E:D:E:N

Il primo corto italiano di fantascienza di nuova generazione

 

IL PROGETTO E:D:E:N
Il progetto E:D:E:N nasce dalla volontà e dalla passione per la fantascienza di due giovani filmakers italiani, Fabio Resinaro e Fabio Guaglione: sceneggiatori, registi e produttori che con una loro piccola casa di produzione -la Fast&Forward- hanno già realizzato l’interessante cortometraggio “Ti chiamo Io“,vincitore del Film Race 2003 e distribuito dalla Medusa in Dvd.
I 2 autori intendevano cimentarsi con un genere assente da anni nel panorama cinematografico italiano come quello della fantascienza, usando nuove idee e nuove tecnologie per garantire un livello di spettacolarità al loro progetto davvero inedito per le produzioni nostrane.
Resinaro e Guaglione hanno pienamente attinto al proprio background composto da elementi di cinema degli anni ’80, di fantascienza concettuale degli anni ’70 e di animazione giapponese e fumetti moderni per ideare, produrre e realizzare E:D:E:N. Il cortometraggio ha l’indubbio merito di aver massimizzato risorse e budget ristretto, supportando i mezzi a disposizione con grande entusiasmo ed anche con un’elastica arte di “arrangiarsi”, tipica del nostro popolo ed anche del cinema nostrano, soprattutto negli anni ’60 e ’70.


IL CORTOMETRAGGIO
E:D:E:N è un cortometraggio di fantascienza della durata di 14 minuti, un prodotto (totalmente auto finanziato) che esplora il genere della moderna “Space Opera”, nonchè preludio di un progetto più ampio incentrato su un futuro, probabile, film della durata estesa di due ora e mezza.
Il mini-film ha una storia basata tanto su elementi di fantascienza della nuova generazione quanto sull’azione allo stato puro ed anche sull’esplorazione di vicende umane complesse, la cui interrelazione funge da nocciolo centrale della sceneggiatura.
Lo script del corto, infatti, propone un mirabile equilibrio tra le idee centrali della storia e la descrizione delle emozioni dei personaggi, basilari per lo sviluppo della vicenda: paura, sorpresa, rabbia, tensione ed esaltazione.

Il cortometraggio, con una scelta audace, è stato filmato in formato di 35 mm (quello lungo, tipico dei gloriosi film in Technicolor) con una cinepresa Arriflex III ed è tanto un esperimento quanto, al tempo stesso, un prototipo per un film vero e proprio.
Nel progetto hanno lavorato ben 44 persone tra attori, tecnici, carpentieri, modellisti in 3d, esperti in informatica, suono ed animazione digitale.
Le riprese sono state effettuate in soli due giorni per 20 ore di lavoro ciascuno. Un lavoro pianificato nei minimi particolari ma certo massacrante e portato avanti solo grazie al grande impegno e passione da parte della troupe di attori e tecnici.

Gli schizzi ed i concetti visuali di personaggi e fondali sono firmati da Fabio Resinaro mente il direttore della fotografia Paolo Bellan ha impostato la visione di E:D:E:N con luci fredde, al neon e con una predominanza del colore blu che rende molto glaciale ed “aliena” (come dovrebbe essere un film di fantascienza) l’atmosfera del cortometraggio.
Il film propone scene di grosso impatto visivo, con –ad esempio- i 4 membri dell’equipaggio immersi in un’atmosfera gelida blu cobalto, tra le ombre e le luci al neon degli interni dell’astronave, a fluttuare in assenza di gravità in mezzo a gocce di sangue cremisi.


