ORIZZONTI DI GLORIA

Speciale Stanley Kubrick - parte 8

 

 

Tratto dall’omonimo romanzo di Humphrey Cobb, ORIZZONTI DI GLORIA è il primo film di Kubrick che ha per tema la guerra e la logica del militarismo. Dopo questa pellicola bisognerà aspettare ben trent’anni prima che il regista torni sull’argomento con il penultimo film della sua carriera, “Full Metal Jacket”.
La pellicola del 1957, ambientata durante la prima Guerra Mondiale, racconta l’impari lotta tra raziocinio ed ottusità, nonché idealismo e cinismo, durante il processo di alcuni soldati accusati di vigliaccheria e sottoposti a corte marziale e fucilazione.

Considerato all’unanimità un capolavoro del cinema antimilitarista, ORIZZONTI DI GLORIA racconta una storia che illustra, con una forte carica di denuncia condita anche da un astratto accento satirico-caustico, il duro schematismo ideologico all’interno di un esercito in cui valori come il sacrificio e l’onore dei soldati vengono inquinati da ambizioni personali e sentimenti di rivalsa da parte degli ufficiali.
La storia si svolge quasi interamente in un settecentesco castello divenuto comando militare francese: siamo nel 1916, sul fronte franco-tedesco, ed il generale Mireau riceve tramite il collega ed amico Broulard l’ordine dallo stato maggiore di attaccare un’importante ed invincibile postazione nemica chiamata “il formicaio”. Nonostante l’attacco non abbia alcuna possibilità di successo e possa costare un altissimo numero di vite umane, spinto dalle sua ambizioni di carriera e di gloria, Mireau dà il via all’operazione, ma gli uomini delle tre compagnie ai suoi ordini non riescono a conquistare la posizione a causa del superiore fuoco nemico, finendo per ritirarsi e causare l’ira del generale. Mireau, per dare una punizione esemplare, intende processare e condannare a morte per vigliaccheria decine di soldati, ma su consiglio dell’amico Broulard, si accontenta di processarne solo tre, uno per ciascuna delle tre compagnie al suo comando e scelti a sorte dai relativi ufficiali. Uno di loro, Dax (Kirk Douglas), ottiene di essere il difensore dei tre uomini nel processo, ma nonostante tutti i suoi sforzi e la sua accorata difesa, non riuscirà ad impedire che i tre vengano messi a morte con l’accusa di “vigliaccheria” per ragioni di pura convenienza personale da parte dei loro superiori.

ORIZZONTI DI GLORIA è un sorprendente ed amaro apologo contro la guerra, contro l’ottusità e contro l’opportunismo degli uomini, di cui fanno sempre le spese i più deboli. Lo splendido romanzo “Path of Glory”, in parte autobiografico, di Humphry Cobb è stato adattato da Kubrick insieme allo sceneggiatore Calder Willingham ed il romanziere noir Jim Thompson, riuscendo a spostare con molto equilibrio e sensibilità l’asse narrativa della storia dai fatti storici alle dinamiche umane, focalizzando l’attenzione e la riflessione soprattutto sulla follia, sulle mire personali e l’irresponsabilità delle alte sfere militari piuttosto che sul dramma dei tre soldati condannati a morte (che nel romanzo era il tema principale). La costruzione narrativo-ideologica del film è esemplare: ogni elemento è esposto in maniera chiara e non astratta, senza alcun intento pedagogico o accento lirico, il tutto portato sul grande schermo con un magistrale esercizio di stile, dove ogni inquadratura ed ogni angolazione di ripresa hanno un significato preciso e simbolico: una ricerca visiva, quella di Kubrick, atta a sottolineare in ogni sequenza una realtà assurda e rituale (vedi ad esempio il moribondo portato in barella per essere fucilato).
I soldati sono visti come feccia ed usati come pedoni sacrificabili, mandati al macello senza alcun rimorso o ripensamento per soddisfare le esigenze di carriera e gloria dei loro superiori, i quali esigono un debito di sangue -per fallaci ragioni di disciplina ed onore- qualora i propri ordini siano disattesi.

