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La
Trama
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Il
Film
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Il
Cast
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L’Eroe
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La
Produzione
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Realizzazione
e curiosità tecniche
•
Il
Regista
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Gli
Sceneggiatori
•
Il
Produttore
•
Staff
Tecnico
La
Trama
Robin Hood è un fante dell'esercito di Re Riccardo al
ritorno dalla Terza Crociata in Terra Santa. Il Re Riccardo,
nel tentativo di recuperare la somma pagata al re francese che
lo aveva tenuto in ostaggio mentre tornava dalla Crociata, ordina
l’assedio di un castello francese, ma viene ferito al
collo da una freccia morendo poco dopo. Sua madre, Eleonora,
ne rimane devastata e, di conseguenza, la corona passa al fratello
minore, il Principe Giovanni.
Robin, avendo trascorso all'estero un'infanzia tormentata (era
stato allevato, dopo la morte del padre, in un monastero dei
Cavalieri Templari in Francia), coglie l'opportunità
di far ritorno nella nativa Inghilterra per la prima volta da
quando aveva cinque anni. Al suo approdo in terra inglese, trova
una nazione impoverita e priva di uomini a causa della folle
necessità di Riccardo di finanziare le sue guerre. Lo
spettro di un invasione francese si profila all'orizzonte e
il fratello incompetente di Riccardo si limita a guardare il
suo popolo in preda alle sofferenze, preoccupandosi solo di
riempire i suoi forzieri. Giovanni infatti imponeva ai suoi
sudditi delle tasse improbabili, molto al di sopra delle loro
possibilità, concedendo loro in cambio pochissimo cibo,
qualche vestito e miseri ripari.
La
contea di Nottingham, terra natia di Robin, è sopraffatta
dal dispotismo di uno sceriffo corrotto oltre che dalla sfilza
di rovinose imposte locali. Con il paese indebolito da decenni
di guerra, tormentato dall’inconcludente amministrazione
del nuovo Re, soggetta a guerriglie interne e minacce esterne,
Robin decide di mettere insieme una squadra di coraggiosi combattenti,
iniziando a depredare gli indulgenti aristocratici della città
per sconfiggere le iniquità imposte dall’odioso
sceriffo. La sfida della classe dirigente da parte di Robin
non consisteva solo nel rubare il grano per restituirlo alla
gente di Nottingham, ma anche nell'ispirare i suoi compatrioti
ad assumere il controllo del proprio destino. Nella cittadella
di Notthingham, l’eroe incontra e si innamora di una nobildonna,
Lady Marion (Cate Blanchett), vedova forte e coraggiosa che
sin dall’inizio nutre seri dubbi sulla vera identità
e sulle reali motivazioni dell’avventuriero. Desideroso
di conquistare l’amore di Marion e salvare il suo paese,
Robin e i suoi uomini decidono di combattere la corruzione sfidando
la monarchia a modificare gli equilibri di potere tra il re
e i suoi sudditi, per evitare che il Paese scivoli in una sanguinosa
guerra civile e torni ad essere la gloriosa Inghilterra di una
volta. Torna al sommario
Il Film
Robin Hood, diretto da Ridley Scott ed interpretato da Russel
Crowe, riunisce nuovamente la coppia regista/attore di grandi
successi come Il Gladiatore (2000), Un’Ottima
annata (2006), American Gangster (2007) e Body
of Lies – Nessuna Verità (2008).
Girato in Inghilterra e nel Galles, Robin Hood copre il periodo
che va dalla morte di Re Riccardo I, nel 1199, fino alla firma
della Magna Carta nel 1215. Il film è prodotto da Scott,
Crowe e Brian Grazer (produttore con il quale l’attore
aveva già lavorato per A Beautiful Mind e Cinderella
Man), con sceneggiatura firmata da Brian Helgeland (Oscar
per L.A. Confidential), tratta da una storia scritta
da Ethan Reiff e Cyrus Voris (autori della serie televisiva
Sleeper Cell).
Per prepararsi a questo ruolo, Crowe ha letto più di
30 libri su Robin Hood e sul periodo compreso tra la fine del
12° secolo e gli inizi del 13°. Inoltre, si è
allenato per mesi, di cui 3 in Australia, sottoponendosi ad
un regime di ginnastica molto pesante, imparando ad usare l’arco,
tirando di scherma ed andando a caccia scalzo nella foresta.
