SPECIALE

ANGELI E DEMONI

 

 

 

 

 

Il Film

La squadra dietro al fenomeno globale Il Codice Da Vinci, campione d’incassi nel 2006 con oltre 750 milioni nel mondo, ritorna in ANGELI E DEMONI, tratto dal fortunato romanzo di Dan Brown. Tom Hanks riprende il ruolo dell’esperto di religioni di Harvard Robert Langdon, le cui gesta tornano ad essere raccontate da Ron Howard, in una pellicola prodotta insieme a Brian Grazer e John Calley. La sceneggiatura è di Akiva Goldsman e David Koepp, tratta dall’omonimo romanzo di Dan Brown. Accanto ad Hanks ci sono alcuni dei migliori attori e delle stelle più scintillanti del mondo, quali Ewan McGregor, Ayelet Zurer, Stellan Skarsgård, Nikolaj Lie Kaas, Armin Mueller-Stahl e il nostro Pierfrancesco Favino. Secondo Brian Grazer, attirare un cast internazionale era una delle maggiori priorità dei realizzatori. “Il cast internazionale migliora la portata del film”, rivela il produttore. “Così, la pellicola diventa accessibile in ogni nazione del mondo. Inoltre, con questo ricco materiale e la possibilità di lavorare con Tom, risulta una pellicola affascinante per un attore. Noi abbiamo contattato i migliori interpreti che avessero un senso a livello artistico per il film e, in tutti i casi, abbiamo ottenuto le nostre prime scelte”. Torna all'Indice

 

La Trama

Quale terribile scoperta può convincere il Vaticano a rivolgersi a Robert Langdon, l’uomo che ha svelato il codice più controverso della Storia? Langdon scopre le prove della rinascita di un’antica confraternita segreta conosciuta come gli Illuminati, la più potente organizzazione sotto copertura della Storia, e deve anche fronteggiare un pericolo mortale per la sopravvivenza del nemico più disprezzato da questa confraternita: la Chiesa cattolica. Per far questo, si allea con Vittoria Vetra, una bellissima ed enigmatica scienziata italiana. Vetraa lavora al CERN (Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire), che è il maggiore laboratorio di fisica delle particelle del mondo. Situato in Svizzera, il CERN ha iniziato le operazioni dell’Enorme Collisore, il maggior acceleratore di particelle del mondo, proprio durante la produzione del film. Gli esperimenti che si svolgono in questa struttura sono inerenti lo studio delle particelle di materia ed antimateria. Ma un piccolo contenitore di antimateria viene rubato ed utilizzato come arma di distruzione di massa contro il Vaticano, minacciando le basi stesse della Chiesa cattolica. Imbarcandosi in una caccia senza soste e piena d’azione attraverso cripte sigillate, catacombe e cattedrali abbandonate, Langdon e Vetra seguono una scia di indizi risalenti a quattrocento anni prima e composti da simboli antichi che rappresentano l’unica speranza di sopravvivenza per il Vaticano. La situazione è destinata a precipitare quando i misteriosi Illuminati rapiscono 4 cardinali, tra i maggiori candidati all’elezione Papale, minacciando di ucciderne uno ogni ora, con le loro azioni che culminano con una bomba in Vaticano. Torna all'Indice

 

Guida ai Personaggi di Angeli e Demoni

Il Conclave è l’antico rituale con cui il Collegio dei Cardinali elegge un nuovo Santo Padre. Tra i Cardinali ci sono i Preferiti, quelli che sembrano avere maggiori probabilità di essere eletti Papa. Il procedimento è celebre per la sua segretezza, con i Cardinali che vengono isolati fino a quando il loro importante lavoro non arriva a una conclusione. L’unico mezzo di comunicazione con il mondo esterno proviene dal fumo che viene rilasciato dalla Cappella Sistina. Una fumata nera indica che la maggioranza necessaria di due terzi non è stata raggiunta, mentre una fumata bianca (e, più di recente, il suono delle campane) indica invece che la maggioranza è stata ottenuta e che è stato eletto un nuovo Papa.

Il Camerlengo ha dei compiti molto importanti all’interno del Vaticano. E’ lui che certifica la morte del Papa e distrugge l’anello del Papa con il suo sigillo ufficiale, anche conosciuto come Anello del Pescatore. Fino all’elezione del nuovo Papa, il Camerlengo assolve le funzioni di Capo di Stato della Città del Vaticano.

La Guardia svizzera ha protetto il Papa e il Collegio dei Cardinali all’interno delle Mura vaticane fin dal 22 gennaio del 1506. I suoi membri sono famosi per considerare il loro ruolo non un lavoro ma una vocazione. Per entrare nella Guardia svizzera, bisogna essere un maschio cattolico celibe, avere tra i 19 e i 30 anni, essere alti almeno un metro e settantaquattro, avere il diploma liceale, aver superato l’addestramento base nell’esercito svizzero ed essere cittadino svizzero.

La Gendarmeria svolge doveri di polizia generale nella Città del Vaticano e gestisce, tra gli altri compiti, l’ordine pubblico, il controllo del traffico… e le indagini su rapimenti e omicidi.

Gli Illuminati è società segreta fondata probabilmente in Bavaria nel 1776, con almeno 2.000 ‘liberi pensatori’ membri che erano ai massimi livelli nei campi dell’arte, della scienza e della politica, prima che il gruppo si sciogliesse ufficialmente alla fine del settecento.
società segreta sia stata fondata in Bavaria nel 1776, con almeno 2.000 ‘liberi pensatori’ membri che erano ai massimi livelli nei campi dell’arte, della scienza e della politica, prima che il gruppo si sciogliesse ufficialmente alla fine del settecento.
Tuttavia, alcune persone ritengono che le radici della società segreta siano anche più antiche e che gli Illuminati siano esistiti fin dal cinquecento, nati dalla preoccupazione per i conflitti della Chiesa con celebri scienziati dell’epoca. Spinti verso l’attività clandestina, essi sono scomparsi più di cento anni fa. Torna all'Indice

 

