La
squadra dietro al fenomeno globale Il Codice Da Vinci, campione
d’incassi nel 2006 con oltre 750 milioni nel mondo, ritorna
in ANGELI E DEMONI, tratto dal fortunato romanzo di Dan Brown.
Tom Hanks riprende il ruolo dell’esperto di religioni
di Harvard Robert Langdon, le cui gesta tornano ad essere raccontate
da Ron Howard, in una pellicola prodotta insieme a Brian Grazer
e John Calley. La sceneggiatura è di Akiva Goldsman e
David Koepp, tratta dall’omonimo romanzo di Dan Brown.
Accanto ad Hanks ci sono alcuni dei migliori attori e delle
stelle più scintillanti del mondo, quali Ewan McGregor,
Ayelet Zurer, Stellan Skarsgård, Nikolaj Lie Kaas, Armin
Mueller-Stahl e il nostro Pierfrancesco Favino. Secondo Brian
Grazer, attirare un cast internazionale era una delle maggiori
priorità dei realizzatori. “Il cast internazionale
migliora la portata del film”, rivela il produttore.
“Così, la pellicola diventa accessibile in
ogni nazione del mondo. Inoltre, con questo ricco materiale
e la possibilità di lavorare con Tom, risulta una pellicola
affascinante per un attore. Noi abbiamo contattato i migliori
interpreti che avessero un senso a livello artistico per il
film e, in tutti i casi, abbiamo ottenuto le nostre prime scelte”.
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La
Trama
Quale
terribile scoperta può convincere il Vaticano a rivolgersi
a Robert Langdon, l’uomo che ha svelato il codice più
controverso della Storia? Langdon scopre le prove della rinascita
di un’antica confraternita segreta conosciuta come gli
Illuminati, la più potente organizzazione sotto copertura
della Storia, e deve anche fronteggiare un pericolo mortale
per la sopravvivenza del nemico più disprezzato da questa
confraternita: la Chiesa cattolica. Per far questo, si allea
con Vittoria Vetra, una bellissima ed enigmatica scienziata
italiana. Vetraa lavora al CERN (Conseil Européen
pour la Recherche Nucléaire), che è il maggiore
laboratorio di fisica delle particelle del mondo. Situato in
Svizzera, il CERN ha iniziato le operazioni dell’Enorme
Collisore, il maggior acceleratore di particelle del mondo,
proprio durante la produzione del film. Gli esperimenti che
si svolgono in questa struttura sono inerenti lo studio delle
particelle di materia ed antimateria. Ma un piccolo contenitore
di antimateria viene rubato ed utilizzato come arma di distruzione
di massa contro il Vaticano, minacciando le basi stesse della
Chiesa cattolica. Imbarcandosi in una caccia senza soste e piena
d’azione attraverso cripte sigillate, catacombe e cattedrali
abbandonate, Langdon e Vetra seguono una scia di indizi risalenti
a quattrocento anni prima e composti da simboli antichi che
rappresentano l’unica speranza di sopravvivenza per il
Vaticano. La situazione è destinata a precipitare quando
i misteriosi Illuminati rapiscono 4 cardinali, tra i maggiori
candidati all’elezione Papale, minacciando di ucciderne
uno ogni ora, con le loro azioni che culminano con una bomba
in Vaticano. Torna all'Indice
Guida ai Personaggi di Angeli
e Demoni
Il
Conclave è l’antico rituale con
cui il Collegio dei Cardinali elegge un nuovo Santo Padre. Tra
i Cardinali ci sono i Preferiti, quelli che sembrano avere maggiori
probabilità di essere eletti Papa. Il procedimento è
celebre per la sua segretezza, con i Cardinali che vengono isolati
fino a quando il loro importante lavoro non arriva a una conclusione.
L’unico mezzo di comunicazione con il mondo esterno proviene
dal fumo che viene rilasciato dalla Cappella Sistina. Una fumata
nera indica che la maggioranza necessaria di due terzi non è
stata raggiunta, mentre una fumata bianca (e, più di
recente, il suono delle campane) indica invece che la maggioranza
è stata ottenuta e che è stato eletto un nuovo
Papa.
Il
Camerlengo ha dei compiti molto importanti all’interno
del Vaticano. E’ lui che certifica la morte del Papa e
distrugge l’anello del Papa con il suo sigillo ufficiale,
anche conosciuto come Anello del Pescatore. Fino all’elezione
del nuovo Papa, il Camerlengo assolve le funzioni di Capo di
Stato della Città del Vaticano.
La
Guardia svizzera ha protetto il Papa e il Collegio
dei Cardinali all’interno delle Mura vaticane fin dal
22 gennaio del 1506. I suoi membri sono famosi per considerare
il loro ruolo non un lavoro ma una vocazione. Per entrare nella
Guardia svizzera, bisogna essere un maschio cattolico celibe,
avere tra i 19 e i 30 anni, essere alti almeno un metro e settantaquattro,
avere il diploma liceale, aver superato l’addestramento
base nell’esercito svizzero ed essere cittadino svizzero.
La
Gendarmeria svolge doveri di polizia generale nella
Città del Vaticano e gestisce, tra gli altri compiti,
l’ordine pubblico, il controllo del traffico… e
le indagini su rapimenti e omicidi.
Gli
Illuminati è società segreta fondata
probabilmente in Bavaria nel 1776, con almeno 2.000 ‘liberi
pensatori’ membri che erano ai massimi livelli nei campi
dell’arte, della scienza e della politica, prima che il
gruppo si sciogliesse ufficialmente alla fine del settecento.
società segreta sia stata fondata in Bavaria nel 1776,
con almeno 2.000 ‘liberi pensatori’ membri che erano
ai massimi livelli nei campi dell’arte, della scienza
e della politica, prima che il gruppo si sciogliesse ufficialmente
alla fine del settecento.
Tuttavia, alcune persone ritengono che le radici della società
segreta siano anche più antiche e che gli Illuminati
siano esistiti fin dal cinquecento, nati dalla preoccupazione
per i conflitti della Chiesa con celebri scienziati dell’epoca.
Spinti verso l’attività clandestina, essi sono
scomparsi più di cento anni fa. Torna all'Indice
Le Locations: Roma
Le
riprese del film si sono svolte a Roma per un mese, con set
in luoghi famosi come Piazza del Popolo, Piazza Navona, Castel
S. Angelo, all’esterno della magnifica chiesa barocca
di Santa Susanna e nelle strade della città.