Il film è anche uno di quei rarissimi casi in cui analizza lucidamente il cinismo sadico delle autorità di comando militare, le loro meschine velleità carrieristiche a cui si accompagna l’ipocrita schematismo ideologico ed il confronto di classe nell’esercito. Una storia di denuncia ideologica, di grande ed appassionante forza narrativa girata con uno stile che mescola realismo, riflessione, allegoria ed amara ironia.
Incredibile e minuziosa fu la perizia da parte di Kubrick nell’uso della macchina da presa per portare sul grande schermo una narrazione strutturata in maniera schematica e simmetrica, che suggerisce allo spettatore ancor prima che lo metabolizzi il glaciale e vuoto meccanicismo rituale dell’esercito.
Il personaggio del colonnello Dax è un antieroe ragionevole, idealista eppure incerto e perplesso sulle logiche militari a cui è sottoposto; un individuo singolo che si pone inutilmente contro l’assurdità del sistema e per questo è considerato uno dei migliori personaggi cinematografici di sempre, nonché giudicato all’unanimità come la migliore interpretazione di Kirk Douglas.

Di grande rilievo tecnico, infine, l’unica sequenza di battaglia nel film, che Kubrick filmò dopo diversi giorni di accurata preparazione, e che vede Dax/Douglas ripreso in un’unica, efficace, carrellata che mostra tutto l’orrore e la realtà cruda della guerra nelle trincee.
Il film si conclude con una struggente e bellissima sequenza finale che, poche ore prima di una nuova battaglia, illustra i soldati in osteria che smettono di fare chiasso ascoltando la canzone di una giovane ragazza e, commossi, cantano insieme a lei, osservati da Dax in strada che concede ancora qualche minuto ai suoi uomini prima di comunicare loro l’ordine di attacco.

Curiosità: ORIZZONTI DI GLORIA fu girato in Germania, presso i Geiselgasteig Studios di Monaco e la lavorazione durò due mesi e mezzo, con un cast quasi completamente tedesco. Fu distribuito negli USA –il cui governo aveva ostacolato la produzione- grazie unicamente alla presenza ed alla caparbietà di Kirk Douglas, produttore del film insieme allo stesso Kubrick ed alla United Artist.
Elogiato da Winston Churchill per il realismo della ricostruzione storica, il film fu però censurato in Svizzera e boicottato in Francia dove fu distribuito solo nel 1975, ben 18 anni dopo la sua prima uscita. Proiettato in Belgio, provocò degli scontri in strada tra manifestanti pacifisti ed associazioni di combattenti.
L’attrice Suzanne Christian Harlan che interpreta la giovane ragazza che canta per i soldati, diventerà in seguito la moglie di Kubrick.
ORIZZONTI DI GLORIA ha avuto nel 1958 una nomination ai British Academy Awards come miglior film.

Marco Scaligeri 2006

 

SCHEDA FILM:

Titolo Originale: Paths of Glory
Anno di uscita: 1957
Nazione: USA/GB
Genere: Bellico, Storico, Drammatico
Produzione: Stanley Kubrick, Kirk Douglas, James B. Harris, United Artist, Bryna Film
Distribuzione: United Artist
Durata: 87 minuti
Regia: Stanley Kubrick
Sceneggiatura: Stanley Kubrick, Calder Willingham, Jim Thompson
Soggetto: Humphry Cobb
Fotografia: Russell Metty
Scenografia: Ludwig Reiber
Costumi: Ilse Dubois
Musiche: Gerrald Fried
Cast: Kirk Douglas, Adolphe Menjou, Ralph Meeker, George Macready, Wayne Morris, Richard Anderson, Joseph Turkel, Timothy Carrey, Emile Meyer, Suzanne Christian Harlan