Le Locations: Roma

Le riprese del film si sono svolte a Roma per un mese, con set in luoghi famosi come Piazza del Popolo, Piazza Navona, Castel S. Angelo, all’esterno della magnifica chiesa barocca di Santa Susanna e nelle strade della città.
L’ambientazione frenetica e affollata di Roma, con folle di turisti, era perfetta per il direttore della fotografia Salvatore Totino. “Tutti i turisti a Roma fornivano una confusione divertente e questo ha funzionato bene nel nostro approccio. Io e Ron abbiamo parlato del fatto di dare al film un senso di rapidità, considerando che c’è una bomba che rischia di esplodere in Vaticano se non la fermiamo, quindi l’obiettivo era di esprimere questa deadline con tanti ostacoli a livello cinematografico, catturando le influenze degli aspetti umani e storici. Noi volevamo continuare a muovere la cinepresa, quindi abbiamo utilizzato delle lenti lunghe, con un grande uso della Steadicam, così come del lavoro con gli slider e i dolly”, rivela Totino.
Una delle maggiori sfide di Totino e del caposquadra degli elettricisti Rafael E. Sanchez a Roma è avvenuta a Castel Sant’Angelo. Costruito dall’imperatore Adriano nel 128 D.C. per diventare la sua tomba, Castel S. Angelo è stata una prigione, una fortezza e una residenza papale. Il ponte che porta al Castello vanta una serie di statue di angeli, come è consuetudine a Roma, ma per le riprese notturne di ANGELI E DEMONI ognuna di esse ha ricevuto una particolare illuminazione. Sanchez e la troupe hanno offerto al Castello una luce spettacolare.
Totino sostiene che sia stato Sanchez a suggerire di illuminare Castel S. Angelo e che questo ha aiutato molto la produzione, che doveva ottenere obiettivi importanti in sole due notti.
Castel S. Angelo ha richiesto un grande sforzo ed è stato un lavoro di collegamento a causa delle notevoli limitazioni legate a quello che potevamo fare e al poco tempo che avevamo lì. Quando abbiamo svolto le prime perlustrazioni, Rafi ha suggerito una luce particolare per l’architettura, un approccio fantastico che ci ha aiutato molto. In altre parole, abbiamo reso la luce un po’ più evidente e generale, rispetto all’illuminazione pezzo per pezzo. Nel far questo, siamo riusciti a ottenere risultati maggiori. Le notti erano brevi e noi ne avevamo una per il ponte e l’entrata e una per l’interno. Noi dovevamo entrare e uscire, così questo tipo di luce ci ha aiutato molto”, sostiene Totino.
Il lavoro di riprese in esterni a Castel S. Angelo comprendeva degli elicotteri che viaggiavano con delle luci di perlustrazione accese e un gruppo di poliziotti in diversi veicoli, con le loro luci in funzione e le sirene. Torna all'Indice

 

Le Locations: Los Angeles

A causa del rifiuto da parte del Vaticano a concedere il permesso di girare in molti luoghi che appaiono nel film, la produzione si è trasferita a Los Angeles, dove nei terreni degli studios e nelle location vicine sono state riprodotte una versione in scala quasi reale di Piazza S. Pietro, Piazza Navona, il Forum e gi interni della Cappella Sistina, del Pantheon e di Castel Sant’Angelo, così come gli affreschi, le fontane e le statue di Michelangelo e del Bernini.
Dopo aver effettuato sopralluoghi con fotocamere digitali a queste ricerche, il reparto artistico di Allan Cameron ha ideato e costruito i set, lavorando a stretto contatto con Angus Bickerton, il supervisore agli effetti visivi, in modo che i set si fondessero senza problemi con le inquadrature dei veri luoghi, per poi poter unire tutto con il digitale nella fase di postproduzione.
La produzione ha coinvolto otto teatri di posa della struttura della Sony Pictures, che venivano riutilizzati per altri scopi dopo che le scene si concludevano. Per esempio, il teatro 30 ha ospitato prima la chiesa di Santa Maria del Popolo e in seguito è diventata Santa Maria Della Vittoria. In maniera simile, dopo che i realizzatori hanno terminato le scene a Piazza S. Pietro, Hollywood Park è stata trasformata in Piazza Navona. Quella vera è stata filmata in alcune riprese, successivamente è stata replicata a Los Angeles, a causa degli infiniti tempi di restauro che a Roma erano necessari per la Fontana dei quattro fiumi di Bernini, circondata dalle impalcature. Oltre ai Quattro fiumi, la troupe di Cameron ha riprodotto altre statue del Bernini, come Abacuc e l’Angelo e l’Estasi di Santa Maria, che rappresentano degli indizi nel Sentiero degli Illuminati percorso da Langdon. Lo scultore Martin Smeaton e la sua squadra hanno fotografato le statue da ogni angolo possibile e hanno realizzato dei piccoli modellini in argilla per assicurarsi che le proporzioni fossero corrette, prima di costruire le riproduzioni in scala reale con lo Styrene.
Tra i tanti set che la squadra di Cameron ha realizzato, uno dei più importanti è stata la Cappella Sistina, che è stata costruita in scala reale nel teatro di posa 27 agli studi della Sony di Culver City, mentre il celebre soffitto è stato replicato con un’animazione digitale. Invece, l’impressionante rappresentazione di Piazza S. Pietro realizzata nella West Coast, che si stagliava dietro a dei container per spedizioni nello spazio del parcheggio a Hollywood Park, era più piccola di due terzi rispetto a quella reale, costruita soprattutto con legno compensato e Styrofoam e migliorata poi grazie al green screen. Torna all'Indice

 

