GREGORY PECK

L’eroe borghese del cinema americano


 

GREGORY PECK, uno degli ultimi divi della cosiddetta vecchia Hollywood, è morto serenamente il 12 giugno 2003 ad 87 anni d’età, gran parte dei quali spesi a recitare incarnando in quasi tutti i suoi 54 film girati il classico archetipo dell’americano leale, onesto ed elegante.

I suoi personaggi spesso riflettevano la sua personalità ed i suoi valori: Peck fu un uomo fondamentalmente liberale che in 60 anni di carriera interpretò certo eroi avventurosi ma soprattutto personaggi comuni e borghesi (fu avvocato, medico e giornalista) profondamente umani e rispettosi dei valori civili. Le sue scelte professionali erano dettate anche dalla sua sensibilità di americano “liberal” e democratico che perseguiva nella vita reale: si batté a lungo infatti contro l’intolleranza ed il razzismo.

Bello ed elegante, Peck ha rappresentato l’eroe positivo per antonomasia (al pari del grande James Stewart) che lo rese popolare ed amatissimo presso il pubblico ma faticò a conquistare anche i favori della critica, piuttosto scettica nei confronti della sua recitazione ed espressività da molti definita monotona.
Nato in California nel 1916 da una famiglia di origine irlandese, Peck durante l’università scopre il teatro e la recitazione rimanendone conquistato tanto da decidere di abbandonare gli studi e trasferirsi a New York per iniziare una dura gavetta teatrale con 100 mestieri fatti per mantenersi.
Dopo il successo della pierce teatrale “The Morning Star” viene notato da un produttore cinematografico ed interpreta un paio di ruoli non memorabili in altrettanti film (DAYS OF GLORY e LA VALLE DEL DESTINO) ma, alla non freschissima età di 30 anni, la sua carriera si avvia davvero con 2 film: LE CHIAVI DEL PARADISO (1944) che gli vale la sua prima nomination all’Oscar e soprattutto IO TI SALVERO’ (1945) di Alfred Hitchcock il cui successo lo impone all’attenzione del pubblico.

Con Hitchcock tornerà a lavorare due anni dopo ne IL CASO PARADINE (1947) per poi avere la consacrazione a divo hollywoodiano nello stesso anno grazie a BARRIERA INVISIBILE (film di Elia Kazan che trattò il difficile argomento dell’antisemitismo) ed anche con successi di film di cassetta -ma sempre di ottimi film si trattava- come IL CUCCIOLO (1947) con il quale ottenne la sua seconda nomination all’Oscar, il celeberrimo e melodrammatico DUELLO AL SOLE (1948) di King Vidor, altri western come CIELO DI FUOCO (1949) ed IL ROMANTICO AVVENTURIERO (1950) entrambi diretti da Henry King e poi gli avventurosi IL MONDO NELLE MIE BRACCIA (1952) e LE NEVI DEL CHILIMANGIARO (1952), pellicole che lo imposero come l’anti-John Wayne mettendo in rilievo il suo fascino di eroe elegante, carismatico ed anche romantico.
In Italia, Gregory Peck è stato “scoperto” ed amato grazie soprattutto al film VACANZE ROMANE (1953) di William Wyler, solare commedia ambientata nella capitale con la deliziosa Audrey Hepburn (mitica la sequenza del giro in Vespa dei due per le vie della città) in cui si cimenta nel suo primo ruolo “leggero” nonché in uno dei più grandi successi della sua filmografia.

Dopo la prima metà degli anni ’50, Peck raggiunge l’apice della sua carriera con una progressiva e visibile maturazione come attore ed una maggiore eccletticità nella scelta dei ruoli da interpretare.
In quegli anni l’attore ottiene un meritato riconoscimento da parte della critica con parti di spessore come quella ruvida del capitano Achab nel kolossal MOBY DICK(1956) di John Huston.
Ma a cavallo dei ’50 e dei ’60 sono anche gli anni dei successi di film come ADORABILE INFEDELE (1959), IL GRANDE PAESE (1959), I CANNONI DI NAVARONE(1961) e nel 1962 IL PROMONTORIO DELLA PAURA, LA CONQUISTA DEL WEST e soprattutto IL BUIO OLTRE LA SIEPE, il film più rappresentativo di tutta la sua carriera con il quale vinse finalmente il primo ed unico Oscar della sua vita.
Nella pellicola diretta da Robert Mulligan, che descrive efficacemente la provincia americana intollerante e razzista, Peck interpreta un avvocato che riesce a far assolvere un nero dall’accusa di violenza sessuale su una donna bianca.

Film coraggioso ed incalzante, IL BUIO OLTRE LA SIEPE offrì la possibilità a Peck di interpretare un eroe appassionato ed idealista che gli fece meritare giustamente il riconoscimento non solo come migliore attore dell’anno ma in seguito anche come miglior personaggio “buono” della cinematografia americana in un recente sondaggio promosso dal prestigioso American Film Institute.
Gli anni ’60, comunque, dopo tanti successi segnano anche un lento e sereno declino durante il quale interpreta ancora ottimi film come la sofisticata commedia noir ARABESQUE (1966) diretta dal grande Stanley Donen, il dramma fantascientifico ABBANDONATI NELLO SPAZIO (1969) ed il sottovalutato western d’azione L’ORO DI MAC KENNA(1969) che costituisce quasi un precursore della celebre trilogia di Indiana Jones. Negli anni ’70 la sua carriera ormai è al termine e viene scandita da pochi, discreti (ma non memorabili) film come IL SOLITARIO DEL RIO GRANDE(1971), IL PRESAGIO (1976) che diede vita ad una trilogia horror di medio successo, il bellico MAC ARTHUR-GENERALE RIBELLE(1977) e soprattutto il thriller fantabiologico I RAGAZZI VENUTI DAL BRASILE (1978) in cui interpreta un criminale nazista: il primo vero cattivo della sua carriera artistica.

Ultima sua interpretazione di rilievo è datata 1989 con OLD GRINGO, western crepuscolare, seppur vacuo, con cui l’attore si congeda dal suo pubblico.

Paolo Pugliese 2004