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RICHARD MATHESON Io sono Leggenda
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Richard Matheson è uno dei più prolifici ed influenti scrittori di fantascienza ed horror del XX° secolo, riconosciuto maestro del genere accanto a nomi “sacri” come Isaac Asimov, Arthur C. Clarke o Philip Dick. Autore di “Io Sono Leggenda”, uno dei più belli e famosi romanzi di vampiri di sempre, Matheson, accanto all’attività di romanziere ha portato avanti con successo anche quella di sceneggiatore cinematografico (per la gloriosa Hammer Film di Roger Corman) e televisivo (“The Twiligh Zone-Ai confini della Realtà” e la serie classica di “Star Trek”).
BIOGRAFIA
Nato il 20 Febbraio del 1926 ad Allendale, in New Jersey, da una famiglia
di origine norvegese, Richard Matheson è autore di romanzi e
racconti che hanno forgiato il gusto e le caratteristiche del “Fantastico”
contemporaneo influenzando profondamente altri linguaggi, dal cinema
ai fumetti, arrivando persino ai videogiochi.
IO SONO LEGGENDA E’ il 1976. Robert Neville torna a casa dopo una giornata di duro lavoro. Cucina, pulisce, ascolta un disco, si siede in poltrona e legge un libro. Eppure la sua non è una vita normale. Soprattutto dopo il tramonto. Perché Neville è l’ultimo uomo sulla Terra. L’ultimo umano sopravvissuto, in un mondo completamente popolato da vampiri. Nella solitudine che lo circonda, Robert esegue la sua missione, studia il fenomeno e le superstizioni che lo circondano, cerca nuove strade per lo sterminio delle creature delle tenebre. Durante la notte Neville se ne sta rintanato nella sua roccaforte, assediato dai morti viventi avidi del suo sangue. Ma con il sorgere del sole è lui a dominare un gioco crudele e di meccanica ferocia, scandito dalle luci e dalle ombre di un tempo sempre uguale a se stesso e che impone la ripetizione di un rituale sanguinario. In questo mondo Neville, con la sua unicità, si è già trasformato in leggenda. Questo è il riassunto in seconda copertina del romanzo “I Am Legend”, l’opera più famosa di Richard Matheson, precedentemente pubblicata in Italia con il poco originale titolo di “Vampiri” in un’edizione ormai rarissima e vetusta. Il libro fu poi stampato dalla collana Urania (oggi praticamente introvabile) nel 1996, recuperando il suo vero titolo, mentre nel 2004 è stato ritradotto e stampato in una nuova versione targata Fanucci editore, il cui adattamento in italiano è fedelissimo alla prosa di Matheson. Pubblicato
nel 1954, “Io Sono Leggenda” è una
delle pietre miliari del genere fantastico: un racconto lucido e realistico,
basato sulla quotidianità del protagonista scandita da ciclici
rituali (ricerca di cibo, riparazioni della sua casa fortificata,
la ricerca e lo sterminio metodico dei vampiri) e calata in uno
scenario apocalittico e decadente. Lo stile di Matheson è modernissimo,
tanto da rendere la lettura di “Io Sono Leggenda” gradevole
ed attuale nonostante siano passati 50 anni dalla sua prima stampa.
“Io
Sono Leggenda” è un libro –che forse ha il solo
torto di essere troppo breve- nel quale l’autore propone
una sottile riflessione, a partire dagli strumenti di un genere letterario
come l’horror, sulla diversità umana, sul razzismo e sulla
natura culturale dei rapporti sociali. Concludendo,
l’originalità delle idee di base del libro, unite ad uno
stile narrativo lucido e realistico che ha fatto scuola, hanno reso
giustamente “Io Sono Leggenda” l’opera più
famosa e celebrata della lunga e variegata carriera di Richard Matheson
come autore letterario, nonché uno dei libri più belli
e famosi sui Vampiri, il quale ha dato una spinta enorme all’evoluzione
dei concetti attinenti le creature della notte, tanto nella letteratura
quanto nel cinema. Di fatto, il romanzo di Matheson costituisce da tantissimi
anni fonte d’ispirazione per tanti scrittori e registi che hanno
voluto cimentarsi con vampiri di concezione diversa da quella classica
di Dracula.