I Costumi

Daniel Orlandi è l’ideatore dei costumi del film, quali quelli del Collegio dei Cardinali, che si riuniscono nella Cappella Sistina dopo la morte del Papa per il loro conclave. Orlandi aveva già lavorato con Howard a Il codice da Vinci e quindi aveva delle conoscenze sul Vaticano, ma le ricerche necessarie per ANGELI E DEMONI erano decisamente più impegnative.
In sostanza, abbiamo realizzato il guardaroba del Vaticano, occupandoci di duecento vestiti di Cardinali. Abbiamo creato le tuniche e il guardaroba di vescovi, preti, suore, tutta la Guardia svizzera e delle persone comuni che lavorano al Vaticano. Loro indossano le uniformi a doppio petto con un collare color Borgogna e dei bottoni di ottone. Tutti questi costumi sono stati fatti a mano e non si possono comprare”, sottolinea Orlandi.
Orlandi è diventato un esperto nei dettagli del guardaroba vaticanense e nota che nonostante gli abiti dei Cardinali possano sembrare tutti uguali, ognuno di essi ha un significato religioso e per certi versi contiene anche delle variazioni personali. Questo vale anche per il Papa, anzi forse è con la sua figura che si raggiunge l’apice di questo discorso.
Orlandi doveva infatti creare l’aspetto del nuovo Papa ed ha deciso di ispirarsi a Papa Benedetto. “Gli abiti del Papa sono decisamente elaborati e realizzati magnificamente”, sostiene Orlandi. “Li abbiamo fatti fare a Roma e sono veramente impressionanti. Abbiamo messo una stola che sembra proprio quella che indossava Papa Benedetto. Ha un aspetto arcaico e rituale. C’è stato un forte dibattito sul fatto che il nuovo Papa abbia adottato lo stile romano degli abiti papali, rispetto allo stile gotico che era caratteristico di Papa Giovanni Paolo II. Lui ha anche indossato un copricapo di velluto con l’ermellino e ha avuto un forte impatto, perché nessuno lo aveva fatto dal Medioevo. Ogni Papa ha un proprio stile. Nel nostro film, abbiamo ideato una mitra in stile romano basata su dei modelli che abbiamo trovato in Italia. E’ realizzata a mano e comprende dei cristalli Swarovski”.
In un mare di rosso cardinalizio e vestiti magenta dei vescovi, emerge una figura in nero: Ewan McGregor nei panni del Camerlengo, con la sua tonaca severa ed elegante. 33 piccoli bottoni simbolizzano ciascun anno della vita di Gesù e il suo costume rappresenta un contrasto notevole e impossibile da non notare. Inoltre, ha funzionato molto bene per quanto riguarda le inquadrature in movimento che Totino e Howard volevano evidenziare nella pellicola.
La tonaca di Ewan era fatta a mano, a Roma, con la lana più bella e aveva una conclusione scintillante. Lui la porta benissimo, anche perché è un abito realizzato veramente su misura. Non ci siamo presi delle libertà con la tonaca, che è esattamente il modo in cui un prete elegante si vestirebbe in Vaticano. Noi abbiamo parlato dell’aspetto magnifico che avrebbe avuto quando correva con la tunica che volteggiava dietro di lui e tutto ha funzionato benissimo”, sostiene Orlandi. Torna all'Indice

 

La Colonna Sonora

Per ANGELI E DEMONI, il regista Ron Howard ha ritrovato nuovamente il compositore Hans Zimmer (“Thelma & Louise”, “Rain Man”) che per l’occasione ha composto una nuova colonna sonora.
Il compositore ha cercato di trovare dei modi per rendere le musiche agili e veloci come le sinassi frenetiche di Robert Langdon, utilizzando un ensemble da camera piuttosto che la tradizionale orchestra per poter creare questo senso di azione.
Allo stesso tempo, poiché nel film si parla di religione e scienza, Zimmer ha inserito degli elementi orchestrali in combinazione con un coro per rappresentare la religione, mentre utilizzava la musica elettronica per indicare la scienza. Visto che l’intenzione di Zimmer nell’inserire le parti orchestrali era di puntare su degli artisti che spiccassero nettamente, ha scelto il meglio affidandosi al violinista Joshua Bell. Il risultato è stato una collisione che Zimmer descrive come “la bellezza del violino di Joshua fusa con la crudezza dell’elettronica”. Torna all'Indice

 

Il Cast

Tom Hanks (Professor Robert Langdon) ha avuto l’onore di essere il primo attore in 50 anni a ricevere due premi Oscar consecutivi come miglior attore protagonista: nel 1994, nei panni dell’avvocato vittima dell’AIDS in Philadelphia; e l’anno seguente nel ruolo di Forrest Gump. Si è anche aggiudicato dei Golden Globe per queste interpretazioni, così come per Big e Cast Away.
Dopo gli esordi teatrali, ha debuttato in televisione come protagonista della sit-com Bosom Buddies, grazie alla quale ha ottenuto un ruolo da protagonista in Splash, una sirena a Manhattan che segna la sua prima collaborazione con Ron Howard, alla quale seguiranno poi Apollo 13, Il Codice Da Vinci ed Angeli e Demoni. La sua filmografia comprende sia pellicole brillanti che drammatiche, come il bellico di Steven Spielberg Salvate il soldato Ryan, Il Miglio Verde di Frank Darabont, Cast Away di Robert Zemekis ed Era mio Padre di Sam Mendes, oltre alle commedie The Ladykillers dei fratelli Coen e C’è Posta per Te, Ragazze vincenti, Insonnia d’amore fino a Prova a Prendermi e The Terminal con cui torna a lavorare con Spielberg. Il suo ultimo film è La guerra di Charlie Wilson di Mike Nichols.

Ewan McGregor (Il Camerlengo Patrick McKenna), nato in Scozia, ha iniziato a recitare nel Perth Repertory Theatre quando era ancora uno studente ottenendo il ruolo da protagonista della serie televisiva Lipstick on your Collar. In seguito, esordisce al cinema con Le cinque vite di Hector di Bill Forsyth e l’anno seguente ottiene grandi consensi con Piccoli omicidi tra amici, che ha segnato la sua prima collaborazione con il regista Danny Boyle. Nel 1996, Boyle lo richiama per l’acclamato Trainspotting in cui interpreta il tossicodipendente Mark Renton. McGregor ha incarnato il ruolo di Obi-Wan Kenobi nei prequel della celebrata trilogia di Guerre stellari (Star Wars), per la regia di George Lucas. Tra i suoi lavori, ricordiamo le pellicole inglesi Emma, Grazie, signora Thatcher, Little voice - è nata una stella, Il bacio del serpente, Una vita esagerata (terza collaborazione con Danny Boyle) e Velvet Goldmine.
Nel 2001 ha interpretato il musical di Baz Luhrmann Moulin Rouge e il bellico Black Hawk Down di Ridley Scott. Ha interpretato Sogni e delitti di Woody Allen, le commedie Miss Potter ed Abbasso l’amore, il fantascientifico The Island ed i thriller Sex list - Omicidio a tre e Stay - Nel labirinto della mente. Tra gli ultimi film a cui ha lavorato, figurano il thriller Senza apparente motivo e la commedie I Love You, Phillip Morris, assieme a Jim Carrey, e Amelia, con Hillary Swank. Recentemente, ha terminato le riprese di Men Who Stare At Goats, che vede anche la presenza di George Clooney, Jeff Bridges e Kevin Spacey.

