QUARTO POTERE

Il capolavoro assoluto del cinema firmato da Orson Welles

 

 

Il potente magnate dell’editoria Charles Kane muore ed un giornalista ne cerca di raccontare la vita intervistando la gente che lo conosceva (amici, colleghi, dipendenti e l’ex-moglie) nonché di svelare il mistero che si cela dietro l’ultima parola pronunciata da Kane morente: “Rosebud”. Il film si snoda raccontando una storia nella storia: la ricerca condotta dal giornalista sulla vita ed opera di Kane, attraverso le parole e le vite di chi intervista le quali svelano, pezzo per pezzo, la figura complessa ed emblematica del magnate. Si profila all’orizzonte l’enigma del significato dell’ultima parola di Kane al quale il giornalista spera di poter dare una soluzione: ci andrà molto vicino ma alla fine non saprà mai cosa voleva dire l’uomo; gli spettatori invece lo sapranno, in un finale muto e rivelatore.

“Quarto Potere” è stato recentemente definito come il film più bello della storia del cinema, in un referendum che ha interessato migliaia di film e decine e decine di critici ed esperti cinematografici.
Un film, ad oltre 60 anni dalla sua prima uscita, ancora attuale ed intrigante tanto per storia quanto per realizzazione visiva. Un film che costituisce anche il più grande e sorprendente debutto della storia: ad appena 26 anni, Orson Welles esordisce come sceneggiatore (insieme a Hermann Mankiewicz), attore e regista di questa moderna e poliedrica novella morale.

La storia del film è ispirata alla vita vera del magnate William Randolph Hearst (che tentò inutilmente di bloccare il film) ma Welles porta lo spettatore nei meandri di una narrazione inusuale, con una struttura complessa ed intrigante nel cui sviluppo si profila tutta l’essenza della società e della cultura americana che rende il film uno dei massimi capolavori cinematografici del mondo.
Ma “Quarto Potere” è molto di più di quanto detto fino ad ora: fu il primo e mirabile esempio di uso della tecnica dei “Flashback”, un film che grazie ad essi, narrativamente, propone non la storia di un uomo ma la cronaca di un’indagine intorno alla sua anima, costruita con flash all’indietro nel tempo incastrati tra loro. Le cinque persone intervistate dal giornalista che conoscevano il personaggio di Kane (interpretato dallo stesso Welles) raccontano cinque storie differenti perché narrate e vissute in maniera soggettiva, cosicché la verità su Kane può scaturire solo dalla somma di tutto ciò che è stato detto su di lui. Chi era veramente il cittadino Kane? Un dispotico re dei giornali oppure un sognatore, un ardito genio della finanza oppure un bieco affarista? La linea tra il vero ed il falso è estremamente labile, questo è il messaggio che tra le righe il film suggerisce: la realtà si può conoscere soltanto parzialmente, al massimo si può rappresentare lasciando a chi guarda l’onere di interpretarla.

Serrato nella composizione narrativa, geniale nei movimenti della macchina da presa, con passaggi per l’epoca inusuali ed innovativi (come l’uso del grandangolo ad esempio o il mirabile montaggio mediante dissolvenze come la celebre sequenza finale…), “Quarto potere” inaugura un nuovo modo di fare cinema, sfruttando le profondità del campo di ripresa -mediante il succitato grandangolo- per trasferire sul grande schermo i conflitti interiori, esasperandoli sul piano dello spazio mediante la dilatazione delle scene per ottenere una risposta emotiva negli spettatori.

Welles condensa in un’unica, magnifica opera prima un patrimonio di intuizioni artistiche e visive che portano a compimento uno spettacolo barocco e sfaccettato sulla vita di un uomo/personaggio-cardine la cui figura si presta ad essere oggetto ed esempio di un’impietosa riflessione sul capitalismo moderno americano.

Titolo Originale: CITIZEN KANE
Genere: Drammatico
Regia: Orson Welles
Cast: Orson Welles, Joseph Cotten, Dorothy Comingore
Paese d’origine: USA - 1941

Durata: 119 minuti

Marco Scaligeri 2004