Negli
anni ’40 Casablanca è un protettorato francese nonché
passaggio obbligato per chi fugge dall’Europa occupata dai
nazisti. Qui l’americano Rick Blaine, uomo cinico e solitario,
gestisce un locale notturno alla moda insieme al fidato pianista
Sam e la connivenza del corrotto capitano Renault, sempre pronto
ad non offendere i tedeschi guidati dal bieco Strasser. Ma da
“Rick’s Cafè” arriva il patriota Laszlo,
perseguitato politico inseguito da tedeschi, accompagnato da sua
moglie Lisa, amata perdutamente da Rick a Parigi due anni prima.
Aiutandoli a scappare, l’amore tra Rick e Lisa divampa in
un crescendo d’intrighi: ma Rick, ottenuti due visti d’uscita
grazie ai suoi contatti, convincerà Lisa a raggiungere
l’America con il marito, perché l’uomo possa
continuare a combattere per la libertà.
CASABLANCA
è stato riconosciuto come uno dei film più belli,
più famosi e soprattutto più amati dell’intera
storia del cinema: la leggenda dice che la lavorazione del film
fu improvvisata di giorno in giorno, adattando il copione agli
umori del regista, il grande Michael Curtiz: autore di più
di 100 film (tra i suoi più celebri “Capitan Blood”,”La
Carica dei 600” e “Ribalta di gloria”) che con
CASABLANCA firmò il suo capolavoro o, perlomeno, il suo
film più famoso. Alla sua prima uscita nel 1943, CASABLANCA
ebbe immediatamente un grosso successo commerciale, coronato poi
con la premiazione di ben tre Oscar (film, regia, sceneggiatura)
anche se fu snobbato alla premiazione Humprey Bogart (candidato
come attore protagonista), che con la sua interpretazione di Rick
diede una delle sue migliori prove di attore nonché lasciò
ai posteri un grande personaggio: un Rick ruvido, cinico ed indipendente
ma anche generoso e carismatico, personaggio che ha fatto scuola,
che ha ispirato ed influenzato tanti altri personaggi essendo
considerato tra i carachters migliori mai apparsi in un film.
Dopo l’enorme successo degli anni ’40, il film arrivò
ad essere quasi “dimenticato” negli anni ’60
e riscoperto poi negli anni ’70, grazie soprattutto all’affettuoso
omaggio di Woody Allen con il suo celeberrimo “Provaci ancora
Sam”, film dichiaratamente ispirato alla pellicola di Michael
Curtiz, la quale fu poi considerata definitivamente un cult-movie.
Tratto da un poco conosciuto testo teatrale di Murray Burnett,
“Everybody comes to Rick’s”, CASABLANCA è
un film sul quale il tempo non sembra esercitare presa, affascinante
e moderno nelle tematiche fulcro della storia, oltre ad essere
un amalgama perfetto di toni, generi, archetipi e stereotipi dell’immaginario
collettivo che hanno fatto scuola, soprattutto grazie ad una memorabile
galleria di personaggi, grandi e piccoli: come non ricordare,
accanto a quella di Bogart, la presenza di Ingrid Bergaman, bellissima,
appassionata e sensuale? Come dimenticare la perfidia del traditore
di mezza tacca interpretato da Peter Lorrie? Oppure Paul Henreid
e Claude Rains nei rispettivi ruoli dell’idealista Laszlo
o del corrotto capitano Renault?
Ma CASABLANCA, al di là dei suoi meriti di film d’autore,
è anche un grande esempio di cinema di sottile propaganda
antinazista: avventura storica (la fuga di Laszlo dai tedeschi),
sentimenti (l’amore tra i due protagonisti e quello misto
di ammirazione e senso di colpa di Lisa per Laszlo) ed amore per
la democrazia (la scena in cui si canta “la Marsigliese”
nel caffè di Rick come atto di sfida ai nazisti la quale
ha strappato nel corso degli anni centinaia di applausi a scena
aperta) si mescolano alla perfezione in una storia esemplare per
la sua assurdità da melò senza happy end: assurdità
evidenziata dall’impostazione narrativa e visiva di Curtiz
che rende quello di Casablanca un luogo speciale, fuori dal mondo:
nelle scenografie di cartapesta delle strade della città
si ha l’impressione che possa capitare di tutto, assistendo
ad un microcosmo di vicende intrecciate di vari personaggi, molti
dei quali “vivono” sullo schermo lo spazio di una
sola scena…ed, in particolar modo, nel “Rick’s
Cafè” capita di giocarsi la vita oppure di incontrare
il proprio perduto amore sulle note dell’immortale canzone
“As Time goes by”. Suonala ancora, Sam.
Marco
Scaligeri 2005
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