Ayelet Zurer (Dottoressa Vittoria Vetra) è una delle più celebri attrici israeliane. Si è fatta notare da Hollywood quando Steven Spielberg l’ha scelta, nel suo primo ruolo in inglese, per interpretare la moglie di Eric Bana nell’acclamata pellicola Munich. Dopo la Zurer ha recitato in diversi film, tra cui Prospettive di un delitto, Fugitive Pieces ed Adam Resurrected.
Molto apprezzata in Israele per il suo talento, la Zurer è stata premiata con l’equivalente locale dell’Oscar, grazie alla sua interpretazione in Nina's Tragedies. E’ stata candidata altre quattro volte allo stesso premio, per il lavoro svolto in Only Dogs Run Free, The Dybbuk From The Holy Apple Field, Desperado Square e Rutenberg.

Stellan SkarsgÅrd (Comandante Richter) è fin dagli anni settanta una grande star nel suo paese natale, la Svezia, diventando poi una stella internazionale. Nel 1968, da adolescente, diventò famoso grazie al ruolo da protagonista nella miniserie televisiva Bambi Bitt ach jag e da allora non ha più smesso di lavorare.
Dal 1972 al 1988, ha collaborato con il Royal Dramatic Theatre di Stoccolma, mentre a partire dal 1982, è apparso in più di cinquanta film. La sua interpretazione in The Simple-Minded urder di Hans Alfredson gli ha permesso di ottenere un Guldbagge (l’Oscar svedese) e l’Orso d’argento al Festival di Berlino. E’ anche stato protagonista della pellicola candidata all’Oscar Oxen.
Il suo primo ruolo in inglese è stato quello de L’insostenibile leggerezza dell'essere nel 1988. A questo, ha fatto seguito la parte del capitano di un sottomarino russo in Caccia a ottobre rosso di John McTiernan. La svolta è avvenuta grazie alla sua straordinaria interpretazione nei panni di un paraplegico nell’acclamata pellicola di Lars von Trier Le Onde del destino lavorando ancora con lui in altri due film, Dancer in the Dark e Dogville.
Skarsgård è apparso in diversi film americani in ruoli di supporto, tra cui Will Hunting di Gus Van Sant e Amistad di Steven Spielberg. In seguito, ha partecipato a pellicole americane come Ronin, Insomnia, Blu profondo e Prigione di vetro. Come protagonista ha interpretato l’horror L’Esorcista: La Genesi e, recentemente, ha interpretato la commedia musical Mamma Mia!.

Pierfrancesco Favino (Ispettore Ernesto Olivetti) Nato a Roma, Favino si è diplomato all’Accademia nazionale di arte drammatica iniziando una carriera teatrale, prima di esordire al cinema nel 1995 nel film Pugili di Lino Capolicchio.
Nel corso degli anni, Favino ha lavorato con molti importanti registi italiani come Luigi Magni (La Carbonara), Marco Bellocchio (Il Principe di Homburg), Gabriele Muccino (L’Ultimo bacio), Giuseppe Tornatore (La Sconosciuta), Gianni Amelio (Le Chiavi di casa), Ferzan Ozpetek (Saturno Contro) e Michele Placido (Romanzo criminale) grazie a cui ha vinto il David di Donatello come miglior attore non protagonista.
Tra i suoi film ricordiamo inoltre Da Zero a Dieci di Luciano Ligabue, La Verità, vi prego, sull'amore di Francesco Apolloni, El Alamein di Enzo Monteleone ed il recente L'uomo che ama di Maria Sole Tognazzi. Negli ultimi due anni ha preso parte anche ad alcuni film americani come Una notte al Museo, Le cronache di Narnia: Il principe Caspian e Miracolo a S. Anna di Spike Lee.
In televisione, è stato impegnato con le storie biografiche Gino Bartali l'Intramontabile e Pane e Libertà (sulla vita del sindacalista Giuseppe Di Vittorio).

Nikolaj Lie Kaas (Mr. Gray) è uno degli attori più noti del cinema scandinavo. Fin dall’inizio degli anni novanta, si è costruito una carriera notevole sul grande schermo e sul palcoscenico. Ha esordito al cinema a 17 anni, grazie a The Boys from St. Petri di Søren Kragh-Jacobsen, un ruolo che gli ha permesso di ottenere un Robert (Il premio dell’Accademia danese) e un Bodil (il riconoscimento dei critici danesi) come miglior attore non protagonista nel 1992. Subito dopo essersi diplomato alla Scuola nazionale di teatro nel 1998, Kaas ha recitato nella controversa black comedy di Lars Von Trier Idioti grazie al quale ha ottenuto un secondo Bodil, sempre come miglior non protagonista.
Nel corso degli anni, Kaas ha interpretato tanti ruoli variegati, spesso fornendo ai suoi personaggi adulti l’innocenza priva di sentimentalismo e la vulnerabilità di un bambino. Ha ottenuto altri due premi Robert, questa volta come miglior protagonista, per Truly Human e Open Hearts, vincendo anche uno Shooting Star Award al festival di Berlino del 2003. Interpretando il dramma romantico Reconstruction ha vinto la Camera D’Or al Festival di Cannes nel 2003. Nella sua filmografia, figurano anche Just Another Love Story di Ole Bornedal, Non desiderare la donna d'altri di Susanne Bier, Le mele di Adamo, In China They Eat Dogs e Flickering Lights. Il suo primo ruolo in inglese è stato quello di un gangster russo in PU-239 della Picturehouse/HBO al fianco di Paddy Considine e Radha Mitchell. Recentemente, ha recitato nel thriller di Kasper Barfoed The Candidate, mentre tra poco apparirà in At World’s End di Tomas Villum Jensen.

