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LA FAMIGLIA ADDAMS Una famigliola fuori dal comune... |
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Charles Addams (1913-1989), definito il cantore satirico sulla normalità dell’efferatezza, è stato un prolifico e fantasioso disegnatore, ricordato per aver imposto uno stile di comicità gotica dove l’assurdo era considerato normale grazie ai suoi personaggi più famosi: i membri della famiglia Addams. Addams, il disegnatore, aveva cominciato fin da bambino a dipingere scheletri mentre a 10 anni affrescava con fantasmi le pareti di una casa abbandonata nella natia Westfield in New Jersey. Più tardi popolava il suo mondo di defunti, di gnomi, streghe, scienziati dementi e un originale clan familiare per le pagine di una delle riviste più intellettuali d’America: il New Yorker. Era il 1932 e le sue vignette erano l’appuntamento fisso della settimana: bizzarre, truculente ma né crudeli né ciniche, permeate di un’innocenza che ne evidenziava l’umorismo sofisticato che trovarono subito un largo seguito tra i lettori ma che divennero davvero popolari quando nel 1964 la rete ABC produsse e trasmise i telefilm con John Astin e la indimenticabile Carolyn Jones. Gli elementi
del successo della famiglia Addams era l’originale messaggio di
ilare minaccia che traspariva dalle striscie in bianco e nero. Addams
riempiva le sue vignette, linde e rifinite, di una pletora di precoci
criminali, borghesi in atteggiamento sospetto, mostri in libera uscita,
eventi soprannaturali, atmosfere cimiteriali, situazioni vagamente orrorifiche
viste e descritte come eventi normali. Il successo
degli Addams nel mondo sta tutto qui: il loro è un sistema chiuso
con le sue regole “rovesciate” che consentono infinite soluzioni
date certe premesse. Una sorta di gioco, dunque, che nel gusto ammiccava
al neogotico ottocentesco. Finita la pagana adorazione scatenata dall’irresitibile serie televisiva, si riaccese nuovamente l’interesse per la macabra famiglia. Il progetto cinematografico “The Addams Family” fu voluto da un giovane e fiducioso produttore di Hollywood, Scott Rudin, che da piccolo non si perdeva una puntata dei suoi surreali beniamini. Affidata ad un regista allora debuttante, Barry Sonnenfeld (che poi di strada ne ha fatta parecchia), la produzione del film fu finanziata da uno studio cinematografico in grandi difficoltà economiche, la Orion. Il terzetto era animato da poco più che buone intenzioni ma a loro si aggiunsero 2 attori di buona reputazione come Anjelica Houston ed il compianto Raul Julia, entrambi entusiasti del progetto perché fan dei fumetti degli Addams fin dall’adolescenza, poi arrivò il caratterista comico Christpher Lloyd, reso famoso dalla serie di “Ritorno al Futuro” ed il film finalmente poté decollare. Le riprese
furono portate a termine nel giro di 4 mesi a dispetto dei continui infortuni
sul set (Julia e Lloyd feriti durante le riprese, Sonnenfeld che sveniva
a causa dello stress, il direttore della fotografia ricoverato), di un
calendario mostruosamente lievitato, ritardi molteplici di lavorazione
e di un budget salito di conseguenza ad una spaventosa (all’epoca)
cifra di 30 milioni di dollari. La Orion, proprio per questo film, dichiarò
bancarotta ed a metà produzione fu costretta a vendere i diritti
del film alla Paramount. Il vero
segreto del film, però, secondo il regista Sonnenfeld sta nel messaggio
anticonformista degli Addams: “Tutti noi nel profondo desidereremmo
fare cose che scandalizzerebbero i nostri vicini: gli Addams le fanno
ed anche con grande piacere. Loro sono eccentrici e felici di esserlo
perchè non si sottopongono alle regole della società moderna
e sono più liberi di noi.” Marco “The Question” Scaligeri 2004
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