al grande pubblico e alla critica.
Il successo di “Tempesta di ghiaccio” lancia Maguire come divo emergente della nuova generazione di talenti recitativi formatasi negli ultimi 4 anni a Hollywood, e la sua parte da protagonista nel bellissimo e poetico “Pleasantville” (1998) di Gary Ross sottolinea la sua recitazione asciutta, sottotono e soprattutto il suo “diventare” i personaggi che interpreta. Gli anni successivi sono per Maguire densi di lavoro, compare in “Harry a pezzi”di Woody Allen e “Paura e delirio a Las Vegas” di Terry

Gilliam, ma è soprattutto con il ruolo dell’orfano Homer Wells in “Le regole della casa del sidro” di Lance Hallstromm con lo fa apprezzare ancora di più dalla critica e anche se non riceverà la nomination all’Oscar come miglior attore il film ne ottiene 7 vincendo due delle ambite statuette.
Il 2000 è il suo anno, dopo “Wonder Boys” di Curtis Hanson accanto a Michael Douglas e “Cavalcando col diavolo” dove ritorna a lavorare con il regista che l’ha lanciato Ang Lee, il 26enne attore viene scelto, tra una ridda di candidati, per interpretare il ruolo di Peter Parker/Spider-Man nel lungometraggio diretto da Sam Raimi e la scelta si rivela azzeccata.
Dopo “Spider-Man”, che diventa un successo mondiale al box office, Maguire sorprende ancora con “Seabiscuit”, pellicola in cui interpreta in maniera eccelsa il ruolo del fantino Red Pollard e che ottiene 8 nomination all’Oscar. Non solo attore, Maguire ha infatti esordito come produttore con “La 25ma ora”.

 

Kirsten Dunst
Nata a Point Pleasant (New Jersey) il 30 Aprile 1982, Kirsten Caroline Dunst è attrice dall’età di tre anni, quando comparve per la prima volta in uno spot commerciale di una bambola. Il suo esordio sul grande schermo avviene nel 1989, in un ruolo non accreditato nel film “New York Stories”, una pellicola a episodi diretta da Martin Scorsese, Francio Ford Coppola e Woody Allen; nel 1990 invece compare in un piccolo ruolo in “Il falò delle vanità” di Brian De Palma ma il grande salto lo compie nel 1994 quando ottiene il ruolo cruciale di Claudia nel gotico e bellissimo “Intervista col vampiro” di Neil Jordan, accanto a due attori del calibro di Tom Cruise e Brad Pitt.
Con questo ruolo la critica e il pubblico iniziano a notarla e Kirsten ottiene infatti per la sua interpretazione di Claudia la nomination al Golden Globe vincendo un MTV Movie Award come attrice emergente, ma non solo, la Dunst compare tra le 50 personalità più belle del 1995 e tutto questo a soli 13 anni. Il successo la porta a lavorare moltissimo in produzioni che la vedono affiancare le più grandi star di Hollywood: compare quindi in “Piccole donne” (1994) di Gillian Armstrong accanto a Winona Ryder e Susan Sarandon, in “Small Soldier” di Joe Dante e nel successo di incassi “Jumanji” (1995) di Joe Johnston accanto a Robin Williams. Negli ultimi anni è comparsa nell’acclamata satira politica “Sesso e potere” di Barry Levinson, presta la sua voce ad Anastasia nell’omonimo lungometraggio animato e dopo aver ottenuto un

successo personale in “Bring it On”, nei panni di una cheerleader che ha sbancato i botteghini Usa e ottenuto critiche lusinghiere, Kirsten interpreta il suo personaggio più difficile ne “Il giardino delle vergini suicide” di Sofia Coppola, che ottiene un buon successo nei circuiti del cinema indipendente come il Sundance Film Festival di Robert Redford.
E’anche grazie a questo ruolo che la Dunst ottiene quello di Mary Jane Watson in “Spider-Man” di Sam Raimi, sbaragliando concorrenti del calibro di Alicia Witt e Kate Hudson. Un attrice che ha dalla sua non solo professionalità e bellezza, ma una serie di successi di pubblico e critica che l’hanno fatta apprezzare come uno dei talenti emergenti della nuova Hollywood.