Armin Mueller-Stahl (Cardinale Strauss) è noto per la sua interpretazione in Shine di Scott Hicks, grazie alla quale è stato candidato agli Academy Awards, così come (assieme ai suoi colleghi attori nel film) agli Screen Actors Guild Award.
Cresciuto a Berlino est, Mueller-Stahl è attore, musicista, pittore, sceneggiatore e regista. Dopo i suoi studi, ha esordito a teatro nel 1952, cominciando a lavorare al cinema e in televisione. Ha recitato in diverse pellicole di Frank Beyer, tra cui Jacob the Liar (1975), Five Cartridges e Royal Children, mentre ha ottenuto grandi consensi per le sue prove in The Third di Egon Günther e The Flight di Roland Gräf. Dopo essersi trasferito a Berlino ovest nel 1979, Mueller-Stahl ha lavorato per Rainer Werner Fassbinder in Lola e Veronica Voss; in Der Westen leuchtet di Niklaus Schilling; e si è aggiudicato il premio come miglior attore al Montréal World Film Festival del 1985 per la sua prova in Angry Harvest di Agnieszka Holland.
Nella sua filmografia, ricordiamo Music box - prova d'accusa di Costa-Gavras; Avalon di Barry Levinson; Utz di George Sluizer, che gli è valso il riconoscimento di miglior attore al Festival di Berlino del 1992; Tassisti di notte di Jim Jarmusch; Delitti e segreti di Steven Soderbergh; X-Files - Il film di Rob Bowman; Jacob il bugiardo di Peter Kassovitz; Il terzo miracolo di Agnieszka Holland. Recentemente, ha partecipato a La Promessa dell’assassino e The International. Torna all'Indice

 

I Realizzatori

Ron Howard (Regista/produttore) nasce come attore, protagonista di film come Una Fidanzata per Papà, American Graffiti di George Lucas e della celebre serie televisiva Happy Days, nel ruolo di Richie Cunningham. Dopo aver esordito alla regia nel 1978 con la commedia Attenti a quella pazza Rolls Royce (Grand Theft Auto), diventa nel corso degli anni ’80 e ’90 uno dei registi più popolari di Hollywood, alternando acclamati titoli drammatici come A Beautiful Mind e Apollo 13 a commedie quali Parenti, amici e tanti guai e Splash, una sirena a Manhattan. Oltre all’adattamento cinematografico del bestseller internazionale Il Codice Da Vinci, ha diretto e prodotto Cinderella Man - Una ragione per lottare, interpretato da Russell Crowe, con il quale aveva già collaborato a A Beautiful Mind, che è valso a Howard l’Oscar come miglior regista oltre ai riconoscimenti per miglior film, miglior sceneggiatura e miglior attrice non protagonista. Inoltre, la pellicola ha ottenuto quattro Golden Globe, tra cui quello per il miglior film drammatico, mentre Howard è stato eletto regista dell’anno da parte della Directors Guild of America. Assieme al produttore Brian Grazer ha ricevuto il primo Awareness Award da parte della National Mental Health Awareness Campaign per il lavoro svolto sulla pellicola.
Le sue doti come regista sono state riconosciute da tempo. Nel 1995, ha ricevuto il primo riconoscimento di regista dell’anno da parte della DGA per Apollo 13. La pellicola drammatica ispirata a fatti reali ha anche conquistato nove candidature agli Academy Awards, vincendo gli Oscar per il miglior montaggio e il miglior sonoro. Ha anche ottenuto il premio per il miglior cast e quello per il miglior attore non protagonista assegnati dalla Screen Actor’s Guild. Molte delle precedenti pellicole di Howard hanno ottenuto delle candidature da parte dell’Academy, tra cui i grandi successi Fuoco assassino, Parenti, amici e tanti guai e Cocoon, l'energia dell'universo, che ha ottenuto ben due statuette. Howard è stato celebrato dal Museum of Moving Images nel dicembre del 2005, e dall’American Cinema Editors nel febbraio del 2006. Il 24 gennaio, assieme al socio Brian Grazer, è stato riconosciuto con il Milestone Award da parte della Producers Guild of America.
Howard ha anche prodotto e diretto l’adattamento dell’acclamato testo teatrale di Peter Morgan Frost/Nixon - Il duello. La pellicola, uscita nel dicembre del 2008, è stata nominata a cinque Academy Award, tra cui quello per il miglior film, oltre a essere candidata al riconoscimento di produttore dell’anno intitolato a Darryl F. Zanuck da parte della PGA.
Nel suo curriculum, citiamo il melodramma epico Cuori ribelli, interpretato da Tom Cruise e Nicole Kidman, il thriller Ransom - il riscatto con Mel Gibson, la favola Il Grinch, interpretata da Jim Carrey, il western The Missing, con Cate Blanchett e Tommy Lee Jones ed il fantasy Willow.
E’ anche stato produttore esecutivo di serie e film per la televisione, tra cui la miniserie della HBO From the Earth to the Moon, così come quella vincitrice dell’Emmy per il miglior telefilm comico, Ti presento i miei (Arrested Development), di cui era anche la voce narrante. Sta anche producendo la serie Parenthood, ispirata alla commedia che aveva diretto in passato.

Brian Grazer (Produttore) realizza film e prodotti televisivi da più di 25 anni. Come sceneggiatore e produttore, è stato personalmente candidato a quattro Academy Award e nel 2002 ha vinto l’Oscar per il miglior film grazie a A Beautiful Mind. Oltre ad aggiudicarsi altri tre Academy Awards, A Beautiful Mind ha anche vinto quattro Golden Globe (tra cui quello per il miglior film drammatico) ed è valso a Grazer il primo Awareness Award da parte della National Mental Health Awareness Campaign.
Nel corso degli anni, i film e le serie televisive di Grazer sono state candidate a un totale di 52 Oscar e 94 Emmy, guadagnando più di 13 miliardi di incassi mondiali nei cinema, in home video e in prodotti musicali.
Oltre a A Beautiful Mind, le sue pellicole comprendono Apollo 13 e Splash, una sirena a Manhattan, che ha cosceneggiato e prodotto e che gli ha fatto ottenere una nomination all’Oscar come miglior sceneggiatura originale nel 1986. In coppia con Howard ha fondato la Imagine Entertainment nel 1986 per creare delle pellicole prodotte a livello indipendente. La società ha quindi realizzato un’ampia gamma di film popolarissimi, tra cui grandi successi del calibro di Il Codice Da Vinci, The Inside Man, Flightplan, 8 Mile, Prima ti sposo, poi ti rovino, American Gangster, Il professore matto, Bowfinger, Cronisti d’assalto, Bugiardo bugiardo.
Howard e Grazer hanno prodotto recentemente Frost/Nixon - Il duello e il dramma Changeling, diretto da Clint Eastwood e con protagonista Angelina Jolie.
Tra le sue produzioni televisive, figurano il grande successo della Fox, vincitore del Golden Globe e dell’Emmy come miglior serie drammatica 24; a questa si aggiungono Friday Night Lights e Lie To Me della Fox, con protagonista Tim Roth.