Tutti gli attori del cast hanno affrontato un periodo di addestramento
in Australia, in un campo militare per raggiungere le condizioni
fisiche ottimali allenandosi con dozzine di cascatori uomini
e donne. Ciascuno di loro ha seguito una sua dieta particolare
facendo tutti attività fisica aerobica e sollevamento
pesi. Poi si è passato all'addestramento con arco e frecce.
Lo
staff tecnico è composto da un gruppo di collaboratori
di Ridley Scott di lunga data, quali il direttore della fotografia
Giovanni Mathieson (Il Gladiatore, Il fantasma dell'opera),
lo scenografo vincitore del premio BAFTA, Arthur Max (Nessuna
verità, Il Gladiatore), la costumista vincitrice
dell'Oscar Janty Yates (Nessuna verità, Il Gladiatore),
il montatore Pietro Scalia, vincitore di due premi Oscar (Nessuna
verità, JFK - Un caso ancora aperto) e il compositore
Marc Streitenfeld (American Gangster, Nessuna verità).
Charles J.D. Schlissel (Nessuna verità, Il genio
della truffa), Michael Costigan (Nessuna verità,
American Gangster), Jim Whitaker (Changeling, American
Gangster) e Ryan Kavanaugh (Una notte da leoni, Wolfman)
sono i produttori esecutivi del film.
Robin Hood aprirà, fuori concorso, il Festival di Cannes,
manifestazione cinematografica cara a Ridley Scott dove presentò
la sua opera prima, I duellanti, nel 1977, poi Thelma e Louise,
presentato fuori concorso nel 1991. Torna al sommario
Il Cast
Gli attori premi Oscar Russel Crowe (Il Gladiatore, The
Insider, A Beautiful Mind) e Cate Blanchett (The Aviator,
Elizabeth, The Golden Age) sono i protagonisti principali
di un grosso cast che comprende, tra gli altri, il vincitore
dell'Oscar come miglior attore William Hurt (Il Bacio della
Donna Ragno, A History of Violence) nei panni di Guglielmo
il maresciallo, Mark Strong (Sherlock Holmes, Kick-Ass)
in quelli di Sir Godfrey, Mark Addy (Full Monty, Il destino
di un cavaliere) in quelli di Frate Tuck, Oscar Isaac (Nessuna
verità, Che - L'argentino) nel ruolo del Principe
Giovanni e Danny Huston (X-Men Origins: Wolverine, 30 Giorni
di Notte) in quello di Re Riccardo Cuor di Leone; completano
il cast Dame Eileen Atkins (Gosford Park, Ritorno a Cold
Mountain), nei panni della Regina Eleonora di Aquitania,
Max Von Sydow (Shutter Island, L'esorcista) in quelli
di Sir Walter Loxley e gli emergenti Matthew Macfadyen (Frost/Nixon-
Il duello, Orgoglio e pregiudizio) nel ruolo dello Sceriffo
di Nottingham, Scott Grimes (Allarme rosso, Mystery Alaska),
Kevin Durand (Legion, X-Men Origins: Wolverine) e Alan
Doyle nei panni degli uomini di Robin Will Scarlet, Little John
e Allan A’Dayle. Torna al sommario
L’Eroe
I racconti delle coraggiose gesta di Robin Hood sono parte della
letteratura inglese e sono tra le più antiche leggende
tramandate oralmente in Inghilterra, risalenti al periodo medievale
del IX secolo con il racconto di “Robin the Be-header”
(“Robin il Tagliatore di Teste”) per poi trovare
una forma letteraria nelle ballate del XV e XVI secolo come
A Gest of Robyn Hode, Robin Hood and the Curtal Friar e Robin
and the Monk. Per quel che si sa, comunque, non esiste un vero
Robin che possiamo considerare l'autentica figura ispiratrice.
Dai suggerimenti che il nome "Robehod" veniva spesso
applicato ad un uomo divenuto un fuorilegge, fino alla congettura
che “Robin Hood” fosse uno pseudonimo comunemente
usato dai ladri, le teorie abbondano e la leggenda sopravvive.