L’ambientazione frenetica e affollata di Roma, con folle
di turisti, era perfetta per il direttore della fotografia Salvatore
Totino. “Tutti i turisti a Roma fornivano una confusione
divertente e questo ha funzionato bene nel nostro approccio.
Io e Ron abbiamo parlato del fatto di dare al film un senso
di rapidità, considerando che c’è una bomba
che rischia di esplodere in Vaticano se non la fermiamo, quindi
l’obiettivo era di esprimere questa deadline con tanti
ostacoli a livello cinematografico, catturando le influenze
degli aspetti umani e storici. Noi volevamo continuare a muovere
la cinepresa, quindi abbiamo utilizzato delle lenti lunghe,
con un grande uso della Steadicam, così come del lavoro
con gli slider e i dolly”, rivela Totino.
Una delle maggiori sfide di Totino e del caposquadra degli elettricisti
Rafael E. Sanchez a Roma è avvenuta a Castel Sant’Angelo.
Costruito dall’imperatore Adriano nel 128 D.C. per diventare
la sua tomba, Castel S. Angelo è stata una prigione,
una fortezza e una residenza papale. Il ponte che porta al Castello
vanta una serie di statue di angeli, come è consuetudine
a Roma, ma per le riprese notturne di ANGELI E DEMONI ognuna
di esse ha ricevuto una particolare illuminazione. Sanchez e
la troupe hanno offerto al Castello una luce spettacolare.
Totino sostiene che sia stato Sanchez a suggerire di illuminare
Castel S. Angelo e che questo ha aiutato molto la produzione,
che doveva ottenere obiettivi importanti in sole due notti.
“Castel S. Angelo ha richiesto un grande sforzo ed
è stato un lavoro di collegamento a causa delle notevoli
limitazioni legate a quello che potevamo fare e al poco tempo
che avevamo lì. Quando abbiamo svolto le prime perlustrazioni,
Rafi ha suggerito una luce particolare per l’architettura,
un approccio fantastico che ci ha aiutato molto. In altre parole,
abbiamo reso la luce un po’ più evidente e generale,
rispetto all’illuminazione pezzo per pezzo. Nel far questo,
siamo riusciti a ottenere risultati maggiori. Le notti erano
brevi e noi ne avevamo una per il ponte e l’entrata e
una per l’interno. Noi dovevamo entrare e uscire, così
questo tipo di luce ci ha aiutato molto”, sostiene
Totino.
Il lavoro di riprese in esterni a Castel S. Angelo comprendeva
degli elicotteri che viaggiavano con delle luci di perlustrazione
accese e un gruppo di poliziotti in diversi veicoli, con le
loro luci in funzione e le sirene. Torna all'Indice
Le Locations: Los Angeles
A
causa del rifiuto da parte del Vaticano a concedere il permesso
di girare in molti luoghi che appaiono nel film, la produzione
si è trasferita a Los Angeles, dove nei terreni degli
studios e nelle location vicine sono state riprodotte una versione
in scala quasi reale di Piazza S. Pietro, Piazza Navona, il
Forum e gi interni della Cappella Sistina, del Pantheon e di
Castel Sant’Angelo, così come gli affreschi, le
fontane e le statue di Michelangelo e del Bernini.
Dopo aver effettuato sopralluoghi con fotocamere digitali a
queste ricerche, il reparto artistico di Allan Cameron ha ideato
e costruito i set, lavorando a stretto contatto con Angus Bickerton,
il supervisore agli effetti visivi, in modo che i set si fondessero
senza problemi con le inquadrature dei veri luoghi, per poi
poter unire tutto con il digitale nella fase di postproduzione.
La produzione ha coinvolto otto teatri di posa della struttura
della Sony Pictures, che venivano riutilizzati per altri scopi
dopo che le scene si concludevano. Per esempio, il teatro 30
ha ospitato prima la chiesa di Santa Maria del Popolo e in seguito
è diventata Santa Maria Della Vittoria. In maniera simile,
dopo che i realizzatori hanno terminato le scene a Piazza S.
Pietro, Hollywood Park è stata trasformata in Piazza
Navona. Quella vera è stata filmata in alcune riprese,
successivamente è stata replicata a Los Angeles, a causa
degli infiniti tempi di restauro che a Roma erano necessari
per la Fontana dei quattro fiumi di Bernini, circondata dalle
impalcature. Oltre ai Quattro fiumi, la troupe di Cameron ha
riprodotto altre statue del Bernini, come Abacuc e l’Angelo
e l’Estasi di Santa Maria, che rappresentano degli indizi
nel Sentiero degli Illuminati percorso da Langdon. Lo scultore
Martin Smeaton e la sua squadra hanno fotografato le statue
da ogni angolo possibile e hanno realizzato dei piccoli modellini
in argilla per assicurarsi che le proporzioni fossero corrette,
prima di costruire le riproduzioni in scala reale con lo Styrene.
Tra i tanti set che la squadra di Cameron ha realizzato, uno
dei più importanti è stata la Cappella Sistina,
che è stata costruita in scala reale nel teatro di posa
27 agli studi della Sony di Culver City, mentre il celebre soffitto
è stato replicato con un’animazione digitale. Invece,
l’impressionante rappresentazione di Piazza S. Pietro
realizzata nella West Coast, che si stagliava dietro a dei container
per spedizioni nello spazio del parcheggio a Hollywood Park,
era più piccola di due terzi rispetto a quella reale,
costruita soprattutto con legno compensato e Styrofoam e migliorata
poi grazie al green screen. Torna all'Indice
I Costumi
Daniel
Orlandi è l’ideatore dei costumi del film, quali
quelli del Collegio dei Cardinali, che si riuniscono nella Cappella
Sistina dopo la morte del Papa per il loro conclave. Orlandi
aveva già lavorato con Howard a Il codice da Vinci e
quindi aveva delle conoscenze sul Vaticano, ma le ricerche necessarie
per ANGELI E DEMONI erano decisamente più impegnative.
“In sostanza, abbiamo realizzato il guardaroba del
Vaticano, occupandoci di duecento vestiti di Cardinali. Abbiamo
creato le tuniche e il guardaroba di vescovi, preti, suore,
tutta la Guardia svizzera e delle persone comuni che lavorano
al Vaticano. Loro indossano le uniformi a doppio petto con un
collare color Borgogna e dei bottoni di ottone. Tutti questi
costumi sono stati fatti a mano e non si possono comprare”,
sottolinea Orlandi.