David Koepp (Sceneggiatore), laureato alla scuola di cinema della UCLA nel 1986, ha scritto e diretto le pellicole Ghost Town (2008), Secret Window (2004), Echi mortali (1999). Ha sceneggiato Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (2008), La guerra dei mondi (2005), Zathura (2005), Spider-Man (2002), Panic Room (2002), Mission: Impossible (1996), Jurassic Park (1993), Carlito’s Way (1993), La morte ti fa bella (1992) e Omicidio in diretta.

Akiva Goldsman (Sceneggiatore) nel 2001 ha ricevuto l’Academy Award, il Golden Globe e il Writers Guild Award per la sua sceneggiatura di A Beautiful Mind. Goldsman ha anche ottenuto delle nomination ai BAFTA e ai WGA per la sua sceneggiatura di Cinderella Man - Una ragione per lottare. Goldsman ha recentemente scritto e prodotto i blockbuster Hancock e Io sono leggenda entrambi interpretati da Will Smith.
Tra i suoi lavori come sceneggiatore ricordiamo l’adattamento de Il codice da Vinci, Il Cliente, Batman Forever, Il Momento di uccidere, Lost in Space e Amori & incantesimi.
Come produttore, Goldsman ha ha prodotto la fortunata pellicola d’azione Mr. & Mrs. Smith, con protagonisti Angelina Jolie e Brad Pitt, oltre all’horror d’azione Blu profondo, la commedia Starsky & Hutch e il fantasy Constantine.

Dan Brown (Autore del romanzo/Produttore esecutivo) è l’autore di numerosi bestseller, tra cui quello che ha raggiunto il primo posto della classifica del New York Times Il codice da Vinci, uno dei romanzi di maggiore successo di tutti i tempi, con 84 milioni di copie vendute nel mondo. All’inizio del 2004, tutti i quattro libri di Dan Brown erano presenti nella classifica dei bestseller del New York Times nella stessa settimana.
Si è laureato all’Amherst College e alla Phillips Exeter Academy, dove ha passato un periodo insegnando inglese prima di impegnarsi completamente alla scrittura. Figlio di un professore di matematica vincitore del Presidential Award e di un’artista impegnata nella musica sacra, Brown è cresciuto circondato dalle filosofie opposte della scienza e della religione. Questi punti di vista complementari sono serviti da ispirazione per il suo fortunato romanzo Angeli e demoni, al quale è seguito Il codice da Vinci. Nel 2006, il suo interesse verso i codici e le agenzie segrete governative lo ha portato a scrivere Crypto, al quale è seguito il tecnothriller La verità del ghiaccio.
Recentemente, ha iniziato a lavorare a una serie di thriller sulla simbologia che vedono protagonista l’ormai popolare Robert Langdon, un professore di iconografia e arte religiosa a Harvard. L’imminente serie comprenderà dei libri ambientati a Parigi, Londra e Washington.

Salvatore Totino (Direttore della fotografia) ha recentemente lavorato con Ron Howard a Frost/Nixon - Il duello, dopo aver già collaborato con questo regista a Il Codice da Vinci, Cinderella Man - Una ragione per lottare e The Missing.
Totino ha iniziato la sua attività di direttore della fotografia in Ogni maledetta domenica di Oliver Stone e ha proseguito con Ipotesi di reato. Vincitore del premio Clio, si è occupato della direzione della fotografia di oltre 300 tra spot e video musicali, lavorando con grandi artisti come Tina Turner, Bruce Springsteen, Tom Petty, REM, Radiohead e tanti altri.
Nato a Sheepshead Bay, Brooklyn, figlio di immigrati italiani, Totino ha iniziato la sua carriera come assistente di produzione nel mondo della pubblicità e si è fatto strada nel settore delle riprese in diversi progetti per il cinema e la televisione prima di diventare direttore della fotografia. Tra questi incarichi, c’è stato quello di responsabile della messa a fuoco nell’episodio di New York del film di Jim Jarmusch Tassisti di notte.

Daniel Orlandi (Ideatore dei costumi), laureato in arti teatrali alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, ha già collaborato quattro volte con Ron Howard, in Frost/Nixon – Il Duello, Il Codice da Vinci, Cinderella Man e Apollo 13, l’ultimo dei quali come costumista associato. Tra i suoi titoli recenti, figurano Number 23, Alamo - Gli ultimi eroi, Abbasso l’amore e Phone Booth - In linea con l'assassino. Inoltre, ha collaborato per Ti presento i miei, The fan - Il mito e come assistente costumista è stato coinvolto in Sister act - una svitata in abito da suora, Conflitto di classe, Un uomo innocente e Mr. Jones. In televisione, è stato coinvolto con la serie della NBC Ed e The Magic of David Copperfield, che gli è valsa l’Emmy per i migliori costumi.