L'eroe è stato anche largamente rappresentato sul grande
schermo. Sono stati realizzati almeno 30 film per il cinema
e per la TV, a partire dall'adattamento di Ivanhoe del 1913,
ai film con Douglas Fairbanks (Robin Hood, 1922), Errol
Flynn (Le avventure di Robin Hood, 1938), Sean Connery
e Audrey Hepburn (Robin e Marian, 1976) e Kevin Costner
(Robin Hood: il principe dei ladri, 1991), oltre alle
popolari serie televisive come quella della BBC con Patrick
Troughton, Robin Hood (1953), Robin of Sherwood
(1984) e la più recente Robin Hood (2006).
Al di là della sua indiscussa popolarità, tuttavia,
le storie per lo schermo su Robin raramente si evolvono, con
i filmaker che invariabilmente si soffermano sugli episodi familiari
a tutti, come quelli legati al perfido Sceriffo di Nottingham,
al cattivo Guy di Gisburne e alla più celebre della damigelle
in pericolo, Marion. Altrettanto univocamente, Robin è
stato rappresentato o come un nobile caduto in disgrazia o,
più spesso, come un furfante galantuomo che ruba ai ricchi
per donare ai poveri. Torna al sommario
La Produzione
Durante le riprese di American Gangster, il produttore
Brian Grazer discusse con Russell Crowe su una possibile realizzazione
di un nuovo Robin Hood, con lui come interprete. I
due erano entrambi interessati a proporre una versione originale
della vecchia leggenda: una storia che raccontasse le origini
di Robin Hood, a partire dai suoi anni trascorsi come arciere
dell'esercito di Re Riccardo. Ambientato al tempo delle Crociate,
questo film d'azione e di avventura avrebbe fornito una cornice
storica alle altre avventure raccontate di recente sul grande
e piccolo schermo. Grazer è approdato allo sviluppo e
alla produzione del progetto tramite la Universal Pictures e
alla Imagine Entertainment, la società da lui fondata
insieme al regista Ron Howard (Apollo 13, Il Codice Da Vinci,
Angeli & Demoni).
“Mi piacciono i film sugli eroi -spiega il produttore-
La storia di Robin Hood mi ha da sempre affascinato in maniera
particolare perché si tratta di un uomo che ha in mente
solo la giustizia, e che possiede le capacità e la risolutezza
per perseguirla. Con il nostro film, spieghiamo chi siano lo
Sceriffo di Nottingham, Marion e suo suocero, quali siano le
dinamiche tra i baroni della parte nord dell'Inghilterra, e
come all'epoca essa venisse controllata -continua Grazer- Alla
fine del film, si capisce anche chi sia Robin. La fine del nostro
film è l'inizio di tutte gli altri film realizzati finora
su questo leggendario personaggio”.
L'attore
australiano Russell Crowe era profondamente interessato a rievocare
la leggenda, ma ha accettato di prendere parte al progetto ad
una condizione. “Ho detto che avrei fatto “Robin
Hood” solo se si fosse trattato di una storia originale.
-aggiunge l'attore- E' una delle storie in lingua inglese
che si tramandano da più tempo. Per tanto bisogna trattarla
con grande rispetto. Ho deciso che, per poter creare una versione
più nuova di Robin Hood, era importante considerare come
un comprensibile errore tutto quello che ne avevamo appreso
attraverso le varie leggende. Il nostro Robin doveva essere
diverso da come era stato raccontato fino a quel momento. Prendiamo
ad esempio il suo rapporto con Little John. I due inizialmente
non vanno d'accordo. Quando li incontriamo per la prima volta
stanno litigando. Ma non succede su un tronco su un fiume dove
si stanno picchiando, come è stato raccontato all'infinito.
Noi abbiamo ridefinito i tempi e spostato l'avvenimento in un
altro momento”.
Crowe e Grazer si sono poi rivolti all'unico regista che desideravano
dirigesse il film: Ridley Scott, ovvero un autore con una visione
straordinariamente ampia che mettesse in risalto la brutalità
dell'epoca e che fosse anche un appassionato di storia antica.
“Amo i film storici -racconta Scott- Ho cominciato
con I duellanti, poi sono passato alla storia romana (Il Gladiatore),
la caduta di Gerusalemme (Le crociate - Kingdom of Heaven) e
adesso sono tornato di nuovo al Medioevo”.
