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CHARLES BRONSON L'Ultimo Duro di Hollywood |
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Il 30 agosto del 2003 è scomparso ad 81 anni di età Charles Bronson, l’ultimo duro del cinema americano d’azione, che ha trovato la pace (a causa di una “banale” polmonite) dopo un lungo e straziante periodo di degenza ospedaliera a causa dell’Alzheimer, malattia che comunque, tenendo fede alla sua fama di duro, non è riuscita a sconfiggerlo. Uomo taciturno,
Bronson fu un attore che, con i lineamenti del volto duri e marcati (di
lui dissero “ha una faccia tagliata con il coltello”) sottolineati
dai suoi occhi di ghiaccio stretti come due fessure, fu caratterizzato
fin dagli inizi della sua carriera per ruoli molto forti e drammatici.
E infatti, la sua filmografia è ricca di film western, polizieschi
o di azione (con 2 sole commedie in circa 50 film) dove interpreta giustizieri,
poliziotti, assassini, indiani, banditi, cowboy vendicatori, in una galleria
di ruoli “virili” che gli diede successo e fama ma che al
tempo stesso lo limitò anche molto come attore, in una monotematicità
di interpretazioni di cui soffrì molto. Al cinema
cominciò in ruoli di contorno, sempre negativi, in film come “Vera
Cruz”, “I 4 del Texas” ed “I Cannoni di S.Sebastian”,
per poi farsi notare nelle pellicole “Il Comandante Johnny”
e “L’Ultimo Apache”: in quest’ultimo, Bronson
lavorerà per la prima volta con il regista Robert Aldrich che qualche
anno dopo lo vorrà nel magnifico “Quella Sporca Dozzina”. Gli anni
’70 rappresentano il picco più alto della sua carriera, ricchi
di film di successo come i western “Chato” (1972), “Sole
Rosso” (1972), “Valdez il Mezzosangue” (1973) e “Sfida
a White Buffalo” (1977) che rappresentano anche il canto del cigno
del genere western ormai in declino, genere dal quale si affranca interpretando
ruoli da poliziotto o da criminale in pellicole d’azione. L’inizio
del decennio degli ’80 lo vedono interpretare alcuni buoni film
come il western “Caccia Selvaggia”, accanto ad un altro “duro”
come Lee Marvin, la spy-story “Telefon” (1979) ed il drammatico
“L’Eroe della Strada” (1983) ma la sua carriera è
in lento declino, avviata sulla strada di action thriller sempre più
modesti dove interpreta ormai un unico personaggio: quello del duro giustiziere
dalla pistola facile. Da dimenticare, infatti, pellicole come “Professione
Giustiziere”, “10 Minuti a Mezzanotte”, “Assassination”,
“La Legge di Murphy”. Paolo Pugliese
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