Andare a vedere
un film in una sala cinematografica è una prerogativa soprattutto
della gente che ama il cinema, la quale, per godere al pieno dell'esperienza
cinematografica, ritiene indispensabile la visione sul grande
schermo, nel buio di una sala, condividendo l’esperienza
con altri. Spesso, però, la passione ed il piacere di andare
al cinema vengono funestate da una serie di disagi, tipici delle
sale del nostro paese, i quali possono essere alquanto fastidiosi:
problematiche, per esempio, legate alle peculiarità della
sala scelta come l’ acustica non perfetta, i bagni indecenti,
scortesia degli esercenti, assenza di maschere, apparato sonoro
vecchio o non all’altezza di quello del film, schermo piccolo,
poltrone scomode, incuria del personale tecnico, sporcizia…
A questa lunga (e frequente) serie di problemi “tecnici”
si accompagna anche una nutrita schiera di atti di maleducazione
o di scarso rispetto da parte di persone che al cinema mettono
a dura prova la pazienza degli altri spettatori. Si tratta di
atti o pessime abitudini che questo dossier analizza e cataloga,
elencando (in maniera naturalmente ironica) le “peggiori”
tipologie di avventori con le quali ci si può imbattere
(e di regola ci si imbatte) in una sala cinematografica. Ringraziamo
alcuni amici per il prezioso contributo i cui nomi (e nick-name)
sono stati giustamente citati al termine di questa lunga lista.
Le categorie predominanti
registrate sono principalmente quattordici e
comprendono proprie e svariate sotto-sezioni:
1)
IL GRUPPO DI TAMARRI/CAFONI: la
tipologia purtroppo più frequente nelle sale. Sono, di
solito, quei gruppetti che ridono sguaiatamente per un nonnulla,
fanno battutacce e parlano dal primo all'ultimo minuto di proiezione.
Questa categoria ha varie sotto-specie:
a)
Gli insensibili che all'uscita parlano con gli amici
a voce alta anticipando il finale del film a chi deve entrare.
b) Gli entusiasti che applaudono al
finale come se fossero in teatro.
c) Gli illuminati che arrivano coi puntatori
luminosi e si divertono a scaccolare un primo piano di un attore
o semplicemente fare i ghirigori sullo schermo.
d) I fenomeni che devono per forza commentare
i particolari fisici delle attrici, di solito aggiungendo turpi
propositi personali sul trattamento sessuale a cui sottoporle.
2)
QUELLI AL CELLULARE: una delle categorie
più odiate e menefreghiste. Gente che va al cinema e tiene
in mano il cellulare durante la visione, esponendo gli altri avventori
alle micidiali lucine del display ad un milione di colori che
risaltano nel buio della sala ed accecano durante la proiezione
come cervi sulla strada. A questo si aggiungono poi le suonerie
polifoniche-discotecare con volume SEMPRE al massimo, che suonano
puntualmente durante il film a cui segue poi, come se niente fosse,
la conversazione del tizio...
3)
I MANGIATORI: classica
fascia di chi non riesce a concepire di andare a vedere un film
senza mangiare qualcosa (patatine, pop-corn e quant’altro),
producendo fastidiosi rumori di carta stropicciata, di sgranocchiamento,
di apertura di lattine con sgassamento. Di solito, soprattutto
nei cinema “old style” senza servizio di pulizia tra
uno spettacolo e l’altro, i mangiatori satolli escono dalla
sala lasciando –menefreghisti- al loro destino lattine,
bottigliette, cartine, bicchieroni, cestelli di pop-corn e buste
di plastica con buona pace per gli spettatori della proiezione
seguente che trovano i sedili pieni di tanta bella roba…
Ci sono poi in merito due sottocategorie di fascia altrettanto
fastidiose:
a)
Gli sciagurati che cercano di scartare una caramella
facendolo lentamente e sottoponendo gli astanti ad una interminabile
tortura acustica di crepitii.
b) I succhiatori-convulsivi, ovvero
coloro che succhiano la cannuccia della Coca Cola in modo quasi
maniacale, producendo rumori di fondo simili a quelli dello spurgo
di un lavandino intasato.
4)
I DETECTIVES: ci sono quasi sempre...sono
i classici arguti dell’ultima ora che capiscono il finale
o prevedono una scena con la convinzione anche di averlo capito
solo loro; la sequenza è questa: il
detective capisce che succederà una cosa precisa; anticipa
la cosa con la formula “adesso succede questo…”;
la cosa precisa avviene; lui lo urla (con frasi tipo "Eh,
avete visto? Lo dicevo io...") e stressa sia i suoi
amici che il vicino finché qualcuno non gli dice "
Bravo, sei proprio un drago".
5)
I FIDANZATINI: quelli che stanno perennemente
abbracciati con le teste unite celando a chi sta dietro gran parte
dello schermo, quelli che si baciano con sonori schiocchi nel
buio della sala, quelli in cui lei cerca le coccole e fa richieste
al ragazzo tipo “mi ami? Quanto mi ami? Dimmi quanto
mi vuoi bene, etc.”…Inoltre c'è gente
che, turbata dalla coppia che tuba, deve fare il solito commentino
o le battutine che danno fastidio acustico agli altri spettatori.
6)
I RUMOROSI INVOLONTARI: in verità
è una fascia di fastidiosi involontari, non hanno molta
colpa ma quante volte avremo maledetto quelli con la raucedine,
la tosse ed il raffreddore che ogni 6 secondi si soffiavano il
naso o tossivano?