LA TRAMA
La storia di E:D:E:N narra in breve di un ammutinamento, evoluzione di un’inedita situazione che fa da leit motiv al film e che propone una sorta di rovesciamento rispetto ai temi di tanti film di fantascienza del passato con alieni invasori: perché, in E:D:E:N, gli invasori sono gli umani. Siamo in un futuro lontano e catastrofico nel quale –grazie ai dialoghi dei personaggi- veniamo a sapere che l’umanità è sull’orlo dell’estinzione a causa dei danni all’ecosistema terrestre e l’esaurimento delle risorse naturali. Un’astronave pesantemente armata parte alla ricerca di un nuovo pianeta abitabile che possa fungere da colonia terrestre. La ricerca ha buon esito ma il pianeta individuato è abitato già da una razza aliena. Il comandante della nave intende garantire la sopravvivenza della razza umana a costo della morte di quella aliena e perciò attiva un’arma di distruzione di massa in grado di spazzare la vita dal pianeta. Ma alcuni membri dell’equipaggio non sono d’accordo con questa decisione genocida…


IL CAST
Il cast è composto da 4 attori giovani ed emergenti, scelti dopo un lungo lavoro di ricerca e casting: i professionisti Fabrizio Viganò, Camilla Frontini e gli esordienti Domagoj Mazuran (regista cinematografico underground) ed Angelo D'Agostino.
Tra i 4 attori è nata un’alchimia perfetta che ha reso ancora più intense e verosimili le scene recitate insieme.


DESIGN E VISUAL CONCEPTS
Max Cortellini è lo scenografo che ha immaginato e costruito il modellino (della grandezza di tre metri) dell’astronave di E:D:E:N : un cargo dalla linea moderna ed oscura, che per impostazione richiama alla mente l’astronave da guerra vista nel film “Aliens” di James Cameron. Il look della nave –davvero tenebroso- è stato in parte modificato dai modellatori 3D. Infatti, il modellino è servito sia come oggetto di alcune inquadrature sia come riferimento per i tecnici digitali che hanno curato la rappresentazione in grafica tridimensionale della nave.
La costruzione del modellino e del set con gli interni (con allestimento modulare a grandezza naturale di 7 metri per 8) della nave è stata resa possibile grazie all’apporto concreto di una scuola d’arte che ha messo a disposizione l’aiuto dei suoi studenti ed un suo salone per l’allestimento della spettacolare scenografia (che ha richiesto elementi in plastica, legno, polistirolo).

Max Cortellini ha contribuito anche a creare il look delle divise spaziali: esse sono dei costumi sobri che danno l’idea di uniformi militari appartenenti ad un futuro non troppo lontano. I costumi sono basati sul concetto di tute da motociclista che sottolineano meglio il contesto di futuro “sporco” nel quale la storia di E:D:E:N è inserita. La lavorazione è stata laboriosa e portata al termine grazie alla collaborazione di una piccola azienda tessile che ha consegnato i costumi a tempo di record, appena un giorno prima dell’inizio delle riprese.


EFFETTI SPECIALI
La cosa che rende E:D:E:N un prodotto pressoché unico nel panorama dei cortometraggi (ed anche lungometraggi…) italiani è l’utilizzo di numerosi effetti speciali di diverso tipo e natura.
Per le scene girate sia in esterno che all’interno della nave è stata usata una combinazione di grafica digitale e sequenze girate dal vivo (sul modellino), con l’ uso (praticamente inedito per una produzione italiana) della tecnica “Green Screen” (la stessa usata in film come “The Matrix”) consistente nell’ inserimento digitale di vari elementi in una scena precedentemente girata.
Un esempio chiaro degli effetti speciali usati è dato dalla scena -citata prima e davvero molto spettacolare- di una drammatica sparatoria in assenza di gravità: è stato allestito un mini-set con fondale verde ed un’altalena dello stesso colore in grado di sollevare gli attori; sono state girate poi le singole scene con gli attori e poi successivamente inserite digitalmente all’interno dell’ambiente, ricreando le situazioni di luci esatte e coordinando i movimenti degli attori con le sequenze girate; per la scena in campo lungo con tutti e 4 gli attori presenti, sono state addirittura realizzate delle loro rappresentazioni digitali in 3D.
Su ogni shot sono stati poi inseriti gli spari e le gocce di sangue ricostruite in CGI.