Una volta che Scott ha aderito al progetto, Robin Hood ha cominciato
a prendere forma. I realizzatori condividevano un'idea precisa:
avevano deciso di raccontare la versione dell'uomo-prima-del-mito
di Robin Hood, indagando su come una persona normale potesse
trasformarsi in un difensore degli oppressi, ed hanno provato
a risolvere la questione raccontando la storia di Robin Hood
inquadrandola in un contesto storico ben preciso. Spiega Grazer:
“Volevamo inserire la storia nella cornice degli eventi
storici e politici dell'epoca: L'Inghilterra era alla bancarotta,
minacciata sia dalla guerra civile che dalla Francia, e nelle
mani di un re incapace, Giovanni. E su questo sfondo potevamo
inserire il racconto di come Robin Hood fosse divenuto quello
che era”.
Per poter realizzare questo principio di base che Scott, Grazer
e a Crowe condividevano, i tre si sono rivolti allo sceneggiatore
Brian Helgeland, premiato con l'Oscar per la sua precedente
collaborazione con Crowe, L.A. Confidential. Helgeland
sapeva che la cosa che lo interessava di più era “rendere
umana la leggenda”, raccontando un momento del folklore
medievale in cui il paese è sull'orlo della carestia
e totalmente ignorato dai regnanti. La gerarchia al potere diviene
il nemico, e l'uomo comune finisce per schierarsi contro di
essa. Nell'ambito di questa idea, viene ricostruita la firma
della Magna Carta, avvenuta a Runnymede nel 1215 dopo la rivolta
dei baroni inglesi contro Re Giovanni. Per molti aspetti, questo
momento definisce la nascita dell'Inghilterra, liberando la
sua popolazione anglosassone dallo spietato impero dei re normanni.
Accanto
alla figura di Robin Hood, man mano che la sceneggiatura prendeva
forma, veniva sviluppato anche il ruolo di Marion. In netto
contrasto con una serie di "Marion" che l'avevano
preceduta, in questo film lei non è una fanciulla debole
e rassegnata in attesa che arrivi un uomo a decidere il suo
destino. Esisteva una legge secondo la quale se il marito di
una nobildonna moriva e lei non aveva un figlio maschio, i suoi
possedimenti sarebbero tornati alla Corona. Se Marion non avesse
quindi generato un erede o trovato un marito, avrebbe perso
la terra. Pertanto la relazione tra Robin e Marion, invece di
cominciare con il classico colpo di fulmine, inizialmente è
più legata a delle ragioni economiche e pratiche. Nel
corso del tempo poi, la relazione (che presenta una serie di
elementi shakespeariani, ricordando molto La bisbetica domata)
è destinata ad evolversi. Torna al sommario
Realizzazione e curiosità
tecniche
Le riprese principali dell'ultimo film epico di Scott hanno
avuto inizio nell'aprile del 2009. Ad uno dei collaboratori
di Scott da più lungo tempo, lo scenografo Arthur Max,
è stato conferito il difficile compito di ricostruire
l'Inghilterra medievale, ricreando il più accuratamente
possibile la vita nei villaggi e la grandiosità dei castelli
del periodo. Per le scenografie Max ha studiato una grande ricchezza
di materiali presenti nei musei, nelle biblioteche, negli ambienti
realmente ricostruiti in Inghilterra e in Dordogna, in Francia,
ed anche in alcuni villaggi spagnoli nei Pirenei che sono rimasti
quasi identici a come erano nel Medioevo. Scott e Max hanno
tratto anche ispirazione dai dipinti de Pieter Bruegel giovane
e vecchio, che ritraevano quella durezza nella vita medievale
che i due tanto aspiravano a ricreare per il grande schermo.
Nonostante non appartenessero a quel periodo, questi dipinti
offrivano un'immagine molto accurata dell'epoca.
Il Villaggio di Nottingham è stato ricostruito nell'Hampton
Estate, nei pressi di Guildford, nel Surrey, composto di oltre
50 edifici, la maggior parte dei quali realizzati con legno
e paglia e una specie di fango per costruzioni, costruiti attorno
ad una piazza, con un negozio di granaglie, una taverna, un
granaio, un mulino ad acqua realmente funzionante ed una chiesa,
oltre a un frutteto, case e recinti per animali di ogni forma
e dimensione che si estendevano ben oltre il centro della città.
