RICHARD MATHESON

Io sono Leggenda

 

 

Richard Matheson è uno dei più prolifici ed influenti scrittori di fantascienza ed horror del XX° secolo, riconosciuto maestro del genere accanto a nomi “sacri” come Isaac Asimov, Arthur C. Clarke o Philip Dick. Autore di “Io Sono Leggenda”, uno dei più belli e famosi romanzi di vampiri di sempre, Matheson, accanto all’attività di romanziere ha portato avanti con successo anche quella di sceneggiatore cinematografico (per la gloriosa Hammer Film di Roger Corman) e televisivo (“The Twiligh Zone-Ai confini della Realtà” e la serie classica di “Star Trek”).

 

BIOGRAFIA

Nato il 20 Febbraio del 1926 ad Allendale, in New Jersey, da una famiglia di origine norvegese, Richard Matheson è autore di romanzi e racconti che hanno forgiato il gusto e le caratteristiche del “Fantastico” contemporaneo influenzando profondamente altri linguaggi, dal cinema ai fumetti, arrivando persino ai videogiochi.
La sua opera, accanto alla maestria nel tratteggiare il soprannaturale e la suspense, è caratterizzata da un realismo rigoroso, da un forte pessimismo e da una paradossale credibilità di quanto raccontato, dimostrando sempre un’attenzione commossa verso quell’umanità marginale e soggiogata da un potere o da un sistema o da una volontà che assume caratteri “mostruosi”.
Definito da Ray Bradbury “uno degli scrittori più importanti del XX secolo”, Matheson è autore di svariati racconti e romanzi gialli, di fantascienza, horror, fantasy e western, collaborando a lungo con cinema e televisione.
Dopo diversi anni di collaborazioni come autore free-lance per riviste specializzate come Magazine of Fantasy and Science Fiction, negli anni ’50 comincia a lavorare alla factory di Roger Corman (la Hammer Films) come sceneggiatore.
Firma le sceneggiature di svariati film come “Il Pozzo ed il Pendolo”, “I Maghi del Terrore”, “Radiazioni BX: Distruzione Uomo” (tratto da un suo romanzo), “I Racconti del Terrore”, fino a collaborare nel 1971 con un giovanissimo Steven Spielberg per la sceneggiatura della sua opera prima: “Duel”.
Nel 1972, inoltre, grazie al produttore Dan Curtis adatterà un suo racconto inedito (“The Kolchak Tapes”) per la sceneggiatura di “NightStalker”, un horror moderno ambientato a Las Vegas con un serial killer vampiro che ottenne un così grosso successo di pubblico da avere parecchi sequel nel corso degli anni e, persino, una serie a fumetti pubblicata ancora oggi.
In campo televisivo, grazie all’interessamento del produttore Rod Sterling (il quale era un estimatore della sua produzione letteraria), Matheson ha scritto molti episodi di varie serie televisive, tra cui le celebri “The Twiligh Zone/Ai Confini della Realtà” (1964) e soprattutto “Star Trek” (1966).

 

IO SONO LEGGENDA

E’ il 1976. Robert Neville torna a casa dopo una giornata di duro lavoro. Cucina, pulisce, ascolta un disco, si siede in poltrona e legge un libro. Eppure la sua non è una vita normale. Soprattutto dopo il tramonto. Perché Neville è l’ultimo uomo sulla Terra. L’ultimo umano sopravvissuto, in un mondo completamente popolato da vampiri. Nella solitudine che lo circonda, Robert esegue la sua missione, studia il fenomeno e le superstizioni che lo circondano, cerca nuove strade per lo sterminio delle creature delle tenebre. Durante la notte Neville se ne sta rintanato nella sua roccaforte, assediato dai morti viventi avidi del suo sangue. Ma con il sorgere del sole è lui a dominare un gioco crudele e di meccanica ferocia, scandito dalle luci e dalle ombre di un tempo sempre uguale a se stesso e che impone la ripetizione di un rituale sanguinario. In questo mondo Neville, con la sua unicità, si è già trasformato in leggenda.

