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JANET LEIGHT L’urlo immortale di Psycho
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Il 3 Ottobre 2004 Janet Leigh si è spenta nella sua casa di Beverly Hills, dopo una lunga malattia. L’attrice aveva 77 anni e con la sua scomparsa se ne va anche un piccolo, importante pezzo della storia del cinema di Hollywood: suo, infatti, è il celebre urlo nella doccia del Bates Motel ormai scolpito nella memoria di ogni appassionato di cinema nel mondo. Nata in California il 6 Luglio del 1927, Janet Morrison, in arte Leigh, entra giovanissima nel mondo dello spettacolo lavorando prima come modella e poi come attrice e cantante in vari musical teatrali. Nel 1947, scoperta da una talent scout della major cinematografica Metro Goldwin Mayer, viene messa subito sotto contratto e recita nel suo primo film, “La Cavalcata del terrore”. Nell’arco di soli due anni, grazie ad una presenza scenica dolce ed al tempo stesso sensuale, riesce ad imporsi all’attenzione del pubblico interpretando film come “Atto di Violenza” nel 1948, “Danubio Rosso” nel 1949 e soprattutto “Piccole Donne”, accanto alle già famose June Allyson e Liz Taylor, film che all’epoca ebbe un grande successo di pubblico. Bionda ma non bellissima, celebre ma non famosa, sotto le luci della ribalta grazie ad un matrimonio con un attore hollywoodiano come Tony Curtis ma riservata e gelosa della sua vita privata, la Leight ha incarnato sempre sul grande schermo il prototipo di donna dolce, discreta ed ingenua, interpretando però disinvolta molti film appartenenti ai generi più disparati: dalla commedia al western, dal drammatico al noir, passando naturalmente per il thriller con la pellicola che diventerà la più famosa della sua carriera: parliamo naturalmente di “Psyco”, il film manifesto dell’arte cinematografica di Alfred Hitchcock. Una pellicola che scioccò molto il pubblico, anche grazie alla Leigh che con il suo celebre urlo e le espressioni atterrite del suo volto contribuì non poco a rendere ancora più impressionante la scena del suo omicidio, rendendola una delle più famose della storia del cinema. Nel 1959, anno della
produzione di “Psyco”, Janet Leigh era già un’attrice
affermata con 15 anni di carriera alle spalle ed un cachet abituale
di 100mila dollari a film ma, pur di lavorare con Hitchcock, accettò
di mettersi in gioco con una decurtazione del suo compenso (ridotto
a “soli” 25mila dollari) e, soprattutto, interpretando un
ruolo di certo centrale nella trama del film ma non da protagonista
e per giunta anche di vittima sacrificale. Col tempo, però, la
sua si rivelò una scelta giusta. Nello spazio che le
fu concesso in “Psyco”, la Leigh fu praticamente perfetta,
interpretando con molta naturalezza e credibilità il personaggio
della segretaria Marion, ladra per amore piena di dubbi, che viene uccisa
mentre fa la doccia in motel dallo psicotico Norman Bates; la scena
divenne poi la più celebre del film: 45 secondi che terrorizzarono
le platee di tutto il mondo e che ancora oggi regalano brividi a chi
vede o rivede il film. Per girare poi i 45
secondi della sequenza-doccia, Hitchcock realizzò qualcosa come
70 inquadrature, impiegando ben sette giorni (dal 17 al 23 dicembre
del 1959) per terminare la sequenza e circa un mese in post-produzione
per “assemblarla” col montaggio. Per tantissimi anni,
la Leigh ricevette centinaia di lettere e telefonate moleste a sfondo
sessuale con persino un suo sequestro da parte di un fan nella stanza
di un albergo. Dovette intervenire più volte l’FBI per
proteggere l’attrice. Certo, la scena della
doccia le ha regalato praticamente l’immortalità nella
memoria collettiva della gente (anche oltre il circolo dei cinefili)
ma col tempo si è rivelata piuttosto ingombrante per la Leigh,
mettendo decisamente in secondo piano il resto della sua filmografia.
In 33 anni di attività, infatti, Janet Leigh ha dimostrato di
essere comunque un’attrice brillante, portata in maniera naturale
per la commedia ma in grado di reggere benissimo anche altri generi.
Degni di nota sono poi anche altri suoi film come il bellissimo western “Lo Sperone Nudo” (1953) di Anthony Mann, i due drammatici “La saga dei Forsyte” (1949) e “Lo Scudo dei Falworth” (1953), l’interessante thriller fantapolitico “Va' e uccidi” (1962) di John Frankenheimer; ed ancora, “Scaramouche”, splendido ed insuperabile film di cappa e spada del 1952 accanto a Steward Granger, l’avventuroso “I Vichinghi” (1958) accanto a Kirk Douglas ed il marito Tony Curtis, le commedie “Il Mago Houdini” (1953) e “Chi era quella Signora?” sempre con Tony Curtis e “Tre sul Divano” (1966) insieme a Jerry Lewis. Tra i suoi ultimi film, il noir “Detective’s Story”, girato accanto a Paul Newman nel 1966 e “Fog”, l’horror di culto che John Carpenter girò nel 1980. Quest’ultimo film
fu l’ultima apparizione cinematografica dell’attrice, che
rimandò temporaneamente il suo ritiro di carriera per avere la
possibilità di recitare accanto alla figlia Jamie Lee Curtis
(“Halloween”,”Perfect”,”True Lies”),
protagonista della pellicola: un atto d’amore portato sul grande
schermo, insieme ad una sorta di passaggio di consegne madre-figlia.
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