7)
I PUZZONI: purtroppo molto frequenti sono
le persone che vanno al cinema senza curarsi minimamente della
propria igiene personale, sottoponendo i vicini di fila (ma anche
di quelli della fila davanti e di dietro) alla tortura di sopportare
odori nauseabondi a causa della scarsa pulizia di ascelle ed altre
zone intime, per non parlare di sudore, vestiti “vissuti”,
alitosi ed aereofagia.
8)
I BAMBINI: sono tutti belli, dolci ed adorabili
ma al cinema causano agli spettatori un feroce desiderio di sopprimerli
dopo urla, strepitii, capricci, pianti, patatine (vedi categoria
n.3) e ripetute corse avanti e dietro lungo gli scalini a
fianco delle file.
9)
I RITARDATARI: quelli che arrivano
puntualmente dopo 10 minuti dall'inizio del film e con le loro
silhouettes si stagliano in piedi davanti allo schermo mentre
fanno alzare gli altri per raggiungere i propri posti a sedere
e si dilungano con le giacche o preferenze di poltrona (specie
nei gruppi numerosi). A questa tipologia si accompagna una
sottocategoria, ancor più infida: quelli che arrivano,
magari in gruppo (soprattutto nei cinema "old style"
senza assegnazione di posto) dopo che ti sei ben accomodato
nel tuo posto preferito oppure in uno per te ottimale, PRETENDENDO
più o meno gentilmente con la classica frase "Scusa,
potresti scalare?" che tu ti alzi e gli fai posto, scalando
di lato e cedendogli la poltrona: succede quindi che, se sei troppo
buono o troppo timido per rifiutare, da un posto centrale ti ritrovi
alla fine della fila, vicino alla porta dei cessi.
10)
QUELLI DELLE POLTRONE: tipologia da non sottovalutare
assolutamente e che si divide in quattro fasce distinte, a seconda
della poltrona occupata:
a)
quello che poggia le ginocchia sullo schienale dove sei seduto,
con relativa pressione in mezzo alle scapole tipo poltrona con
massaggio Shatzu.
b) la persona alta o capellona o entrambe che
ti si siede davanti costringendoti ad acrobazie da torcicollo
per poter vedere il film.
c) la persona bassa che si siede invece dietro
e si lamenta di non vedere bene, ti chiede di spostare la testa
o addirittura di spostarti tu stesso.
d) la persona seduta dietro che pretende di appoggiare
giacca o cappotto sulla TUA poltrona.
11)
GLI INTELLETTUALI:
coloro che, per fare i fighi, fanno commenti acculturati sul film,
sul regista, sull'attore, sul contesto storico-culturale, sul
messaggio politico, sulla dialettica dei dialoghi, sulle inquadrature,
sui chiaroscuri, sul coinvolgimento emotivo che suscita, sulla
disposizione dei titoli di coda, sulle piante messe ai lati dello
schermo...
12)
GLI OTTUSI: quelli
che non capiscono mai le trame dei film e passano delle ore ad
esigere spiegazioni, farsi riassumere gli eventi proiettati oppure
chiedere al vicino "ma questo chi è?",
"chi è il cattivo?", "ma quel
tizio non era morto?","che cosa ha detto?”
e cose del genere...
La migliore, in ogni caso, è: "e adesso che succede?",
con buona pace del disgraziato a fianco che sta vedendo anche
lui il film per la prima volta e non sa cosa rispondere se non,
a volte, un catartico... “e che cazzo ne so!”.
13)
I DORMIGLIONI: categoria
rara (rispetto alle precedenti) ma presente in media
più di quanto si creda. Si tratta di gente che o per stanchezza,
film noioso, sonnolenza cronica o scarsa abitudine a stare immobili
in una sala buia davanti ad uno schermo luminoso, si appisola
durante la proiezione. In genere chi dorme lo fa in silenzio senza
arrecar disturbo agli altri. Ma ci sono tre tipologie di appisolati
abbastanza letali:
a) Quelli
che rovesciano la testa e russano rumorosamente, facendo il verso
al motore di un trattore.
b) Quelli che scivolano di lato appoggiandosi
ai giacconi o allo spettatore seduto al loro fianco e magari russano
anche.
c) Quelli –i peggiori di tutti- che oltre
ad appoggiarsi, dormono con la bocca aperta e relativi problemi
di alitosi o sbavazza.
14)
MIX OTTUSI/DORMIGLIONI:
categoria rarissima, ma presente nelle statistiche,
l'incontro tra il dormiglione e il cretino. Ovvero colui
che dorme per metà film, poi si sveglia e durante la proiezione
si mette a chiedere cosa è successo nella parte in cui ha dormito.
Nota_finale:
Quando si ha la sfortuna di incontra nel buio della sala una delle
succitate categorie umane è sempre raccomandato o armarsi
di santa pazienza e serenità umana tipo quella di Gandhi
oppure, in maniera più pratica, cambiare posto (naturalmente,
quando si può) evitando così di farsi martoriare
l’animo e rovinare la visione del film da nervosismo ed
istinti omicidi verso il prossimo.
Paolo
Pugliese
Jona Thanos
Roland
Myskin
Alessandro D’Alessio
Michele Rendine
Severina Faienza
Manuela Marinacci
Giovanni Gianluca Reina
(Prima
stesura 2006 - Aggiornamento 2011)