Questo è il riassunto in seconda copertina del romanzo “I Am Legend”, l’opera più famosa di Richard Matheson, precedentemente pubblicata in Italia con il poco originale titolo di “Vampiri” in un’edizione ormai rarissima e vetusta. Il libro fu poi stampato dalla collana Urania (oggi praticamente introvabile) nel 1996, recuperando il suo vero titolo, mentre nel 2004 è stato ritradotto e stampato in una nuova versione targata Fanucci editore, il cui adattamento in italiano è fedelissimo alla prosa di Matheson.

Pubblicato nel 1954, “Io Sono Leggenda” è una delle pietre miliari del genere fantastico: un racconto lucido e realistico, basato sulla quotidianità del protagonista scandita da ciclici rituali (ricerca di cibo, riparazioni della sua casa fortificata, la ricerca e lo sterminio metodico dei vampiri) e calata in uno scenario apocalittico e decadente. Lo stile di Matheson è modernissimo, tanto da rendere la lettura di “Io Sono Leggenda” gradevole ed attuale nonostante siano passati 50 anni dalla sua prima stampa.
Matheson ha l’indubbio merito di essere stato il primo scrittore ad aver descritto l’archetipo del vampiro con un approccio scientifico, asciugando la sua figura da qualsiasi riferimento sovrannaturale e dandogli un’impostazione concettuale basata su una mutazione genetica provocata da un virus. In questo senso, possono essere rintracciati nella trama chiari rimandi alle fobie di attacchi batteriologici e nucleari tipici della situazione della guerra fredda presente negli anni ’50 (e della conseguente desolazione post-atomica), epoca in cui Matheson scrisse il suo romanzo. Quelli che un tempo erano figure gotiche legate al mondo delle tenebre e del sovrannaturale, vengono quindi trasformate da Matheson in mutanti post-moderni, le cui capacità (morte apparente, fotosensibilità e bisogno di sangue) sono riconducibili ad una biologia diversa da quella umana e giustificata con l’idea geniale dell’attività batterica nel nostro corpo. Seppur non supportate da un realismo prettamente scientifico, le intuizioni di Matheson furono estreamente innovative, apparendo ancora oggi plausibili e dando al tempo stesso nuova linfa narrativa e stilistica al genere letterario e cinematografico dei Vampiri.

“Io Sono Leggenda” è un libro –che forse ha il solo torto di essere troppo breve- nel quale l’autore propone una sottile riflessione, a partire dagli strumenti di un genere letterario come l’horror, sulla diversità umana, sul razzismo e sulla natura culturale dei rapporti sociali.
La genialità della situazione alla base del romanzo è poi incontestabile e cala il lettore in un’atmosfera crepuscolare, molto realistica ed anche per questo fattore ancora più angosciante; al di là del crudo e cinico realismo del racconto, Matheson ha infatti il colpo di genio di ribaltare completamente la situazione tipica di tanti romanzi e film dell’orrore con il Vampiro che era il “mostro” diverso dalla gente, l’elemento anomalo inserito nel contesto della normalità: in “Io Sono Leggenda” avviene totalmente li contrario, cioè è il protagonista stesso ad essere “l’estraneo” in un mondo dove la “normalità” è costituita dall’essere vampiri.