Orlandi è diventato un esperto nei dettagli del guardaroba
vaticanense e nota che nonostante gli abiti dei Cardinali possano
sembrare tutti uguali, ognuno di essi ha un significato religioso
e per certi versi contiene anche delle variazioni personali.
Questo vale anche per il Papa, anzi forse è con la sua
figura che si raggiunge l’apice di questo discorso.
Orlandi doveva infatti creare l’aspetto del nuovo Papa
ed ha deciso di ispirarsi a Papa Benedetto. “Gli abiti
del Papa sono decisamente elaborati e realizzati magnificamente”,
sostiene Orlandi. “Li abbiamo fatti fare a Roma e
sono veramente impressionanti. Abbiamo messo una stola che sembra
proprio quella che indossava Papa Benedetto. Ha un aspetto arcaico
e rituale. C’è stato un forte dibattito sul fatto
che il nuovo Papa abbia adottato lo stile romano degli abiti
papali, rispetto allo stile gotico che era caratteristico di
Papa Giovanni Paolo II. Lui ha anche indossato un copricapo
di velluto con l’ermellino e ha avuto un forte impatto,
perché nessuno lo aveva fatto dal Medioevo. Ogni Papa
ha un proprio stile. Nel nostro film, abbiamo ideato una mitra
in stile romano basata su dei modelli che abbiamo trovato in
Italia. E’ realizzata a mano e comprende dei cristalli
Swarovski”.
In un mare di rosso cardinalizio e vestiti magenta dei vescovi,
emerge una figura in nero: Ewan McGregor nei panni del Camerlengo,
con la sua tonaca severa ed elegante. 33 piccoli bottoni simbolizzano
ciascun anno della vita di Gesù e il suo costume rappresenta
un contrasto notevole e impossibile da non notare. Inoltre,
ha funzionato molto bene per quanto riguarda le inquadrature
in movimento che Totino e Howard volevano evidenziare nella
pellicola.
“La tonaca di Ewan era fatta a mano, a Roma, con la
lana più bella e aveva una conclusione scintillante.
Lui la porta benissimo, anche perché è un abito
realizzato veramente su misura. Non ci siamo presi delle libertà
con la tonaca, che è esattamente il modo in cui un prete
elegante si vestirebbe in Vaticano. Noi abbiamo parlato dell’aspetto
magnifico che avrebbe avuto quando correva con la tunica che
volteggiava dietro di lui e tutto ha funzionato benissimo”,
sostiene Orlandi. Torna all'Indice
La Colonna Sonora
Per
ANGELI E DEMONI, il regista Ron Howard ha ritrovato nuovamente
il compositore Hans Zimmer (“Thelma & Louise”,
“Rain Man”) che per l’occasione ha composto
una nuova colonna sonora.
Il compositore ha cercato di trovare dei modi per rendere le
musiche agili e veloci come le sinassi frenetiche di Robert
Langdon, utilizzando un ensemble da camera piuttosto che la
tradizionale orchestra per poter creare questo senso di azione.
Allo stesso tempo, poiché nel film si parla di religione
e scienza, Zimmer ha inserito degli elementi orchestrali in
combinazione con un coro per rappresentare la religione, mentre
utilizzava la musica elettronica per indicare la scienza. Visto
che l’intenzione di Zimmer nell’inserire le parti
orchestrali era di puntare su degli artisti che spiccassero
nettamente, ha scelto il meglio affidandosi al violinista Joshua
Bell. Il risultato è stato una collisione che Zimmer
descrive come “la bellezza del violino di Joshua fusa
con la crudezza dell’elettronica”.
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Il
Cast
Tom
Hanks (Professor Robert Langdon) ha avuto l’onore
di essere il primo attore in 50 anni a ricevere due premi Oscar
consecutivi come miglior attore protagonista: nel 1994, nei
panni dell’avvocato vittima dell’AIDS in Philadelphia;
e l’anno seguente nel ruolo di Forrest Gump.
Si è anche aggiudicato dei Golden Globe per queste interpretazioni,
così come per Big e Cast Away.
Dopo gli esordi teatrali, ha debuttato in televisione come protagonista
della sit-com Bosom Buddies, grazie alla quale ha ottenuto
un ruolo da protagonista in Splash, una sirena a Manhattan
che segna la sua prima collaborazione con Ron Howard, alla quale
seguiranno poi Apollo 13, Il Codice Da Vinci ed
Angeli e Demoni. La sua filmografia comprende sia pellicole
brillanti che drammatiche, come il bellico di Steven Spielberg
Salvate il soldato Ryan, Il Miglio Verde di Frank Darabont,
Cast Away di Robert Zemekis ed Era mio Padre
di Sam Mendes, oltre alle commedie The Ladykillers
dei fratelli Coen e C’è Posta per Te, Ragazze
vincenti, Insonnia d’amore fino a Prova a Prendermi
e The Terminal con cui torna a lavorare con Spielberg.
Il suo ultimo film è La guerra di Charlie Wilson
di Mike Nichols.
Ewan
McGregor (Il Camerlengo Patrick McKenna), nato in Scozia,
ha iniziato a recitare nel Perth Repertory Theatre quando era
ancora uno studente ottenendo il ruolo da protagonista della
serie televisiva Lipstick on your Collar. In seguito,
esordisce al cinema con Le cinque vite di Hector di
Bill Forsyth e l’anno seguente ottiene grandi consensi
con Piccoli omicidi tra amici, che ha segnato la sua
prima collaborazione con il regista Danny Boyle. Nel 1996, Boyle
lo richiama per l’acclamato Trainspotting in
cui interpreta il tossicodipendente Mark Renton. McGregor ha
incarnato il ruolo di Obi-Wan Kenobi nei prequel della celebrata
trilogia di Guerre stellari (Star Wars), per la regia
di George Lucas. Tra i suoi lavori, ricordiamo le pellicole
inglesi Emma, Grazie, signora Thatcher, Little voice - è
nata una stella, Il bacio del serpente, Una vita esagerata
(terza collaborazione con Danny Boyle) e Velvet Goldmine.
Nel 2001 ha interpretato il musical di Baz Luhrmann Moulin
Rouge e il bellico Black Hawk Down di Ridley Scott.
Ha interpretato Sogni e delitti di Woody Allen, le
commedie Miss Potter ed Abbasso l’amore,
il fantascientifico The Island ed i thriller Sex
list - Omicidio a tre e Stay - Nel labirinto della
mente. Tra gli ultimi film a cui ha lavorato, figurano
il thriller Senza apparente motivo e la commedie I
Love You, Phillip Morris, assieme a Jim Carrey, e Amelia,
con Hillary Swank. Recentemente, ha terminato le riprese di
Men Who Stare At Goats, che vede anche la presenza
di George Clooney, Jeff Bridges e Kevin Spacey.