 

Alfred Molina
Attore molto apprezzato e versatile, con al suo attivo la partecipazione a oltre cinquanta produzioni cinematografiche, televisive e teatrali. Ha esordito al cinema ne “I predatori dell’arca perduta” per poi avere un importante ruolo in “Lettera a Breznev” in cui interpreta un marinaio sovietico, ma la grande svolta avviene nel 1987 quando interpreta il ruolo di Kenneth Halliwell, amante di Joe Orton, in “Prick Up – L’importanza di essere Joe” per poi apparire in altre pellicole tra le quali “Mai senza mia figlia”,“Un incantevole Aprile”, “Anna Karenina”, “La famiglia Perez” e “Bolgie Nights” di Paul Thomas Anderson, film che ha ricevuto il SAG Award come miglior interpretazione da parte di un cast

 

in un film tratto da un opera teatrale. Ha recentemente interpretato la parte di Diego Rivera in “Frida”, con cui ha ricevuto la nomination come miglior attore protagonista dal BAFTA, dal Screen Actors Guild.
Oltre al cinema Molina ha rivestito il doppio ruolo di attore e produttore nella sitcom della CBS “Ladies Man”, con Sharon Lawrence e Betty White. Nel 1998 ha debuttato a Broadway nella commedia “Art”, vincitrice del Tony Award. Oltre alla nomination al Tony Award come Migliore attore, Molina ha anche ricevuto un Drama Desk Award per la sua interpretazione. Ha recitato nella produzione off-Broadway di Molly Sweeney, ruolo per cui ha ricevuto un Theatre World Award e una nomination al Drama Desk Award come Miglior attore debuttante. Nella sua carriera teatrale troviamo anche due ruoli in produzioni del Royal National Theatre quali “La notte dell’iguana” e “Speed the plow” di David Mamet, per il quale è stato candidato all’Olivier Award come Migliore interpretazione in una commedia; inoltre non possiamo dimenticare “Serious Money “per il Royal Court Theatre e “The West End”. Molina ha anche ricevuto una nomination al Premio Olivier per la sua performance in “Oklahoma”, di scena al Palace Theatre.

 

Rosemary Harris
Nata il 19 Settembre 1930 nel Suffolk (Inghilterra), Rosemary Harris ha esordito sul grande schermo nel 1954 in “Lord Brummell”, accanto a Elizabeth Taylor, Stewart Granger e Peter Ustinov.
In seguito è comparsa in numerosi film come “La pulce nell’orecchio”, “I ragazzi venuti dal Brasile” accanto a Laurence Olivier e Gregory Peck, “Dall’altro lato della strada”, “La mia vita fino ad oggi”, “Hamlet” di Kenneth Branagh e “The gift” di Sam Raimi, che proprio grazie a questa pellicola l’ha scelta per il ruolo di Zia May.
In televisione ha lavorato nella miniserie “A notorious woman”, per la quale ha vinto un premio Emmy, e in “Holocaust” nel 1978, che le ha valso un Golden Globe.

 

James Franco
Nato il 19 Aprile 1978 a Palo Alto (California), James Edwards Franco fa parte anch’esso della nuova e talentuosa generazione di attori hollywoodiani, prima di giungere alla notorietà con “Spider-Man” è apparso in film quali “Mai stata baciata” (1999) e “Costi quel che costi” (2000) per poi ottenere un ottimo successo di critica per la sua interpretazione di James Dean nel film per la Tv “James Dean” nel 2001. E’inoltre stato protagonista accanto a Robert De Niro del un thriller “City by The Sea” diretto da Michael Caton Jones, mentre recentemente ha affiancato Neve Campbell nel bellissimo “The Company” di Robert Altman. Lo vedremo presto nel film bellico “The great raid” accanto a Benjamin Bratt.