Il set che lo rappresenta è stato costruito in una tenuta
privata con antiche querce, prati sconfinati e una topografia
sensazionale. La proprietà comprende anche una foresta
di abeti, un ruscello e una palude, pertanto rappresentava una
vera miniera di inquadrature per Scott.
Robin Hood, il bosco di Bourne Woods è servito da base
per i villaggi di Barnsdale (considerato uno dei luoghi d'origine
della leggenda di Robin Hood), York e Peterborough. Max ha realizzato
anche il castello francese ed il campo inglese che lo circondava
dove sono state girate le scene iniziali del film nella stessa
location. Si è ispirato ad un castello francese realmente
esistente, più o meno nella zona dove si trovava lo Chalouse
Castle. Costruito in cima ad una collina di circa 19 metri da
terra fino al tetto della torre, il castello francese è
stato ricostruito utilizzando le classiche impalcature e il
gesso. Calchi eseguiti sulle pietre di castelli inglesi del
periodo sono serviti a riprodurre i materiali di costruzione
dell'epoca. Un ingegnere è stato poi incaricato di verificare
che la struttura potesse resistere al vento e anche per assicurarsi
che la collina non franasse sotto al peso di questa enorme struttura,
estesa poi digitalmente in post-produzione.
Presso
gli Shepperton Studios sono state riprodotte alcune zone chiave
di Londra e, soprattutto, la Torre di Londra, così com'era
tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo. Ridotto ad un
campo incolto prima dell'arrivo della squadra degli scenografi,
il resto degli Shepperton Studios è stato trasformato
in solo alcuni mesi in una impressionante Londra del periodo
medievale.
Per le sequenze dell’assedio iniziale e della battaglia
contro i francesi, Scott ha utilizzato dalle cinque alle dodici
macchine da presa che ha consentito a lui e al direttore della
fotografia Mathieson di filmare scene prestando attenzione ad
ogni piccolissimo dettaglio. Avvalendosi dell'uso di tante cineprese,
Scott ha anche consciamente evitato di affaticare troppo gli
attori, cosa cruciale nella realizzazione di un film che richiedeva
loro un già così grande sforzo fisico. Consapevole
del fatto che avrebbero spesso indossato costumi ingombranti
e scomodi, e che gran parte delle riprese sarebbero avvenute
in condizioni climatiche sfavorevoli, al freddo e sotto la pioggia,
Scott aveva deciso di girare ogni scena il minor numero di volte
possibile.
A
metà delle riprese, la produzione si è spostata
nel Galles e sulla spiaggia di Freshwater Beach, nel West Pembrokeshire,
per girare le epiche scene di battaglia in cui i francesi, al
comando di Re Filippo, cercano di invadere l'Inghilterra e di
reclamarne le terre. Si è trattato di un lavoro molto
arduo e assolutamente centrale al film, e i realizzatori hanno
messo insieme oltre 1500 tra attori e comparse per realizzare
quelle scene. La squadra ha girato una serie di scene molto
complicate, utilizzano nove macchine da presa normali, una steadicam,
una Wescam ed un elicottero. A causa del vento della zona, però,
la produzione ha dovuto fronteggiare numerose difficoltà
tecniche: durante i primi giorni delle riprese il mare era estremamente
mosso, e la squadra tecnica ha dovuto affrontare delle onde
così alte per arrivare a largo che persino i più
esperti marinai hanno sofferto il mal di mare. Pertanto è
stato necessario costruire un molo portatile nella vicina Pembroke
per realizzare alcune riprese. Girare per due settimane in condizioni
climatiche così impervie, in cui ad un'ondata di calore
spesso seguivano piogge torrenziali, la squadra tecnica ha dovuto
combattere con la marea che cresceva di circa un metro al minuto,
spostando continuamente 1500 persone e 150 veicoli a nord di
una spiaggia lunga quasi un chilometro. Torna al
sommario
Il
Regista
Ridley Scott ha debuttato come regista cinematografico nel 1977,
con I Duellanti, per il quale ha vinto la Palma d'Oro
Festival di Cannes. Il secondo film da lui diretto è
stato nel 1979 il blockbuster di fantascienza Alien,
al quale è seguito nel 1982 la sua terza opera, Blade
Runner, cult movie della fantascienza moderna.