Ayelet
Zurer (Dottoressa Vittoria Vetra) è una delle
più celebri attrici israeliane. Si è fatta notare
da Hollywood quando Steven Spielberg l’ha scelta, nel
suo primo ruolo in inglese, per interpretare la moglie di Eric
Bana nell’acclamata pellicola Munich. Dopo la
Zurer ha recitato in diversi film, tra cui Prospettive di
un delitto, Fugitive Pieces ed Adam Resurrected.
Molto apprezzata in Israele per il suo talento, la Zurer è
stata premiata con l’equivalente locale dell’Oscar,
grazie alla sua interpretazione in Nina's Tragedies.
E’ stata candidata altre quattro volte allo stesso premio,
per il lavoro svolto in Only Dogs Run Free, The Dybbuk From
The Holy Apple Field, Desperado Square e Rutenberg.
Stellan
SkarsgÅrd (Comandante Richter) è fin dagli
anni settanta una grande star nel suo paese natale, la Svezia,
diventando poi una stella internazionale. Nel 1968, da adolescente,
diventò famoso grazie al ruolo da protagonista nella
miniserie televisiva Bambi Bitt ach jag e da allora
non ha più smesso di lavorare.
Dal 1972 al 1988, ha collaborato con il Royal Dramatic Theatre
di Stoccolma, mentre a partire dal 1982, è apparso in
più di cinquanta film. La sua interpretazione in The
Simple-Minded urder di Hans Alfredson gli ha permesso di
ottenere un Guldbagge (l’Oscar svedese) e l’Orso
d’argento al Festival di Berlino. E’ anche stato
protagonista della pellicola candidata all’Oscar Oxen.
Il suo primo ruolo in inglese è stato quello de L’insostenibile
leggerezza dell'essere nel 1988. A questo, ha fatto seguito
la parte del capitano di un sottomarino russo in Caccia
a ottobre rosso di John McTiernan. La svolta è avvenuta
grazie alla sua straordinaria interpretazione nei panni di un
paraplegico nell’acclamata pellicola di Lars von Trier
Le Onde del destino lavorando ancora con lui in altri
due film, Dancer in the Dark e Dogville.
Skarsgård è apparso in diversi film americani in
ruoli di supporto, tra cui Will Hunting di Gus Van
Sant e Amistad di Steven Spielberg. In seguito, ha
partecipato a pellicole americane come Ronin, Insomnia,
Blu profondo e Prigione di vetro. Come protagonista
ha interpretato l’horror L’Esorcista: La Genesi
e, recentemente, ha interpretato la commedia musical Mamma
Mia!.
Pierfrancesco
Favino (Ispettore Ernesto Olivetti) Nato a Roma, Favino
si è diplomato all’Accademia nazionale di arte
drammatica iniziando una carriera teatrale, prima di esordire
al cinema nel 1995 nel film Pugili di Lino Capolicchio.
Nel corso degli anni, Favino ha lavorato con molti importanti
registi italiani come Luigi Magni (La Carbonara), Marco
Bellocchio (Il Principe di Homburg), Gabriele Muccino
(L’Ultimo bacio), Giuseppe Tornatore (La
Sconosciuta), Gianni Amelio (Le Chiavi di casa),
Ferzan Ozpetek (Saturno Contro) e Michele Placido (Romanzo
criminale) grazie a cui ha vinto il David di Donatello
come miglior attore non protagonista.
Tra i suoi film ricordiamo inoltre Da Zero a Dieci di
Luciano Ligabue, La Verità, vi prego, sull'amore
di Francesco Apolloni, El Alamein di Enzo Monteleone
ed il recente L'uomo che ama di Maria Sole Tognazzi.
Negli ultimi due anni ha preso parte anche ad alcuni film americani
come Una notte al Museo, Le cronache di Narnia: Il principe
Caspian e Miracolo a S. Anna di Spike Lee.
In televisione, è stato impegnato con le storie biografiche
Gino Bartali l'Intramontabile e Pane e Libertà
(sulla vita del sindacalista Giuseppe Di Vittorio).
Nikolaj
Lie Kaas (Mr. Gray) è uno degli attori più
noti del cinema scandinavo. Fin dall’inizio degli anni
novanta, si è costruito una carriera notevole sul grande
schermo e sul palcoscenico. Ha esordito al cinema a 17 anni,
grazie a The Boys from St. Petri di Søren Kragh-Jacobsen,
un ruolo che gli ha permesso di ottenere un Robert (Il premio
dell’Accademia danese) e un Bodil (il riconoscimento dei
critici danesi) come miglior attore non protagonista nel 1992.
Subito dopo essersi diplomato alla Scuola nazionale di teatro
nel 1998, Kaas ha recitato nella controversa black comedy di
Lars Von Trier Idioti grazie al quale ha ottenuto
un secondo Bodil, sempre come miglior non protagonista.
Nel corso degli anni, Kaas ha interpretato tanti ruoli variegati,
spesso fornendo ai suoi personaggi adulti l’innocenza
priva di sentimentalismo e la vulnerabilità di un bambino.
Ha ottenuto altri due premi Robert, questa volta come miglior
protagonista, per Truly Human e Open Hearts,
vincendo anche uno Shooting Star Award al festival di Berlino
del 2003. Interpretando il dramma romantico Reconstruction
ha vinto la Camera D’Or al Festival di Cannes nel 2003.
Nella sua filmografia, figurano anche Just Another Love
Story di Ole Bornedal, Non desiderare la donna d'altri
di Susanne Bier, Le mele di Adamo, In China They Eat
Dogs e Flickering Lights. Il suo primo ruolo in
inglese è stato quello di un gangster russo in PU-239
della Picturehouse/HBO al fianco di Paddy Considine e Radha
Mitchell. Recentemente, ha recitato nel thriller di Kasper Barfoed
The Candidate, mentre tra poco apparirà in At
World’s End di Tomas Villum Jensen.
Armin
Mueller-Stahl (Cardinale Strauss) è noto per
la sua interpretazione in Shine di Scott Hicks, grazie
alla quale è stato candidato agli Academy Awards, così
come (assieme ai suoi colleghi attori nel film) agli Screen
Actors Guild Award.
Cresciuto a Berlino est, Mueller-Stahl è attore, musicista,
pittore, sceneggiatore e regista. Dopo i suoi studi, ha esordito
a teatro nel 1952, cominciando a lavorare al cinema e in televisione.
