IL DOTTOR STRANAMORE

Speciale Stanley Kubrick - parte 2

 

 

Il tema dell’apocalisse sulla terra è stato più volte trattato al cinema, evocando catastrofi naturali, spaziali oppure molto più frequentemente agitando lo spauracchio della minaccia atomica: questo è avvenuto soprattutto ad opera di un sottogenere cinematografico chiamato, appunto, “apocalittico” che ha avuto come tema più evocativo ed abusato proprio un possibile olocausto nucleare.
Tanti sono stati i film che hanno trattato la materia in maniera sensazionalistica o realistica (“L’Ultima Spiaggia”, ”A Prova di Errore”, ”The Day After” ad esempio…) ma nessuno è riuscito a dare un quadro della situazione di futuro incognito ed isteria collettiva durante gli anni ’50 e ’60 della Guerra Fredda in maniera tanto ironica quanto grottesca come Stanley Kubrick fece nella sesta pellicola della sua carriera da cineasta: “Il Dottor Stranamore”.
Interpretato da un magnifico Peter Seller (che aveva già collaborato con Kubrick due anni prima nello scandaloso “Lolita”), qui presente in un triplo ruolo, “Il Dottor Stranamore: ovvero come imparai a non preoccuparmi e ad amare la Bomba” non può essere definito altro che una parabola filosofica sulla fallacità umana, utilizzando l’arma appuntita ed assai più efficace di mille parole quale la satira, in questo caso, la satira apocalittica.
Tratto dal romanzo “Red Alert” di Peter George, il film racconta, spezzettato in tre piani narrativi –un cacciabombardiere B-52, una base militare e la Stanza della Guerra del Pentagono-, di come un generale americano squilibrato scateni la guerra nucleare ordinando a dei bombardieri di sganciare ordigni nucleari sulla Russia. Nonostante tutti gli sforzi per evitarla, la guerra ci sarà a causa soprattutto del sistema stesso di difesa americano che non ammette errori ma in caso che ce ne siano è praticamente impossibile tornare indietro. Gli uomini al vertice del potere sono rappresentati come ottusi assolutamente non in grado di ragionare lucidamente o di arrivare ad un compromesso e, tra tanta follia gerarchica, l’unico uomo dotato di buon senso che riesce a capire per primo l’entità del pericolo e si adopera inutilmente per fermare il folle ingranaggio è non a caso un’ufficiale britannico chiamato Lionel Mandrake. Interpretato da Peter Sellers, il personaggio –dal nome di un personaggio dei fumetti- è il protagonista del segmento narrativo ambientato nella base militare comandata da Jack Ripper, generale anticomunista (dal nome dello squartatore di Londra) fortemente disturbato che ordina il blitz nucleare.
Eccezionale la prova di recitazione di Sellers quando il suo personaggio si accorge che il generale Ripper (interpretato da uno strepitoso Sterling Hayden, già protagonista dell’opera seconda di Kubrick “Rapina a Mano Armata”) è praticamente uno psicopatico durante un suo discorso man mano sempre più delirante sulla “purezza dei fluidi americani” e l’opera di contaminazione da parte dei russi.
Ma l’istrionico attore inglese interpreta nel film altri due ruoli, prestando il suo volto e la sua arte alla figura del ragionevole e mite Presidente Merkin –uno dei protagonisti del segmento nella Stanza della Guerra- e lasciando comunque il meglio della sua ironia per il suo terzo personaggio che dà anche il titolo al film: il grottesco dottor Stranamore, consigliere personale del presidente in materia nucleare, paraplegico, sadico e con un oscuro passato nazista che torna a galla a causa di un arto artificiale mal funzionante e dispettoso. Ed è già dal nome/titolo del film “Dr. Strangelove” che Kubrick delinea la sua ironica e sottile denuncia sulla duplice natura umana (odio/amore e pace/guerra), aprendo anche il suo film sul corpo seminudo della bellissima amante (“l’amore”) di un incisivo George C. Scott nei panni di un generale inquadrato e ristretto di vedute (“la guerra”); ma il film contiene tanta di quella materia narrativa nonché una cura minuziosa per i particolari da riempire volumi di storia del cinema: un magistrale e complesso mosaico composto da sceneggiatura, fotografia e colonna sonora curate personalmente dal regista ed evidenziate da un sapiente montaggio che fa incontrare/scontrare senza collegamenti e comunicazione tra loro i tre ambienti del film che ne costituiscono l’intreccio narrativo, in uno sviluppo “a sezioni” assolutamente originale. Degne di menzione, poi, la splendida fotografia del film in bianco e nero con toni sul grigio e le ricostruzioni di certi ambienti come le curatissime scenografie inerenti gli interni della “War Room” e dell’aereo B-52.
Il risultato finale è un capolavoro di sarcasmo feroce contro la guerra, contro i politici, la tecnologia, le gerarchie militari; Kubrick denuncia la follia militarista e la fallibilità dei sistemi di difesa con lucida intelligenza che rende questo film ancora perfettamente attuale ad oltre 40 anni dalla sua uscita nei cinema sia per temi trattati sia per tecniche di regia.
“Il Dottor Stranamore” è una commedia satirica, fantapolitica ed anche lievemente erotica ma, soprattutto, è un film divertente con molti suoi momenti entrati di diritto nella memoria cinematografica collettiva: come non ricordare il comandante “King Kong” del B-52 che, sventolando il cappellaccio da cow boy, cavalca la bomba H (chiamata “Lolita”) in picchiata sul bersaglio russo? Oppure il braccio artificiale di Stranamore che, in un moto involontario, si stende in un saluto nazista davanti all’intero stato maggiore americano e poi, galvanizzato dall’inizio della guerra nucleare, si alza dalla sua sedia a rotelle gridando “Mein Fuher cammino”.
E ancora, l’imbarazzante colloquio telefonico tra il presidente americano e quello russo, ubriaco (“Dimitri, ad uno dei nostri comandanti di base gli è girato il boccino ed ha commesso una sciocchezzuola…”), o la telefonata durante la crisi da parte del generale alla sua amante con sue rassicurazioni che la sposerà presto e poi il finale, spiazzante, con una serie di esplosioni atomiche sulle note della delicata “We’ll meet again”.
“Il Dottor Stranamore” è la black comedy più riuscita e celebrata sulla guerra nucleare: l’epoca della guerra fredda è ormai lontana ma nessun altro film ha osato sbeffeggiarla con tanta ironia.

Marco Scaligeri

 

SCHEDA FILM:

Titolo originale: DR. STRANGELOVE, OR HOW I LEARNED TO STOP WORRYING AND LOVE THE BOMB
Regia:
Stanley Kubrick
Sceneggiatura:
Stanley Kubrick, Terry Southern, Peter George
Soggetto: dal romanzo Red Alert di Peter George
Musiche:
Laurie Johnson
Montaggio:
Anthony Harvey
Cast:
Peter Sellers, George C. Scott, Sterling Hayden, Slim Pickens, James Earl Jones
Produzione:
Stanley Kubrick, Victor Lyndon & Hawk Films
Distribuzione:
Columbia Pictures
Durata:
93 minuti
Anno di produzione:
1963