Tra gli altri film diretti da lui tra gli anni ’80 e ’90
ricordiamo Legend, Chi protegge il testimone, Black Rain,
1492: La conquista del Paradiso, L'albatros - Oltre la tempesta,
Soldato Jane ed Hannibal.
Scott è stato tre volte candidato all'Oscar come miglior
regista: nel 1991 per Thelma & Louise, nel 2000
con Il Gladiatore e nel 2002 per il film Black
Hawk Down, per il quale è stato anche candidato
al premio della Directors Guild of America (DGA). E’ stato
candidato all' Oscar, al Golden Globe, al BAFTA e al DGA come
migliore regista per il kolossal Il Gladiatore e al
Golden Globe per il suo American Gangster.
I suoi film più recenti sono stati Una Buona Annata,
Le Crociate, Il Genio della Truffa e infine Nessuna
verità. Torna al sommario
Gli Sceneggiatori
Brian Helgeland è lo sceneggiatore vincitore
dell'Oscar di L.A. Confidential. Tra le altre sceneggiature
da lui firmate ricordiamo Ipotesi di complotto e Il
destino di un cavaliere, oltre agli adattamenti di Payback-
La rivincita di Porter, Man on Fire e Mystic River,
per la quale è stato candidato all'Oscar. Helgeland ha
scritto anche la sceneggiatura di Green Zone, di Paul
Greengrass, con Matt Damon, Greg Kinnear e Amy Ryan. Oltre ad
essere un'eccellente sceneggiatore, Helgeland ha diretto tre
film e sta per dirigerne uno dalla sua sceneggiatura originale
dal titolo Sidney Grimes per la Sony Pictures.
Ethan
Reiff & Cyrus Voris sono scrittori, creativi e
produttori esecutivi, con all’attivo la sceneggiatura
di Kung Fu Panda, il grande successo di animazione
della DreamWorks del 2008. Hanno scritto anche Il Monaco,
nel 2003, e sono gli autori nonché produttori esecutivi
della serie televisiva candidata a numerosi premi Emmy e Golden
Globe Sleeper Cell, per la Showtime. Nel 1998 ha avuto
inizio la loro carriera televisiva in veste di creatori e co-produttori
esecutivi della serie poliziesca/sovrannaturale Brimstone,
per la FOX. Torna al sommario
Il Produttore
Brian Grazer realizza film e programmi per la Tv da 25 anni.
Ha prodotto tutti i film del suo partner professionale, il regista
Ron Howard, ovvero Splash - Una sirena a Manhattan, Apollo
13, A Beautiful Mind, Fuoco assassino, Il Grinch, Frost/Nixon-Il
duello, Il Codice Da Vinci e il suo sequel Angeli e
Demoni; recentemente ha prodotto anche il film di Ridley
Scott American Gangster e quello di Clint Eastwood
The Changeling.
Sia come scrittore che come produttore, è stato personalmente
candidato a 4 premi Oscar, e nel 2001 ha vinto quello per il
miglior film con A Beautiful Mind.
Nel corso degli anni, i film e i serial televisivi di Grazer
sono stati candidati ad un totale di 43 Oscar e 131 premi Emmy,
totalizzando oltre 13 miliardi e mezzo di dollari ai botteghini,
e nel settore musicale e dell'home video. Per questa combinazione
di risultati artistici e commerciali, la Producers Guild of
America (PGA) ha conferito a Grazer il premio David O. Selznick
alla carriera nel 2001.
Tra gli altri suoi film ricordiamo Inside Man di Spike
Lee, Flightplan- Mistero in volo, Cinderella Man, 8 Mile
e Prima ti sposo, poi ti rovino; Il professore matto, Bugiardo
bugiardo, Ransom-il riscatto; Parenti, amici e tanti guai; Spie
come noi e il documentario Inside Gola Profonda.