Ha recitato in diverse pellicole di Frank Beyer, tra cui Jacob
the Liar (1975), Five Cartridges e Royal Children,
mentre ha ottenuto grandi consensi per le sue prove in The
Third di Egon Günther e The Flight di Roland
Gräf. Dopo essersi trasferito a Berlino ovest nel 1979,
Mueller-Stahl ha lavorato per Rainer Werner Fassbinder in
Lola e Veronica Voss; in Der Westen leuchtet
di Niklaus Schilling; e si è aggiudicato il premio come
miglior attore al Montréal World Film Festival del 1985
per la sua prova in Angry Harvest di Agnieszka Holland.
Nella sua filmografia, ricordiamo Music box - prova d'accusa
di Costa-Gavras; Avalon di Barry Levinson; Utz
di George Sluizer, che gli è valso il riconoscimento
di miglior attore al Festival di Berlino del 1992; Tassisti
di notte di Jim Jarmusch; Delitti e segreti di
Steven Soderbergh; X-Files - Il film di Rob Bowman;
Jacob il bugiardo di Peter Kassovitz; Il terzo
miracolo di Agnieszka Holland. Recentemente, ha partecipato
a La Promessa dell’assassino e The International.
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I
Realizzatori
Ron
Howard (Regista/produttore) nasce come attore, protagonista
di film come Una Fidanzata per Papà, American Graffiti
di George Lucas e della celebre serie televisiva Happy
Days, nel ruolo di Richie Cunningham. Dopo aver esordito
alla regia nel 1978 con la commedia Attenti a quella pazza
Rolls Royce (Grand Theft Auto), diventa nel corso
degli anni ’80 e ’90 uno dei registi più
popolari di Hollywood, alternando acclamati titoli drammatici
come A Beautiful Mind e Apollo 13 a commedie
quali Parenti, amici e tanti guai e Splash, una
sirena a Manhattan. Oltre all’adattamento cinematografico
del bestseller internazionale Il Codice Da Vinci, ha
diretto e prodotto Cinderella Man - Una ragione per lottare,
interpretato da Russell Crowe, con il quale aveva già
collaborato a A Beautiful Mind, che è valso
a Howard l’Oscar come miglior regista oltre ai riconoscimenti
per miglior film, miglior sceneggiatura e miglior attrice non
protagonista. Inoltre, la pellicola ha ottenuto quattro Golden
Globe, tra cui quello per il miglior film drammatico, mentre
Howard è stato eletto regista dell’anno da parte
della Directors Guild of America. Assieme al produttore Brian
Grazer ha ricevuto il primo Awareness Award da parte della National
Mental Health Awareness Campaign per il lavoro svolto sulla
pellicola.
Le sue doti come regista sono state riconosciute da tempo. Nel
1995, ha ricevuto il primo riconoscimento di regista dell’anno
da parte della DGA per Apollo 13. La pellicola drammatica
ispirata a fatti reali ha anche conquistato nove candidature
agli Academy Awards, vincendo gli Oscar per il miglior montaggio
e il miglior sonoro. Ha anche ottenuto il premio per il miglior
cast e quello per il miglior attore non protagonista assegnati
dalla Screen Actor’s Guild. Molte delle precedenti pellicole
di Howard hanno ottenuto delle candidature da parte dell’Academy,
tra cui i grandi successi Fuoco assassino, Parenti, amici
e tanti guai e Cocoon, l'energia dell'universo,
che ha ottenuto ben due statuette. Howard è stato celebrato
dal Museum of Moving Images nel dicembre del 2005, e dall’American
Cinema Editors nel febbraio del 2006. Il 24 gennaio, assieme
al socio Brian Grazer, è stato riconosciuto con il Milestone
Award da parte della Producers Guild of America.
Howard ha anche prodotto e diretto l’adattamento dell’acclamato
testo teatrale di Peter Morgan Frost/Nixon - Il duello.
La pellicola, uscita nel dicembre del 2008, è stata nominata
a cinque Academy Award, tra cui quello per il miglior film,
oltre a essere candidata al riconoscimento di produttore dell’anno
intitolato a Darryl F. Zanuck da parte della PGA.
Nel suo curriculum, citiamo il melodramma epico Cuori ribelli,
interpretato da Tom Cruise e Nicole Kidman, il thriller Ransom
- il riscatto con Mel Gibson, la favola Il Grinch,
interpretata da Jim Carrey, il western The Missing,
con Cate Blanchett e Tommy Lee Jones ed il fantasy Willow.
E’ anche stato produttore esecutivo di serie e film per
la televisione, tra cui la miniserie della HBO From the
Earth to the Moon, così come quella vincitrice dell’Emmy
per il miglior telefilm comico, Ti presento i miei (Arrested
Development), di cui era anche la voce narrante. Sta anche
producendo la serie Parenthood, ispirata alla commedia che aveva
diretto in passato.
Brian
Grazer (Produttore) realizza film e prodotti televisivi
da più di 25 anni. Come sceneggiatore e produttore, è
stato personalmente candidato a quattro Academy Award e nel
2002 ha vinto l’Oscar per il miglior film grazie a A
Beautiful Mind. Oltre ad aggiudicarsi altri tre Academy
Awards, A Beautiful Mind ha anche vinto quattro Golden
Globe (tra cui quello per il miglior film drammatico) ed è
valso a Grazer il primo Awareness Award da parte della National
Mental Health Awareness Campaign.
Nel corso degli anni, i film e le serie televisive di Grazer
sono state candidate a un totale di 52 Oscar e 94 Emmy, guadagnando
più di 13 miliardi di incassi mondiali nei cinema, in
home video e in prodotti musicali.
Oltre a A Beautiful Mind, le sue pellicole comprendono
Apollo 13 e Splash, una sirena a Manhattan, che
ha cosceneggiato e prodotto e che gli ha fatto ottenere una
nomination all’Oscar come miglior sceneggiatura originale
nel 1986. In coppia con Howard ha fondato la Imagine Entertainment
nel 1986 per creare delle pellicole prodotte a livello indipendente.
La società ha quindi realizzato un’ampia gamma
di film popolarissimi, tra cui grandi successi del calibro di
Il Codice Da Vinci, The Inside Man, Flightplan, 8 Mile,
Prima ti sposo, poi ti rovino, American Gangster, Il professore
matto, Bowfinger, Cronisti d’assalto, Bugiardo bugiardo.