GLI ALTRI ROMANZI
Come scrittore, abbiamo giustamente dedicato molto spazio al suo lavoro
letterario più famoso, ma Matheson ha firmato altri celebri romanzi
-divenuti quasi tutti dei film- nei quali ha operato con fine sensibilità
e realismo un lavoro di scardinamento delle regole che definiscono la
realtà, costringendo i lettori a cambiare il proprio punto di
vista durante la lettura. In “A Stir of Echoes” (“Io sono Helen Driscoll”), invece, l’elemento sovrannaturale si insinua piano piano nella realtà quotidiana del protagonista di quest’altro romanzo, il quale si accorge da vari indizi della presenza del fantasma di una donna nella sua casa. La presenza lo porterà ad indagare su un omicidio avvenuto molti anni prima. Anche questo romanzo ha avuto una versione per il grande schermo di qualche anno fa, non molto riuscita a dire la verità: “Echi Mortali” con Kevin Bacon. L’incipit di “A Stir of Echoes” viene poi completamente ribaltato nel romanzo “What Dreams may Come” (“Al di là dei sogni”, del 1978 e diventato anch’esso un film con Robin Williams), dove -nel consueto meccanismo di rovesciamento dei ruoli di Matheson- “l’estraneo”, qui fantasma, diviene il protagonista stesso: nel libro assistiamo alle vicissitudini di un uomo morto in un incidente stradale il cui spettro non trova pace, protagonista di una vicenda che rimanda curiosamente e con sapienza al mito di Orfeo ed Euridice. Nel romanzo “La Casa d’Inferno” (“Hell House”, del 1974), Matheson riprende l’ambientazione paranormale già usata nei suoi precedenti lavori ma la ristruttura con un approccio narrativo scientifico, incentrando la storia su presenze ultraterrene che infestano un’antica villa, cercando al tempo stesso di spiegarle scientificamente. Non c’è nessun film che sia stato apertamente tratto da questo romanzo, eppure “Hell House” riveste lo stesso un’enorme importanza nel genere horror delle “case infestate” per il realismo con cui lo scrittore affronta l’argomento, tanto da aver ispirato moltissimi film come “Poltergeist”, “Amityville Horror”, “La Casa” e via dicendo. L’ultimo romanzo della sua produzione che prendiamo in considerazione è “Appuntamento nel Tempo” (“Bid Time Return”), con il quale Matheson si discosta dalle tematiche che hanno caratterizzato i suoi precedenti libri per indagare sul campo dei sentimenti con una curiosa storia d’amore che sfida addirittura i confini del tempo. Lo scrittore, infatti, non rinunciando comunque ad un’impostazione fantasy della storia con il protagonista che si innamora di un’attrice del passato rimanendo così ossessionato da lei da riuscire a tornare indietro nel tempo e raggiungerla (oppure è solo un delirio di una mente malata?), si concentra –in maniera più profonda rispetto al resto della sua produzione- sull’analisi del rapporto d’amore tra i due personaggi. Anche di questo film, nel 1983, è stato tratto un omonimo (e noioso) film con Christopher Reeve, lo sfortunato interprete di “Superman”. Matheson si è cimentato, infine, anche con la guerra e le sue conseguenze sulle persone, narrate con realismo ed attenzione nel romanzo bellico “I Ragazzi della Morte” (“The Beardless Warriors”).
I RACCONTI
Matheson, oltre ai romanzi citati, ha firmato ben 52 racconti di vario
genere, tra i quali spiccano per importanza gli agghiaccianti e superbi
“Nato da uomo e donna” (l’orrore
nelle mura domestiche fuso con tematiche di abusi familiari, raccontato
in prima persona dal “mostro”) e “Through
Channels” (che ha ispirato David Cronenberg per il
suo film “Videodrome”), scritti quando
lavorava per la rivista Magazine of Fantasy. A questi aggiungiamo
“Il Dispensatore”, straordinario apologo
sul fallace equilibrio dei rapporti interpersonali nonché fonte
d’ispirazione di Stephen King per il suo romanzo “Cose Preziose”;
altri pregevoli racconti sono “Discesa”
-straordinario racconto di fantascienza con una realistica ed amara
riflessione sulla guerra nucleare- e poi i terrificanti “I
Vampiri non esistono”, “Tocco Finale”,
“Deus Ex Machina”, “Primo
Anniversario”, “Slaughter House”
(che pare abbia ispirato ancora King per il suo romanzo “Shinning”)
ed “Una Chiamata da Lontano”.
CONCLUSIONI
Stephen King dice di lui: “E’ lo scrittore
che mi ha influenzato piú di ogni altro”. E non stentiamo
a crederlo vista la ricchezza di idee innovative della sua produzione
ma anche l’enorme mole di lavoro che Matheson ha firmato in campo
letterario, televisivo e cinematografico.
(Gennaio 2008) |
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