Concludendo, l’originalità delle idee di base del libro, unite ad uno stile narrativo lucido e realistico che ha fatto scuola, hanno reso giustamente “Io Sono Leggenda” l’opera più famosa e celebrata della lunga e variegata carriera di Richard Matheson come autore letterario, nonché uno dei libri più belli e famosi sui Vampiri, il quale ha dato una spinta enorme all’evoluzione dei concetti attinenti le creature della notte, tanto nella letteratura quanto nel cinema. Di fatto, il romanzo di Matheson costituisce da tantissimi anni fonte d’ispirazione per tanti scrittori e registi che hanno voluto cimentarsi con vampiri di concezione diversa da quella classica di Dracula.
In campo letterario, ad esempio, i semi del lavoro di Matheson sono riconoscibili in diverse opere di Stephen King (“L’Ombra dello Scorpione”, “Le Notti di Salem”, “Cell”) mentre, in campo cinematografico, nel lavoro di molti registi come George Romero con il suo cult movie “La Notte dei Morti Viventi”; gli archetipi del cinema di Romero sono chiaramente ispirati al libro di Matheson, per non parlare di altre opere come il folgorante “28 Giorni Dopo” di Danny Boyle, oppure “1997: Fuga da New York” di John Carpenter.
Il libro stesso ha avuto nel corso degli anni ben tre versioni cinematografiche: la prima, classica, prodotta e girata in Italia nel 1964 con protagonista Vincent Price (“L’Ultimo Uomo sulla Terra”) è l’adattamento più fedele e dettagliato del romanzo, seppur raccontato con un budget limitato ed un eccessivo lirismo; la seconda, invece, girata nel 1971 ed interpretata Charlton Heston (“The Omega Man”, da noi tradotto col titolo apocrifo di “1975:Occhi Bianchi sul pianeta Terra”), è una versione più moderna, ma meno rispettosa dell’originale e permeata da toni più reazionari; entrambi i film -a quanto dicono i bene informati- delusero parecchio l’autore, che in essi non riconobbe in pieno l’espressione delle idee del suo romanzo.
Infine, il terzo adattamento in ordine di tempo è il kolossal “I Am Legend/Io sono Leggenda” con Will Smith; film che, oltre a recuperare il titolo originale del romanzo, è anche l’adattamento più spettacolare, ma neanch’esso il più fedele, apportando delle sostanziali modifiche alla storia originale.

 

GLI ALTRI ROMANZI

Come scrittore, abbiamo giustamente dedicato molto spazio al suo lavoro letterario più famoso, ma Matheson ha firmato altri celebri romanzi -divenuti quasi tutti dei film- nei quali ha operato con fine sensibilità e realismo un lavoro di scardinamento delle regole che definiscono la realtà, costringendo i lettori a cambiare il proprio punto di vista durante la lettura.
“Io Sono Leggenda” ne è l’esempio più lampante con il protagonista che diventa, suo malgrado, “il mostro” all’interno di un nuovo tipo di società, ma -sempre a proposito della visione soggettiva di un mondo che diviene diverso agli occhi del protagonista e viceversa- ci sono anche altri esempi che hanno fatto scuola, come ad esempio, gli esercizi stilistici di “The Shrinking Man” (“Tre Millimetri al Giorno”, del 1956), romanzo che narra di come il protagonista comincia a rimpicciolire di tre millimetri al giorno a causa di un’ esposizione radioattiva. Il libro è una cronaca angosciante della lotta senza speranza del protagonista per sopravvivere tra gli oggetti quotidiani che diventano giorno dopo giorno sempre più grandi ed alieni, arrivando ad un incredibile finale che sposterà sapientemente il punto di vista del lettore verso un altro modo di concepire la realtà. Il libro ha avuto una trasposizione cinematografica diretta da Jack Arnold, “Radiazioni BX: Distruzione Uomo”, tra l’altro sceneggiata dallo stesso Matheson.

In “A Stir of Echoes” (“Io sono Helen Driscoll”), invece, l’elemento sovrannaturale si insinua piano piano nella realtà quotidiana del protagonista di quest’altro romanzo, il quale si accorge da vari indizi della presenza del fantasma di una donna nella sua casa. La presenza lo porterà ad indagare su un omicidio avvenuto molti anni prima. Anche questo romanzo ha avuto una versione per il grande schermo di qualche anno fa, non molto riuscita a dire la verità: “Echi Mortali” con Kevin Bacon.

L’incipit di “A Stir of Echoes” viene poi completamente ribaltato nel romanzo “What Dreams may Come” (“Al di là dei sogni”, del 1978 e diventato anch’esso un film con Robin Williams), dove -nel consueto meccanismo di rovesciamento dei ruoli di Matheson- “l’estraneo”, qui fantasma, diviene il protagonista stesso: nel libro assistiamo alle vicissitudini di un uomo morto in un incidente stradale il cui spettro non trova pace, protagonista di una vicenda che rimanda curiosamente e con sapienza al mito di Orfeo ed Euridice.

Nel romanzo “La Casa d’Inferno” (“Hell House”, del 1974), Matheson riprende l’ambientazione paranormale già usata nei suoi precedenti lavori ma la ristruttura con un approccio narrativo scientifico, incentrando la storia su presenze ultraterrene che infestano un’antica villa, cercando al tempo stesso di spiegarle scientificamente. Non c’è nessun film che sia stato apertamente tratto da questo romanzo, eppure “Hell House” riveste lo stesso un’enorme importanza nel genere horror delle “case infestate” per il realismo con cui lo scrittore affronta l’argomento, tanto da aver ispirato moltissimi film come “Poltergeist”, “Amityville Horror”, “La Casa” e via dicendo.