Howard e Grazer hanno prodotto recentemente Frost/Nixon
- Il duello e il dramma Changeling, diretto da
Clint Eastwood e con protagonista Angelina Jolie.
Tra le sue produzioni televisive, figurano il grande successo
della Fox, vincitore del Golden Globe e dell’Emmy come
miglior serie drammatica 24; a questa si aggiungono
Friday Night Lights e Lie To Me della Fox,
con protagonista Tim Roth.
David
Koepp (Sceneggiatore), laureato alla scuola di cinema
della UCLA nel 1986, ha scritto e diretto le pellicole Ghost
Town (2008), Secret Window (2004), Echi mortali
(1999). Ha sceneggiato Indiana Jones e il regno del
teschio di cristallo (2008), La guerra dei mondi
(2005), Zathura (2005), Spider-Man (2002),
Panic Room (2002), Mission: Impossible (1996),
Jurassic Park (1993), Carlito’s Way
(1993), La morte ti fa bella (1992) e Omicidio
in diretta.
Akiva
Goldsman (Sceneggiatore) nel 2001 ha ricevuto l’Academy
Award, il Golden Globe e il Writers Guild Award per la sua sceneggiatura
di A Beautiful Mind. Goldsman ha anche ottenuto delle
nomination ai BAFTA e ai WGA per la sua sceneggiatura di Cinderella
Man - Una ragione per lottare. Goldsman ha recentemente
scritto e prodotto i blockbuster Hancock e Io sono
leggenda entrambi interpretati da Will Smith.
Tra i suoi lavori come sceneggiatore ricordiamo l’adattamento
de Il codice da Vinci, Il Cliente, Batman Forever, Il Momento
di uccidere, Lost in Space e Amori & incantesimi.
Come produttore, Goldsman ha ha prodotto la fortunata pellicola
d’azione Mr. & Mrs. Smith, con protagonisti
Angelina Jolie e Brad Pitt, oltre all’horror d’azione
Blu profondo, la commedia Starsky & Hutch
e il fantasy Constantine.
Dan
Brown (Autore del romanzo/Produttore esecutivo) è
l’autore di numerosi bestseller, tra cui quello che ha
raggiunto il primo posto della classifica del New York Times
Il codice da Vinci, uno dei romanzi di maggiore successo
di tutti i tempi, con 84 milioni di copie vendute nel mondo.
All’inizio del 2004, tutti i quattro libri di Dan Brown
erano presenti nella classifica dei bestseller del New York
Times nella stessa settimana.
Si è laureato all’Amherst College e alla Phillips
Exeter Academy, dove ha passato un periodo insegnando inglese
prima di impegnarsi completamente alla scrittura. Figlio di
un professore di matematica vincitore del Presidential Award
e di un’artista impegnata nella musica sacra, Brown è
cresciuto circondato dalle filosofie opposte della scienza e
della religione. Questi punti di vista complementari sono serviti
da ispirazione per il suo fortunato romanzo Angeli e demoni,
al quale è seguito Il codice da Vinci. Nel 2006,
il suo interesse verso i codici e le agenzie segrete governative
lo ha portato a scrivere Crypto, al quale è
seguito il tecnothriller La verità del ghiaccio.
Recentemente, ha iniziato a lavorare a una serie di thriller
sulla simbologia che vedono protagonista l’ormai popolare
Robert Langdon, un professore di iconografia e arte religiosa
a Harvard. L’imminente serie comprenderà dei libri
ambientati a Parigi, Londra e Washington.
Salvatore
Totino (Direttore della fotografia) ha recentemente
lavorato con Ron Howard a Frost/Nixon - Il duello,
dopo aver già collaborato con questo regista a Il
Codice da Vinci, Cinderella Man - Una ragione per lottare
e The Missing.
Totino ha iniziato la sua attività di direttore della
fotografia in Ogni maledetta domenica di Oliver Stone
e ha proseguito con Ipotesi di reato. Vincitore del
premio Clio, si è occupato della direzione della fotografia
di oltre 300 tra spot e video musicali, lavorando con grandi
artisti come Tina Turner, Bruce Springsteen, Tom Petty, REM,
Radiohead e tanti altri.
Nato a Sheepshead Bay, Brooklyn, figlio di immigrati italiani,
Totino ha iniziato la sua carriera come assistente di produzione
nel mondo della pubblicità e si è fatto strada
nel settore delle riprese in diversi progetti per il cinema
e la televisione prima di diventare direttore della fotografia.
Tra questi incarichi, c’è stato quello di responsabile
della messa a fuoco nell’episodio di New York del film
di Jim Jarmusch Tassisti di notte.
Daniel
Orlandi (Ideatore dei costumi), laureato in arti teatrali
alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, ha già
collaborato quattro volte con Ron Howard, in Frost/Nixon
– Il Duello, Il Codice da Vinci, Cinderella Man e
Apollo 13, l’ultimo dei quali come costumista associato.
Tra i suoi titoli recenti, figurano Number 23, Alamo - Gli
ultimi eroi, Abbasso l’amore e Phone Booth
- In linea con l'assassino. Inoltre, ha collaborato
per Ti presento i miei, The fan - Il mito e come assistente
costumista è stato coinvolto in Sister act - una
svitata in abito da suora, Conflitto di classe, Un uomo innocente
e Mr. Jones. In televisione, è stato coinvolto
con la serie della NBC Ed e The Magic of David Copperfield,
che gli è valsa l’Emmy per i migliori costumi.
Hans
Zimmer (Compositore) ha composto le musiche di oltre
100 film, che hanno raccolto più di 13 miliardi di dollari
nei botteghini mondiali. E’ stato celebrato con un Academy
Award, due Golden Globe e tre Grammy. Nel 2003, l’ASCAP
gli ha conferito il prestigioso Henry Mancini Award alla carriera,
grazie alla sua impressionante e influente mole di lavoro.
Questo compositore tedesco ha cominciato a studiare musica da
bambino e ha raggiunto il successo nel mondo della musica pop
come membro dei Buggles, il cui singolo Video Killed
the Radio Star è divenuto un successo mondiale e
ha inaugurato una nuova era per l’intrattenimento globale,
essendo stato il primo video musicale andato in onda su MTV
nel 1981. Dopo aver incontrato l’affermato compositore
cinematografico Stanley Myers, i due hanno fondato insieme i
Lillie Yard Recording Studios a Londra, collaborando a pellicole
come My Beautiful Laundrette.