Gli effetti speciali sono stati curati dalle equipe della Logic Image, Fast Forward ed Ascari, gruppi di giovani esperti informatici con laboratori di CGI ed effetti digitali.
Inoltre, E:D:E:N è stato supportato per la sua post-produzione ed ottimizzazione da moderni programmi informatici come Maya 4.5, Combustion 2.0, Softimage Xsi, Renderman, Cinegy (appartenenti alla normale piattaforma Windows). Le scene girate, convertite in digitale, sono state assemblate con l’Avid, un software di montaggio che ha permesso una notevole riduzione di tempi e costi di lavorazione.


COLONNA SONORA
La scelta e la realizzazione del commento sonoro di E:D:E:N ricoprono un ruolo molto importante nella produzione del corto. E:D:E:N ha un accompagnamento musicale davvero molto interessante, composto da un tris d’archi (viola, volino e violoncello) con l’aggiunta di elementi sonori “anomali” come tamburi di guerra e cori di preghiera di monaci tibetani: in questa maniera, il “sound” della colonna sonora è di natura ancestrale e primitiva, che sottolinea bene sia l’epicità delle scene d’azione sia l’atmosfera glaciale e claustrofobica del film.
Il tema principale dell’accompagnamento è stato ideato dallo stesso Fabio Resinaro ed arrangiato dal compositore Andrea Bonini con la supervisione del giovane sound-designer Miko Cantu.


PROMOZIONE DI E:D:E:N
Dopo la realizzazione delle riprese ed il completamento del film, gli autori si sono mossi per far conoscere il loro progetto in ambito tanto nazionale quanto internazionale, promovendo E:D:E:N su vari livelli: dalla creazione di un bel sito (davvero molto esaustivo) fino alla presentazione a vari festival di cinema, primo tra tutti l’Arcipelago Film Festival di Roma (dal 4 al 10 giugno).


IL SITO DI E:D:E:N
La produzione Fast&farward e gli autori hanno messo in rete un interessante ed aggiornato sito sul cortometraggio con molte immagini, news, descrizione degli aspetti tecnici e delle fasi della lavorazione di E:D:E:N, aneddoti e curiosità, oltre ai trailer scaricabili. Potete trovarlo al seguente indirizzo: http://www.edentheproject.com

 


INTERVISTA A FABIO GUAGLIONE E FABIO RESINARO


Come è nato il progetto E:D:E:N ?
E' difficile rispondere a questa domanda, all'apparenza così semplice. Volevamo cimentarci in qualcosa di inverosimilmente arduo, ai limiti dell'impossibile (e sfidiamo chiunque a smentirci in una realtà produttiva come quella italiana). Volevamo metterci alla prova, attraversare una specie di battesimo di fuoco per capire se il cinema fosse davvero la nostra strada. Se noi fossimo fatti per il cinema e il cinema fosse fatto per noi. Alla fine del viaggio, tutti ci dicono che la risposta è sicuramente un "sì". Noi stiamo zitti e proseguiamo a testa bassa. E:d:e:n, ed il progetto che ne è alla base, è nato sostanzialmente dalla volontà di raccontare una storia. Un piccolo pezzo di questa è stato narrato nel cortometraggio che abbiamo portato a termine, il resto è ancora nelle nostre menti, nei nostri Pc. Per adesso.


A quali modelli vi siete ispirati per il vostro cortometraggio?
Cerchiamo sempre di non ispirarci a niente, ma siamo inevitabilmente influenzati dalle cose che ci piacciono. La situazione di "multiplo puntamento di pistole" ad esempio è chiaramente Hong Kong-style, richiama subito a celebri momenti cinematografici di John Woo; è innegabile. Questo non vuol dire che ci siamo ispirati però a qualcosa, tutt'altro. La storia stessa che è alla base di E:d:e:n è qualcosa di mai visto sinora: un approccio totalmente nuovo alla science fiction del grande pubblico. Abbiamo cercato infatti di raccontare la prima storia di un certo tipo di fantascienza che potrebbe aprire un filone. E' ovvio che per capire di cosa stiamo parlando, dovete vedere il corto. Non vi diremo niente, saremo dei pazzi a svelarvi qualcosa.