Hans Zimmer (Compositore) ha composto le musiche di oltre 100 film, che hanno raccolto più di 13 miliardi di dollari nei botteghini mondiali. E’ stato celebrato con un Academy Award, due Golden Globe e tre Grammy. Nel 2003, l’ASCAP gli ha conferito il prestigioso Henry Mancini Award alla carriera, grazie alla sua impressionante e influente mole di lavoro.
Questo compositore tedesco ha cominciato a studiare musica da bambino e ha raggiunto il successo nel mondo della musica pop come membro dei Buggles, il cui singolo Video Killed the Radio Star è divenuto un successo mondiale e ha inaugurato una nuova era per l’intrattenimento globale, essendo stato il primo video musicale andato in onda su MTV nel 1981. Dopo aver incontrato l’affermato compositore cinematografico Stanley Myers, i due hanno fondato insieme i Lillie Yard Recording Studios a Londra, collaborando a pellicole come My Beautiful Laundrette.
E’ stato il lavoro da solista del 1988 di Zimmer, Un mondo a parte, che ha catturato l’attenzione del regista Barry Levinson, che gli ha chiesto di occuparsi di Rain man - l'uomo della pioggia, la prima pellicola americana di Zimmer nonchè la prima candidatura (di sette) all’Oscar per le musiche.
Dopo essersi trasferito a Hollywood, nel 1994 vince l’Oscar per la colonna sonora del cartoon Il re leone.
La sua carriera è stata contrassegnata da un’abilità unica nel muoversi tra generi diversi, così come tra film più piccoli e commedie come A spasso con Daisy, Green card - Matrimonio di convenienza, Una vita al massimo, Qualcosa è cambiato e Thelma & Louise al fianco di blockbuster enormi, tra cui Allarme rosso, Mission: Impossible 2, Hannibal, Black Hawk Down, L’ultimo Samurai, la trilogia di Pirati dei Caraibi, Batman Begins e Il Codice da Vinci.
Le nove candidature ai Golden Globe che Zimmer ha conquistato non hanno minimamente rallentato il suo ritmo. Infatti, nel 2008 Zimmer ha composto le musiche di sei film, tra cui Kung Fu Panda, Madagascar 2, Frost/Nixon - Il duello e Il Cavaliere Oscuro. Torna all'Indice

 

Curiosità

Per riprodurre alcuni ambienti del Vaticano, il reparto tecnico ha raccolto buona parte delle sue ricerche per i set e gli oggetti di scena nello stesso modo in cui avrebbe potuto fare un turista o uno studente: attraverso i libri, Internet e una telecamera digitale. Molte zone di Roma e del Vaticano permettono libero ingresso ai turisti che portano telecamere di ogni tipo, così le truppe dei vari reparti del film si sono mescolate ai visitatori armati di zainetto e guide che visitavano questi luoghi.

Un metodo utilizzato dai realizzatori nel corso del film era di combinare tecnologia vecchia e nuova. Così, l’obelisco egiziano di Papa Sisto V, pesante 350 tonnellate, che spicca anche in un’ambientazione enorme e appariscente come quella di Piazza S. Pietro (e che rappresenta un luogo fondamentale nella trama della pellicola), è stato costruito in dimensioni reali, mentre il colonnato era leggermente più piccolo di quello vero. Questo perché l’azione con gli attori si svolgeva soprattutto vicino all’obelisco, mentre il colonnato rimaneva in larga parte sullo sfondo. Quindi, un attento utilizzo della prospettiva ha permesso di far sì che tutto il set apparisse nelle giuste dimensioni.

Per ricreare i famosi pavimenti di marmo di Roma, la squadra di Cameron ha utilizzato il digitale, così come della carta simile al marmo realizzata con stampanti di alta qualità, che era sufficientemente resistente per sopportare le esigenze delle riprese, ma che comunque richiedeva una certa protezione. Così, i realizzatori hanno posto una regola: le scarpe normali non erano consentite, mentre tutti dovevano indossare delle protezioni blu, come quelle che si portano negli ospedali, prima di entrare e girare sul set.

Le uniformi della Guardia svizzera create dal costumista Daniel Orlandi sono identiche all’originale. A un certo punto, Tom Hanks ha sorpreso la troupe arrivando sul set con indosso questa uniforme colorata.

Come Il Codice da Vinci ha creato un’industria di tour in Francia legati alle ambientazioni raccontate dal libro, Angeli e Demoni ha fatto lo stesso per Roma, con schiere di turisti che affrontano tour guidati per seguire il Sentiero degli Illuminati.

Una "semplice" ripresa di Hanks e della Zurer che camminavano per Piazza della Rotonda di fronte al Pantheon ha attirato centinaia di curiosi, che spesso davano le spalle all’antico tempio romano rimanendo tra la folla sul portico, solo per guardare e fotografare le riprese. L’atmosfera era spesso festosa e forsennata, dovunque i realizzatori girassero, venivano sempre incoraggiati da centinaia di turisti e abitanti locali.

Una cerimonia matrimoniale è apparsa nella piazza mentre la troupe stava preparando un’altra inquadratura. Si è scoperto che gli sposi avevano un appuntamento per sposarsi vicino alla location del Pantheon in cui il film veniva girato. La Sposa ed il padre non potevano raggiungere la Chiesa e cavallerescamente, Tom Hanks ha aiutato la sposa e suo padre a farsi strada fino al Pantheon, attraverso l’attrezzatura, le luci e le cineprese. Torna all'Indice

 

Dichiarazioni

ANGELI E DEMONI rappresenta la prima volta in cui Ron Howard è tornato ad affrontare uno stesso personaggio. “Io non ho mai voluto farlo fino ad ora, perché sono sempre stato interessato a creare cose nuove -sostiene Howard- e il film fa proprio questo, anche se Robert Langdon è nuovamente al centro della vicenda e mi permette di adottare nuove soluzioni cinematografiche. Questa pellicola richiede un ritmo e dei tempi differenti, con un altro tipo di energia. E’ letteralmente una bomba a tempo, avvolto in un mistero decisamente originale. Queste due esigenze mi hanno portato, come regista, a preparare questo film in maniera completamente diversa da Il codice da Vinci”.
Per Howard, l’idea de Gli Illuminati dava origine a un cattivo perfetto, un’antagonista degno di Robert Langdon. “Quando ho letto Angeli e demoni, ero veramente affascinato dall’idea degli Illuminati. Questa società segreta in cui sembra ci fossero anche Galileo e Bernini. Cosa è successo loro? Sono stati veramente distrutti? Ci hanno realmente abbandonato? Alcune persone ritengono che gli Illuminati siano sopravvissuti come organizzazione e siano ancora oggi tra noi, influenzando le nostre vite quotidiane, le decisioni dei governi e le strategie aziendali”.
La cosa magnifica delle avventure di Robert Langdon è che stimolano tanta curiosità e ricerche”, prosegue Howard. “Dopo aver letto il libro o visto il film, poi vai in Biblioteca o su Internet, perché vuoi comprendere Bernini, Galileo, il loro rapporto con il Vaticano, con il mondo dell’arte e della scienza, così come il mistero degli Illuminati. Che tu ci creda o meno, è materiale affascinante, e la fertile immaginazione di Dan Brown porta a un’incredibile serie di indizi e a un mistero magnifico”.
Ovviamente, Howard aveva un’altra ragione per voler tornare in ANGELI E DEMONI, ossia la possibilità di collaborare con Tom Hanks per la quarta volta. “Amo lavorare con Tom e mi piace molto quello che sta facendo con Robert Langdon”, sostiene Howard. “La sintonia tra attore e ruolo è ancora più forte e profonda di prima. L’intelligenza, la curiosità e il senso dell’umorismo di Tom si fondono magnificamente con Robert Langdon, così si crea un personaggio più ricco e interessante da osservare”.