E’ stato il lavoro da solista del 1988 di Zimmer, Un
mondo a parte, che ha catturato l’attenzione del
regista Barry Levinson, che gli ha chiesto di occuparsi di Rain
man - l'uomo della pioggia, la prima pellicola americana
di Zimmer nonchè la prima candidatura (di sette) all’Oscar
per le musiche.
Dopo essersi trasferito a Hollywood, nel 1994 vince l’Oscar
per la colonna sonora del cartoon Il re leone.
La sua carriera è stata contrassegnata da un’abilità
unica nel muoversi tra generi diversi, così come tra
film più piccoli e commedie come A spasso con Daisy,
Green card - Matrimonio di convenienza, Una vita al massimo,
Qualcosa è cambiato e Thelma & Louise
al fianco di blockbuster enormi, tra cui Allarme rosso,
Mission: Impossible 2, Hannibal, Black Hawk Down, L’ultimo
Samurai, la trilogia di Pirati dei Caraibi, Batman Begins e
Il Codice da Vinci.
Le nove candidature ai Golden Globe che Zimmer ha conquistato
non hanno minimamente rallentato il suo ritmo. Infatti, nel
2008 Zimmer ha composto le musiche di sei film, tra cui Kung
Fu Panda, Madagascar 2, Frost/Nixon - Il duello e Il
Cavaliere Oscuro. Torna all'Indice
Curiosità
Per
riprodurre alcuni ambienti del Vaticano, il reparto tecnico
ha raccolto buona parte delle sue ricerche per i set e gli oggetti
di scena nello stesso modo in cui avrebbe potuto fare un turista
o uno studente: attraverso i libri, Internet e una telecamera
digitale. Molte zone di Roma e del Vaticano permettono libero
ingresso ai turisti che portano telecamere di ogni tipo, così
le truppe dei vari reparti del film si sono mescolate ai visitatori
armati di zainetto e guide che visitavano questi luoghi.
Un
metodo utilizzato dai realizzatori nel corso del film era di
combinare tecnologia vecchia e nuova. Così, l’obelisco
egiziano di Papa Sisto V, pesante 350 tonnellate, che spicca
anche in un’ambientazione enorme e appariscente come quella
di Piazza S. Pietro (e che rappresenta un luogo fondamentale
nella trama della pellicola), è stato costruito
in dimensioni reali, mentre il colonnato era leggermente più
piccolo di quello vero. Questo perché l’azione
con gli attori si svolgeva soprattutto vicino all’obelisco,
mentre il colonnato rimaneva in larga parte sullo sfondo. Quindi,
un attento utilizzo della prospettiva ha permesso di far sì
che tutto il set apparisse nelle giuste dimensioni.
Per
ricreare i famosi pavimenti di marmo di Roma, la squadra di
Cameron ha utilizzato il digitale, così come della carta
simile al marmo realizzata con stampanti di alta qualità,
che era sufficientemente resistente per sopportare le esigenze
delle riprese, ma che comunque richiedeva una certa protezione.
Così, i realizzatori hanno posto una regola: le scarpe
normali non erano consentite, mentre tutti dovevano indossare
delle protezioni blu, come quelle che si portano negli ospedali,
prima di entrare e girare sul set.
Le
uniformi della Guardia svizzera create dal costumista Daniel
Orlandi sono identiche all’originale. A un certo punto,
Tom Hanks ha sorpreso la troupe arrivando sul set con indosso
questa uniforme colorata.
Come
Il Codice da Vinci ha creato un’industria di
tour in Francia legati alle ambientazioni raccontate dal libro,
Angeli e Demoni ha fatto lo stesso per Roma, con schiere
di turisti che affrontano tour guidati per seguire il Sentiero
degli Illuminati.
Una
"semplice" ripresa di Hanks e della Zurer che camminavano
per Piazza della Rotonda di fronte al Pantheon ha attirato centinaia
di curiosi, che spesso davano le spalle all’antico tempio
romano rimanendo tra la folla sul portico, solo per guardare
e fotografare le riprese. L’atmosfera era spesso festosa
e forsennata, dovunque i realizzatori girassero, venivano sempre
incoraggiati da centinaia di turisti e abitanti locali.
Una
cerimonia matrimoniale è apparsa nella piazza mentre
la troupe stava preparando un’altra inquadratura. Si è
scoperto che gli sposi avevano un appuntamento per sposarsi
vicino alla location del Pantheon in cui il film veniva girato.
La Sposa ed il padre non potevano raggiungere la Chiesa e cavallerescamente,
Tom Hanks ha aiutato la sposa e suo padre a farsi strada fino
al Pantheon, attraverso l’attrezzatura, le luci e le cineprese.
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Dichiarazioni
ANGELI
E DEMONI rappresenta la prima volta in cui Ron Howard
è tornato ad affrontare uno stesso personaggio. “Io
non ho mai voluto farlo fino ad ora, perché sono sempre
stato interessato a creare cose nuove -sostiene Howard-
e il film fa proprio questo, anche se Robert Langdon è
nuovamente al centro della vicenda e mi permette di adottare
nuove soluzioni cinematografiche. Questa pellicola richiede
un ritmo e dei tempi differenti, con un altro tipo di energia.
E’ letteralmente una bomba a tempo, avvolto in un mistero
decisamente originale. Queste due esigenze mi hanno portato,
come regista, a preparare questo film in maniera completamente
diversa da Il codice da Vinci”.
Per Howard, l’idea de Gli Illuminati dava origine a un
cattivo perfetto, un’antagonista degno di Robert Langdon.
“Quando ho letto Angeli e demoni, ero veramente affascinato
dall’idea degli Illuminati. Questa società segreta
in cui sembra ci fossero anche Galileo e Bernini. Cosa è
successo loro? Sono stati veramente distrutti? Ci hanno realmente
abbandonato? Alcune persone ritengono che gli Illuminati siano
sopravvissuti come organizzazione e siano ancora oggi tra noi,
influenzando le nostre vite quotidiane, le decisioni dei governi
e le strategie aziendali”.
“La cosa magnifica delle avventure di Robert Langdon
è che stimolano tanta curiosità e ricerche”,
prosegue Howard. “Dopo aver letto il libro o visto
il film, poi vai in Biblioteca o su Internet, perché
vuoi comprendere Bernini, Galileo, il loro rapporto con il Vaticano,
con il mondo dell’arte e della scienza, così come
il mistero degli Illuminati. Che tu ci creda o meno, è
materiale affascinante, e la fertile immaginazione di Dan Brown
porta a un’incredibile serie di indizi e a un mistero
magnifico”.