 

J.K. Simmons
Nato il 9 Gennaio 1955 a Detroit (Michigan), Jonathan Kimble Simmons ha esordito dapprima come cantante, grazie al suo diploma in musica conseguito presso l’Università del Montana, per poi scoprire la sua vera vocazione, quella di attore e iniziare quindi la carriera teatrale negli anni ’70, dopodiché si trasferisce a New York verso la metà degli anni ’80, esibendosi a Broadway per poi arrivare alla televisione comparendo nel serial “Oz”, trasmesso dalla tv via cavo HBO. Nello stesso tempo colleziona molte comparse in numerosi film, tra i quali sono da citare “The Jackal” (1997), “Gioco d’amore”, in cui incontra per la prima volta

Sam Raimi, “Soluzioni estreme”, “The Mexican” accanto a Brad Pitt e Julia Roberts e infine ”The Gift”, per poi ottenere il ruolo del burbero J. Jonah Jameson, editore del Daily Bugle.

 

Daniel Gillies
Nato il 14 Marzo 1976 a Winnipeg, Manitoba (Canada), Daniel Gillies ha esordito come attore nel 2000 all’interno delle serie televisive “Street Legal” e “Cleopatra 2525”, per poi comparire, con piccole parti in alcune pellicole fino a “Spider-Man 2”, dove interpreta il ruolo di John Jameson, partecipazione che ne ha alzato le quotazioni: lo vedremo infatti prossimamente nell’ennesima trasposizione di “Orgoglio e pregiudizio” nella parte di Wickham.

 

Elizabeth Banks
Nata a Pittsfield (Massachusettes), Elizabeth Banks ha esordito nel 2001 nella commedia “Wet hot american summer”, dopodiché ha ottenuto il piccolo ruolo di Betty Brant in “Spider-Man” nel 2002, da allora la sua carriera ha avuto un balzo notevole, è comparsa infatti come co-protagonista in “Seabiscuit” accanto a Tobey Maguire, Jeff Bridges e Chris Cooper, mentre attualmente sta prendendo parte alle riprese di “The Baxter” accanto a Glenn Close. In “Spider-Man 2”, ovviamente, è ancora Betty Brant.

 

I cameo di Stan Lee e Bruce Campbell
Il mitico Stan Lee (creatore dell’Uomo Ragno ma anche di altri personaggi come X-Men, Hulk, Daredevil, Fantastici 4) ha dichiarato che comparirà nuovamente nel sequel di “Spider-Man”. L’ex scrittore di fumetti da circa 3 anni ha intrapreso la carriera di attore, con brevi apparizioni in quasi tutti i film Marvel: da “X-Men” a “Hulk”, da “Daredevil” al primo “Spiderman”. Lee ha rivelato i particolari del cameo, affermando che apparirà nelle sequenze in cui Peter Parker (Tobey Maguire) lavorerà da “Joe’s Pizza”.
Un altro gustoso cameo è rappresentato anche dall’apparizione come usciere di Bruce Campbell, amico ed attore feticcio di Sam Raimi (era il mitico Ash, protagonista della trilogia de “La Casa”), presente in tutte le pellicole del regista, compreso il primo “Spiderman” (era l’annunciatore dell’incontro di Werstling).

 

Prime indiscrezioni su “Spiderman 3”
La rivista Hot Dog Magazine anticipa intanto che nel terzo film l’antagonista dell’Uomo Ragno potrebbero essere addirittura due: L'Uomo Sabbia, un mutante in grado di trasformarsi in sabbia, soprattutto, Venom, una sorta di simbionte con le stesse capacità dell’Uomo Ragno, se non addirittura superiori.

 

Carlo Coratelli 2005