Tra i progetti di Grazer per la televisione ricordiamo le serie
24; Arrest Development- Ti presento i miei; Friday Night
Lights; Lie to Me; Felicity; Parenthood. Torna
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Staff Tecnico
John Mathieson (Direttore della fotografia)
ha ottenuto la sua prima candidatura all'Oscar per il suo lavoro
nel colossal diretto da Ridley Scott Il Gladiatore.
Ha vinto il premio BAFTA, ed è stato candidato a quello
della American Society of Cinematographers oltre a ricevere
il riconoscimento della Los Angeles Film Critics Association
per il suo lavoro di direttore della fotografia. La collaborazione
creativa tra Mathieson e Scott è poi proseguita con Hannibal,
Il genio della truffa e Le Crociate. I suoi progetti
più recenti comprendono il film di John Landis Burke
and Hare; Brighton Rock, diretto da Rowan Joffe; il film
di Kirsten Sheridan La musica nel cuore; Il fantasma dell'opera,
di Joel Schumacher, per il quale ha ottenuto una seconda candidatura
all'Oscar; il film di Marc Evans Trauma; K-PAX, diretto
da Iain Softley e Plunkett & Macleane di Jake Scott.
Inoltre, il direttore della fotografia di origini scozzesi ha
contribuito alla realizzazione di una lunga serie di film internazionali
tra i quali Love Is the Devil, con Derek Jacobi, Vigo:
Passion for Life (Le Patit Poucet), Twin Town, Bye-Bye,
Pigalle ed il documentario Mirror, Mirror. Nel
1996, è stato insignito del titolo di Chevalier de l’Ordre
des Arts et des Lettres dal Ministro Francese della Cultura
per i suo contributo al cinema francese. Torna
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Arthur
Max (Scenografo), newyorkese di nascita, laureato presso
la New York University alla fine degli anni Sessanta, ha cominciato
a lavorare nel cinema come tecnico delle luci nell'industria
musicale. Tra i suoi primi lavori ci sono il leggendario festival
di Woodstock del 1969 e molti concerti tenutisi al famoso Fillmore
East di Bill Graham nell'East Village di New York. Nei dieci
anni successivi ha curato l'illuminazione dei concerti di gruppi
straordinari come i T-Rex e i Pink Floyd. Dopo aver studiato
architettura in Inghilterra, laureandosi all'inizio degli anni
Ottanta presso il Polytechnic of Central London ed il Royal
College of Art, Max ha progettato diversi edifici a Londra.
Ha lavorato nell'industria del cinema britannico come assistente
di designer del calibro di Stuart Craig in Greystoke: La
leggenda di Tarzan, il signore delle scimmie e Cale
di Asshetton Gorton in Revolution.
Max ha iniziato la sua collaborazione con il regista Ridley
Scott nel campo degli spot pubblicitari. Max è stato
candidato all'Oscar per le migliori scenografie per due film
diretti da Scott: Il Gladiatore, American Gangster,
per il quale ha ricreato il quartiere di Harlem degli anni Settanta.
Per Il Gladiatore, Max ha vinto anche un premio BAFTA,
quello della National Board of Review, quello della Broadcast
Film Critics ed il premio Excellence in Production Design conferitogli
dalla Art Directors Guild. E' stato candidato al premio della
Art Directors Guild per la quarta volta per American Gangster.
I film che Max ha realizzato insieme a Scott comprendono anche
Nessuna verità; Le Crociate; Soldato Jane e
Black Hawk Down, per il quale ha ottenuto la seconda
candidatura al premio della Art Directors Guild ed anche una
al premio dell' American Film Institute.
Max ha collaborato due volte con il regista David Fincher, realizzando
le scenografie per Se7en e Panic Room, per
il quale ha ottenuto la sua terza candidatura al premio della
Art Directors Guild. Torna al sommario
Pietro
Scalia (Montaggio), nato in Sicilia, Scalia è
cresciuto in Svizzera ed ha frequentato l'università
negli Stati Uniti, conseguendo un MFA in arte cinematografica
e teatrale presso la UCLA nel 1985.
La sua carriera è iniziata collaborando con Oliver Stone,
in veste di primo assistente al montaggio, alla realizzazione
di Wall Street e Talk Radio. E' stato poi
montatore associato di Nato il 4 luglio, che ha vinto l' Oscar
per il miglior montaggio, ed è stato montatore aggiunto
di The Doors.