Quanto tempo di lavorazione ha richiesto E:D:E:N?
Quanto tempo? Troppo, troppo.... Almeno per la post produzione. La pre-produzione infatti è durata tre mesi di fuoco, lo shooting è stato realizzato in quarantotto ore che non scorderemo mai, ma la post produzione... La post produzione ci ha rubato, tra un contrattempo e l'altro, più di un anno. Il fatto è che abbiamo gestito in pochissimi una produzione molto complessa, a causa della sua natura. Dopo i "no" di diversi produttori (o presunti tali) e addetti del settore, poiché ritenevano che non saremmo riusciti mai a girare ciò che era nero su bianco sullo script, abbiamo deciso di fare tutto da soli. "Da soli" è significato "da soli", insieme a tutte le persone che si sono aggregate con il tempo, grazie alla passione, all'entusiasmo, e alla salivazione incontrollata causata dal progetto che proponevamo ai potenziali collaboratori. Fu autoproduzione vera e propria. Non l'autoproduzione di un cortometraggio sociale girato in digitale, ma di quattordici minuti di un vero e proprio science fiction movie, in 35 mm...


Quali sono state le difficoltà maggiori che avete incontrato?
Non avendo nessuna casa di produzione alle spalle, è stato di una difficoltà impressionante coordinare il lungo processo produttivo. Dalla previsualizzazione alla costruzione della scenografia, dalla gestione del set e delle risorse umane della troupe alla mastodontica post produzione video, dalla composizione e incisione della colonna sonora alla finalizzazione del prodotto. Alla fine del viaggio siamo giunti all'E:d:e:n, ma quanta fatica. La natura atipica del nostro mostriciattolo ci ha fatto scontrare non poche volte con collaboratori spiazzati di fronte a nuovi tipi di richieste (processi di lavorazioni della pellicola raramente o quasi mai adottati in Italia). Numerose sono quindi state le difficoltà dal punto di vista meramente tecnico. Compatibilità tra formati, sistemi di trasporto dati, miglior software da utilizzare e via dicendo. Abbiamo imparato molto anche in questo. Se dobbiamo essere sinceri però, forse le maggiori difficoltà sono derivate dalla delicata gestione dei rapporti umani con i collaboratori. Spesso ci siamo infatti imbattuti in persone che ci hanno creato (consciamente o inconsciamente) diversi problemi, indispettiti dal dover eseguire le direttive impartite da due ragazzi giovani come noi. Basta pensare che, tra le tante (dis)avventure, la pellicola è stata bloccata per quattro o cinque mesi per "blocchi burocratici" a causa dell'assoluta incompetenza e arroganza di qualche "produttore" (che è stato spedito fuori dal progetto a calci in culo, anche se il suo nome figura in qualche articolo uscito un annetto su qualche quotidiano) e di qualche addetto agli SFX. Anche questo fa parte della realizzazione di un film (sopratutto di uno indipendente), e anche per situazioni come questa la post produzione ha richiesto così tanto tempo. Per fortuna, chi ha la testa dura, la vince. Siamo orgogliosi sopratutto di questo. Più che della qualità del prodotto (che molti definiscono eccelso ma che noi riteniamo in fondo pieno di ingenuità ed imperfezioni) siamo soddisfatti dell'aver portato a termine la nostra prima piccola missione. Di non esserci arresi mai, e di essere arrivati qui dove siamo (ovunque sia) unicamente con le nostre forze e con quelle di chi ha creduto davvero in E:d:e:n.