Ovviamente, Howard aveva un’altra ragione per voler tornare
in ANGELI E DEMONI, ossia la possibilità di collaborare
con Tom Hanks per la quarta volta. “Amo lavorare con
Tom e mi piace molto quello che sta facendo con Robert Langdon”,
sostiene Howard. “La sintonia tra attore e ruolo è
ancora più forte e profonda di prima. L’intelligenza,
la curiosità e il senso dell’umorismo di Tom si
fondono magnificamente con Robert Langdon, così si crea
un personaggio più ricco e interessante da osservare”.
Per
quanto riguarda il protagonista, anche Tom Hanks
era felice di ritrovare il regista Ron Howard e questo film
rappresenta infatti la loro quarta collaborazione, dopo quella
più recente avvenuta per Il codice da Vinci. “Nulla
spaventa Ron”, sostiene Hanks. “Sicuramente
non girare di fronte al Pantheon a Roma con centinaia di turisti.
Lui trovava dei piccoli vicoli per delle scene nel pomeriggio
quando faceva caldo e le folle erano numerose, ma comunque era
così concentrato sul lavoro che praticamente non le notava
neanche. Se vedeva uno spazio difficile, trovava un modo di
girarci ed era sempre fiducioso. Ron ha messo su un’impressionante
mole di lavoro e continua a realizzare delle pellicole sempre
più complicate e profonde, il tutto facendole sembrare
semplici. Ora ha ancora meno paura come realizzatore, prendendosi
rischi maggiori di quando c’era molto meno in ballo. La
sua forza di volontà, il suo desiderio di ampliare il
modo in cui realizza i film lo portava a essere molto esigente
con tutti noi”.
“Il cast ha fornito una grande energia”,
rivela Hanks. “La sincerità che Ewan McGregor
porta al Camerlengo, Stellan Skarsgård come figura imponente
nei panni del capo della Guardia Svizzera e Armin Mueller-Stahl
che incarna il senso morale del Cardinale benevolente e consapevole.
E Ayelet Zurer non pronuncerebbe una battuta senza essere consapevole
delle informazioni scientifiche che si celano dietro di essa.
Tutti hanno lavorato con delle enormi aspettative e con la stessa
dedizione, cosa che l’ha resa un’esperienza cinematografica
intensa”. “Langdon entra nella storia di
ANGELI E DEMONI partendo da un rapporto gelido con il Vaticano,
a causa degli eventi raccontati ne Il codice da Vinci”,
rivela Tom Hanks, che riprende il ruolo del preparatissimo professor
Langdon. “Ha una conoscenza notevole dei rituali e
della storia della Chiesa, ma non per questo risulta una persona
gradita. Fondamentalmente, c’è una lotta di potere
in Vaticano che prende la forma di un sabotaggio durante l’elezione
del Papa e, nonostante la sua storia personale con la Chiesa,
Langdon viene chiamato per cercare di bloccarla”.
Non
essendoci un Papa, il potere del Vaticano è nelle mani
del suo braccio destro, il Camerlengo, fino a quando non viene
eletto un nuovo Papa. In ANGELI E DEMONI, questa figura fondamentale
è interpretata da Ewan McGregor.
“Il Camerlengo è un segretario, ma quando il
Papa muore, diventa il responsabile dello Stato della Città
del Vaticano e ha un potere notevole”, fa notare
McGregor. “E’ un personaggio magnifico da interpretare,
perché avvengono molte cose legate alla sua figura”.
“Il Camerlengo ama molto la Chiesa e il senso di stabilità
che fornisce, collegato alla forza della Storia”,
prosegue McGregor. “E ora lui vede le cose che ama
sotto attacco, nel momento del maggior pericolo. Lui si ritiene
un uomo che farà tutto pur di salvare la Chiesa dagli
Illuminati e quello che loro rappresentano”.
L’attore era interessato non solo da questo personaggio
complesso, ma anche dalla possibilità di lavorare con
Ron Howard.
“Io ero un grande fan di Ron Howard, l’ho incontrato
un paio di volte a Londra quando stava girando Il codice da
Vinci”, ricorda McGregor. “Ci siamo incrociati
in un ristorante in cui amavamo andare a pranzo domenica. E’
bellissimo lavorare con un regista che non solo è bravo
a livello tecnico, ma che è anche in grado di aiutarti
per quanto riguarda l’interpretazione e l’emozione
di una scena. Penso che il fatto che lui stesso sia stato un
attore sia ciò che lo rende un ottimo regista”.
Parlando
infine del suo personaggio, Ayelet Zurer sostiene
che “Vittoria mi interessava perché rappresenta
la generazione di donne che hanno un’istruzione importante
e si trovano a svolgere un lavoro in campi dominati dagli uomini.
Allo stesso tempo, ha una vita personale e non ha modificato
la sua sensibilità per la carriera. E’ una pensatrice
determinata, che difficilmente va in crisi”. L’attrice
si è preparata al ruolo non solo leggendo informazioni
sul tipo di esperimenti che avvengono negli acceleratori di
particelle come quello del CERN (e osservando dei video
su YouTube a proposito del Grande collisore di adroni),
ma anche grazie al libro di Bill Bryson "Breve storia di
(quasi) tutto", dietro consiglio di Tom Hanks.
“Tutti nella squadra di Ron si conoscono da tanti
anni e hanno lavorato a molti progetti. Loro si muovono come
delle api nell’alveare”, sostiene la Zurer.
“Hanno dei codici e un gergo rapido per comunicare,
come se fosse una loro lingua, che io non ho capito subito.
Loro erano veloci, simpatici e intensi, ma anche tranquilli.
Per me era impressionante. Ron mi diceva di rilassarmi, rallentare
e usare la mia voce bassa, così mi ha messo sui giusti
binari. Lui voleva veramente che Vittoria fosse molto forte,
intelligente e diretta, ma comunque in grado di emozionarsi
per le cose che avvengono intorno a lei. Ritengo che si senta
decisamente responsabile di tutto quello che avviene”.
La Zurer aveva campo libero nel decidere come avrebbe suonato
l’accento italiano di Vittoria Vetra. “Io ho
scelto di farla sembrare internazionale, piuttosto che parlare
americano con un accento italiano”, rivela l’attrice.
“Talvolta, rimanevo sorpresa per il modo in cui l’italiano
usciva dal mio corpo. Era molto piacevole. Non so perché
sembrasse così naturale, forse perché io sono
una persona mediterranea, ma è stata una cosa che ho
amato”. Torna
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(Maggio
2009)