L’ultimo romanzo della sua produzione che prendiamo in considerazione è “Appuntamento nel Tempo” (“Bid Time Return”), con il quale Matheson si discosta dalle tematiche che hanno caratterizzato i suoi precedenti libri per indagare sul campo dei sentimenti con una curiosa storia d’amore che sfida addirittura i confini del tempo. Lo scrittore, infatti, non rinunciando comunque ad un’impostazione fantasy della storia con il protagonista che si innamora di un’attrice del passato rimanendo così ossessionato da lei da riuscire a tornare indietro nel tempo e raggiungerla (oppure è solo un delirio di una mente malata?), si concentra –in maniera più profonda rispetto al resto della sua produzione- sull’analisi del rapporto d’amore tra i due personaggi. Anche di questo film, nel 1983, è stato tratto un omonimo (e noioso) film con Christopher Reeve, lo sfortunato interprete di “Superman”.

Matheson si è cimentato, infine, anche con la guerra e le sue conseguenze sulle persone, narrate con realismo ed attenzione nel romanzo bellico “I Ragazzi della Morte” (“The Beardless Warriors”).

 

I RACCONTI

Matheson, oltre ai romanzi citati, ha firmato ben 52 racconti di vario genere, tra i quali spiccano per importanza gli agghiaccianti e superbi “Nato da uomo e donna” (l’orrore nelle mura domestiche fuso con tematiche di abusi familiari, raccontato in prima persona dal “mostro”) e “Through Channels” (che ha ispirato David Cronenberg per il suo film “Videodrome”), scritti quando lavorava per la rivista Magazine of Fantasy. A questi aggiungiamo “Il Dispensatore”, straordinario apologo sul fallace equilibrio dei rapporti interpersonali nonché fonte d’ispirazione di Stephen King per il suo romanzo “Cose Preziose”; altri pregevoli racconti sono “Discesa” -straordinario racconto di fantascienza con una realistica ed amara riflessione sulla guerra nucleare- e poi i terrificanti “I Vampiri non esistono”, “Tocco Finale”, “Deus Ex Machina”, “Primo Anniversario”, “Slaughter House” (che pare abbia ispirato ancora King per il suo romanzo “Shinning”) ed “Una Chiamata da Lontano”.
Menzione a parte meritano i due racconti “Incubo a 6000 metri” e “Prey” (“Preda”), entrambi ispiratori di celebri trasposizioni in film ad episodi: il primo è stato materia della pellicola “Ai Confini della Realtà”, con un passeggero di un aereo di linea che si accorge di demonietto volante che sta allegramente distruggendo uno dei motori; il secondo narra di una ragazza asserragliata nel suo appartamento da un malefico bambolotto acquistato in un negozio ed improvvisamente animatosi con propositi omicidi, visto in uno degli episodi del film “Trilogia del Terrore”.

 

CONCLUSIONI

Stephen King dice di lui: “E’ lo scrittore che mi ha influenzato piú di ogni altro”. E non stentiamo a crederlo vista la ricchezza di idee innovative della sua produzione ma anche l’enorme mole di lavoro che Matheson ha firmato in campo letterario, televisivo e cinematografico.
Non è quindi un caso che Matheson sia stato definito come uno dei “maestri” del brivido e abbondantemente citato in tante pellicole e libri -non solo horror- visti gli “input” moderni che l’autore ha dato nei suoi lavori a proposito della realtà quotidiana violata improvvisamente dall’elemento sovrannaturale e caotico.


Paolo Pugliese


* La realizzazione di questo dossier è stata in parte resa possibile anche grazie al materiale bibliografico inserito nel libro “Io Sono Leggenda”, pubblicato dalla Fanucci Editore. Per saperne di più su Matheson e sulla sua produzione, vi rimando ad un ottimo saggio scritto da Walter Giordani e pubblicato sul sito Club Ghost.

 

(Gennaio 2008)

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