Parliamo un pò di voi: come siete diventati registi, sceneggiatori e produttori?
Non abbiamo frequentato nessuna scuola di cinema, nessun corso di regia o di scrittura, assolutamente niente. Ce lo chiedono tutti, e tutti aggrottano le ciglia quando confermiamo la nostra risposta. Solo tanta voglia di fare, un pò di perspicacia e tanta determinazione. Abbiamo sempre nutrito una passione per tutto ciò che riguarda in un certo senso la comunicazione, il raccontare, anche se in maniera diversa. La fusione di interessi quali cinema, letteratura (libraria e fumettistica) e musica non poteva che portare alla volontà comune di raccontare delle storie, nel modo più completo possibile. Il nostro primo lavoro è stato "Ti chiamo io", un cortometraggio realizzato in digitale nel 2001, distribuito recentemente in DVD da Medusa Home Video. Un'esperienza in qualche modo pionieristica, visto che siamo stati tra i primi a comprare una scheda d'acquisizione d'immagine digitale FireWire in Italia... Il bello è che ci abbiamo messo molto di più a girare "Ti chiamo io" che E:d:e:n... E' stato un parto lungo, che ha portato alla luce però un prodotto ritenuto molto interessante da diversi addetti ai lavori (a distanza di due anni ha vinto il concorso MediaFilm Race). E' stato un lavoro importante sotto diversi punti di vista, poiché ci ha fatto imparare molte cose basilari a proposito di come si gira, come si monta, come si musica, cosa si tiene e cosa si taglia, e così via... E' stato un'ottima palestra, ed è diventato un ottimo biglietto da visita con cui presentarsi. Crediamo sia stato grazie anche a "Ti chiamo io" se abbiamo convinto fin da subito a lavorare ad E:d:e:n gente come Paolo Bellan (direttore della fotografia) o Max Cortellini (scenografo). Qualcuno dice che siamo diventati registi dopo "Ti chiamo io", qualcuno dice che lo siamo diventati dopo "E:d:e:n", e qualcuno dice che non lo siamo ancora diventati. Noi diciamo soltanto che se lo siamo, lo siamo diventati nel momento in cui abbiamo deciso di esserlo.


Come è nata la "FastAndForward"?
Per quanto riguarda la "FastAndForward" il discorso è un pò diverso. Nel senso che non si può parlare di una vera e propria nascita. Diciamo che abbiamo piantato dei buoni semi, e adesso alcune persone stanno iniziando a gettarne altri altrettanto buoni. E' una metafora risibile, non lo neghiamo, ma è un buon modo per descrivere quello che sta succedendo.


Secondo voi, perchè la fantascienza è un genere assente da così tanto tempo nel panorama del cinema italiano?
Questa è una domanda a cui secondo noi non è facile dare una spiegazione, perlomeno una sintetica spiegazione. Diversi studiosi del cinema condividono la teoria secondo cui alla fine degli anni Settanta si è creata probabilmente la vera scissione tra cinema statunitense e cinema europeo e nella fattispecie italiano. Mentre oltreoceano usciva “Star Wars” e si lavorava a “Terminator”, qui furoreggiava “Sapore di Mare”. Questo ha dato il via a una lunga e finora fruttuosa sequela di prodotti by Vanzina, Boldi, De Sica & co. che ha allontanato il cinema italiano da qualsiasi altro film "di genere" (mentre fino ad allora combattevamo degnamente sul fronte del Western, dello Storico-Peplum e del Thriller), fatta eccezione per una discutibile parentesi Horror nei gloriosi anni Ottanta. Per la maggior parte dei casi, la fantascienza richiede delle ingenti spese produttive, ampiamente ricoperte dai prodotti hollywoodiani a causa della sempre calorosa accoglienza del pubblico e sopratutto della vendita e distribuzione in tutto il mondo. Il cinema italiano si è avvicinato più ad una (cosiddetta) concezione artistica del cinema piuttosto che ad una imprenditoriale/industriale, a parte il citato filone comico. Nonostante questo, è anche vero che E:d:e:n è la prova che per realizzare un buon prodotto science fiction non servono per forza i miliardi.