Per quanto riguarda il protagonista, anche Tom Hanks era felice di ritrovare il regista Ron Howard e questo film rappresenta infatti la loro quarta collaborazione, dopo quella più recente avvenuta per Il codice da Vinci. “Nulla spaventa Ron”, sostiene Hanks. “Sicuramente non girare di fronte al Pantheon a Roma con centinaia di turisti. Lui trovava dei piccoli vicoli per delle scene nel pomeriggio quando faceva caldo e le folle erano numerose, ma comunque era così concentrato sul lavoro che praticamente non le notava neanche. Se vedeva uno spazio difficile, trovava un modo di girarci ed era sempre fiducioso. Ron ha messo su un’impressionante mole di lavoro e continua a realizzare delle pellicole sempre più complicate e profonde, il tutto facendole sembrare semplici. Ora ha ancora meno paura come realizzatore, prendendosi rischi maggiori di quando c’era molto meno in ballo. La sua forza di volontà, il suo desiderio di ampliare il modo in cui realizza i film lo portava a essere molto esigente con tutti noi”.
Il cast ha fornito una grande energia”, rivela Hanks. “La sincerità che Ewan McGregor porta al Camerlengo, Stellan Skarsgård come figura imponente nei panni del capo della Guardia Svizzera e Armin Mueller-Stahl che incarna il senso morale del Cardinale benevolente e consapevole. E Ayelet Zurer non pronuncerebbe una battuta senza essere consapevole delle informazioni scientifiche che si celano dietro di essa. Tutti hanno lavorato con delle enormi aspettative e con la stessa dedizione, cosa che l’ha resa un’esperienza cinematografica intensa”. “Langdon entra nella storia di ANGELI E DEMONI partendo da un rapporto gelido con il Vaticano, a causa degli eventi raccontati ne Il codice da Vinci”, rivela Tom Hanks, che riprende il ruolo del preparatissimo professor Langdon. “Ha una conoscenza notevole dei rituali e della storia della Chiesa, ma non per questo risulta una persona gradita. Fondamentalmente, c’è una lotta di potere in Vaticano che prende la forma di un sabotaggio durante l’elezione del Papa e, nonostante la sua storia personale con la Chiesa, Langdon viene chiamato per cercare di bloccarla”.

Non essendoci un Papa, il potere del Vaticano è nelle mani del suo braccio destro, il Camerlengo, fino a quando non viene eletto un nuovo Papa. In ANGELI E DEMONI, questa figura fondamentale è interpretata da Ewan McGregor.
Il Camerlengo è un segretario, ma quando il Papa muore, diventa il responsabile dello Stato della Città del Vaticano e ha un potere notevole”, fa notare McGregor. “E’ un personaggio magnifico da interpretare, perché avvengono molte cose legate alla sua figura”.
Il Camerlengo ama molto la Chiesa e il senso di stabilità che fornisce, collegato alla forza della Storia”, prosegue McGregor. “E ora lui vede le cose che ama sotto attacco, nel momento del maggior pericolo. Lui si ritiene un uomo che farà tutto pur di salvare la Chiesa dagli Illuminati e quello che loro rappresentano”.
L’attore era interessato non solo da questo personaggio complesso, ma anche dalla possibilità di lavorare con Ron Howard.
Io ero un grande fan di Ron Howard, l’ho incontrato un paio di volte a Londra quando stava girando Il codice da Vinci”, ricorda McGregor. “Ci siamo incrociati in un ristorante in cui amavamo andare a pranzo domenica. E’ bellissimo lavorare con un regista che non solo è bravo a livello tecnico, ma che è anche in grado di aiutarti per quanto riguarda l’interpretazione e l’emozione di una scena. Penso che il fatto che lui stesso sia stato un attore sia ciò che lo rende un ottimo regista”.

Parlando infine del suo personaggio, Ayelet Zurer sostiene che “Vittoria mi interessava perché rappresenta la generazione di donne che hanno un’istruzione importante e si trovano a svolgere un lavoro in campi dominati dagli uomini. Allo stesso tempo, ha una vita personale e non ha modificato la sua sensibilità per la carriera. E’ una pensatrice determinata, che difficilmente va in crisi”. L’attrice si è preparata al ruolo non solo leggendo informazioni sul tipo di esperimenti che avvengono negli acceleratori di particelle come quello del CERN (e osservando dei video su YouTube a proposito del Grande collisore di adroni), ma anche grazie al libro di Bill Bryson "Breve storia di (quasi) tutto", dietro consiglio di Tom Hanks.
Tutti nella squadra di Ron si conoscono da tanti anni e hanno lavorato a molti progetti. Loro si muovono come delle api nell’alveare”, sostiene la Zurer. “Hanno dei codici e un gergo rapido per comunicare, come se fosse una loro lingua, che io non ho capito subito. Loro erano veloci, simpatici e intensi, ma anche tranquilli. Per me era impressionante. Ron mi diceva di rilassarmi, rallentare e usare la mia voce bassa, così mi ha messo sui giusti binari. Lui voleva veramente che Vittoria fosse molto forte, intelligente e diretta, ma comunque in grado di emozionarsi per le cose che avvengono intorno a lei. Ritengo che si senta decisamente responsabile di tutto quello che avviene”.
La Zurer aveva campo libero nel decidere come avrebbe suonato l’accento italiano di Vittoria Vetra. “Io ho scelto di farla sembrare internazionale, piuttosto che parlare americano con un accento italiano”, rivela l’attrice. “Talvolta, rimanevo sorpresa per il modo in cui l’italiano usciva dal mio corpo. Era molto piacevole. Non so perché sembrasse così naturale, forse perché io sono una persona mediterranea, ma è stata una cosa che ho amato”. Torna all'Indice

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(Maggio 2009)