Scalia ha collaborato con il regista italiano Bernardo Bertolucci,
realizzando il montaggio de Il piccolo Buddha e Io
ballo da sola. Ha anche lavorato anche con registi del
calibro di Sam Raimi in Pronti a morire e con Rob Marshall
in Memorie di una Geisha. Ha ottenuto due Premi Oscar
per il miglior montaggio: il primo per il controverso film di
Oliver Stone del 1991 JFK, onore che ha condiviso con
l'altro montatore del film, Joe Hutshing, e che gli è
valso anche un premio BAFTA e il premio Eddie dell'American
Cinema Editors (ACE); il secondo per il drammatico film di guerra
del 2001 diretto da Ridley Scott Black Hawk Down, per
il quale ha ottenuto anche un ACE Eddie Award ed è stato
candidato al premio BAFTA.
In aggiunta, Scalia è stato candidato al premio Oscar
e all'ACE Eddie Award per il montaggio del film diretto da Gus
Van Sant Will Hunting - Genio ribelle, ed ha ottenuto
un'ulteriore candidatura all'Oscar, all'ACE Eddie Award e al
premio BAFTA per il montaggio del film di Scott vincitore dell'Oscar
Il Gladiatore.
Scalia ha realizzato anche il montaggio dei film di Scott Nessuna
verità; American Gangster (per il quale è
stato candidato al premio BAFTA); Soldato Jane e Hannibal.
E' sempre suo il montaggio del documentario prodotto dall'attore
Leonardo DiCaprio The 11th Hour, e del film di Matthew
Vaughn Kick-Ass. Torna al sommario
Janty
Yates (Costumista), ha mosso i primi passi professionali
nel mondo della moda, ed è poi passata a lavorare per
l'industria del cinema come assistente costumista per il film
di Jean-Jacques Annaud La guerra del fuoco (1981).
Ha poi lavorato con Mike Newell nel 1985 per il thriller Ballando
con uno sconosciuto, e nel 1988 per il film drammatico
La legge delle triadi. Si è occupata della supervisione
del guardaroba per l'acclamato musical di Alan Parker The
Commitments, ed ha poi debuttato come costumista con la
commedia drammatica inglese del 1993 Bad Behaviour.
Nel 2000 ha vinto il Premio Oscar ed è stata candidata
al premio BAFTA per i costumi del film di Ridley Scott Il
Gladiatore. Il film è stata la prima di cinque collaborazioni
tra la Yates e il regista per il quale ha realizzato i costumi
di Nessuna verità, American Gangster, Hannibal e
Le Crociate, per il quale è stata candidata
al premio Goya per i migliori costumi.
La sua lunga serie di collaborazioni con registi di fama mondiale
comprende quella con Michael Winterbottom per il film Welcome
to Sarajevo, Jude e With or Without You; con Michael
Mann in Miami Vice; con Jean-Jacques Annaud in Enemy
at the Gates; con Christopher Monger ne L'inglese che
salì la collina e scese da una montagna; con Jon
Amiel in L'uomo che sapeva troppo poco; con Gillian
Armstrong in Charlotte Gray; e con Irwin Winkler nel
film biografico su Cole Porter De-Lovely, collaborazione
che le è valsa una candidatura al premio della Costume
Designers Guild per l'eleganza dei costumi del periodo seguente
alla Grande Depressione da lei realizzati. Torna
al sommario
Marc
Streitenfeld (compositore), nato a Monaco, in Germania,
Streitenfeld si è trasferito a Los Angeles all'età
di 19 anni. Inizialmente ha lavorato come assistente del compositore
Hans Zimmer, poi come montatore freelance per le musiche di
vari film ed in fine come supervisore delle musiche di molti
film di alto profilo. Ha scritto le musiche per cinque film
consecutivi di Ridley Scott, tra i quali Nessuna verità,
American Gangster, per le musiche del quale è stato
candidato al premio BAFTA, e la commedia romantica Una buona
annata. Sempre con Scott è stato supervisore alle
musiche de Le Crociate e de Il genio della truffa;
ha curato il montaggio delle musiche di Black Hawk Down
e di Hannibal; ed è stato il consigliere tecnico per
la colonna sonora de Il Gladiatore, candidata all'Oscar.
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(Maggio
2010)