Spiegateci come.
Senza voler esprimere duri giudizi contro nessuno, la realizzazione di un prodotto di fantascienza richiede l'impiego di operatori del settore capaci e competenti coordinati da qualcuno di capace e competente. Qualcosa di non molto comune nell'industria cinematografica italiana. Qualcuno penserà che stiamo sparando gratuitamente a zero su tutto e tutti, ma i fatti non fanno che confermare ciò che diciamo. E' vero, Salvatores ci ha provato, ma anche lui ha realizzato un prodotto abbastanza lontano dai canoni (almeno visivi se non qualitativi) della fantascienza classica, rifugiandosi nell'italianità artistica. Un tentativo da ammirare, ma considerato unanimemente, appunto, un tentativo. La cosa su cui riflettere è che però il pubblico italiano è letteralmente affamato di questo genere di film, visto che balzano puntualmente ai vertici degli incassi al botteghino nostrano, anche se ultimamente questi film, dobbiamo dirlo, sono sempre più brutti e poveri di idee. Quindi perchè non produrre un film di fantascienza italiano, o provare almeno? Qualcuno potrebbe dire "perchè è meno dispendioso comprarli dall'estero e distribuirli in Italia piuttosto che produrli". E' vero, ma è anche vero che è molto meno remunerativo e glorioso che produrli per un mercato mondiale invece che esclusivamente italiano. Il fatto è che, probabilmente, quei pochi produttori che vorrebbero realizzare un film di fantascienza italiano hanno paura che venga una merda. Beh, abbiamo voluto realizzare E:d:e:n anche per questo, per dimostrare che "si può fare".


Quali sono i vostri progetti futuri?
He, he, he.... I nostri progetti futuri. Lo slogan che accompagna E:d:e:n nei poster, nel sito e dovunque sia stato presentato è "the beginning is coming"; "l'inizio sta arrivando". " Un "inizio" strettamente collegato alla sceneggiatura stessa del corto, e un "inizio" metaforico per un nuovo modo di raccontare e produrre in Italia. Dunque, innanzitutto faremo fare un bel pò di giretti a E:d:e:n in vari festival, per far conoscere noi e la nostra neonata creatura, per smuovere un pò le acque. Poi lo venderemo a diverse Pay tv, e proveremo a distribuirlo in DVD assieme ad un nutritissimo backstage e Making of. Il resto sarebbe Top Secret... Vi possiamo dire che abbiamo quasi ultimato una sceneggiatura che ci piacerebbe fosse il nostro primo lungometraggio. Ma siccome non riusciamo proprio a stare fermi, in questi giorni stiamo buttando giù il soggetto per un film di fantascienza a cui si sono ufficiosamente interessate alcune compagnie estere, ma ancora niente di serio. E ovviamente, il progetto E:d:e:n continua. Il cortometraggio è una specie di stuzzichino, una piccola demo di quello che il film vero e proprio mostrerebbe. Film vero e proprio alla cui scrittura ci stiamo dedicando da quasi un anno, vista la complessità della storia. La trama del film di E:d:e:n è contraddistinta da scenari e momenti narrativi imponenti, una produzione che richiede ingenti sforzi produttivi. Non sappiamo quando E:d:e:n -the movie- vedrà la luce, ma la vedrà. Solo allora il progetto E:d:e:n sarà definitivamente ultimato. Nel frattempo, ci godiamo questo momento. Ci godiamo "l'inizio".

Paolo Pugliese 2004

 

* La realizzazione di questo dossier è stata resa possibile grazie alle informazioni ed alle immagini messe gentilmente a disposizione dagli autori di E:D:E:N.